{"id":84034,"date":"2026-05-30T09:54:42","date_gmt":"2026-05-30T09:54:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=84034"},"modified":"2026-05-30T09:54:42","modified_gmt":"2026-05-30T09:54:42","slug":"dalla-f1-raccontata-da-patrese-a-franz-liszt-secondo-bahrami-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=84034","title":{"rendered":"Dalla F1 raccontata da Patrese a Franz Liszt secondo Bahrami, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Mondadori &#8216;Viva il Re! Viva la Repubblica!&#8217;, saggio di Alfonso Celotto, Giulia Guerrini uscito in occasione degli 80 anni della Repubblica. In un\u2019Italia ancora segnata da vent\u2019anni di dittatura e dalle macerie di un conflitto mondiale, il 2 giugno 1946 milioni di cittadini e cittadine si recarono alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Per la prima volta la decisione della forma di Stato non era imposta dall\u2019alto, da una dinastia o da una volont\u00e0 politica esterna, ma proveniva dal basso, da un voto diretto e democratico a suffragio universale. Il popolo, inconsapevole e smarrito, veniva chiamato a pronunciarsi non solo sul futuro, ma sul senso stesso del proprio passato. \u00a0<\/p>\n<p>A ottant\u2019anni di distanza, Alfonso Celotto e Giulia Guerrini ripercorrono in queste pagine quel voto cos\u00ec decisivo attraverso le testimonianze dirette e appassionate di chi lo visse in prima persona. Le voci dei protagonisti \u2013 giovani, reduci, donne al loro primo voto -, oggi ormai centenari, rievocano le emozioni, le incertezze e le speranze che accompagnarono quei giorni fondamentali per la nostra Italia. Un coro al quale si accompagnano le ricostruzioni storiche, i pensieri e i dubbi anche intimi dei leader politici e le zone d\u2019ombra legate alla votazione: dalle incertezze dei conteggi alle contestazioni giuridiche, dalle polemiche sui brogli al mistero tuttora irrisolto delle schede distrutte. Ne emerge il ritratto di un\u2019Italia divisa, sospesa tra la spinta al cambiamento e il desiderio di stabilit\u00e0, ma che racchiudeva in s\u00e9 il germe della speranza. Un racconto che restituisce alle nuove generazioni la memoria e la dignit\u00e0 di chi ha scritto la nostra storia nelle cabine elettorali. Un libro prezioso per conoscere il nostro passato e comprendere fino in fondo il senso della nostra Repubblica, un progetto ancora vivo, costruito voto dopo voto in un\u2019Italia ferita, ma determinata a rinascere.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Momo Edizioni &#8216;Non sono la stupida bionda di nessuno&#8217; di  Ilenia Rossini. &#8220;Please, don\u2019t make me look like a joke&#8221;. Marilyn Monroe chiese questo poche settimane prima di morire. \u00c8 da quel desiderio \u2013 essere finalmente presa sul serio, non trasformata in un\u2019icona vuota o in un simbolo comodo \u2013 che nasce questo libro. Lontano dai miti consolatori e dalle semplificazioni che l\u2019hanno inseguita per decenni, Non sono la stupida bionda di nessuno racconta una donna che fu strategica e vulnerabile, consapevole e contraddittoria. Una lavoratrice dello spettacolo che costru\u00ec con lucidit\u00e0 la propria immagine pubblica, schiacciata da un sistema che non sapeva cosa fare del suo talento.\u00a0<\/p>\n<p>Tra performance e identit\u00e0, tra controllo e smarrimento, emerge il ritratto di una figura straordinariamente moderna: un\u2019attrice che lott\u00f2 per il rispetto professionale, una intellettuale autodidatta, una donna che non smise mai di interrogarsi su chi ci fosse davvero dietro il personaggio che il mondo pretendeva da lei. Una Marilyn finalmente restituita al suo tempo e alla sua complessit\u00e0. Non una vittima. Non un\u2019icona. Ma un essere umano.