{"id":83419,"date":"2026-05-28T17:54:45","date_gmt":"2026-05-28T17:54:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=83419"},"modified":"2026-05-28T17:54:45","modified_gmt":"2026-05-28T17:54:45","slug":"lo-strano-effetto-boomerang-dei-repellenti-forse-le-zanzare-stanno-imparando-ad-amarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=83419","title":{"rendered":"Lo strano effetto &#8216;boomerang&#8217; dei repellenti: forse le zanzare stanno imparando ad amarli"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;  Ogni estate, milioni di persone si spruzzano sulla pelle repellenti a base di Deet per tenere lontane le zanzare. Ma una nuova ricerca suggerisce che potrebbe non bastare a regalarci sonni tranquilli, al riparo da ronzii e fastidiose punture. In agguato c&#8217;\u00e8 un curioso effetto &#8216;boomerang&#8217;. Secondo gli autori dello studio, pubblicato sul &#8216;Journal of Experimental Biology&#8217;, le zanzare sono furbe, hanno una dote inaspettata: quella di apprendere. E da brave scolare potrebbero imparare ad amare l&#8217;odore del Deet, associandolo al loro &#8216;cibo&#8217; preferito, fino ad esserne persino attratte. Il lavoro che lancia l&#8217;alert \u00e8 frutto della collaborazione tra lo scienziato Cl\u00e9ment Vinauger, professore associato al Virginia Tech, e Claudio Lazzari dell&#8217;Universit\u00e0 di Tours, in Francia.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Se qualcuno applica il Deet, la sua concentrazione diminuisce nel tempo e una zanzara riesce comunque a nutrirsi, l&#8217;insetto potrebbe iniziare ad associare quell&#8217;odore a una ricompensa &#8211; spiega Vinauger, che \u00e8 in forze al Dipartimento di Biochimica del College of Agriculture and Life Sciences &#8211; \u00c8 una possibilit\u00e0 che dovremmo prendere seriamente in considerazione quando pensiamo a come vengono utilizzati i repellenti nella vita reale&#8221;. E dunque s\u00ec, le zanzare possono imparare, come emerge dalla ricerca, che si \u00e8 concentrata in particolare sulla zanzara della febbre gialla, l&#8217;Aedes aegypti, una specie che pu\u00f2 diffondere diverse malattie infettive: la Dengue, Zika, la febbre gialla e la Chikungunya,  che infettano decine di milioni di persone ogni anno.\u00a0<\/p>\n<p>Per verificare questa possibilit\u00e0, gli autori hanno condotto un vero e proprio test sul campo: hanno addestrato le zanzare utilizzando una forma di condizionamento pavloviano, lo stesso principio di apprendimento alla base dei famosi esperimenti di Ivan Pavlov, in cui i cani imparavano ad associare il suono di un campanello al cibo. Le zanzare sono state immobilizzate dietro una rete di tessuto con una sacca di sangue caldo posizionata appena fuori dalla loro portata. Dopo che hanno iniziato a nutrirsi del sangue, i ricercatori hanno introdotto l&#8217;odore del Deet. Hanno ripetuto l&#8217;esperimento per 4 volte, e alla fine oltre il 60% degli insetti ha tentato di nutrirsi quando \u00e8 stato esposto solo all&#8217;odore del Deet. In seguito, alle zanzare \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 di scegliere tra due mani umane: una non trattata e una ricoperta di Deet a concentrazioni normali. Le zanzare non addestrate hanno evitato la mano su cui era stato spruzzato il repellente, ma quelle &#8216;istruite&#8217; invece ne sono state attratte. \u00a0<\/p>\n<p>Dopo la &#8216;prova della mano&#8217;, i ricercatori hanno anche scoperto che le zanzare potevano formare la stessa associazione quando, al posto del sangue, veniva utilizzato lo zucchero come ricompensa. &#8220;L&#8217;ipotesi comune \u00e8 sempre stata che i repellenti funzionino grazie alla loro composizione chimica: che il Deet abbia semplicemente un odore sgradevole per le zanzare, che quindi fuggono, o che la sua chimica impedisca loro di percepire il nostro odore&#8221;, ragiona