{"id":87395,"date":"2026-06-10T17:21:36","date_gmt":"2026-06-10T17:21:36","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=87395"},"modified":"2026-06-10T17:21:36","modified_gmt":"2026-06-10T17:21:36","slug":"truppe-russe-al-confine-con-la-nato-lallarme-danese-rischio-guerra-nei-prossimi-tre-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=87395","title":{"rendered":"Truppe russe al confine con la Nato, l&#8217;allarme danese: &#8220;Rischio guerra nei prossimi tre anni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La Russia non si starebbe preparando soltanto a sostenere la guerra in Ucraina. Secondo una lunga inchiesta della tv pubblica danese DR, realizzata insieme alle omologhe svedese Svt, norvegese Nrk e al media estone Delfi, Mosca starebbe riorganizzando in profondit\u00e0 il proprio dispositivo militare lungo il confine con l\u2019Europa settentrionale, dall\u2019Artico al Baltico, in vista di un possibile confronto di larga scala con la Nato.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 questa la sostanza pi\u00f9 rilevante del lavoro giornalistico intitolato \u201cKrigsplan Europa\u201d, \u201cPiano di guerra Europa\u201d: nuove basi, ampliamento di strutture esistenti, ricostituzione di grandi unit\u00e0 militari, aumento della capacit\u00e0 logistica e trasformazione delle forze russe da brigate a divisioni. Non un semplice rafforzamento difensivo, ma una riorganizzazione pensata per sostenere operazioni prolungate e ad alta intensit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Il punto pi\u00f9 delicato riguarda i tempi. Le fonti consultate da DR indicano nei prossimi uno-tre anni la fase potenzialmente pi\u00f9 pericolosa per l\u2019Europa, soprattutto nel periodo immediatamente successivo a un\u2019eventuale fine dei combattimenti in Ucraina. In quello scenario, Mosca potrebbe disporre di un esercito temprato dal conflitto, di un\u2019economia gi\u00e0 convertita alla produzione bellica e di una capacit\u00e0 di mobilitazione pi\u00f9 rapida rispetto al ritmo con cui i Paesi europei stanno ricostruendo le proprie difese.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019inchiesta di DR nasce da un lavoro durato oltre un anno e mezzo e si fonda su oltre 25 colloqui approfonditi con capi dei servizi di intelligence nordici, generali, ufficiali di alto rango della Nato e fonti con accesso diretto a informazioni classificate sull\u2019attivit\u00e0 militare russa.\u00a0<\/p>\n<p>A questa base testimoniale si aggiungono immagini satellitari inedite, analizzate da Marko Eklund, ex ufficiale dell\u2019intelligence militare finlandese, documenti riservati della Nato relativi a scenari di guerra e le valutazioni di minaccia pubblicate negli ultimi anni da sette agenzie di intelligence della regione.\u00a0<\/p>\n<p>La conclusione che emerge \u00e8 netta: la Russia sta rafforzando l\u2019intero arco di confine con la Nato nel Nord Europa, dalla Norvegia e dalla Finlandia fino alla Lituania. L\u2019allargamento dell\u2019Alleanza a Finlandia e Svezia ha trasformato quell\u2019area in uno dei fronti pi\u00f9 sensibili della sicurezza europea. Mosca, secondo l\u2019inchiesta, sta rispondendo con una riorganizzazione militare strutturale.\u00a0<\/p>\n<p>Il passaggio pi\u00f9 significativo non riguarda soltanto il numero dei soldati, ma il tipo di forze schierate. Mosca starebbe trasformando unit\u00e0 organizzate in brigate, composte indicativamente da circa 4.000 uomini, in divisioni, che possono arrivare a circa 10.000 soldati ciascuna.