{"id":76706,"date":"2026-05-09T16:21:07","date_gmt":"2026-05-09T16:21:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=76706"},"modified":"2026-05-09T16:21:07","modified_gmt":"2026-05-09T16:21:07","slug":"da-sveistrup-a-veronesi-ecco-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=76706","title":{"rendered":"Da Sveistrup a Veronesi, ecco le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Da Soren Sveistrup a Sandro Veronesi: ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.\u00a0<\/p>\n<p>La casa editrice Mondadori, in occasione del primo anno del pontificato di Leone XIV, manda in libreria il volume &#8216;Costruttori di pace&#8217;. In un mondo dilaniato dalle guerre, il primo appello di Leone XIV \u00e8 chiaro e diretto: fermare le armi e scegliere la via della pace. Una pace vera e duratura, fondata sul rispetto del diritto, sulla giustizia e sulla fraternit\u00e0 tra i popoli, perch\u00e9 solo cos\u00ec \u00e8 possibile costruire una convivenza serena e armoniosa. Questa riflessione si innesta in un magistero fondato sulla concretezza della vita e della testimonianza cristiana, che pone al centro tre parole fondamentali: fede, amore e unit\u00e0. Sono queste le basi per &#8220;camminare insieme&#8221; come Chiesa, superando le divisioni e costruendo ponti: tra Oriente e Occidente, tra le diverse confessioni cristiane, tra religioni, culture e continenti. \u00a0<\/p>\n<p>Un cammino che coinvolge sia i luoghi centrali che le periferie del mondo, dall\u2019America all\u2019Asia fino all\u2019Africa. Questo impegno missionario, saldamente radicato in Cristo, nell\u2019annuncio del suo Vangelo e nella comunione della Chiesa, \u00e8 da sempre alla base dei pensieri e dell\u2019azione di Leone XIV. A un anno dalla sua elezione a Pontefice, questo volume raccoglie in un\u2019organica sintesi i suoi scritti pi\u00f9 significativi, offrendo al lettore una guida chiara per conoscere il suo messaggio. Un messaggio che, pur restando in continuit\u00e0 con Papa Francesco, ha una sensibilit\u00e0 nuova, capace di parlare al presente e di tracciare una rotta per gli anni a venire.\u00a0<\/p>\n<p>Arriva sugli scaffali con Rizzoli &#8216;Conta fino a due&#8217; di Soren Sveistrup. \u00c8 un nevoso giorno di San Valentino quando Silje Thomsen, quarantun anni, separata, scompare nel nulla. Un\u2019indagine a prima vista ordinaria per l\u2019investigatrice Naia Thulin, che dopo lo sconvolgente caso dell\u2019Uomo delle castagne ha scelto per s\u00e9 un ruolo pi\u00f9 tranquillo, ai Crimini informatici della polizia di Copenaghen. L\u2019analisi dei dati del telefono della donna non fa per\u00f2 presagire nulla di buono: pare che uno stalker abbia inscenato con lei, via messaggio, una specie di gioco a nascondino, progressivamente pi\u00f9 sinistro e pericoloso. E non si tratta di un episodio isolato: una studentessa che aveva ricevuto messaggi analoghi \u00e8 gi\u00e0 stata uccisa. Naia si trova cos\u00ec costretta a collaborare con l\u2019ultimo compagno che avrebbe voluto rivedere, il detective Mark Hess, con il quale, dopo l\u2019ultimo caso affrontato insieme, aveva interrotto i rapporti. E quando viene rinvenuto il cadavere di un uomo, mutilato, apparentemente collegato al caso Thomsen, Naia e Mark si troveranno invischiati in una gara contro il tempo che li rimbalzer\u00e0 all\u2019indietro, a un maggio di tanti anni prima, a dei ragazzini in gita scolastica coinvolti in un macabro gioco a nascondino tra le paludi boscose del lago di Gunds\u00f8magle.