\u00a0<\/p>\n<p>Diciassette anni in Formula 1, 256 Gran Premi disputati, duelli con i pi\u00f9 grandi piloti dell\u2019epoca, un\u2019epoca in cui si correva con il sedere prima ancora che con la testa, quando il talento si sentiva nelle mani e nella schiena, e il rischio faceva parte del mestiere. Erano anni in cui il paddock era praticamente ad accesso libero, si fumava e giocava a calcio nelle pause fra le prove libere ma d\u2019altro canto in pista si rischiava la pelle un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure. Nelle pagine di &#8216;Da Niki a Kimi&#8217;, sugli scaffali con Rizzoli, Riccardo Patrese, che oltre all\u2019esperienza in prima persona con Williams, Brabham e Arrows, ha mantenuto un punto di vista privilegiato e ravvicinato sull\u2019ambiente seguendo la carriera automobilistica del figlio Lorenzo, racconta la sua Formula 1 e quella di oggi senza nostalgia cieca, n\u00e9 indulgenza. Racconta la solitudine del pilota, il politicamente corretto del paddock, il talento feroce di Max Verstappen, la fragilit\u00e0 di Lando Norris, la differenza tra correre per vincere e correre per divertirsi. Ma anche di Lewis Hamilton e della Ferrari, della crescente presenza femminile in Formula 1 e degli esorbitanti costi richiesti agli esordienti. \u00a0<\/p>\n<p>E ancora, di com\u2019\u00e8 cambiata la quotidianit\u00e0 dei piloti e degli addetti ai lavori, la conformazione dei circuiti e delle auto, la competitivit\u00e0, la comunicazione, la composizione del pubblico e in generale l\u2019atmosfera che si respira, in pista e fuori. Tante novit\u00e0, tante domande, ma un\u2019unica certezza: il brivido che prova un pilota al volante della sua monoposto, lanciata alla massima velocit\u00e0, rimane una beatitudine quasi mistica, come sottolineava Ayrton Senna, che nessuna innovazione tecnologica o impegno mediatico potr\u00e0 mai attenuare.\u00a0<\/p>\n<p>&#8216;Franz Liszt. Il pianista del fuoco e della fede&#8217; \u00e8 il titolo del libro di  Ramin Bahrami in libreria con La Nave di Teseo. \u201cNon cercare di essere grande. Cerca di essere vero. Il resto verr\u00e0 da s\u00e9.\u201d Questo il lascito di Franz Liszt, uno dei pi\u00f9 grandi innovatori della musica di tutti i tempi, ai giovani pianisti. In un racconto in prima persona indirizzato a un amico immaginario di nome Sebastian \u2013 \u00e8 Liszt stesso a prendere la parola in questo libro \u2013 Ramin Bahrami ricostruisce la parabola esistenziale e artistica del grande compositore ungherese, il bambino fragile nato in una famiglia modesta, attraverso i grandi incontri della sua vita: il maestro Carl Czerny, custode dell\u2019eredit\u00e0 di Beethoven, che rifiut\u00f2 ogni compenso perch\u00e9 aveva riconosciuto il genio del giovane allievo; il vecchio Salieri, che insegn\u00f2 al prodigioso pianista che la vera bravura non \u00e8 nella velocit\u00e0 ma nella voce interiore; il \u201cTitano\u201d Beethoven, davanti al quale il ragazzo di undici anni tremava come dinanzi a un essere mitologico. E poi Parigi \u2013 il crocevia del mondo romantico, dove il \u201cmago del pianoforte\u201d faceva svenire le dame nei teatri e scatenava la \u201cLisztomania\u201d \u2013 con Chopin, che diventer\u00e0 suo amico fraterno, Berlioz, George Sand, Victor Hugo, Rossini; il genero Richard Wagner, \u201cvulcano che ha preso la forma umana\u201d, amato e odiato, verso cui Liszt fu generoso come un padre; i grandi amori, Marie d\u2019Agoult e la principessa Carolyne von Sayn-Wittgenstein. Viene raccontato infine l\u2019ultimo periodo della sua vita, in cui rinunci\u00f2 a ogni virtuosismo per cercare Dio tra le note, nel saio dell\u2019abb\u00e9 Liszt e nella musica spogliata di ogni ornamento.