\u00a0<\/p>\n<p>La differenza \u00e8 sostanziale. Le brigate sono pi\u00f9 leggere e flessibili. Le divisioni, invece, sono pensate per operazioni di combattimento di maggiore durata, con artiglieria, logistica, supporto pesante e capacit\u00e0 di condurre una guerra convenzionale su vasta scala. \u00c8 per questo che gli esperti consultati dall\u2019inchiesta leggono il cambiamento come un segnale politico e militare: non si tratta di un dispositivo di frontiera o di una misura simbolica, ma di un assetto compatibile con scenari di guerra ad alta intensit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Marko Eklund, quando le operazioni in Ucraina saranno terminate, la Russia potrebbe arrivare a schierare circa 115.000 soldati nelle aree di confine con l\u2019Europa settentrionale. A questi si aggiungerebbe la possibilit\u00e0 di mobilitare rapidamente centinaia di migliaia di veterani del conflitto ucraino, spostandoli da altre aree del territorio russo verso il fianco nordico e baltico.\u00a0<\/p>\n<p>Il generale Thomas Nilsson, capo dell\u2019intelligence militare svedese, ha sintetizzato cos\u00ec il senso delle immagini satellitari mostrate da Svt: \u201cNon crediamo che siano l\u00ec solo per fare bella figura. Si tratta di prepararsi a uno scontro con la Nato in un conflitto di grande scala in futuro\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il passaggio centrale riguarda la cosiddetta finestra di vulnerabilit\u00e0. Secondo le fonti di DR, la fase pi\u00f9 rischiosa potrebbe aprirsi subito dopo la fine o il congelamento della guerra in Ucraina. Il motivo \u00e8 semplice: in quel momento la Russia potrebbe disporre di forze combattenti esperte, di industrie militari ancora in pieno regime e di un vantaggio temporale rispetto al riarmo europeo.\u00a0<\/p>\n<p>Un capo dell\u2019intelligence nordica, citato dall\u2019inchiesta, spiega che Mosca potrebbe decidere di agire non quando sar\u00e0 al massimo della propria preparazione, ma quando l\u2019avversario sar\u00e0 ancora troppo debole. Il fattore decisivo, dunque, non sarebbe solo la forza assoluta della Russia, ma il divario temporaneo tra la sua capacit\u00e0 di mobilitazione e la lentezza con cui l\u2019Europa sta colmando i propri vuoti militari.\u00a0<\/p>\n<p>Il generale norvegese Eirik Kristoffersen, capo delle forze armate di Oslo, ha indicato in due-tre anni l\u2019orizzonte del peggior scenario possibile. La sua valutazione parte dalla constatazione che la produzione militare russa non \u00e8 in calo, ma al contrario resta su livelli molto elevati. Finch\u00e9 l\u2019Europa non avr\u00e0 aumentato in modo sostanziale la propria produzione di munizioni, sistemi di difesa, mezzi terrestri, capacit\u00e0 aeree e tecnologie avanzate, Mosca potrebbe conservare un vantaggio operativo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 questo il cuore politico dell\u2019inchiesta: non la previsione certa di un attacco russo, ma l\u2019idea che nei prossimi anni l\u2019Europa possa trovarsi nel punto pi\u00f9 esposto della propria transizione militare. Troppo tardi per affidarsi alle vecchie certezze del periodo post-Guerra fredda, troppo presto per disporre davvero delle nuove capacit\u00e0 promesse dai piani di riarmo.\u00a0<\/p>\n<p>Il rafforzamento russo riguarda un\u2019area che negli ultimi anni ha cambiato natura strategica. L\u2019ingresso della Finlandia nella Nato nel 2023 e quello della Svezia nel 2024 hanno allungato enormemente la frontiera diretta tra l\u2019Alleanza e la Russia. La penisola di Kola, il Baltico, la regione di San Pietroburgo e l\u2019ex distretto militare di Leningrado sono tornati al centro della pianificazione militare europea.\u00a0<\/p>\n<p>Per Mosca, quella fascia territoriale \u00e8 cruciale: protegge l\u2019accesso all\u2019Artico, ospita assetti navali strategici, collega il Nord con il Baltico e guarda direttamente ai Paesi che oggi pi\u00f9 di altri percepiscono la minaccia russa come concreta. Per Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia e Norvegia, invece, il problema non \u00e8 teorico. \u00c8 geografico.