{"id":83116,"date":"2026-05-28T08:38:15","date_gmt":"2026-05-28T08:38:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=83116"},"modified":"2026-05-28T08:38:15","modified_gmt":"2026-05-28T08:38:15","slug":"scorta-per-mario-sechi-dopo-una-minaccia-in-mezza-giornata-la-mia-vita-e-cambiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=83116","title":{"rendered":"Scorta per Mario Sechi dopo una minaccia: &#8220;In mezza giornata la mia vita \u00e8 cambiata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Succede. Ma non sai cosa ti sta per succedere&#8221;. Cos\u00ec inizia il racconto di Mario Sechi dopo la decisione delle autorit\u00e0 di assegnargli la scorta per una minaccia considerata concreta. Una giornata improvvisa, segnata dalla telefonata del prefetto Claudio Sgaraglia e dalla visita del questore Bruno Megale, che gli comunicano la necessit\u00e0 della protezione.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nel giro di una mezza giornata la mia vita \u00e8 cambiata. La minaccia. Quella minaccia. Ti telefona il prefetto Claudio Sgaraglia, pensi sia una cosa di routine, una notizia che ha bisogno dell\u2019attenzione del direttore del giornale, un appuntamento istituzionale, ma improvvisamente arriva un colpo di vento gelido che sbatte le imposte: &#8216;Devo metterti sotto tutela&#8217;&#8221;, scrive il direttore di &#8216;Libero&#8217; in un editoriale sullo stesso quotidiano, rilanciato anche su X.\u00a0<\/p>\n<p>\nSechi ricostruisce i momenti in cui gli \u00e8 stata comunicata la notizia:  &#8220;Protesto: &#8216;Non voglio la scorta, non l\u2019ho mai chiesta, sollecitata, desiderata. Non fa parte del mio stile di vita&#8217;. Replica secca: &#8216;Non puoi decidere tu, \u00e8 necessario, ora passa da te il questore e ti spiega tutto&#8217;. Clic. Cerco di riordinare le idee, trovare una via d\u2019uscita. Bruno Megale, il questore, arriva a casa, \u00e8 accompagnato dal coordinatore delle scorte, preparo un caff\u00e8, insisto con il mio manifesto di libert\u00e0: &#8216;Non posso avere la scorta&#8217;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il questore \u00e8 netto: &#8216;\u00c8 una minaccia diretta, sulla tua persona&#8217;. \u00c8 andata cos\u00ec. Sono diventato un bersaglio del terrorismo anarchico perch\u00e9 penso e scrivo &#8211; osserva Sechi -Quando in quei minuti, nel veloce riassunto delle puntate precedenti che non conoscevo, ho sentito la parola &#8216;anarco-insurrezionalista&#8217; i miei sensi hanno cominciato a rispondere velocemente, l\u2019algoritmo del cronista ha preso il comando, \u00e8 stato un attimo collegare il pericolo con l&#8217;esplosione che a Roma ha ucciso due anarchici &#8211; Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone &#8211; mentre fabbricavano una bomba all\u2019interno di un casolare abbandonato nella zona di Capannelle&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Appartenevano al &#8216;gruppo Cospito&#8217; &#8211; sottolinea Sechi &#8211; Per un cronista quelle parole sono la spia rossa che si accende. Alfredo Cospito \u00e8 la star in prigione del movimento anarchico, nel 2006 partecip\u00f2 a un attacco con ordigni davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano, nessuna vittima. Nel 2012 gambizz\u00f2 l\u2019amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. \u00c8 un duro condannato al carcere duro. \u00c8 la sua figura a ispirare gli anarchici italiani. La mia memoria su questi punti \u00e8 selettiva, scarta il superfluo e conserva l\u2019essenziale, punta la notizia: &#8216;\u00c8 gente pericolosa&#8217;, questo ho pensato. Da quell\u2019istante ho smesso di lagnarmi per la mia condizione futura di prigioniero-libero, ho guardato gli occhi di mia moglie e di mia figlia che erano con me e ascoltavano in silenzio, incredule. E mentre il questore mi spiegava cosa sarebbe successo nelle mie giornate da quel momento, la mia mente stava da un\u2019altra parte, con mio figlio che non era ancora rientrato a casa&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Avevo commentato su Libero l\u2019esplosione letale nel &#8216;Casale del Sellaretto&#8217;, \u00e8 bastato questo per trasformarmi in un nemico della galassia anarchica. Un obiettivo facile da colpire, non ho mai avuto alcuna protezione, ma l\u2019escalation della sicurezza era un dato di fatto: andavo al giornale in metro all\u2019inizio, mi piaceva osservare le persone, parlarci, capire