{"id":8763,"date":"2025-09-21T18:56:37","date_gmt":"2025-09-21T18:56:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=8763"},"modified":"2025-09-21T18:56:37","modified_gmt":"2025-09-21T18:56:37","slug":"turismo-da-citta-del-gioco-a-meta-culturale-la-nuova-vita-di-nova-gorica-riparte-da-go2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=8763","title":{"rendered":"Turismo: da citt\u00e0 del gioco a meta culturale, la nuova vita di Nova Gorica riparte da Go2025"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da vetrina socialista sull\u2019Occidente a capitale del gioco e dell\u2019intrattenimento, da \u2018citt\u00e0 ideale\u2019 di stampo modernista a frontiera di contrabbando, da paesaggio urbano puntellato dal verde e dalle rose a emblema dell\u2019anonima architettura stile sovietico. Un cammino a caccia di un\u2019identit\u00e0 partito pi\u00f9 di 70 anni fa, quando dal nulla nacque una citt\u00e0 e un confine imposto divise una comunit\u00e0, e arrivato oggi a un traguardo tanto ambizioso quanto inimmaginabile fino a qualche tempo fa: essere proclamata \u2018Capitale europea della cultura\u2019. E\u2019 Nova Gorica, la \u2018met\u00e0 slovena\u2019 di Gorizia, o meglio la Gorizia slovena che con la \u2018sorella pi\u00f9 anziana\u2019 condivide per il 2025 questo importante titolo. Un riconoscimento che per la prima volta vede protagonista una \u2018Capitale transfrontaliera\u2019 e che proietta Nova Gorica in una prospettiva di sviluppo turistico-culturale che apre una nuova fase della sua giovane ma gi\u00e0 movimentata storia.\u00a0Mostre, teatro, danza, dibattiti stano animando Nova Gorica e Gorizia in questo speciale anno all\u2019insegna del claim \u2018GO! Borderless\u2019, un inno al superamento di un confine tracciato con un segno di penna, l\u00ec dove doveva passare quella cortina di ferro tra Europa dell\u2019Est ed Europa dell\u2019Ovest, dove l\u2019Ovest era Gorizia e l\u2019Est la citt\u00e0 pi\u00f9 moderna della ex Jugoslavia. Un confine che ha diviso da un giorno all\u2019altro famiglie e propriet\u00e0, e persino un cimitero, segnando due appartenenze diametralmente opposte, ma che nella testa di chi quei luoghi abitava da generazioni non ha mai attecchito. Qui, se chiedi a un abitante cosa si sente, ti risponde che il bisnonno \u00e8 nato quando c\u2019era l\u2019Impero austro-ungarico, il nonno quando il territorio era italiano, il padre nella ex Jugoslavia e lui nell\u2019attuale Slovenia.\u00a0Un melting pot di lingua e tradizioni che proprio il grande progetto della \u2018Capitale europea della cultura\u2019 vuole valorizzare lanciando un messaggio forte di unione, che non a caso ha il suo luogo simbolo nella piazza Transalpina, che appartiene a due Stati e che accomuna anzich\u00e9 dividere. E se per l\u2019italiana Gorizia, dalla storia millenaria, \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 di trovare nuove vie di attrattivit\u00e0, per Nova Gorica \u00e8 l\u2019occasione per cambiare totalmente volto: non pi\u00f9 solo destinazione per giocatori, ma degna di visita per un\u2019offerta culturale di primo piano e con aspetti storici e architettonici da scoprire e soprattutto da saper raccontare. Una meta, insomma, che merita una mappa delle principali attrazioni, oltre che dei suoi bellissimi dintorni a Est del fiume Isonzo, come dimostrano gli interessanti opuscoli informativi realizzati con lungimiranza dall\u2019Ufficio del turismo di Nova Gorica, che segue anche la Valle del Vipava (www.vipavskadolina.si).