(Adnkronos) –
L’influenza K lascia il segno anche a metà gennaio 2026, ma i dati autorizzano a sperare che il peggio sia passato. L’ondata di virus continua a mettere al letto migliaia di italiani, mentre i dati indicano un trend apparentemente incoraggiante. “L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità , nella settimana dal 5 gennaio all’11 gennaio, è stata pari a 13,3 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,1”, commenta il bollettino settimanale RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità .Â
In attesa di ulteriori elementi, che emergeranno nelle prossime settimane, il report fa notare che “l’intensità è molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, bassa in tutte le altre regioni eccetto Campania e Calabria, i cui dati non sono disponibili”.Â
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In generale, “la fase acuta dell’ondata di virus influenzali dovrebbe essere superata, ma con che velocità scende la curva dei casi e come si abbasserà lo possiamo solo supporre dalla analisi degli anni precedenti. Va detto che i numeri rimarranno significativi ancora per 3-4 settimane, quindi è anche possibile che si arrivi a sfiorare i 14-15 milioni totali di contagi come in passato”, dice all’Adnkronos Salute il virologo Mauro Pistello, direttore dell’Unità di Virologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia. Â
“E’ una stagione influenzale partita forte con 3-4 settimane di anticipo – prosegue il virologo – che ha dato una coda di accessi al pronto soccorso e un numero considerevole di polmoniti. Abbiamo visto anche molte doppie infezioni – con Covid o rinovirus – che potrebbero essere una delle cause di quadri più complessi. In più c’è il predominio della variante K che è abbastanza aggressiva, si trasmette facilmente e sembra allungare anche i tempi di recupero. Vediamo che l’H3N2 viene contratto più dai giovani, mentre l’H1N1 più dagli over 50. Però sono ottimista che potremmo esserci lasciati il peggio alle spalle”, conclude Pistello. Â
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