{"id":79803,"date":"2026-05-18T12:51:28","date_gmt":"2026-05-18T12:51:28","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=79803"},"modified":"2026-05-18T12:51:28","modified_gmt":"2026-05-18T12:51:28","slug":"acqua-casini-aubac-dopo-sei-anni-di-siccita-litalia-centrale-torna-alla-normalita-ma-non-al-recupero-totale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=79803","title":{"rendered":"Acqua, Casini (Aubac): dopo sei anni di siccit\u00e0 l&#8217;Italia centrale torna alla normalit\u00e0 ma non al recupero totale"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Dopo sei anni consecutivi di deficit pluviometrico, i primi mesi del 2026 portano un recupero significativo. Ma l\u2019indice di siccit\u00e0 biennale &#8211; segnala l\u2019Autorit\u00e0 di bacino distrettuale dell\u2019Appennino Centrale (Aubac) &#8211; resta negativo e l\u2019estate \u00e8 alle porte. L\u2019estate scorsa 285 comuni dell\u2019Italia centrale non avevano acqua sufficiente. Succedeva mentre il Paese \u2014 gi\u00e0 impoverito del 19% nella disponibilit\u00e0 idrica rispetto al trentennio 1921-1950, secondo Ispra \u2014 guardava con sollievo le piogge di gennaio. Ecco il nodo: l\u2019ultimo aggiornamento quadrimestrale dell\u2019Osservatorio climatico dell\u2019Aubac certifica un\u2019anomalia pluviometrica del +132% a gennaio 2026 rispetto alla media 1991-2020. Un numero che sembra risolutivo ma che &#8211; segnala l&#8217;Autorit\u00e0 &#8211; &#8220;non lo \u00e8&#8221; dal momento che sei anni consecutivi di siccit\u00e0 \u2014 dal 2020 al 2025, anomalia media annua del -10,4% \u2014 non si cancellano in novanta giorni di pioggia.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Questo Distretto viene da anni di sofferenza idrica. Per cinque anni consecutivi abbiamo gestito condizioni di severit\u00e0 idrica media e in alcune aree alta, con conseguenze concrete sui prelievi idropotabili, sull\u2019irrigazione, sui livelli di laghi e falde, sulle portate dei fiumi\u00bb ricostruisce Marco Casini, Segretario Generale dell\u2019Aubac. Parole che descrivono un problema radicato ben oltre le oscillazioni meteo stagionali \u2014 un problema che a scala nazionale ha visto la percentuale di territorio colpita da siccit\u00e0 estrema crescere del 120% negli ultimi vent\u2019anni rispetto al cinquantennio precedente.\u00a0<\/p>\n<p>Presi da soli, i numeri del primo quadrimestre 2026 farebbero tirare un sospiro di sollievo. La pioggia cumulata distrettuale tra gennaio e aprile: 445 millimetri, il 40% sopra la climatologia di riferimento. Volume complessivo: 18,8 chilometri cubi, 5,4 dei quali in surplus. L\u2019infiltrazione potenziale \u2014 la frazione che raggiunge davvero le falde \u2014 ha segnato +130% a gennaio e +81% a febbraio di quest\u2019anno. Per la prima volta dopo anni le mappe di severit\u00e0 idrica hanno cambiato colore, dall\u2019arancione al giallo su quasi tutto il territorio. Ma basta allargare l\u2019inquadratura perch\u00e9 il quadro si rovesci.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abSe guardiamo all\u2019anno idrologico, da ottobre 2025 ad aprile 2026, la cumulata distrettuale \u00e8 sostanzialmente in linea con la climatologia, con un\u2019anomalia di appena due-tre punti percentuali\u00bb precisa Casini. Tradotto: dopo un autunno disastroso \u2014 ottobre 2025 a -47%, dicembre a -51% \u2014 il surplus invernale ha riportato il sistema alla normalit\u00e0 statistica. Non al recupero. Alla normalit\u00e0. Punto. Il Lazio, che a gennaio segnava un +194% e a febbraio un +101%, chiude i sette mesi dell\u2019anno idrologico con un misero +3%. L\u2019Umbria \u00e8 in deficit del 10%. Solo l\u2019Abruzzo registra un surplus significativo, +18%.\u00a0<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato aprile. Un mese che ha frenato tutto con brutalit\u00e0, spaccando la geografia in due tra versante tirrenico e versante adriatico. Meno 34% di pioggia a scala distrettuale, con punte di -70% sul Lazio, -68% sull\u2019Umbria, -63% sulla Toscana. Sopra, un\u2019anomalia termica di +2,41 gradi sull\u2019intero Distretto, con punte oltre +3 gradi di anomalia mensile nelle aree interne tra Reatino e Perugino. Il caso laziale \u00e8 da manuale sulla velocit\u00e0 con cui un vantaggio idrico pu\u00f2 evaporare: dal +88% del trimestre gennaio-marzo al +46% del quadrimestre. Quaranta punti persi in trenta giorni.