{"id":84686,"date":"2026-06-01T18:22:00","date_gmt":"2026-06-01T18:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=84686"},"modified":"2026-06-01T18:22:00","modified_gmt":"2026-06-01T18:22:00","slug":"dipendenze-neurochirurgo-settembre-non-sono-una-colpa-ma-una-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=84686","title":{"rendered":"Dipendenze, neurochirurgo Settembre: &#8220;Non sono una colpa ma una malattia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;La dipendenza non deve essere interpretata come una mancanza di volont\u00e0, bens\u00ec come una complessa trappola neurobiologica e psicologica&#8221;. Lo ha detto Roberto Settembre, neurochirurgo, esperto di stimolazione cerebrale non invasiva (Nibs), alla presentazione del suo ultimo libro &#8216;Dipendenze: comprendere, prevenire, curare&#8217;, in cui demolisce sistematicamente il pregiudizio morale che ancora circonda la dipendenza, sostituendo il lessico della colpa con quello della medicina basata su evidenze scientifiche. Un cambiamento di rotta, che sposta il baricentro dal tribunale dell&#8217;opinione pubblica all&#8217;ambulatorio.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Cinque italiani su 100 nella fascia 15-64 anni hanno provato cocaina almeno una volta. Lo 0,9% ne ha fatto uso nell&#8217;ultimo anno &#8211; riferisce una nota &#8211; Non \u00e8 un&#8217;emergenza che esplode e poi rientra: \u00e8 un dato strutturale, sanitario, dei report stilati di anno in anno. Il dibattito pubblico continua a parlare un&#8217;altra lingua: volont\u00e0, colpa, fallimento&#8221;. Sono parole che la ricerca neuroscientifica ha archiviato da tempo, e che resistono nei talk show come nelle aule di tribunale. Questo scarto &#8211; tra ci\u00f2 che la scienza documenta e ci\u00f2 che la gente pensa &#8211; resta &#8220;il primo muro da abbattere&#8221;. Non si tratta di &#8220;debolezza di carattere: \u00e8 il cervello che viene ristrutturato dall&#8217;interno, pezzo dopo pezzo&#8221;, sostiene l&#8217;esperto. Sono &#8220;tre circuiti cerebrali, non tre vizi capitali&#8221;. La dipendenza, secondo le evidenze raccolte dal Cnr e dal Dipartimento per le politiche antidroga, coinvolge il sistema limbico e l&#8217;amigdala per il rinforzo positivo, la corteccia prefrontale per il controllo cognitivo e le ricadute, il nucleo accumbens per la ricerca compulsiva della sostanza. \u00a0<\/p>\n<p>Ma cosa rende una persona pi\u00f9 esposta di un&#8217;altra? La ricerca del Cnr individua 5 fattori: et\u00e0, genetica, genere, stress e comorbidit\u00e0 psichiatrica. Il peso dell&#8217;ereditariet\u00e0, in particolare, \u00e8 brutale. &#8220;La predisposizione ereditaria pesa tra il 40% e il 60%&#8221;, chiarisce Settembre. Tradotto: una fetta enorme della vulnerabilit\u00e0 non dipende da scelte consapevoli, ma da un corredo biologico che precede qualsiasi decisione. Anomalie nei recettori di dopamina, trasmesse per via genetica, che influenzano direttamente la capacit\u00e0 di gestire gli impulsi. Chi nasce con quel corredo parte svantaggiato. Poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;adolescenza. Fase critica per eccellenza. La corteccia frontale &#8211; l&#8217;area che governa il controllo degli impulsi, la pianificazione, la valutazione delle conseguenze &#8211; non raggiunge la piena maturazione prima dei 25 anni. Questo &#8211; riferisce la nota &#8211; rende il cervello dei pi\u00f9 giovani strutturalmente pi\u00f9 esposto agli effetti delle sostanze. Una finestra di vulnerabilit\u00e0 biologica che nessuna campagna informativa, da sola, pu\u00f2 chiudere.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Una prevenzione efficace non pu\u00f2 limitarsi alla sola informazione scolastica&#8221;, taglia corto Settembre. Servono programmi che costruiscano resilienza e capacit\u00e0 di gestione dello stress, a partire dalla comunicazione familiare e dall&#8217;educazione alla salute mentale gi\u00e0 in et\u00e0 precoce. L&#8217;uso ripetuto di sostanze produce modificazioni permanenti delle funzioni cerebrali, con alterazioni della trasmissione della dopamina. &#8220;Le sostanze funzionano come scorciatoie artificiali del piacere e col tempo il sistema si desensibilizza &#8211; precisa lo specialista &#8211; Il risultato ha un nome clinico preciso: anedonia. L&#8217;incapacit\u00e0 di provare piacere dagli stimoli naturali. Un abbraccio, un successo lavorativo, una giornata di sole diventano neutri. Il cervello viene letteralmente dirottato da sostanze o comportamenti compulsivi&#8221;. E il fenomeno non si ferma alle sostanze tradizionali. Cocaina, eroina, alcol e cannabis attivano gli stessi circuiti che vengono sollecitati dal gioco d&#8217;azzardo patologico, dalle dipendenze affettive, dall&#8217;uso compulsivo dei social media. Il gioco d&#8217;azzardo, per dire, stimola gli stessi recettori della cocaina. Le cosiddette nuove dipendenze &#8211; isolamento digitale, fragilit\u00e0 emotive, narcisismo patologico inteso come dipendenza dal riconoscimento esterno &#8211; condividono con quelle chimiche la medesima architettura neurobiologica. Il perimetro del problema, si legge nella nota, \u00e8 molto pi\u00f9 largo di quanto suggeriscano le statistiche sul consumo di singole sostanze. \u00a0<\/p>\n<p>Qualcosa si muove sul fronte delle cure. La medicina moderna classifica la dipendenza come malattia cronica e recidivante del cervello, e questo inquadramento apre la strada a trattamenti mirati. Accanto alle terapie consolidate, psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmacologia, si fanno spazio tecniche di neuromodulazione: la stimolazione magnetica transcranica (Tms), che modula l&#8217;eccitabilit\u00e0 neuronale nei circuiti della ricompensa; il neurobiofeedback, che addestra il paziente a visualizzare e modulare la propria attivit\u00e0 cerebrale. Strumenti che &#8211; spiega la nota &#8211; sfruttano proprio quella neuroplasticit\u00e0 che la dipendenza corrompe, rivoltandola a favore di chi \u00e8 malato.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La neuroplasticit\u00e0 e gli approcci multidisciplinari rendono il recupero della libert\u00e0 un traguardo concretamente accessibile&#8221;, afferma Settembre. La plasticit\u00e0 cerebrale &#8211; la capacit\u00e0 del cervello di riorganizzare le proprie connessioni &#8211; \u00e8 documentata dalla letteratura scientifica e rappresenta il fondamento biologico delle nuove strategie di intervento. Il cervello alterato dalla dipendenza pu\u00f2, con gli strumenti adeguati, essere guidato verso una riconfigurazione funzionale. Il nodo vero, alla fine, per l&#8217;esperto, resta quello culturale. Finch\u00e9 la percezione dominante continuer\u00e0 a trattare la dipendenza come una colpa e non come una patologia, l&#8217;accesso alle cure sar\u00e0 frenato dallo stigma. &#8220;Dietro ogni dipendenza c&#8217;\u00e8 sempre una persona da ascoltare, non da giudicare&#8221;, conclude Settembre.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=84686\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;La dipendenza non deve essere interpretata come una mancanza di volont\u00e0, bens\u00ec come&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":84687,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-84686","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84686"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84710,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84686\/revisions\/84710"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}