\u00a0<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 che la Russia sposti forze veterane dall\u2019Ucraina verso il confine nordico e baltico viene considerata dagli apparati di sicurezza della regione come una delle variabili principali dei prossimi anni. Non significa che un conflitto sia inevitabile. Significa che l\u2019Europa deve prepararsi a uno scenario in cui Mosca possa usare la pressione militare come strumento di intimidazione, coercizione politica o, nel caso peggiore, aggressione diretta.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019inchiesta non descrive soltanto la minaccia russa. Mette in evidenza anche le debolezze della risposta europea. Un alto ufficiale Nato interpellato da DR indica una serie di lacune: forze convenzionali insufficienti su terra, mare e aria; accesso limitato alle capacit\u00e0 spaziali; carenza di sistemi unmanned, cio\u00e8 droni e piattaforme senza equipaggio; difficolt\u00e0 nella protezione aerea di infrastrutture civili e militari.\u00a0<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo punto viene indicato come il maggiore \u201cbuco\u201d nelle capacit\u00e0 europee. In uno scenario di guerra moderna, aeroporti, porti, centrali energetiche, reti ferroviarie, nodi digitali, basi militari e infrastrutture logistiche diventerebbero obiettivi prioritari. La difesa aerea europea, pur rafforzata negli ultimi anni, resta frammentata e non sempre sufficiente a coprire un conflitto ad alta intensit\u00e0 su pi\u00f9 fronti.\u00a0<\/p>\n<p>La questione si intreccia con il ruolo degli Stati Uniti. Da Washington arriva da tempo un messaggio chiaro: l\u2019Europa deve assumersi una quota maggiore della propria sicurezza. Anche senza immaginare un ritiro americano dalla Nato, l\u2019ipotesi che gli Stati Uniti siano impegnati contemporaneamente in altri teatri, a partire dall\u2019Indo-Pacifico, obbliga gli europei a ragionare su una maggiore autonomia operativa nella deterrenza verso Mosca.\u00a0<\/p>\n<p>Il quadro delineato da DR si inserisce in un filone pi\u00f9 ampio di analisi strategiche analizzate dall\u2019Adnkronos. Il Sipri, istituto svedese tra i pi\u00f9 autorevoli nel monitoraggio della spesa militare globale, ha documentato l\u2019aumento della spesa russa per la difesa e il peso crescente dell\u2019economia di guerra. L\u2019International Institute for Strategic Studies, nel Military Balance, ha seguito la ricostituzione di unit\u00e0 e comandi russi orientati verso il fianco nordico e baltico.\u00a0<\/p>\n<p>Anche il Finnish Institute of International Affairs ha analizzato la riorganizzazione militare russa nel Nord, collegandola direttamente all\u2019ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. La Rand Corporation, nei suoi lavori sulla deterrenza nel fianco orientale dell\u2019Alleanza, ha pi\u00f9 volte sottolineato la vulnerabilit\u00e0 dei Paesi baltici nelle prime fasi di un eventuale conflitto. L\u2019European Council on Foreign Relations ha invece richiamato l\u2019attenzione sulla differenza di percezione tra Est e Ovest dell\u2019Europa: per i Paesi di frontiera la minaccia \u00e8 immediata, mentre in molte capitali occidentali e meridionali viene ancora percepita come pi\u00f9 lontana.\u00a0<\/p>\n<p>Il Kiel Institute for the World Economy ha documentato la resilienza dell\u2019economia russa nonostante le sanzioni e la capacit\u00e0 di mantenere alta la produzione di armamenti. \u00c8 un elemento importante perch\u00e9 riduce l\u2019efficacia dell\u2019idea secondo cui la pressione economica, da sola, possa contenere nel breve periodo la minaccia militare russa.