\u00a0<\/p>\n<p>Con &#8216;Conta fino a due&#8217;, Sveistrup torna ai personaggi e alle atmosfere cupe di &#8216;L\u2019uomo delle castagne&#8217; confermandosi un maestro del noir scandinavo, capace di creare trame straordinariamente profonde e di indagare come pochi altri nei recessi oscuri del cuore. Soren Sveistrup \u00e8 nato a Copenaghen nel 1968. Adottato quando era ancora molto piccolo, ha trascorso l\u2019infanzia sull\u2019isola remota di Thur\u00f8, a sud della Danimarca. Ha scelto la strada della sceneggiatura perch\u00e9 \u201cpuoi usare tutto quello che sei, che ti porti dietro, tutti i sentimenti, e farci qualcosa. Capirlo \u00e8 stata una grande liberazione\u201d. L\u2019uomo delle castagne \u00e8 il suo primo romanzo, un grande successo in patria tradotto in 25 paesi.\u00a0<\/p>\n<p>Un nuovo marchio di varia arriva scaffali delle liberie: \u00e8 &#8216;On&#8217;, lanciato da Alpha Test, realt\u00e0 editoriale specializzata nella preparazione ai test universitari attraverso libri e corsi. Uno dei primi titoli in uscita \u00e8 &#8216;La bambina che nessuno vedeva&#8217; di Fatima Sarnicola. Fatima ha vissuto tre vite. La prima inizia nel villaggio di Skaciai, in Lituania, dove vive con una madre che non sar\u00e0 mai tale. Fatima cresce in una casa che non protegge, in cui la notte entra senza chiedere permesso e porta con s\u00e9 uomini sconosciuti, paura, freddo. \u00c8 piccola, ma impara a non far rumore, a non chiedere, a resistere. \u00a0<\/p>\n<p>La seconda comincia in un orfanotrofio, dove le giornate sono dure, il cibo non basta mai, ogni luce \u00e8 spenta negli occhi dei compagni, senza nome come lei. \u00c8 qui che la sua infanzia viene spezzata all\u2019improvviso, quando accade qualcosa che nessuno dovrebbe vivere, tantomeno una bambina. Fatima impara molte altre verit\u00e0: le lacrime non servono a niente, le ferite invisibili sono spesso quelle pi\u00f9 dolorose, non esistono rifugi per il vuoto che cresce dentro. \u00a0<\/p>\n<p>La terza sboccia quando, a otto anni, conosce i suoi nuovi genitori. Non c\u2019\u00e8 distanza \u2013 neppure quella tra le pianure lituane e il mare di Agropoli \u2013 che l\u2019amore di una famiglia non sappia colmare. In equilibrio tra un\u2019infanzia ferita e un nuovo nome, Fatima scopre il coraggio di far sentire la propria voce e parlare di abbandono, adozione, famiglia. Oggi, quella bambina che nessuno vedeva racconta la sua storia, intima e potente, fatta di dolore e speranza. Oggi, quella bambina ci dice che esiste sempre un domani. Questo libro ne \u00e8 la prova. Fatima Sarnicola \u00e8 nata nel 1998 in Lituania. A due anni, a causa dell\u2019assenza della madre, viene portata in un orfanotrofio. Adottata da una famiglia campana nel 2006, oggi \u00e8 laureata in Biologia. Parallelamente agli studi, ha iniziato un progetto di divulgazione della propria storia e dei temi dell\u2019adozione, arrivando a fondare il portale AdoptLife nel 2023.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Marusja Tatarova \u00e8 la &#8216;Straniera&#8217;. Una giovane leningrandese ebrea emigrata dalla Russia sovietica pi\u00f9 per noia che per reali motivazioni politiche, protagonista dell&#8217;omonimo libro di Sergej Dovlatov in libreria con Sellerio. Maria, figlia di due papaveri della nomenklatura, \u00e8 una tipica rappresentante delle classi colte russe, e la sua esistenza scorre a New York, come in un film di Rohmer, tra lavori improbabili, mille corteggiatori e un nuovo, grande, allucinante amore, da cui deriveranno altre nuove avventure, da chiamare forse pi\u00f9 disavventure. Ma questo romanzo breve \u00e8 soprattutto l\u2019ironico, innamorato quadretto della vita degli ebrei russi di