{"id":87179,"date":"2026-06-10T11:22:34","date_gmt":"2026-06-10T11:22:34","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=87179"},"modified":"2026-06-10T11:22:34","modified_gmt":"2026-06-10T11:22:34","slug":"ecco-aimi-primo-indice-italiano-che-misura-la-maturita-manageriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=87179","title":{"rendered":"Ecco Aimi, primo indice italiano che misura la maturit\u00e0 manageriale"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Aimi, AI management index, \u00e8 il primo indice realizzato in Italia per misurare il livello di maturit\u00e0 del management nell&#8217;adozione e nella governance dell&#8217;Intelligenza Artificiale. \u00a0<\/p>\n<p>Nato dalla collaborazione tra Cida e AI4I \u2013 l&#8217;Istituto Italiano per l&#8217;Intelligenza Artificiale \u2013 l&#8217;indice non si limita a fotografare la diffusione delle nuove tecnologie, ma analizza il grado di integrazione dell&#8217;AI nei processi decisionali e organizzativi, le competenze manageriali disponibili, i modelli di governance adottati e la capacit\u00e0 delle organizzazioni di trasformare l&#8217;innovazione in valore concreto. La ricerca ha coinvolto 1.740 dirigenti e manager italiani, appartenenti sia al settore pubblico sia a quello privato, rappresentando una delle pi\u00f9 ampie rilevazioni finora realizzate sul rapporto tra management e Intelligenza Artificiale nel nostro Paese.\u00a0<\/p>\n<p>La prima evidenza che emerge dalla ricerca \u00e8 che l&#8217;Intelligenza Artificiale \u00e8 gi\u00e0 entrata nella vita professionale dei manager italiani. Quasi 9 dirigenti su 10 (89%) dichiarano di utilizzarla, ma nella maggior parte dei casi l&#8217;adozione avviene ancora in modo individuale, sperimentale e non sistematico. Il 35% delle organizzazioni si trova infatti ancora in una fase di sperimentazione, mentre solo il 29% ha iniziato a integrare l&#8217;AI nei propri processi operativi. E&#8217; come se molti manager avessero gi\u00e0 aperto un proprio laboratorio personale di innovazione, mentre le organizzazioni faticano ancora a trasformare queste esperienze in modelli strutturati e condivisi.  Pi\u00f9 di 1 manager su 2 la utilizza ormai con frequenza settimanale e una quota significativa la impiega quotidianamente nelle proprie attivit\u00e0 professionali. Non stiamo quindi osservando una tecnologia emergente, ma una tecnologia gi\u00e0 entrata nella quotidianit\u00e0 del lavoro manageriale. \u00a0<\/p>\n<p>Per il 57% dei manager l&#8217;Intelligenza Artificiale sta gi\u00e0 riducendo il tempo dedicato alle attivit\u00e0 ripetitive. Il primo impatto dell&#8217;AI non \u00e8 la sostituzione del lavoro umano, ma la liberazione di tempo da reinvestire in attivit\u00e0 a maggior valore aggiunto, nella creativit\u00e0, nell&#8217;innovazione e nella capacit\u00e0 decisionale. E&#8217; il primo segnale concreto di come questi strumenti possano contribuire ad aumentare la produttivit\u00e0 individuale e organizzativa, tema centrale per la competitivit\u00e0 del Paese nei prossimi anni.  L&#8217;Intelligenza Artificiale sta entrando rapidamente nelle organizzazioni, ma non sempre all&#8217;interno di una visione formalizzata e condivisa. Se da un lato il 30% delle organizzazioni ha gi\u00e0 adottato una strategia formalizzata e un ulteriore 20% la sta sviluppando, dall&#8217;altro la diffusione della tecnologia continua a procedere pi\u00f9 rapidamente della definizione di obiettivi, responsabilit\u00e0 e modelli di utilizzo condivisi. E&#8217; un fenomeno tipico delle grandi trasformazioni: la pratica precede la strategia. L&#8217;AI si diffonde pi\u00f9 rapidamente della capacit\u00e0 delle organizzazioni di definirne finalit\u00e0, priorit\u00e0 e direzione di sviluppo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Avere una strategia, per\u00f2, non basta. Il passaggio successivo \u2013 costruire un sistema di governo chiaro e condiviso \u2013 appare ancora incompleto. Solo il 12% dichiara di disporre di una governance AI formalizzata e attiva, mentre il 28% \u00e8 ancora in fase di sviluppo. In molti casi mancano procedure consolidate, ruoli definiti e meccanismi di supervisione capaci di garantire un utilizzo coerente e responsabile della tecnologia. Se la strategia definisce la direzione, la governance definisce le regole del percorso. Ed \u00e8 proprio su questo terreno che si apre uno dei principali cantieri della trasformazione.  