\u00a0<\/p>\n<p>Ramin Bahrami e\u0300 nato a Teheran nel 1976. Ha lasciato l\u2019Iran con parte della famiglia dopo la rivoluzione e ha studiato in Italia, dove si e\u0300 diplomato in pianoforte al conservatorio di Milano con Piero Rattalino. Vive a Stoccarda. Perfezionatosi con maestri del calibro di Alexis Weissenberg, Andra\u0300s Schiff, Rosalyn Tureck, nutre una passione profonda e totale per Johann Sebastian Bach, di cui e\u0300 oggi uno dei piu\u0300 grandi interpreti. Ha un repertorio di incisioni bachiane con Decca Universal che hanno scalato le classifiche discografiche, ha debuttato al teatro alla Scala nel 2012 e si esibisce nei teatri e nelle sale da concerto piu\u0300 prestigiosi del mondo. Ha pubblicato &#8216;Come Bach mi ha salvato la vita&#8217; (2012), &#8216;Il suono dell\u2019Occidente&#8217; (2014) e &#8216;Nonno Bach&#8217; (2015), &#8216;Wolfang Amadeus Mozart. Il genio sempre giovane&#8217; (2019), &#8216;Ludwig van Beethoven. Il genio ribelle&#8217; (2019) e &#8216;Mille e una musica. Breve storia della musica persiana&#8217; (2021).\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Sellerio &#8216;I Mondiali immaginari&#8217; di Angelo Carotenuto. Stanno per iniziare i Mondiali immaginari, un mirabolante torneo di calcio nel quale passato e presente convivono senza gerarchie. Si affrontano le nazionali di calcio pi\u00f9 celebri e quelle pi\u00f9 improbabili della Storia, in partite impossibili ma incredibilmente vere, narrate con il rigore del dettaglio calcistico e l\u2019immaginazione pi\u00f9 sfrenata. Trentuno sfide avvincenti, drammatiche, festose, battagliere, dai sedicesimi alla finalissima.\u00a0<\/p>\n<p>Ma \u00e8 meglio il gioco offensivo dell\u2019Olanda 1974 o il contropiede dell\u2019Italia 1982? L\u2019utopia del calcio socialista dell\u2019Ungheria 1954 avrebbe sconfitto il collettivo insuperabile del tikitaka spagnolo del 2010? Chi sono i veri maestri, gli inventori del football (l\u2019Inghilterra) o gli interpreti sopraffini del futebol (il Brasile)? Poich\u00e9 l\u2019arte del calcio, come l\u2019arte della letteratura, esige la sospensione del dubbio e del sospetto, vedremo l\u2019inglese Gascoigne inseguire sua maest\u00e0 Pel\u00e9; le calciatrici americane sfidare il Kaiser tedesco Beckenbauer; i Fenomeni di oggi di fronte ai Miti di una volta. Ci sono anche una storia d\u2019amore e un malvagio antagonista, un\u2019Ombra che appare e scompare per rovinare il giubilo di chi pensa che il calcio dovrebbe appartenere a chi lo ama, e non a chi lo possiede per arricchirsi. A tenere insieme l\u2019intero torneo c\u2019\u00e8 Orazio P\u00e1nama, il solo testimone accreditato, un radiocronista che parla tutte le lingue del mondo e forse non ne sa scrivere alcuna. La sua voce, con uno stile mimetico e ritmico ancorato ai gesti e ai suoni del campo, attraversa i continenti annunciando verit\u00e0 che nessuno potr\u00e0 verificare, meravigliandosi sempre per quanta poesia, dolore, gioia e sofferenza possano stare dentro a un campo da gioco.\u00a0<\/p>\n<p>Angelo Carotenuto ha scritto un romanzo che attraverso il calcio pone domande al presente, un atlante di storie per rovistare nel passato e chiederci dove stiamo andando, cos\u2019\u00e8 che ci fa amare e ci fa tradire, e per quale misteriosa ragione torniamo all\u2019infanzia ogni volta che rotola un pallone.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Laterza &#8216;La democrazia \u00e8 antiquata&#8217; , l&#8217;ultimo saggio di Marco Revelli. Secondo Peter Thiel e molte altre personalit\u00e0 vicine al governo di Donald Trump, &#8220;libert\u00e0 e democrazia sono incompatibili&#8221;, anzi la partecipazione diffusa tende a limitare l\u2019efficienza dei governi. Insomma, la democrazia \u00e8 superata e questo \u00e8 dimostrato dalla crescente diffusione in tutto il mondo di autocrazie e governi autoritari. