{"id":8532,"date":"2025-09-20T17:43:00","date_gmt":"2025-09-20T17:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=8532"},"modified":"2025-09-20T17:43:00","modified_gmt":"2025-09-20T17:43:00","slug":"il-papa-coach-di-cobolli-laver-cup-emozione-per-flavio-sinner-e-musetti-spingono-a-dare-il-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=8532","title":{"rendered":"Il pap\u00e0-coach di Cobolli: &#8220;Laver Cup emozione per Flavio. Sinner e Musetti spingono a dare il meglio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;La Laver Cup deve essere un punto di partenza&quot;. Stefano Cobolli lo racconta all\u2019Adnkronos da San Francisco: &quot;Di sicuro \u00e8 un&#039;emozione, ci si ritrova in squadra con campioni e capitani che hanno fatto la storia del tennis. Danno in ogni momento indicazioni e nozioni difficili da avere in altre occasioni&quot;. Stefano \u00e8 il pap\u00e0-coach di Flavio Cobolli, oggi numero 25 del ranking Atp e in questi giorni impegnato nel torneo che mette di fronte, in una sfida Europa-resto del mondo, alcuni tra i migliori tennisti del circuito. &quot;\u00c8 una settimana di divertimento  e una grande esperienza. Partecipare fa capire il livello raggiunto, ora dovr\u00e0 essere una consapevolezza per il futuro&quot;.\u00a0Stefano inizia dall\u2019evento americano per ripercorrere una stagione fin qui cruciale nella crescita di Flavio: &quot;\u00c8 stata un\u2019annata particolare, diversa rispetto al 2024. L\u2019anno scorso aveva avuto grande regolarit\u00e0 di risultati, senza un picco. Da numero 100 era arrivato in top 30 con un lavoro incredibile per numero di partite, tornei e vittorie. Sono sincero, a gennaio credevo fosse complicato confermare la classifica&quot;. I primi mesi del 2025 hanno detto questo, ma poi c\u2019\u00e8 stata la reazione: &quot;L\u2019anno \u00e8 cominciato malissimo e sono venuti fuori problemi che in parte mi aspettavo, con otto primi turni persi. Sono per\u00f2 orgoglioso di lui, nel momento pi\u00f9 complicato ha avuto uno scatto da grande giocatore. Ho capito quanto sia forte, anche a livello mentale. La reazione lo ha portato a conquistare il primo titolo Atp ad Amburgo e poi, nel giro di tre mesi, a ottenere risultati notevoli, vincendo partite che l\u2019anno scorso sarebbero finite in maniera diversa&quot;. \u00a0La svolta, curiosit\u00e0, \u00e8 arrivata anche grazie alla musica: &quot;A un certo punto ho impostato ogni allenamento scegliendo una playlist. Senza dire nulla. In quel periodo negativo faceva fatica ad ascoltarmi, era un po\u2019 nervoso. Avere un padre che rompe poteva appesantire. Io l\u00ec dovevo solo aiutarlo a ritrovare tranquillit\u00e0, parlavo con gli occhi&quot;. Per riportare la serenit\u00e0 sono bastati uno smartphone e una cassa: &quot;Nelle playlist c\u2019erano tante canzoni, da quelle sulla Roma e motivazionali al rock anni Settanta&quot;. Con un filo conduttore: &quot;Dopo la prima partita vinta \u2013 racconta con un sorriso &#8211; alla fine di ogni allenamento ne ho piazzata una forse non proprio mainstream, \u2018Cicirinella teneva teneva\u2019. Si sente molto dalle nostre parti a Roma, anche nelle feste di paese. Mi faceva sorridere, a lui magari un po\u2019 meno, ma portava bene ed \u00e8 diventata un portafortuna. Segnava la fine delle nostre giornate&quot;.