(Adnkronos) – Ć morto a 88 anni lāex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini. Il top manager di Castagneto Carducci, dove ĆØ nato il 25 febbraio del 1937, ĆØ arrivato alla plancia di comando di Finmeccanica nellāaprile 2002, ed ĆØ rimasto – imprimendo un nuovo passo al gruppo – fino al 2011, quando fu costretto alle dimissioni perchĆ© travolto dal ciclone delle inchieste (poi archiviate). Ā
Laureato in Ingegneria Elettronica presso lāUniversitĆ di Pisa, con un dottorato di ricerca allāUniversitĆ della Pennsylvania, Guarguaglini, detto āGuarguaā, ĆØ stato, tra le altre cose, membro della giunta e del consiglio direttivo di Confindustria e di Assonime, presidente onorario della Federazione Aziende Italiane per lāAerospazio, la Difesa e la Sicurezza, membro del board del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti, membro del direttivo della Fulbright Commission e dellāAdvisory Board della Luiss Business School. Numerose anche le cariche rivestite, da direttore generale e poi Ad delle Officine Galileo (1984-1994), a numero uno di Oto Melara dal 1995. Nel ā96 lāapprodo in Finmeccanica, come responsabile raggruppamento delle aziende del settore difesa (1996-1999), poi presidente del Consiglio di amministrazione di Alenia Marconi Systems (1998-2000) e Ad di Fincantieri Cantieri Navali Italiani (1999-2002).Ā
Dalla sede del gruppo navalmeccanico, nel 2002 arriva a Roma come numero uno di Finmeccanica, in uno dei momenti più delicati dellāazienda, appena uscita da una crisi che lāaveva vista pericolosamente vicina al baratro del fallimento e della liquidazione, con il rischio di ‘spezzatino’. A risalire la china era stata inizialmente la gestione di Alberto Lina e Giuseppe Bono, le cui divergenze però lāavrebbero resa presto una diarchia. Ā
Con Guarguaglini si registra invece un cambio di passo strategico: da una holding di partecipazioni Finmeccanica viene trasformata in una holding industriale, centrata sulla concentrazione del core business dell’aerospazio e difesa, con lāobiettivo di focalizzare quei punti di forza che fanno massa critica e che nelle joint venture internazionali consentono al gruppo italiano di avere una quota di maggioranza, chiudendo cosƬ la stagione delle jv paritetiche. Questa strada lancia il gruppo sulla scena internazionale con una vera e propria campagna acquisti: Finmeccanica acquisisce la societĆ elicotteristica britannica Westland per creare lāAgustaWestland e l’americana Drs (aumentando però il debito). Ā
Ancora, nel 2005, la societĆ guidata da Guarguaglini vince la gara per l’elicottero presidenziale Usa, battendo in casa la concorrenza dell’americana Sikorsky: ĆØ la prima volta che a incassare la commissione ĆØ una societĆ estera (la commessa verrĆ poi annullata dal presidente Obama). A questo colpo, seguirĆ quello della commessa Usa per il C27j. Nel giro di pochi anni Finmeccanica diventa uno dei principali player mondiali dell’aerospazio e difesa.Ā
Poi arriva il 2011, lāannus horribilis. Da un lato, la bufera dei conti: dopo anni di esercizi in utile il gruppo chiude lāanno con pesanti perdite; dallāaltro, il fronte giudiziario che si infiamma: Guarguaglini viene indagato per frode fiscale e false fatturazioni, accusato dalla procura di aver assistito sua moglie Marina Grossi, dirigente della Selex, unāazienda del gruppo, a emettere documenti contabili falsi per gestire illecitamente i soldi degli appalti. Accuse che il manager respinge per mesi – e che successivamente verranno archiviate – che lo costringono, infine, ad un sofferto addio, dimettendosi dal Cda dellāazienda nello stesso anno.Ā
—
economia
webinfo@adnkronos.com (Web Info)