\u00a0\u201cQuello di \u2018GO2025\u2019 &#8211; spiega Klavdija Figelj, responsabile comunicazione media Go2025 &#8211; \u00e8 un progetto transfrontaliero, che ha rilanciato la cooperazione tra Nova Gorica e Gorizia, due volti della stessa citt\u00e0 che rappresentano l\u2019antico e il moderno. Per Nova Gorica la scommessa \u00e8 di puntare su un tipo di turismo diverso, non pi\u00f9 solo in cerca di gioco e intrattenimento, ma che abbia un\u2019attrattiva culturale e le potenzialit\u00e0 ci sono tutte. Durante questo anno abbiamo avuto artisti sloveni, italiani e internazionali, abbiamo ospitato la Biennale dell\u2019arte del Mediterraneo dei giovani, abbiamo sviluppato collaborazioni con universit\u00e0 e accademie. Ora a fine settembre c\u2019\u00e8 il tema del \u2018Cibo di frontiera\u2019 e poi tanta attenzione dedicata alla sostenibilit\u00e0\u201d. \u00a0\u201cInoltre, sono stati recuperati spazi trasformati in location per eventi o sedi di mostre. E\u2019 il caso dell\u2019Epic, che sar\u00e0 un museo permanente vicino alla stazione. La stessa piazza Transalpina, o piazza Europa per il lato sloveno, \u00e8 diventata un salotto per due citt\u00e0, un luogo di incontro dal forte valore simbolico. Per la cerimonia di chiusura, a inizio dicembre, si accender\u00e0 uno spettacolo di luci in entrambe le citt\u00e0. C\u2019\u00e8 molta soddisfazione, quest\u2019anno ha portato molto movimento, e almeno un 30% in pi\u00f9 di turisti, attirando persone da altri paesi europei ma anche gli stessi sloveni che prima non visitavano Nova Gorica\u201d, aggiunge.\u00a0Soddisfazione condivisa dal Gect Go, il Gruppo europeo di cooperazione territoriale fondato nel 2011 con la missione di supportare le citt\u00e0 transfrontaliere attraverso una strategia comune di sviluppo del territorio e che ha lavorato alla candidatura a \u2018Capitale europea della cultura\u2019 e co-organizza il programma. E gi\u00e0 si guarda all\u2019eredit\u00e0 che questa esperienza lascia con numerosi progetti in cantiere per i prossimi anni, come conferma Ezio Benedetti, coordinatore dei progetti europei di Gect Go: \u201cLe direttrici della legacy per il futuro sono quella turistico-culturale, quella ambientale e quella logistica e dei trasporti\u201d. Tra i principali progetti supportati da Gect Go, la riqualificazione della piazza Transalpina, \u201cunico caso di stazione diventata salotto\u201d, sottolinea.\u00a0A confermare l\u2019incremento di presenze \u00e8 il Gruppo alberghiero Hit, proprietario dei due grandi hotel in citt\u00e0, il Park, che \u00e8 stato il primo a sorgere nel 1984 con all\u2019interno anche il primo casino che ha poi aperto la strada e la storia di Nova Gorica legata al gioco, e il Perla, che per primo ha importato in Europa il \u2018modello Las Vegas\u2019 e diventando cos\u00ec un riferimento per il turismo dell\u2019intrattenimento, attraendo una clientela per il 90% italiana. L\u2019anno di GO2025 segna una svolta anche per il Gruppo, che ha puntato su iniziative culturali e artistiche anche nelle proprie strutture (quattro alberghi &#8211; oltre a Perla e Park a Nova Gorica, Lipa a San Pietro e Sabotin a Salcano &#8211; per un totale di 833 posti letto e quasi 1.000 posti nelle sale conferenze). E ha supportato il progetto della \u2018Capitale europea della cultura\u2019 non solo come il principale fornitore di servizi alberghieri e congressuali nella regione di Gori\u0161ka, ma anche come promotore di una vasta gamma di esperienze turistiche, che quest&#039;anno si sono arricchite con contenuti di valore culturale.\u00a0Sin dalla sua fondazione, 40 anni fa, accogliendo i flussi turistici dalla vicina Italia, Hit ha avuto una visione di superamento dei confini linguistici e nazionali e da sempre \u00e8 un forte sostenitore di numerosi progetti culturali ed eventi nella comunit\u00e0 locale. Nel 2025, l&#039;azienda punta a consolidare questo ruolo offrendo esperienze che permettano agli ospiti di scoprire il patrimonio culturale del territorio, arricchendo cos\u00ec la tradizionale esperienza turistica.\u00a0Come spiega il presidente del Consiglio di amministrazione, Sandi Brata\u0161evec, \u201cla nostra partecipazione al progetto \u2018Capitale europea della cultura\u2019 rappresenta un contributo fondamentale alla strategia di crescita sostenibile e di internazionalizzazione del Gruppo Hit: superare i confini, sostenere progetti socialmente responsabili, creare un&#039;atmosfera accogliente e divertente per la nostra destinazione e aumentare la sua visibilit\u00e0 a livello globale, sono obiettivi che condividiamo, e che contribuiscono allo sviluppo sostenibile dell&#039;ambiente in cui operiamo\u201d.