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abMarzo e aprile hanno frenato il recupero, in particolare sul versante tirrenico. Il Lazio \u00e8 passato dal +88% del trimestre al +46% del quadrimestre, l\u2019Umbria registra gi\u00e0 a maggio il primo trend di peggioramento del quadro idrologico\u00bb dettaglia Casini. L\u2019indice Spei a 24 mesi \u2014 quello che misura il deficit strutturale accumulato \u2014 segnava un -1,46 a fine 2025, siccit\u00e0 severa. Al 30 aprile 2026 \u00e8 risalito a -0,87. Meglio, certo. Ma ancora siccit\u00e0 moderata. Cinque mesi di recupero non hanno chiuso il ciclo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Le cicatrici operative degli anni secchi, intanto, restano. Nell\u2019estate 2025, in Abruzzo 149 comuni hanno subito criticit\u00e0 idropotabili; nelle Marche 136. Riduzioni di pressione, blocco dei prelievi, apertura di pozzi di soccorso per centinaia di migliaia di utenti. I laghi laziali erano crollati \u2014 il lago di Albano a -49 centimetri, Nemi a -37 \u2014 e la risalita del cuneo salino sul Tevere denunciava uno stress idrogeologico profondo. Non \u00e8 solo un problema di rubinetti domestici. La siccit\u00e0 colpisce l\u2019uso potabile, l\u2019agricoltura, l\u2019industria, l\u2019energia, gli ecosistemi e la tenuta stessa dei territori. Il Blue Book 2025 stima che l\u2019acqua sia l\u2019elemento abilitante per la generazione di 383 miliardi di euro di valore aggiunto, circa il 20% del PIL italiano. Dentro questo quadro, uno degli indicatori pi\u00f9 evidenti della fragilit\u00e0 del sistema \u00e8 rappresentato dalle perdite idriche: nelle reti comunali di distribuzione dell\u2019acqua potabile si disperde ancora il 42,4% dell\u2019acqua immessa, con valori che nell\u2019Appennino centrale raggiungono circa il 51%, pari a circa 3,4 miliardi di metri cubi l\u2019anno a scala nazionale. Un volume teoricamente sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico di 43,4 milioni di persone per dodici mesi.\u00a0<\/p>\n<p>Dal versante adriatico arrivano notizie pi\u00f9 confortanti. L\u2019Aquilano e il Pescarese hanno raggiunto per la prima volta nel 2026 la severit\u00e0 idrica normale. La sorgente del Gran Sasso \u2014 ancora in lieve contrazione ad aprile \u2014 al 15 maggio ha confermato un trend positivo, segnale che anche i grandi acquiferi carbonatici, con tempi di ricarica pluriennali, stanno iniziando ad assorbire il surplus invernale. Dall\u2019altra parte degli Appennini, per\u00f2, il Trasimeno continuava a calare: -1,48 metri, con 2 centimetri persi in una sola settimana.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abLe falde, le sorgenti, i grandi acquiferi richiedono continuit\u00e0 di apporti pluriennali, non singoli trimestri piovosi\u00bb ribadisce Casini. Il nodo \u00e8 strutturale e i numeri lo confermano. Nel Piano di Gestione delle Acque, Aubac ha individuato oltre 500 interventi necessari nel periodo 2024-2030 per il servizio idrico integrato e il settore irriguo del Distretto, per un fabbisogno complessivo di oltre 8 miliardi di euro. Non tutti i territori, per\u00f2, hanno la stessa capacit\u00e0 di trasformare i fabbisogni in opere: pesano la dimensione e la solidit\u00e0 dei gestori, la qualit\u00e0 della progettazione, i tempi autorizzativi e la dispersione delle competenze. La frammentazione gestionale si \u00e8 ridotta, ma non \u00e8 scomparsa: secondo il Blue Book 2025, in Italia restano 1.368 Comuni, circa 7 milioni di abitanti, in cui almeno un segmento del servizio idrico \u00e8 ancora gestito direttamente dagli enti locali. Un mosaico che rende pi\u00f9 complessa qualunque strategia coordinata, soprattutto quando la crisi idrica non segue i confini amministrativi. Lo stesso Distretto dell\u2019Appennino Centrale, articolato su sette regioni e caratterizzato da risposte idrologiche opposte, ne \u00e8 la prova: l\u2019Abruzzo torna alla normalit\u00e0 mentre l\u2019Umbria peggiora.\u00a0<\/p>\n<p>Per l\u2019estate 2026 il quadro resta sospeso. Le piogge primaverili-estive sono ormai sempre pi\u00f9 scarse e concentrate in bombe d\u2019acqua di breve durata, quasi inutili per la ricarica delle falde. \u00abStiamo entrando nei mesi pi\u00f9 caldi e tipicamente pi\u00f9 asciutti dell\u2019anno. Sar\u00e0 determinante la gestione dei livelli lacustri, il monitoraggio delle riserve nivali residue ed il coordinamento tra Regioni, ATO e gestori del Servizio Idrico Integrato\u00bb avverte Casini. Dal 2000 l\u2019Italia ha attraversato quattro grandi eventi siccitosi \u2014 2002, 2012, 2017, 2022 \u2014 e nell\u2019ultimo lo stato d\u2019emergenza \u00e8 stato attivato in cinque regioni del Nord. Il 2026 dir\u00e0 se il Paese ha imparato qualcosa da queste crisi ricorrenti. O se la pioggia di gennaio \u00e8 servita solo a rimandare il problema di qualche mese.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=79803\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo sei anni consecutivi di deficit pluviometrico, i primi mesi del 2026 portano&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":79804,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-79803","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79803","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79803"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79803\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79845,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79803\/revisions\/79845"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/79804"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}