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019ambasciata russa a Copenaghen ha respinto le conclusioni dell\u2019inchiesta. L\u2019ambasciatore Vladimir Barbin ha definito \u201cuna menzogna\u201d l\u2019affermazione secondo cui la Russia avrebbe deciso di attaccare uno o pi\u00f9 Paesi Nato nel prossimo futuro. Secondo la versione russa, accuse di questo tipo servirebbero a spaventare gli europei e a giustificare il rafforzamento militare dei Paesi Nato e dell\u2019Unione europea.\u00a0<\/p>\n<p>Il Ministero della Difesa e il Ministero degli Esteri russi, secondo quanto riportato da DR, non hanno risposto alle richieste di commento.\u00a0<\/p>\n<p>La smentita di Mosca era prevedibile. Ma non cancella il dato militare. L\u2019inchiesta non sostiene che un attacco sia stato deciso, n\u00e9 indica una data. Descrive invece un\u2019evoluzione delle capacit\u00e0 russe, un cambiamento nella postura militare e una convergenza di valutazioni tra intelligence nordiche, ufficiali Nato ed esperti indipendenti. In altre parole: non una profezia, ma un segnale d\u2019allarme.\u00a0<\/p>\n<p>Il generale danese Brian Nissen, che in caso di conflitto avrebbe responsabilit\u00e0 nel comando di una forza fino a 150.000 soldati per la difesa dei Paesi baltici e di parte della Polonia, ha descritto l\u2019eventuale scontro con la Russia come una guerra multidimensionale: terra, aria, mare, spazio e cyberspazio. Una guerra per la sopravvivenza delle democrazie europee e del loro modo di vivere.\u00a0<\/p>\n<p>Sono parole dure, ma spiegano il cambio di linguaggio avvenuto negli ultimi anni nelle capitali del Nord e dell\u2019Est Europa. Dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, la minaccia russa non viene pi\u00f9 letta soltanto come pressione diplomatica o guerra ibrida. Viene considerata anche come possibilit\u00e0 convenzionale, da prevenire attraverso la deterrenza.\u00a0<\/p>\n<p>Questo non significa che il conflitto tra Russia e Nato sia inevitabile. Al contrario, l\u2019obiettivo della deterrenza \u00e8 proprio impedire che lo diventi. Ma per funzionare, la deterrenza deve essere credibile. E la credibilit\u00e0 dipende da capacit\u00e0 militari reali, tempi rapidi di risposta, scorte sufficienti, produzione industriale, difesa aerea, intelligence, logistica e unit\u00e0 politica.\u00a0<\/p>\n<p>Il messaggio pi\u00f9 scomodo dell\u2019inchiesta DR riguarda l\u2019Europa pi\u00f9 che la Russia. Mosca si sta adattando a una lunga stagione di confronto con l\u2019Occidente. L\u2019Europa, invece, sta ancora cercando di trasformare la consapevolezza politica in capacit\u00e0 militare. Il divario tra questi due tempi \u00e8 il punto di maggiore vulnerabilit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Per anni la sicurezza europea si \u00e8 fondata sulla superiorit\u00e0 tecnologica occidentale, sulla protezione americana e sull\u2019idea che una guerra convenzionale ad alta intensit\u00e0 nel continente fosse improbabile. L\u2019Ucraina ha smentito questa illusione. Ora il fronte nordico e baltico costringe l\u2019Alleanza a misurarsi con una seconda domanda: cosa accadrebbe se la Russia, dopo l\u2019Ucraina, decidesse di testare la coesione della Nato proprio nel punto in cui il riarmo europeo non \u00e8 ancora completo?\u00a0<\/p>\n<p>La risposta non \u00e8 scritta. Ma secondo DR, intelligence nordiche e ufficiali Nato concordano su un punto: il tempo a disposizione non \u00e8 infinito. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=87395\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La Russia non si starebbe preparando soltanto a sostenere la guerra in Ucraina.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":87396,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-87395","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87395"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87447,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87395\/revisions\/87447"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/87396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}