New York, riuniti in un piccolo surreale quartiere sulla Centottava Strada, dove il russo \u00e8 la lingua ufficiale, dove si conservano caparbiamente usi e costumi del paese d\u2019origine. Alla comparsa di Straniera, Kurt Vonnegut ha cos\u00ec commentato rivolgendosi a Dovlatov: &#8220;Io mi attendo molto da lei e dal suo lavoro. Lei ha del talento ed \u00e8 pronto ad offrirlo a questo folle paese. Siamo felici che lei si trovi fra noi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Sergej Dovlatov (1941-1990), nato da una famiglia di gente di spettacolo, dopo una giovinezza sregolata si dedic\u00f2 al giornalismo, lavorando per giornali di provincia, dai quali veniva regolarmente licenziato per indisciplina. Nel 1978 emigr\u00f2 negli Stati Uniti, dove furono pubblicati i suoi racconti e romanzi, &#8216;commedie autobiografiche&#8217; pervase di umorismo instancabile e classicamente russo. Di Dovlatov, la Sellerio ha pubblicato &#8216;Straniera&#8217; (1991, 1999), &#8216;La valigia&#8217; (1999), &#8216;Compromesso&#8217; (1996, 2000), &#8216;Noialtri&#8217; (2000), &#8216;Regime speciale&#8217; (2002), &#8216;Il Parco di Pu\u0161kin&#8217; (2004), &#8216;La marcia dei solitari&#8217; (2006), &#8216;Il libro invisibile&#8217; (2007), &#8216;Il giornale invisibile&#8217; (2009), &#8216;La filiale&#8217; (2010) e &#8216;Taccuini&#8217; (2016).\u00a0<\/p>\n<p>Esce in libreria il 12 maggio con La Nave di Teseo &#8216;Caducit\u00e0&#8217; di Sandro Veronesi.  Il libro raccoglie tutti i racconti dello scrittore due volte premio Strega, tra i pi\u00f9 grandi interpreti contemporanei della forma breve, ma \u00e8 anche un atlante inesplorato della sua narrativa, in cui ritrovare i sentimenti e i temi che abbiamo amato nei suoi romanzi. \u00a0<\/p>\n<p>Gli affetti familiari, le conquiste e le perdite, le sfumature dell\u2019amore, lo sport, la musica e le passioni letterarie: a partire dal suo primo racconto, scritto nel 1983 e rimasto fino a oggi inedito, il rapporto di Veronesi con la scrittura \u00e8 una lunga indagine, alimentata storia dopo storia, attorno all\u2019umanit\u00e0 dei suoi protagonisti, tra le pieghe delle loro debolezze e nella luce dell\u2019energia che li anima. Trentadue racconti fulminanti, legati tra loro come i capitoli di un romanzo che unisce generazioni di lettori.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Mondadori &#8216;Le bambine di Roma&#8217; di Emanuela Fontana. Giulia e Selene non sono due bambine qualunque, nella Roma del I secolo avanti Cristo. La prima \u00e8 l\u2019unica figlia di Ottaviano Augusto, l\u2019uomo che il popolo romano considera un Dio; la seconda \u00e8 figlia dell\u2019amore scandaloso tra Marco Antonio e Cleopatra. Quando la coppia, sconfitta da Ottaviano ad Azio, si toglie la vita, Selene e il suo fratello gemello vengono condotti a Roma e fatti sfilare come bottino di guerra nel corteo trionfale. \u00c8 l\u00ec che Giulia vede Selene per la prima volta, e ne rimane profondamente colpita: i lunghi capelli scuri sciolti sulle spalle e il portamento fiero, nonostante a soli dieci anni abbia gi\u00e0 perso tutto. Ottaviano, in un atto di clemenza, decide di accogliere i gemelli nella sua domus. E in quella dimora, gi\u00e0 affollata di fratellastri e cugini di tutte le et\u00e0, Giulia riesce a fare breccia nei silenzi di Selene, conquistando lentamente la sua fiducia. \u00a0<\/p>\n<p>All\u2019ombra dell\u2019antico odio tra i padri, nasce un\u2019amicizia inattesa e tenace, che cresce, cambia, si incrina e si ricuce continuamente. Sono diversissime in tutto: Selene ha ereditato il fascino della