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec o \u00e8 solo il disegno di oligarchi e megamiliardari? La democrazia \u00e8 antiquata: questa la provocazione da cui muove Marco Revelli  per capire se la democrazia ha ancora un futuro. Una provocazione che non vuole certificarne la morte, ma serve a fotografare lo snaturamento in atto.\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l\u2019autore disseziona con rigore le forme del degrado democratico: dalla democrazia \u2018esecutoria\u2019, che sostituisce il Parlamento con l\u2019efficienza del leader, alla democrazia \u2018senza popolo\u2019, dove l\u2019astensionismo diventa \u2018partecipazione negativa\u2019; dalla democrazia \u2018dei pochi\u2019, sempre pi\u00f9 oligarchica, alla democrazia del denaro, dove il mercato regola ogni relazione; dalla democrazia della disinformazione, deformata da media e algoritmi, a quella \u2018delle armi\u2019 e \u2018del segreto\u2019. Le democrazie contemporanee non fanno pi\u00f9 promesse, si limitano a presentarsi come la forma di governo \u2018meno peggiore\u2019. E la distanza tra ideali e realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec abissale da renderne irriconoscibili i principi fondativi: rappresentanza, partecipazione, trasparenza, informazione. Ma Revelli non si ferma alla diagnosi: indica la necessit\u00e0 di un \u2018nuovo inizio\u2019, che riparta dal basso, nella convinzione che solo una critica radicale della democrazia reale pu\u00f2 salvarne il futuro da costruire. \u00a0<\/p>\n<p>Revelli \u00e8 professore emerito di Scienza della politica all\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale. Tra i pi\u00f9 autorevoli analisti del mutamento sociale e politico italiano, si \u00e8 occupato di storia del movimento operaio, trasformazioni del lavoro, populismi e crisi della democrazia.\u00a0<\/p>\n<p>Arriva sugli scaffali con Solferino &#8216;Se avesse vinto la monarchia&#8217; di Marco Patricelli. 10 Giugno 1946. La Corte di Cassazione comunica i risultati del referendum istituzionale: la Repubblica prevale sulla Monarchia per due milioni di voti. Questo dice la storia. A ottant\u2019anni dal voto, il libro di Marco Patricelli ribalta la prospettiva: \u00e8 il fronte repubblicano a essere sconfitto anche grazie a un intervento segreto di Stati Uniti e Gran Bretagna, che temono una deriva a sinistra, e nutrono dubbi sulle personalit\u00e0 espresse dal CLN e sul ruolo di Palmiro Togliatti rientrato dall\u2019Urss come longa manus di Stalin.\u00a0<\/p>\n<p>Che ruolo giocano in quei mesi il presidente Truman, il direttore dell\u2019intelligence Souers e l\u2019ambasciatore a Roma, Comstock Kirk? Lo scopriamo in un racconto documentato e incalzante tra Roma, Washington, Londra e Mosca: per contribuire al successo della monarchia, e tenerla sotto scacco, gli Alleati danno vita all\u2019operazione White Cross \u2013 dal simbolo araldico dei Savoia \u2013 facendo votare i prigionieri di guerra, con appositi seggi nei campi e la promessa di un rientro rapido in Italia. E consentendo il voto anche in Trentino, dove molti elettori temono una deriva punitiva.