i bisogni degli italiani, \u00e8 l\u2019abitudine di chi ha fatto la cronaca e ha sempre il taccuino in tasca &#8211; prosegue &#8211; poi le cose sono cambiate, i mezzi pubblici sono diventati impossibili da prendere senza subire l\u2019assalto di qualcuno che nel migliore dei casi ti insulta e cerca di menarti, cos\u00ec sono passato al taxi e pensavo di aver risolto il problema, di continuare a vivere con i miei orari, la mia agenda imprevedibile, i miei pochi amici tra Milano e Roma&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 tutto svanito di colpo &#8211; continua &#8211; C\u2019\u00e8 il mio nome e c\u2019\u00e8 un disegno. E non \u00e8 l\u2019invio di un mazzo di amati gelsomini. Mi sveglio prima dell\u2019alba, leggo tutto quello che serve per sapere, scrivo le mie note, alle 8 di solito ho consumato gi\u00e0 tre caff\u00e8. \u00c8 sparita del tutto l\u2019invenzione dell\u2019agenda all\u2019ultimo momento, la variazione sul tema per andare a incontrare qualcuno prima della riunione di redazione del mattino. La mia giornata \u00e8 programmata in anticipo, i miei spostamenti sono monitorati, gli agenti di polizia stanno sempre con me. Sto imparando a farmi guidare, ad affidarmi a loro, a capire come funziona la mente di un uomo addestrato a proteggere il prossimo. Sono persone eccezionali, servitori dello Stato che hanno tutta la mia ammirazione&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 solo &#8216;il nostro lavoro&#8217;, come mi rispondono quando mi preoccupo per gli orari che devono condividere con me, per le giornate lunghissime, per le preoccupazioni e le tensioni che respirano, sentono, percepiscono anche nel silenzio, perch\u00e9 sono mie e qualche volta esplodono nelle mie incazzature per questo titolo, questa foto, questo servizio, questo buco che abbiamo preso &#8211; aggiunge &#8211; No, non \u00e8 solo il &#8216;nostro lavoro&#8217;, quello dei poliziotti che hanno il compito di difendermi dai fanatici, dai nemici della democrazia che vogliono ammazzarmi, il &#8216;loro lavoro&#8217; si chiama spirito repubblicano&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Oggi ho chiamato mamma: &#8216;Scusa, non te l\u2019ho detto prima, non preoccuparti. Sono sotto scorta&#8217;. Lei, una donna che ha superato la povert\u00e0, partecipato con mio padre e altri milioni di italiani di quella generazione all\u2019avventura della Ricostruzione, mi ha risposto con la sua disarmante saggezza: &#8216;Lo immaginavo. Fai da bravo&#8217;. Per lei sono sempre una piccola canaglia. Non sa che cosa sia il &#8216;gruppo Cospito&#8217;, ma intuisce con precisione i confini del bene e del male, gli istinti assassini che sono confusi nelle idee di tanti che coltivano il campo dell\u2019odio &#8211; osserva ancora il direttore di &#8216;Libero&#8217; &#8211; Si comincia con le parole, poi si spara, si piazzano le bombe, si progettano attentati contro i giornalisti&#8221;. &#8220;Ho studiato il caso di Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Brigate Rosse (sempre assassine), so bene che chi scrive \u00e8 una preda potenziale del terrorismo, un trofeo da esibire nella lotta ideologica &#8211; ricorda Sechi &#8211; La sera dell\u2019assassinio di Marco Biagi ero al Giornale, ero il capo della redazione romana, una mia fonte mi chiam\u00f2: &#8216;Hanno ucciso un professore a Bologna, si chiama Biagi&#8217;. Un brivido, ricordo solo quello. Era il 19 marzo del 2002, Marco Biagi fu ucciso davanti al portone di casa. Era un professore, un esperto di lavoro. Un intellettuale&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Sono trascorsi 24 anni, sono padre, ho consumato le mie primavere nei giornali, il clima l\u00e0 fuori \u00e8 fetido. La violenza verbale \u00e8 uno tsunami, ci sono tanti esagitati che promettono grandi imprese criminali, sono i &#8216;leoni da tastiera&#8217;, ma qui siamo dentro un\u2019altra sceneggiatura, lo spartiacque tra la minaccia degli esagitati dei social e l\u2019essere diventato un bersaglio degli anarchici legati al &#8216;gruppo Cospito&#8217; \u00e8 nella polvere da sparo &#8211; conclude &#8211; Eccomi qua, cannibali, avete cambiato la mia vita, ma io continuo a scrivere. Per non perderla&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=83116\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Succede. Ma non sai cosa ti sta per succedere&#8221;. 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