{"id":86451,"date":"2026-06-08T12:47:00","date_gmt":"2026-06-08T12:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=86451"},"modified":"2026-06-08T12:47:00","modified_gmt":"2026-06-08T12:47:00","slug":"milano-health-week-la-forza-della-squadra-per-ridurre-il-rischio-di-recidiva-per-cancro-al-seno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=86451","title":{"rendered":"Milano health week, la forza della squadra per ridurre il rischio di recidiva per cancro al seno"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Trasformare i progressi della ricerca in maggiori possibilit\u00e0 di guarigione, grazie all\u2019accesso all\u2019innovazione, a percorsi terapeutici sempre pi\u00f9 efficaci e al ruolo attivo delle pazienti, sempre pi\u00f9 protagoniste all\u2019interno della squadra di cura&#8221;. \u00c8 l\u2019obiettivo del talk \u2018Tumore al seno: la forza della squadra\u2019 promosso da Novartis in occasione della Milano Health Week. In Italia, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici, la sopravvivenza a 5 anni nel tumore al seno ha raggiunto circa l\u201986%, uno dei valori pi\u00f9 elevati in Europa, ma circa 1 donna su 5 pu\u00f2 andare incontro a una ripresa della malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi, rendendo centrale una gestione attenta e continuativa nel tempo.\u00a0<\/p>\n<p>La stima del rischio di recidiva di un tumore al seno in fase iniziale \u201c\u00e8 il compito pi\u00f9 difficile per noi oncologi\u201d, spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell\u2019Oncologia Mammaria dell\u2019Irccs Istituto clinico Humanitas e dell\u2019Oncologia Medica di Humanitas San Pio X. \u201cDopo la chirurgia, dobbiamo impostare un piano di cura adiuvante per ridurre questo rischio di recidiva e guarire quante pi\u00f9 donne possibile. I fattori da considerare &#8211; chiarisce &#8211; sono principalmente: le dimensioni del tumore, l\u2019interessamento o meno dei linfonodi ascellari e, nel caso, quanti linfonodi sono coinvolti. Poi, la biologia del tumore:i l\u2019espressione dei recettori ormonali, l\u2019indice proliferativo e il grado e, naturalmente, anche alcune caratteristiche della paziente, in particolare l\u2019et\u00e0, lo stato menopausale e l\u2019eventuale presenza di una predisposizione genetica\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Nel cancro al seno in fase iniziale, \u201cin assenza di metastasi, grazie ai nuovi farmaci, abbiamo visto il rischio di recidiva abbassarsi sempre di pi\u00f9 &#8211; sottolinea l\u2019oncologa &#8211; Oggi riusciamo a guarire tante donne. Questo ci pone ancora di pi\u00f9 davanti alla necessit\u00e0 di stratificare bene il rischio, per selezionare i trattamenti pi\u00f9 appropriati per ciascuna donna. Significa dare una valutazione di efficacia &#8211; capire cosa serve per ridurre quel rischio &#8211; ma anche di tollerabilit\u00e0 e qualit\u00e0 di vita. Dobbiamo permettere a queste donne &#8211; precisa &#8211; non solo di vivere pi\u00f9 a lungo e guarire, ma anche di vivere bene. C\u2019\u00e8 quindi grande attenzione alla personalizzazione delle cure, al reinserimento lavorativo, al ritorno all\u2019attivit\u00e0 sociale e familiare. Molto spesso queste sono donne nel pieno della loro vita sotto tutti i punti di vista ed \u00e8 importante preservare anche questo aspetto\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sul fare squadra, per Criscitiello, ci sono due aspetti da considerate. \u201cIl primo \u00e8 gestire queste pazienti nell\u2019ambito di un team multidisciplinare: le donne seguite all\u2019interno di una Breast Unit hanno esiti migliori rispetto a quelle realt\u00e0 che non ne dispongono. Il secondo \u00e8 che la paziente stessa fa parte della squadra: pu\u00f2 scegliere, in modo informato, cosa fare e cosa no. Oggi le pazienti hanno accesso a una enorme quantiti\u00e0 di informazioni, non solo attraverso Google, ma anche l\u2019intelligenza artificiale. \u00c8 una grande opportunit\u00e0 che porta in s\u00e9 una sfida: non lasciare alla paziente l\u2019onere di orientarsi da sola, ma accompagnarla, fornire informazioni corrette, aggiornate e, soprattutto contestualizzate alla sua storia clinica\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>La partecipazione alla Milano Health Week con Facciamo Squadra, \u201cconferma l\u2019impegno a costruire una collaborazione reale &#8211; evidenzia Chiara Gnocchi, Communication &amp; Advocacy Head di Novartis Italia &#8211; un\u2019alleanza tra pazienti, clinici, associazioni e sistema salute, nella quale la persona con tumore al seno, che dopo la chirurgia vorrebbe lasciarsi tutto alle spalle, non si senta sola, ma possa sentirsi ascoltata, informata e protagonista attiva del proprio percorso, che disponga cio\u00e8 delle informazioni necessarie per fare le domande giuste e contribuire alla scelta del percorso di cura pi\u00f9 adatto a lei\u201d, come in una squadra.