La ricerca smentisce uno stereotipo diffuso. I manager italiani non stanno delegando il proprio giudizio alle macchine. Oltre l&#8217;80% dichiara di verificare sempre o quasi sempre gli output prodotti dall&#8217;AI prima di utilizzarli nei processi decisionali. Non si tratta di diffidenza verso l&#8217;innovazione, ma di responsabilit\u00e0 professionale. Il dato restituisce l&#8217;immagine di una dirigenza consapevole, che riconosce il valore degli strumenti intelligenti ma non rinuncia al proprio ruolo di valutazione, interpretazione e assunzione della responsabilit\u00e0 finale. Anche i rischi percepiti confermano questa maturit\u00e0: l&#8217;affidabilit\u00e0 degli output, il rischio di una delega eccessiva alle macchine, la tutela dei dati e delle responsabilit\u00e0 professionali, nonch\u00e9 il possibile impatto sul capitale umano e sulle relazioni di lavoro. Il management italiano guarda all&#8217;AI come a una sfida organizzativa e culturale prima ancora che tecnologica. \u00a0<\/p>\n<p>Le competenze richieste per il futuro non sono soltanto tecniche. Certamente servono nuove capacit\u00e0 operative e digitali, ma la domanda pi\u00f9 forte riguarda il pensiero critico, la capacit\u00e0 di valutare gli output, la comprensione dei rischi, la governance e la leadership del cambiamento. Tra le competenze considerate pi\u00f9 importanti emergono proprio quelle legate al giudizio, alla valutazione e alla supervisione dei sistemi intelligenti. E\u2019 un risultato che suggerisce come l&#8217;AI aumenti il valore del giudizio umano anzich\u00e9 sostituirlo. \u00a0<\/p>\n<p>Questa esigenza si riflette anche nel giudizio sull&#8217;offerta formativa esistente. La maggioranza dei rispondenti (893 su 1.740) la considera insufficiente o frammentata. Ma il punto pi\u00f9 interessante \u00e8 un altro: i manager non chiedono semplicemente pi\u00f9 corsi. Chiedono formazione applicata ai processi, mentoring, affiancamento, casi pratici e soprattutto tempo dedicato all&#8217;apprendimento. La formazione non viene pi\u00f9 percepita come un&#8217;attivit\u00e0 accessoria, ma come una condizione necessaria per governare la trasformazione. Il manager del futuro non \u00e8 un tecnico dell&#8217;automazione. E&#8217; un supervisore della trasformazione, un garante della qualit\u00e0 delle decisioni e una guida culturale capace di accompagnare le persone nel cambiamento. Pi\u00f9 aumenta l&#8217;automazione, pi\u00f9 cresce il valore della leadership, della capacit\u00e0 di indirizzo e della responsabilit\u00e0 manageriale.\u00a0<\/p>\n<p>La costruzione dell&#8217;Aimi (L&#8217;AI management index ) da parte di Cida e AI4I ha consentito di misurare per la prima volta la maturit\u00e0 manageriale nell&#8217;adozione dell&#8217;AI attraverso cinque dimensioni: strategia, integrazione nei processi, governance, competenze e capacit\u00e0 di generare risultati. Il dato medio sulla maturit\u00e0 manageriale che emerge \u00e8 39,7 su 100. Non racconta un Paese fermo. Racconta un Paese in movimento che non ha ancora consolidato la propria maturit\u00e0 organizzativa. Quasi tre organizzazioni su quattro si collocano ancora sotto la soglia di piena maturit\u00e0, mentre solo una quota limitata raggiunge livelli elevati di sviluppo. L&#8217;Italia ha iniziato il percorso. La sfida ora \u00e8 accelerarlo, trasformando la diffusione dell&#8217;AI in una capacit\u00e0 organizzativa stabile e diffusa. \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;Aimi evidenzia differenze significative tra i diversi comparti. Come prevedibile, il settore ICT registra il livello di maturit\u00e0 pi\u00f9 elevato (56,4 punti). Pi\u00f9 vicini alla media nazionale si collocano Pubblica amministrazione (39,1) e industria (38,3). La sanit\u00e0 presenta il livello di maturit\u00e0 pi\u00f9 basso nonostante la presenza di numerosi casi d&#8217;uso avanzati. E\u2019 la dimostrazione che la tecnologia, da sola, non basta. Senza strategia, competenze e governance anche i migliori strumenti rischiano di non produrre pienamente i benefici attesi. Anche la Pubblica amministrazione evidenzia la necessit\u00e0 di investire nella crescita della dirigenza pubblica e nella capacit\u00e0 delle organizzazioni di integrare innovazione tecnologica e innovazione amministrativa. Tra i cinque pilastri dell&#8217;indice, quello relativo alle competenze