\u00a0Era il 15 settembre 1947 quando fu tracciato il confine che divise in due la regione: la citt\u00e0 di Gorizia fu assegnata all\u2019Italia e sul lato jugoslavo si decise di costruire ex novo una citt\u00e0, la prima completamente nuova nel paese, che doveva essere anche l\u2019emblema di una nuova societ\u00e0 socialista. All\u2019avvio dei lavori parteciparono brigate di giovani lavoratori provenienti da ogni parte del paese, in totale 5.200, per i quali, in segno di gratitudine, nel 2008 venne eretto un monumento opera dello scultore Zmago Posega. Dopo vari cambiamenti, ad andare in porto fu il progetto urbano dell\u2019architetto Edvard Ravnikar. La prima costruzione fu il palazzo del Comune, ad opera dell\u2019architetto Vinko Glanz: la piazza antistante non venne mai pavimentata e tuttora \u00e8 coperta da un prato ma nel 1994 fu costruito di fronte il teatro, a cui fece seguito nel 2000 l\u2019edificio della biblioteca, a formare quello che doveva essere il polo culturale. \u00a0Nova Gorica fu progettata come un parco urbano e negli anni \u00e8 diventata un vero e proprio giardino botanico: nei viali principali furono piantati molti alberi, anche di specie introvabili in altre zone della Slovenia, e cespugli di rose, che ancora oggi rendono l\u2019idea della \u2018citt\u00e0 giardino\u2019. Per questo motivo, Nova Gorica viene chiamata \u2018citt\u00e0 delle rose\u2019 e dal 1968 una rosa rossa \u00e8 raffigurata nello stemma municipale. I primi abitanti si insediarono a Nova Gorica all\u2019inizio degli anni Cinquanta, provenienti soprattutto dai villaggi dei dintorni. \u00a0La citt\u00e0 continu\u00f2 a espandersi e a met\u00e0 degli anni Sessanta emerse l\u2019esigenza di un nuovo centro commerciale. Cos\u00ec, nel 1966 Marjan Vrtovec progett\u00f2 uno spazio pensato solo per i pedoni. Fu la prima zona pedonale della ex Jugoslavia, ispirata alla prima d\u2019Europa che si trova a Rotterdam. Sul lato opposto di questa area si trovavano una strada e un parcheggio. Oggi, piazza Bevk \u00e8 diventata la pizza centrale della citt\u00e0.\u00a0All\u2019inizio degli anni Settanta, sotto la guida del direttore urbanistico Tomaz Vuga, \u00e8 stato dato il via al piano di espansione pi\u00f9 ambizioso della storia della citt\u00e0: la costruzione del quartiere residenziale, dove oggi vive gran parte degli abitanti di Nova Gorica. Nel 1968 inizi\u00f2 la costruzione di un complesso abitativo in via Cankarjeva che poco dopo venne notevolmente ampliato lungo la via Gradnikove brigade. Questi 15 edifici sono soprannominati la \u2018Muraglia cinese\u2019 per via del loro aspetto imponente o anche i \u2018Matitoni\u2019 per i colori pastello delle loro facciate una attaccata all\u2019altra. \u00a0A prevedere la costruzione di quello che sarebbe diventato l\u2019Hotel Park era gi\u00e0 il progetto originario, con bar e ristorante. L\u2019edificazione sulla via Cesta cominci\u00f2 nel 1951 ma fu completata solo nel 1959. E\u2019 del 1984 l\u2019idea di riqualificare la sala da ballo, che aveva ospitato molte feste, in un casin\u00f2, avviando quella trasformazione della citt\u00e0 in una popolare destinazione per il gioco d\u2019azzardo, destinata ad attrarre sempre di pi\u00f9 i turisti italiani. Con questa idea di creare un\u2019offerta integrata di accoglienza e turismo, venne fondata la societ\u00e0 Hit. Dall\u2019altro lato della strada, intanto, dopo il 1957, trovarono posto il panificio, la macelleria e la prima caffetteria della citt\u00e0, oltre al mercato. Questa strada divenne cos\u00ec la prima vera passeggiata della citt\u00e0.