madre e ha un\u2019indole malinconica e riflessiva; Giulia \u00e8 impetuosa, capace di rivaleggiare coi maschi e di sfidare le regole. Intorno a loro, una vera e propria famiglia allargata percorsa da tensioni sotterranee, amori che non si possono dire \u2013 come quello tra Giulia e Iullo, l\u2019unico figlio maschio di Antonio risparmiato da Ottaviano \u2013 e unioni dettate da logiche di potere, come il matrimonio a cui lei stessa verr\u00e0 destinata per dare un erede a suo padre, l\u2019Augusto. \u00a0<\/p>\n<p>Fuori dalla domus, una Roma splendida che attraversa la sua \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d, celebrata dai poeti e dalla propaganda, apparentemente in pace ma in realt\u00e0 minacciata da intrighi e congiure. Alternando il racconto principale con il silenzio e la solitudine dell\u2019esilio di Giulia a Ventotene, Le bambine di Roma segue le protagoniste fino alla soglia dell\u2019et\u00e0 adulta, accompagnandole nei primi grandi mutamenti che sconvolgono e dividono le loro vite e i mondi \u2013 Occidente e Oriente \u2013 di cui sono figlie. Dopo la fortunata accoglienza ricevuta dal suo romanzo &#8216;La correttrice&#8217;, Emanuela Fontana propone una narrazione dal respiro ampio, che attinge alle fonti classiche per raccontare una grande amicizia femminile legata a doppio filo con la Storia e insieme senza tempo, universale. Emanuela Fontana \u00e8 nata a Milano, ma vive da molti anni a Roma. \u00c8 insegnante, giornalista e guida escursionistica, ed \u00e8 stata finalista alla XXI edizione del Premio Calvino. Ha esordito con &#8216;Il respiro degli angeli&#8217; (2021) cui ha fatto seguito &#8216;La correttrice&#8217; (2023), vincitore del Premio Manzoni 2023.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; sugli scaffali con Laterza &#8216;Lockerbie&#8217; di  Giorgio Zanchini. Sophie \u00e8 una giovane ragazza inglese. Giorgio Zanchini la conosce per caso una sera a Parigi nell\u2019enoteca in cui lavora. Pochi giorni dopo scopre che \u00e8 una delle 270 vittime dell\u2019attentato terroristico di Lockerbie. Un sorriso, un volto perso nei ricordi che dopo quasi 40 anni torna a farsi vivo, a porre domande che non possono essere evitate.\u00a0<\/p>\n<p>Le stragi lasciano code lunghe, anzi lunghissime. Noi italiani lo sappiamo bene, siamo ancora segnati da Piazza Fontana, dalla stazione di Bologna, dalle bombe del \u201992. Per gli anglosassoni l\u2019eccidio pi\u00f9 sconvolgente \u00e8 stato probabilmente quello di Lockerbie, quando nel cielo del sud della Scozia esplose il volo Pan Am 103 Londra-New York. Era la sera del 21 dicembre del 1988, morirono 270 persone, 259 a bordo e 11 a terra. A bordo di quell\u2019aereo, tra gli altri passeggeri, c\u2019era anche Sophie, una ragazza inglese che Giorgio Zanchini aveva incrociato a Parigi pochi giorni prima dell\u2019esplosione. Questo libro racconta una duplice indagine: quella personale, alla ricerca della giovane donna incontrata tanti anni prima, tra incertezze nei ricordi, buchi di memoria, tracce che si perdono e ritrovano, e quella nel labirinto processuale per trovare i responsabili della strage. Un\u2019inchiesta che ha impegnato per anni forze dell\u2019ordine, servizi, politici, giornalisti e che ha portato a sentenze e condanne, ma anche a critiche e contestazioni, e fatto emergere quella distanza tra verit\u00e0 giudiziaria e verit\u00e0 storica a noi assai familiare. \u00a0<\/p>\n<p>Tra microstoria e grande gioco geopolitico, vite comuni e logiche di potere che quelle vite schiacciano senza troppi rimorsi, tra Parigi e gli Stati Uniti, Lockerbie e Londra, Libia e Malta, questo libro ricostruisce destini individuali e crudeli dinamiche di violenza e diviene anche una riflessione sulle opacit\u00e0 del passato, le ombre della storia, la difficolt\u00e0 di avere giustizia. Giorgio Zanchini, giornalista, conduce \u201cQuante storie\u201d su Rai3 e \u201cRadio anch\u2019io\u201d su Rai Radio1. Tra le sue pi\u00f9 recenti pubblicazioni, La radio nella rete. La conversazione e l\u2019arte dell\u2019ascolto nel tempo della disattenzione (Donzelli 2017).