registra il risultato pi\u00f9 basso: Human-AI Skills si ferma a 27,2 punti. Il dato non segnala una resistenza all&#8217;innovazione, ma evidenzia quanto sia necessario accompagnare la trasformazione tecnologica con investimenti continui nelle persone. E&#8217; qui che si gioca la principale sfida competitiva del Paese. Ed \u00e8 qui che dovranno concentrarsi gli investimenti in formazione, aggiornamento e sviluppo del capitale umano. \u00a0<\/p>\n<p>Infine, l&#8217;Index introduce un elemento particolarmente innovativo: il Visibility gap index. La ricerca mostra che la conoscenza delle strategie, degli investimenti e delle scelte legate all&#8217;AI diminuisce progressivamente scendendo lungo la scala gerarchica. In altre parole, esiste un divario informativo interno alle organizzazioni. Gli apicali vedono la trasformazione in corso, mentre molti livelli intermedi ne percepiscono solo una parte. Ridurre questo gap pu\u00f2 diventare una delle leve pi\u00f9 efficaci per accelerare la maturit\u00e0 organizzativa e favorire un&#8217;adozione pi\u00f9 consapevole dell&#8217;AI.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;indice mostra che non esiste un solo management italiano. Esistono almeno quattro profili che rappresentano altrettanti stadi della trasformazione. 1) Innovatori &#8211; L&#8217;avanguardia della trasformazione. Rappresentano circa un quinto del campione (19,8%). Vedono l&#8217;AI come una leva strategica e organizzativa. Sono orientati all&#8217;integrazione, alla scalabilit\u00e0 e ai risultati. Considerano l&#8217;AI parte integrante della competitivit\u00e0 futura. Sono coloro che stanno gi\u00e0 guidando il cambiamento. 2) Attenti alla Governance &#8211; Chi presidia regole e responsabilit\u00e0. Rappresentano il 22,5% del campione. Operano soprattutto nei contesti regolamentati e nella Pubblica amministrazione. La loro priorit\u00e0 \u00e8 garantire conformit\u00e0, accountability e controllo dei rischi. Ricordano che senza fiducia non esiste innovazione sostenibile. 3) Adottatori &#8211; Il cuore della sfida italiana. Con il 27,1% del campione rappresentano il segmento pi\u00f9 numeroso dopo i ritardatari. Hanno compreso il potenziale dell&#8217;AI e ne stanno sperimentando le applicazioni. Sono il gruppo pi\u00f9 vicino al salto di qualit\u00e0. Da loro dipender\u00e0 gran parte della competitivit\u00e0 futura del sistema produttivo italiano. \u00a0<\/p>\n<p>4) Ritardatari &#8211; Dove servono pi\u00f9 competenze e accompagnamento. Rappresentano il 30,6% del campione, la quota pi\u00f9 ampia rilevata dalla ricerca. Non manca l&#8217;interesse verso l&#8217;innovazione. Mancano spesso strumenti, percorsi formativi, competenze e visibilit\u00e0 interna. E&#8217; il segmento sul quale occorre concentrare maggiormente gli investimenti in formazione, accompagnamento organizzativo e sviluppo manageriale. \u00a0<\/p>\n<p>Nel loro insieme, i risultati dell&#8217;Aimi restituiscono un messaggio chiaro. I manager italiani non stanno osservando la trasformazione: la stanno gi\u00e0 vivendo. Le organizzazioni stanno iniziando a strutturarla. La sfida dei prossimi anni sar\u00e0 accelerare questo percorso, investendo in competenze, governance e capacit\u00e0 di tradurre l&#8217;innovazione in valore. L&#8217;Intelligenza Artificiale non sostituisce il ruolo del management. Al contrario, ne rafforza la centralit\u00e0. Perch\u00e9 pi\u00f9 cresce la potenza della tecnologia, pi\u00f9 diventano decisive la capacit\u00e0 di orientarla, il giudizio nel suo utilizzo e la responsabilit\u00e0 delle decisioni. E\u2019 in questo spazio che il capitale manageriale pu\u00f2 diventare uno degli asset pi\u00f9 importanti per accompagnare la trasformazione economica, sociale e istituzionale dell&#8217;Italia.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=87179\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Aimi, AI management index, \u00e8 il primo indice realizzato in Italia per misurare&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":87180,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-87179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87179"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87226,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87179\/revisions\/87226"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/87180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}