\u00a0<\/p>\n<p>Le iniziali perplessit\u00e0 di Umberto di Savoia vengono superate dopo le elezioni parziali di marzo e aprile 1946, quando i partiti di sinistra colgono importanti risultati. \u00c8 allora che d\u00e0 a Falcone Lucifero \u2013 pi\u00f9 volte sollecitato dall\u2019ambasciatore Usa \u2013 il via libera all\u2019operazione Bianca Croce. Da questo momento la storia d\u2019Italia prende una piega diversa\u2026\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Vallecchi &#8216;Chi resta mentre il mondo scappa. Storie di confini e sopravvivenza&#8217;  di Daniela Tagliafico. A Lampedusa, Mara serve caff\u00e8 e sogna di spegnere incendi, mentre impara ogni giorno a convivere con un orizzonte che non d\u00e0 tregua. Sull\u2019isola, la bellezza \u00e8 una lama sottile: illumina e ferisce nello stesso istante. In una vigilia di Natale sospesa, tra vento, pioggia e collegamenti interrotti, per la prima volta gli sbarchi si fermano e l\u2019hotspot si svuota: resta un\u2019attesa irreale, fatta di racconti, silenzi e verit\u00e0 che emergono piano. \u00a0<\/p>\n<p>A Roma, Sandro tiene il punto tra ordine e caos, ma un legame ostinato con un uomo venuto dal Senegal incrina certezze, regole, distanze. Poliziotto abituato agli scontri e alle tensioni, porta dentro una storia inattesa di amicizia e debito umano, che riemerge mentre la citt\u00e0 si accende e una telefonata tarda ad arrivare. Non \u00e8 una storia sull\u2019immigrazione. \u00c8 una storia sull\u2019attraversare i confini e le coscienze. Con una scrittura ritmica e fresca, Daniela Tagliafico evita ogni retorica e racconta ci\u00f2 che resta: i gesti minimi, le scelte che pesano, le vite che si sfiorano senza salvarsi davvero. Perch\u00e9 ci sono luoghi dove tutto arriva e niente se ne va intatto.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Rizzoli &#8216;Complice la pioggia&#8217; di Laura Facchi. Maura Amato ha quarantacinque anni, un gatto di nome Sedano che la ama moltissimo, una leggera zoppia e il conto sempre in rosso. Convive con la sindrome dell\u2019impostore e con il suo cuore spezzato, da quando l\u2019amore per Tony, magistrato di origini napoletane, \u00e8 naufragato. Per sbarcare il lunario, dopo aver pubblicato due libri di scarso successo, lavora come editor freelance di romanzi gialli.\u00a0<\/p>\n<p> Un giorno, in un cappotto preso a un mercatino vintage, trova un biglietto accartocciato in cui qualcuno confessa un omicidio avvenuto vent\u2019anni prima. Si tratta della morte di Paul Mezzatesta, un diciassettenne ucciso durante una vacanza in un campeggio al mare, in una notte di pioggia battente. \u00c8 cos\u00ec che Maura si ritrova catapultata in un misterioso cold case che la porter\u00e0 all\u2019isola d\u2019Elba, a scavare nel passato di un gruppo di amici, ragazzini all\u2019epoca e oggi uomini e donne che custodiscono gelosamente segreti mai confessati. L\u2019isola le riserver\u00e0 inquietanti sorprese ma anche incontri inaspettati. Con una scrittura brillante e ironica, Laura Facchi tratteggia una protagonista imperfetta e meravigliosamente reale. Un giallo imperdibile che \u00e8 anche, e soprattutto, la storia di una donna che, rovistando nei segreti altrui, impara a non scappare dai propri, ritrovando una sfrontata voglia di vivere. (a cura di Carlo Roma)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=84034\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":84035,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-84034","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84034","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84034"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84034\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84064,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84034\/revisions\/84064"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84034"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84034"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84034"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}