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cIn 3 decenni di impegno nella lotta al tumore al seno abbiamo pi\u00f9 volte portato innovazione terapeutica, non ci siamo mai fermati &#8211; afferma Gnocchi &#8211; In questa fase in cui ci stiamo spostando verso le fasi pi\u00f9 precoci della malattia, ci siamo resi conto l\u2019innovazione da sola non basta: per essere efficace deve essere accompagnata da percorsi di cura accessibili, continui e centrati sulla persona, non solo sul farmaco. Oggi la frontiera dell\u2019innovazione terapeutica parla molto di medicina personalizzata, cio\u00e8 in grado di rispondere alle caratteristiche biologiche e cliniche del tumore. Questo \u00e8 fondamentale perch\u00e9 permette maggiore efficacia e minori effetti collaterali, che considera i aspetti personali: la qualit\u00e0 di vita, le abitudini, le esigenze individuali\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 l\u2019ascolto. Nella campagna, \u2018Facciamo squadra\u2019, abbiamo al nostro fianco le 4 principali associazioni di pazienti impegnate nel tumore al seno e l\u2019ascolto diretto di di circa 100mila persone nei nostri canali web e social &#8211; evidenzia Gnocchi &#8211; I dati che abbiamo analizzato attraverso le associazioni e la nostra community, ci dicono che il 72% delle donne, dopo l\u2019intervento chirurgico, \u00e8 attivamente alla ricerca di risposte, spesso in autonomia, sul web, ma che soltanto il 45%, quindi meno di una su due, si sente pienamente informata rispetto al rischio di recidiva. Nel dover affrontare una nuova fase del percorso, per ridurre il rischio di recidiva, i dati ci dicono che spesso la donna si sente sola, fatica a parlarne con il clinico e cerca informazioni altrove. Da questo bisogno abbiamo capito che la qualit\u00e0 delle informazioni \u00e8 parte integrante della cura. L\u2019informazione porta infatti a un maggiore empowerment della paziente nel proprio percorso terapeutico\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Le iniziative a sostegno della prevenzione delle recidive \u201cpartono innanzitutto dall\u2019ascolto delle reali esigenze delle pazienti &#8211; rimarca Rosanna D\u2019Antona, presidente Europa Donna Italia &#8211; Dopo l\u2019intervento \u00e8 naturale desiderare di lasciarsi alle spalle la malattia e tornare alla propria vita; tuttavia, proprio in quel momento \u00e8 importante comprendere che il percorso di cura continua, attraverso le terapie adiuvanti \u2013 quando necessarie &#8211; i controlli e una strategia condivisa con il clinico per ridurre il rischio di recidiva. Il lavoro di un\u2019organizzazione come la nostra &#8211; continua &#8211; si sviluppa su 2 piani complementari. Da un lato svolgiamo attivit\u00e0 di advocacy affinch\u00e9 l\u2019innovazione terapeutica sia resa disponibile nel minor tempo possibile e in modo equo su tutto il territorio nazionale: per noi \u00e8 fondamentale che, nella valutazione dei nuovi farmaci e dei percorsi di cura, venga considerata sempre di pi\u00f9 anche la prospettiva delle pazienti. Dall\u2019altro lato, lavoriamo molto sulla formazione della nostra rete composta da 185 associazioni di pazienti con tumore al seno attive sul territorio, affinch\u00e9 possano essere un punto di riferimento competente, accogliente e vicino alle donne\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Una donna \u201cbene informata &#8211; prosegue D\u2019Antona &#8211; pu\u00f2 avere un ruolo realmente attivo nel proprio percorso di cura. Come Europa Donna crediamo fortemente nel principio che la comunicazione sia tempo di cura. Non \u00e8 un elemento accessorio, ma parte integrante della presa in carico. Nello stesso spirito abbiamo attivato il progetto Laudato Medico Young, rivolto alla formazione dei giovani specialisti che lavoreranno nelle Breast Unit. L\u2019obiettivo &#8211; conclude &#8211; \u00e8 contribuire a costruire una cultura della cura in cui competenza clinica, ascolto e comunicazione vadano insieme, perch\u00e9 solo cos\u00ec la paziente pu\u00f2 sentirsi davvero parte del proprio percorso terapeutico\u201d, della squadra.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=86451\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Trasformare i progressi della ricerca in maggiori possibilit\u00e0 di guarigione, grazie all\u2019accesso all\u2019innovazione,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":86452,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-86451","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86451"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86451\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86504,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86451\/revisions\/86504"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/86452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}