{"id":80046,"date":"2026-05-19T11:02:30","date_gmt":"2026-05-19T11:02:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=80046"},"modified":"2026-05-19T11:02:30","modified_gmt":"2026-05-19T11:02:30","slug":"save-the-children-in-grandi-citta-1-minore-su-10-vive-in-aree-piu-fragili-col-doppio-dei-tassi-di-dispersione-e-abbandono-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=80046","title":{"rendered":"Save the Children: in grandi citt\u00e0 1 minore su 10 vive in aree pi\u00f9 fragili col doppio dei tassi di dispersione e abbandono scolastico"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Alla vigilia di &#8216;Impossibile 2026&#8217;, la biennale dell\u2019infanzia che si terr\u00e0 gioved\u00ec 21 maggio a Roma, Save the Children chiede interventi e risorse strutturali per rimuovere le disuguaglianze, a partire da una legge che istituisca spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili. Nelle grandi citt\u00e0, nascere e crescere in un quartiere piuttosto che in un altro fa la differenza. Bambini, bambine e adolescenti che vivono nelle aree vulnerabili sono pi\u00f9 esposti al rischio di povert\u00e0 e di dispersione scolastica e hanno minori opportunit\u00e0 di accesso a spazi verdi e servizi ricreativi, con conseguenze sulle possibilit\u00e0 di futuro di ciascuno\/a di loro. \u00c8 quanto emerge dalla ricerca \u201cI luoghi che contano\u201d pubblicata oggi da Save the Children, l\u2019organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.\u00a0<\/p>\n<p>\nNei comuni capoluogo delle 14 citt\u00e0 metropolitane italiane un minore su dieci (il 10,3%, pari a circa 142mila minorenni) vive in un\u2019area di disagio socioeconomico urbano. In queste aree &#8211; 158 in totale individuate da Istat &#8211; il 42,3% delle famiglie vive in povert\u00e0 relativa. Il 15,4% di studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (pi\u00f9 di uno\/a su sette) ha abbandonato la scuola o ripetuto l\u2019anno scolastico, una percentuale doppia rispetto alla media del 7,6% dei comuni delle citt\u00e0 metropolitane; il 20,8% di chi frequenta l\u2019ultimo anno delle medie \u00e8 a rischio dispersione implicita (10 punti percentuali in pi\u00f9 della media dei comuni dell\u201911%); pi\u00f9 di un 15-29enne su 3 (35,6%) non studia e non lavora, rispetto al 22,9% della media dei comuni (+12,7 punti percentuali). Condizioni di fragilit\u00e0 evidenziate dall\u2019analisi dei dati ufficiali, ma confermate anche da un\u2019indagine campionaria inedita dell\u2019Organizzazione, secondo la quale al 16,7% di studentesse e studenti dell\u2019ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado all\u2019interno o in prossimit\u00e0 delle aree vulnerabili nelle grandi citt\u00e0 \u00e8 capitato di non disporre del materiale scolastico necessario a inizio anno (rispetto al 10,5% degli alunni delle scuole delle altre aree) e al 17,3% di non partecipare a una gita scolastica per motivi economici (contro il 7,6%). Inoltre, solo il 36,5% pensa che si iscriver\u00e0 al liceo, 30 punti percentuali in meno rispetto al 66,9% di studentesse e studenti degli altri quartieri, a testimonianza del peso delle disuguaglianze sulle loro scelte. A pesare \u00e8 anche lo stigma che avvertono: quasi la met\u00e0 degli studenti delle periferie vulnerabili (49,1%) ritiene che il proprio quartiere sia giudicato negativamente dagli altri, contro il 29,5% dei ragazzi delle altre aree. Chi vive ai margini sperimenta anche una maggiore percezione di pericolo: solo una ragazza su due (51,9%) si sente al sicuro, contro il 75% delle studentesse di aree meno marginali. I ragazzi che frequentano scuole in zone fragili dichiarano di sentirsi felici (78,4%) e liberi (75,3%) e mostrano un senso di appartenenza forte nei confronti del proprio quartiere, facendo anche proposte chiare per migliorarlo: servizi di pulizia e raccolta rifiuti migliori (54,2%), pi\u00f9 spazi di aggregazione per ragazze e ragazzi (32,6%), campetti e\/o palestre (26%) e parchi pi\u00f9 curati (27,9%).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cIl municipio si divide in due anime che faticano a guardarsi: una zona considerata pi\u00f9 ordinata e tranquilla, e una che porta sulle spalle una reputazione difficile da scrollarsi di dosso. Basta ascoltare i discorsi di chi vive da una parte per capire quanto quel confine, invisibile sulla mappa, pesi nella testa delle persone. Ci si guarda con diffidenza, come se si abitassero citt\u00e0 diverse, dimenticando che si cammina tutti sullo stesso asfalto e si respira la stessa salsedine. \u00c8 una divisione che ferisce, perch\u00e9 \u00e8 inutile. Siamo lo stesso corpo, frammentato da pregiudizi che nessuno ha mai davvero scelto ma che tutti, in qualche modo, continuiamo ad alimentare\u201d, ha raccontato A., in una delle interviste svolte nella ricerca tra pari. \u00a0<\/p>\n<p>\u201cCentoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi citt\u00e0, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali. Per questo abbiamo voluto dedicare Impossibile, la Biennale dei diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza, al tema delle periferie \u2013 ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children &#8211; \u00c8 proprio da questi luoghi che occorre partire per ridefinire le priorit\u00e0 politiche, perch\u00e9 un Paese in cui il destino di una bambina o di un bambino dipende dal quartiere in cui nasce \u00e8 un Paese che non investe sul proprio futuro. Non sono pi\u00f9 rinviabili interventi strutturali capaci di rimuovere gli ostacoli che limitano ingiustamente le opportunit\u00e0 dei minori e di contrastare la povert\u00e0 educativa. Serve una strategia nazionale di rigenerazione urbana, dotata di risorse certe, che guardi ai territori con una \u2018lente generazionale\u2019, mettendo in rete realt\u00e0 diverse e interventi complementari e valorizzi il potenziale dei giovani e delle comunit\u00e0 locali. E, come ci chiedono per primi i ragazzi, sono necessari pi\u00f9 spazi pubblici dedicati a loro. In quest\u2019ottica \u00e8 fondamentale istituire pres\u00ecdi socio-educativi nei territori pi\u00f9 fragili: luoghi accessibili, sicuri e accoglienti, attivi durante tutto l\u2019anno, dove ragazze e ragazzi possano partecipare, contribuendo anche alla programmazione, ad attivit\u00e0 culturali, sportive, artistiche e ricreative, e ricevere supporto educativo, psicologico e sociale. Luoghi che offrano possibilit\u00e0 di crescita e di futuro\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=80046\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Alla vigilia di &#8216;Impossibile 2026&#8217;, la biennale dell\u2019infanzia che si terr\u00e0 gioved\u00ec 21&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":80047,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-80046","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80046"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80046\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80106,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80046\/revisions\/80106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/80047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}