\u00a0Stefano, 48 anni, ripercorre i momenti pi\u00f9 emblematici della carriera di Flavio: &quot;La soddisfazione pi\u00f9 bella da pap\u00e0? Quando la speaker, a Londra, ha detto che era nei quarti di finale di Wimbledon. \u00c8 stato davvero emozionante. E poi la prima vittoria in Coppa Davis l\u2019anno scorso. Era in ginocchio, con la maglia della Nazionale, mi sono commosso&quot;. Da allenatore, l\u2019orgoglio pi\u00f9 grande \u00e8 la vittoria, a maggio, dell\u2019Atp 500 di Amburgo. Mi ha fatto capire che valore pu\u00f2 raggiungere dal punto di vista tecnico, l\u00ec si sono messi insieme tutti i pezzi&quot;. \u00a0Nella chiacchierata emergono anche le peculiarit\u00e0 del ruolo di pap\u00e0-coach: &quot;La difficolt\u00e0 maggiore \u00e8 che tante volte fa fatica ad accettare i consigli. Faccio un esempio. Se entro in campo con un altro allievo, apro bocca e quello mi ascolta sempre. Flavio mi sente solo in determinati momenti, \u00e8 il contro di essere padre e allenatore allo stesso tempo. Il pro \u00e8 che lo conosco in tutto, so quando \u00e8 meglio non parlare, riesco a distinguere i momenti&quot;. Non a caso, da qualche anno c\u2019\u00e8 nello staff un collaboratore che in alcune situazioni fa da filtro. &quot;A volte \u00e8 utile che a passare le indicazioni ci sia un\u2019altra persona. \u00c8 pi\u00f9 efficace&quot;.\u00a0\u00a0Qualche tempo fa, Stefano aveva spiegato come la fortuna di Flavio sia stata crescere all\u2019ombra di Sinner e Musetti: &quot;Da una parte toglie qualcosa, magari dieci anni fa un risultato come la posizione 17 del ranking Atp, raggiunta a luglio, sarebbe stata molto pi\u00f9 considerata. Dall\u2019altro lato, avere due lepri come loro che tirano, spingendoti a dare il meglio, \u00e8 uno stimolo per migliorare e non accontentarsi&quot;. Non manca un commento sul loro rapporto: &quot;Lui e Lorenzo hanno entrambi 23 anni. Sono cresciuti insieme e facevano gli stessi tornei anche da bambini. C&#039;\u00e8 amicizia pure tra noi genitori, ci conosciamo da tempo. Per Sinner ha un gran rispetto. Lo ammira cos\u00ec tanto che quasi fa fatica a entrarci in confidenza, Jannik \u00e8 un extraterrestre dal punto di vista tennistico. Ogni tanto si sono allenati insieme e sono stati a contatto in Coppa Davis, il loro rapporto \u00e8 ottimo&quot;. \u00a0Lo sguardo va ora alle prossime sfide: &quot;Come si alza l\u2019asticella? Nei prossimi mesi perder\u00e0 pochi punti e quindi si potr\u00e0 migliorare la classifica concentrandosi sugli appuntamenti pi\u00f9 importanti, arrivando riposati agli Slam e ai Masters 1000. Con qualche viaggio in meno e meno stress. Con questo ranking sar\u00e0 testa di serie nei grandi tornei, bisogner\u00e0 allenarsi di pi\u00f9 e ridurre il numero di partite, con l\u2019obiettivo di essere al massimo quando conta. Questo aspetto potr\u00e0 incidere sulla classifica per entrare in top ten&quot;. \u00a0Pi\u00f9 volte, nel percorso di crescita dei tennisti, si parla della figura del supercoach: \u201cNe abbiamo discusso, avere una persona con esperienza in grandi tornei pu\u00f2 dare una marcia in pi\u00f9, ma allo stesso tempo non \u00e8 semplice capire quando inserirla. Flavio oggi \u00e8 ancora in fase di grande crescita, \u00e8 vicino alla top 20. A volte, mettere una persona di livello superiore quando non c&#039;\u00e8 ancora la classifica adatta pu\u00f2 dare pressioni eccessive&quot;. Le novit\u00e0, in ogni caso, ci saranno: &quot;A breve entrer\u00e0 nello staff attuale, in aggiunta, un allenatore che potr\u00e0 accompagnarmi in futuro e affiancarci. \u00c8 una cosa prevista per l\u2019anno prossimo&quot;. Per continuare a migliorare e a puntare in alto. Un passo per volta. (di Michele Antonelli)\u00a0&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=8532\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;La Laver Cup deve essere un punto di partenza&quot;. 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