{"id":80356,"date":"2026-05-20T00:44:15","date_gmt":"2026-05-20T00:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=80356"},"modified":"2026-05-20T00:44:15","modified_gmt":"2026-05-20T00:44:15","slug":"lo-sport-protegge-il-cuore-ma-150-minuti-a-settimana-non-bastano-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=80356","title":{"rendered":"Lo sport protegge il cuore, ma 150 minuti a settimana non bastano: lo studio\ufeff"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Le dosi di sport salvacuore? Per raggiungerle occorrer\u00e0 sudare pi\u00f9 del previsto. Secondo una nuova ricerca, infatti, sono necessari dai 560 ai 610 minuti di attivit\u00e0 fisica di intensit\u00e0 moderata o vigorosa a settimana per ottenere una riduzione sostanziale del rischio di infarto e ictus. La stima emerge da uno studio osservazionale pubblicato online sul &#8216;British Journal of Sports Medicine&#8217;. E la quantit\u00e0 di esercizio che viene suggerita, fanno notare gli esperti, \u00e8 da 3 a 4 volte superiore alla raccomandazione attuale in materia di salute pubblica, secondo cui gli adulti dovrebbero svolgere almeno 150 minuti a settimana di attivit\u00e0 moderata o intensa, come camminare a passo svelto, correre o andare in bicicletta.\u00a0<\/p>\n<p>Lo studio indica anche che le persone meno allenate hanno bisogno di fare un po&#8217; pi\u00f9 di esercizio fisico rispetto a quelle molto allenate per ottenere gli stessi benefici cardiovascolari. Per i ricercatori, quindi, gli attuali consigli standardizzati sull&#8217;esercizio fisico potrebbero dover essere modificati e sostituiti da obiettivi pi\u00f9 personalizzati in base al livello di forma fisica di ciascuno. La forma cardiorespiratoria varia notevolmente ed \u00e8 un forte indicatore della salute cardiovascolare.\u00a0<\/p>\n<p>\nUna bassa forma cardiorespiratoria \u00e8 fortemente associata a un aumento del rischio di infarto, ictus e morte prematura, sottolineano gli autori del lavoro. Un modo semplice per valutarla \u00e8 misurare il &#8216;VO2 max&#8217;, cio\u00e8 la massima quantit\u00e0 di ossigeno che il corpo consuma e utilizza durante un esercizio intenso. Questo parametro misura l&#8217;efficienza con cui cuore, polmoni e muscoli forniscono e utilizzano l&#8217;ossigeno.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I ricercatori dell&#8217;universit\u00e0 Politecnica di Macao in Cina, che firmano la ricerca, hanno deciso di esaminare in che modo sia i livelli di attivit\u00e0 fisica che la forma cardiorespiratoria, misurata tramite il VO2 max, influenzino il rischio di malattie cardiovascolari. Lo studio ha incluso dati relativi a 17.088 persone che hanno partecipato a uno studio della Uk Biobank tra il 2013 e il 2015. L&#8217;et\u00e0 media era di 57 anni, il 56% erano donne e il 96% erano di etnia bianca. I partecipanti hanno indossato un dispositivo al polso per 7 giorni consecutivi per registrare i loro livelli di esercizio tipici e hanno completato un test in bicicletta per misurare il loro VO2 max stimato. Nell&#8217;analisi sono stati inclusi anche dati relativi al fumo, al consumo di alcol, alla salute percepita e all&#8217;alimentazione, all&#8217;indice di massa corporea, alla frequenza cardiaca a riposo e alla pressione sanguigna. Durante un periodo di follow-up medio di 7,8 anni, si sono verificati 1.233 eventi cardiovascolari, tra cui 874 casi di fibrillazione atriale, 156 infarti miocardici, 111 casi di insufficienza cardiaca e 92 ictus.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Lo studio ha rilevato che gli adulti che hanno rispettato la raccomandazione di 150 minuti di esercizio fisico a settimana hanno registrato una modesta riduzione dell&#8217;8-9% del rischio cardiovascolare. Questo risultato \u00e8 stato riscontrato in modo coerente a tutti i livelli di forma fisica. Gli esperti hanno quindi calcolato che, per ottenere una protezione sostanziale, definita come una riduzione del rischio superiore al 30%, erano necessari tra i 560 e i 610 minuti di esercizio fisico di intensit\u00e0 moderata o vigorosa a settimana. Tuttavia, questo livello di attivit\u00e0 fisica \u00e8 stato raggiunto solo dal 12% dei partecipanti allo studio.\u00a0<\/p>\n<p>Gli autori hanno osservato poi che le persone con un livello di forma fisica inferiore necessitavano di circa 30-50 minuti in pi\u00f9 a settimana rispetto a quelli con un livello di forma fisica elevato per ottenere benefici equivalenti. Ad esempio, per ottenere una riduzione del 20% del rischio di eventi cardiovascolari erano necessari 370 minuti di esercizio fisico di intensit\u00e0 moderata-vigorosa per le persone con il livello di forma fisica pi\u00f9 basso, rispetto ai 340 minuti necessari per quelle con il livello di forma fisica pi\u00f9 alto. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Questa scoperta, dichiarano i ricercatori, &#8220;mette in luce la sfida pi\u00f9 ardua che le popolazioni non allenate si trovano ad affrontare&#8221;. Essendo uno studio osservazionale, puntualizzano, non \u00e8 possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto, e va precisato anche che il gruppo di studio potrebbe essere pi\u00f9 sano e in forma rispetto alla popolazione generale, oltre al fatto che non \u00e8 stato misurato il tempo trascorso in attivit\u00e0 sedentarie o l&#8217;esercizio fisico di minore intensit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Nonostante le limitazioni, dal lavoro emerge che le attuali linee guida forniscono un solido livello minimo universale di protezione cardiovascolare, per\u00f2 &#8211; aggiungono gli autori &#8211; sarebbe opportuno fornire consigli differenziati per aiutare i pazienti motivati a fare di pi\u00f9 per proteggere la salute del cuore. &#8220;Le future linee guida potrebbero dover distinguere tra il volume minimo di esercizio fisico di intensit\u00e0 moderata-vigorosa richiesto per un margine di sicurezza di base e i volumi sostanzialmente pi\u00f9 elevati necessari per una riduzione ottimale del rischio cardiovascolare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=80356\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Le dosi di sport salvacuore? 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