Vinauger, che \u00e8 anche affiliato al Center for Emerging, Zoonotic, and Arthropod-borne Pathogens del Fralin Life Sciences Institute. &#8220;Ma quello che stiamo dimostrando \u00e8 che il cervello della zanzara pu\u00f2 riscrivere questa risposta in base all&#8217;esperienza. Ci\u00f2 che l&#8217;insetto ha imparato conta tanto quanto l&#8217;effetto della sostanza chimica. Questo, a mio avviso, rappresenta un cambio di paradigma&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La premessa di Vinauger \u00e8 che questi risultati non significano che le persone debbano smettere di usare i repellenti a base di Deet. Questo, assicura, rimane comunque uno dei prodotti pi\u00f9 efficaci disponibili, soprattutto nelle regioni in cui le malattie trasmesse dalle zanzare sono diffuse. &#8220;Se vi trovate in regioni tropicali dove il rischio di contrarre malattie \u00e8 reale, dovreste usarlo&#8221;, \u00e8 la sua raccomandazione. Tuttavia, lo studio suggerisce che la tempistica e la concentrazione potrebbero essere pi\u00f9 importanti di quanto si pensasse in precedenza. Ecco una strategia: &#8220;Invece di applicarne una grande quantit\u00e0 in una sola volta, \u00e8 consigliabile riapplicare il repellente regolarmente, in modo che rimanga sempre attivo e fornisca una protezione continua&#8221;, consiglia Vinauger. Altro punto da non sottovalutare: anche gli indumenti trattati potrebbero presentare delle problematiche, evidenziano gli autori, poich\u00e9 le concentrazioni di Deet nei tessuti diminuiscono nel tempo. \u00a0<\/p>\n<p>Lo studio si basa su anni di ricerca sull&#8217;apprendimento e sul comportamento delle zanzare, collegata al lavoro di Vinauger. Durante il suo Phd nel laboratorio di Lazzari in Francia, e successivamente come ricercatore post-doc all&#8217;Universit\u00e0 di Washington, lo scienziato ha contribuito a condurre esperimenti pionieristici che dimostrano come le zanzare possano apprendere e ricordare gli odori associati ai pasti di sangue e agli ospiti difensivi. Al Virginia Tech, il laboratorio di Vinauger studia come le zanzare utilizzano le informazioni sensoriali per trovare gli ospiti e adattarsi agli ambienti in continua evoluzione. Il suo team ha dimostrato che &#8216;ricordano&#8217; ed evitano gli ospiti che le scacciano, combinano olfatto e vista per rintracciare le persone con sorprendente precisione e sono attratte o allontanate dall&#8217;odore di determinati saponi per il corpo. &#8220;Le zanzare sono straordinarie nell&#8217;elaborare le informazioni relative al loro ambiente &#8211; conclude Vinauger &#8211; Quello che stiamo cercando di capire non \u00e8 solo come ci individuano, ma anche come il loro cervello interpreta questi segnali e li trasforma in comportamenti&#8221;. Con l&#8217;espansione della zanzara Aedes aegypti in nuove regioni e la crescente resistenza agli insetticidi a livello globale, per l&#8217;esperto comprendere il comportamento di questi insetti ronzanti sta diventando sempre pi\u00f9 importante per la salute pubblica. &#8220;Dobbiamo capire come le zanzare riescano a eludere le nostre strategie di controllo&#8221;, chiosa. &#8220;E questo richiede la comprensione del loro funzionamento, a livello molecolare, neurale e comportamentale&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=83419\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ogni estate, milioni di persone si spruzzano sulla pelle repellenti a base di&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":83420,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-83419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83419"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83493,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83419\/revisions\/83493"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/83420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}