\u00a0Il secondo complesso alberghiero-ricreativo venne inaugurato nel 1976: il centro Argonavt, con una superficie di 20mila metri quadrati, progettato da Niko Lehermann insieme al gruppo di avanguardia Oho e ispirato alla nave degli Argonauti. Nei primi anni Ottanta la societ\u00e0 titolare fall\u00ec e il complesso fu dapprima adibito a centro studi della societ\u00e0 Iskra Delta, leader mondiale nella fabbricazione di pc, e poi nel 1993 fu rilevato dalla societ\u00e0 Hit inaugurando il Casin\u00f2 Perla, che ancora oggi \u00e8 il pi\u00f9 grande d\u2019Europa per numero di tavoli da gioco. Sull\u2019altro lato della strada \u00e8 situata l\u2019unica chiesa della citt\u00e0, costruita soltanto nel 1982 su progetto di Franc Kvaternik e nel 2004 divenuta la prima concattedrale in Slovenia.\u00a0Tra i pochi edifici antichi rimasti nel territorio dove sorse Nova Gorica, la vecchia fornace risalente al 1922, che aveva cessato di funzionare nel 1944, nei pressi del Boschetto dei pini, dove ancora si trovano tracce di scavi nell\u2019argilla; mentre l\u2019edificio, che aveva la ciminiera pi\u00f9 alta della regione, fu demolito nel 1957 e della struttura originaria resta solo una piccola parte adibita ad uso amministrativo. Un\u2019altra traccia del passato sono tre lapidi del vecchio cimitero, che si trovava dove oggi c\u2019\u00e8 il cuore della citt\u00e0, sulla strada che porta alla \u2018vecchia\u2019 Gorizia. Aperto nel 1880 e chiuso durante la Prima Guerra mondiale con i combattimenti sul fronte dell\u2019Isonzo, si calcola ospitasse 28mila salme. Proprio di fronte si trova il grattacielo Eda Center, visibile da ogni parte, e l\u2019Icarus, il primo monumento pubblico della citt\u00e0, eretto nel 1960 dallo scultore Janez Lenassi: ricorda Edvard Rusjan, primo aviatore sloveno che nel 1909 vol\u00f2 con l\u2019Eda, un aereo da lui stesso costruito ma che proprio durante un volo dimostrativo mor\u00ec tre anni dopo. \u00a0Oggi simbolo della riunificazione delle due citt\u00e0 transfrontaliere, piazza Transalpina (Trg Evrope in sloveno) fu costruita nel 1906 insieme alla stazione sulla pittoresca linea ferroviaria che collega Gorizia e Jesenice. Quando venne stabilito il nuovo confine nel 1947, fu deciso che la linea ferroviaria sarebbe appartenuta alla Jugoslavia, creando l\u2019insolita situazione che vede la piazza antistante divisa tra due Paesi. La stazione rest\u00f2 in territorio slavo e divenne di fatto l\u2019edificio pubblico pi\u00f9 antico di Nova Gorica (nelle sale interne c\u2019\u00e8 un piccolo museo che racconta questa evoluzione e che, insieme alla mostra sul contrabbando che racconta questa pratica ben presente tra gli abitanti della fascia confinaria, rappresenta una interessante ricostruzione storica). \u00a0Nel 2004, proprio in questa piazza fu celebrato l\u2019ingresso della Slovenia nell\u2019Unione europea; il confine cadde definitivamente nel 2007 con l\u2019ingresso nello spazio Schengen. Oggi la targa al centro che segna il confine, ormai invisibile, \u00e8 soprattutto una curiosit\u00e0 da fotografare. La piazza \u00e8 diventata il simbolo della condivisione fra due citt\u00e0 e dell\u2019integrazione europea. E dal 2025 anche della nuova vita di Nova Gorica, che parla il linguaggio universale della cultura. \u00a0\u00a0&#8212;lavoro\/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=8763\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da vetrina socialista sull\u2019Occidente a capitale del gioco e dell\u2019intrattenimento, da \u2018citt\u00e0 ideale\u2019&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8764,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[2,17],"class_list":["post-8763","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro","tag-adnkronos","tag-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8763"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8763\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8778,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8763\/revisions\/8778"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}