Maduro, il mini-show in aula: “Sono il presidente del Venezuela, mi hanno rapito: sono innocente”

Maduro, il mini-show in aula: “Sono il presidente del Venezuela, mi hanno rapito: sono innocente”

(Adnkronos) –
“Sono stato rapito. Sono un prigioniero di guerra, sono innocente e sono un uomo perbene. Sono ancora il presidente del Venezuela”. Nicolas Maduro si è presentato in aula a New York per la prima udienza del processo in cui è imputato con la moglie Cilia Flores. La coppia, catturata nelle prime ore del 3 gennaio a Caracas, si è dichiarata non colpevole davanti al giudice Alvin Hellerstein, 92 anni, in relazione a tutti i 4 capi d’accusa, compreso quello relativo al narcotraffico. 

 

Maduro, con i piedi incatenati, è entrato in aula alle 12 locali scortato dagli US Marshal. Niente telecamere, niente fotografi: a raccontare l’udienza, i giornalisti ammessi in aula. Pantaloni color cachi forniti dal carcere, una maglietta blu navy a maniche corte sopra una maglietta arancione. Anche le scarpe di tela del leader venezuelano erano arancioni, un colore che le autorità carcerarie destinano ai detenuti ad alto rischio o che richiedono misure speciali di sicurezza. 

Maduro non è mai stato ammanettato, dettaglio insolito per i detenuti federali in custodia cautelare. Le caviglie, invece, erano incatenati. L’imputato, secondo il Washington Post, ha compiuto un gesto ‘teatrale’ mentre veniva condotto in aula ha finto di essere ammanettato: ha portato le mani dietro la schiena unendo i polsi, che in realtà erano totalmente liberi.
 

I media presenti hanno descritto un Maduro a tratti nervoso, a giudicare dalle mani in costante movimento. Per lunghi tratti, ha scarabocchiato e preso appunti su un blocco giallo, che probabilmente potrà tenere. Allo stesso tempo, l’imputato ha effettuato le prime mosse per testare i limiti di azione nell’ambito del procedimento. In spagnolo, ha provato a rilasciare una sorta di dichiarazione spontanea alzandosi in piedi. “Ci sarà tempo e luogo”, ha detto il giudice, limitandosi a chiedere le generalità: “Voglio solo sapere una cosa. Lei è Nicolas Maduro Moros?”. “Sono Nicolas Maduro Moros”, la risposta che ha sostanzialmente consentito al giudice di chiudere l’udienza durata poco più di mezz’ora. 

Gli imputati non hanno chiesto la libertà su cauzione, potrebbero farlo più avanti, magari nell’udienza in calendario il 17 marzo. Maduro e la moglie, che si è definita “la primera dama della Repubblica del Venezuela” in linea con le dichiarazioni del marito, hanno chiesto una visita consolare in carcere. Maduro non ha nascosto la sua sorpresa quando gli sono stati letti i suoi diritti: “Non ne ero a conoscenza”. 

I legali hanno sollecitato anche controlli medici: Maduro è apparso zoppicante subito dopo l’arrivo a New York nella serata del 3 gennaio, Cilia Flores ha “gravi contusioni alle costole” e “avrà bisogno di cure adeguate” mentre è detenuta nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Secondo i media Usa, la donna avrebbe un livido sul volto. A udienza finita, spazio anche per un fuoriprogramma. Un uomo, identificato come il 33enne Pedro Rojas, ha urlato in spagnolo a Maduro “pagherai per i tuoi crimini”. La risposta è stata immediata: “Conquisterò la libertà”. 

 

A Caracas, intanto, il Venezuela volta pagina. Delcy Rodriguez, ‘osservata speciale’ da Donald Trump per la ricostruzione del paese, ha prestato giuramento come presidente ad interim. I media locali precisano che l’ex vice presidente ha giurato davanti al fratello Jorge Rodriguez, rieletto presidente dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento di Caracas. All’inizio della seduta, i deputati hanno scandito lo slogan “Vamos Nico” (Forza Nico) a sostegno di Maduro. L’Assemblea ha anche tributato una standing ovation quando è stato indicato il posto vuoto di Cilia Flores. Delcy Rodriguez ha definito Maduro e la moglie “due eroi” e ha promesso di garantire la pace nel Paese, “la tranquillità spirituale, la tranquillità economica e sociale del nostro popolo”. La leader ha anche affermato di assumere l’incarico “con dolore per la sofferenza causata al popolo venezuelano dopo un’illegittima aggressione militare contro la nostra patria”. 

E’ stato però Jorge Rodriguez a promettere di esplorare ogni via per “riportare indietro” Maduro. “La mia funzione principale nei giorni a venire… come presidente di questa Assemblea nazionale, sarà quella di ricorrere a tutte le procedure, a tutte le piattaforme e a tutte le vie per riportare indietro Nicolas Maduro Moros, mio fratello, il mio presidente”, ha detto ai parlamentari. 

Nell’asse tra due famiglie, Nicolas Maduro Guerra, figlio del leader, ha espresso il suo “sostegno incondizionato” alla presidente ad interim Delcy Rodriguez. “A te, Delcy Eloina, il mio sostegno incondizionato per il durissimo compito che ti è stato assegnato. Conta su di me”, ha detto nel corso della sessione. Trattenendo le lacrime, ha poi aggiunto: “La patria è in buone mani, papà, e presto ci riabbracceremo qui in Venezuela”. 

 

 

 

 

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