\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 la vita di Roberto Vecchioni che si dispiega nei versi contenuti in &#8216;Scrivere il cielo&#8217; in uscita il 12 maggio con Einaudi. Ma \u00e8 un viaggio al contrario: dalla voce luminosa della vecchiaia a quella incantata del ragazzino che scrive le prime liriche sui quaderni di scuola. Quello che balza subito agli occhi \u00e8 che le poesie scritte nell&#8217;arco di un&#8217;intera esistenza &#8211; quasi tutte inedite &#8211; dialogano tra loro in un duetto infinito: come se l&#8217;uomo di oggi parlasse al ragazzo di ieri, e il ragazzo rispondesse. Ne nasce una voce sola, intima e unica, capace di attraversare il tempo e di restituire la vita nella sua sostanza pi\u00fa vera: memoria, musica, morte, desiderio, destino. \u00abRoba, questa, che si chiama amore\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Si comincia dall\u2019ultimo approdo: un\u2019et\u00e0 matura che Roberto Vecchioni racconta senza maschere. &#8220;Quanto mi resta, sentinella, per navigare, scuotere, grattare?&#8221; \u00c8 una veglia ostinata, inquieta, dove il dolore e la gioia si parlano, dove l\u2019addio si fa carezza e la vita commuove sopra ogni cosa. Risalendo indietro negli anni incontriamo le donne amate: \u00abVoglio vivere nella perenne attesa di un amore negato come il cantante che sono, che trema a ogni prima di non avere fiato&#8221;. E incontriamo anche il Vecchioni civile e ironico, capace di trasformare il disincanto in gioco e l\u2019intelligenza in leggerezza: &#8220;Abbiamo perduto ben altre battaglie, faremo quadrato, triangolo e riga infinita&#8221;. Sono gli anni del confronto, del gesto pubblico, in cui l\u2019introspezione diventa voce collettiva e si apre al mondo. E ancora pi\u00fa indietro, all\u2019inizio, si affacciano i primi versi: giovani e impetuosi, nutriti di classici e di mito. Sono pagine febbrili, attraversate da visioni, gioie e smarrimenti, in cui gi\u00e0 si riconosce una voce che non smetter\u00e0 mai di interrogare la vita: &#8220;Chiss\u00e0 perch\u00e9, come relitto a mare, l\u2019uomo placido avanza&#8221;. Lungo il viaggio, poi, non manca certo la musica: arpe, mandolini, chitarre, cori che affiorano nei versi come in una partitura parallela. \u00c8 la lingua sotterranea che accompagna ogni stagione, la trama invisibile che lega il canto alla parola. Perch\u00e9 le poesie di Roberto Vecchioni hanno la stessa forza delle sue canzoni ma, forse, un segreto in pi\u00fa.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Fazi &#8216;La figlia preferita&#8217; di Morgan Dick. Mickey e Arlo sono sorellastre, ma non si sono mai parlate n\u00e9 incontrate. Quando Mickey era bambina il padre ha abbandonato lei e la madre condannandole a una vita di disagi e ristrettezze. Mickey, da allora, ha deciso di eliminarlo dai suoi pensieri. Sta bene senza di lui: s\u00ec, beve, ma solo qualche volta; s\u00ec, sul suo conto ci sono 181 dollari, ma il lavoro come maestra d\u2019asilo le d\u00e0 grandi soddisfazioni. Non ha nulla a che spartire con Arlo, la cocca di pap\u00e0, brillante psicologa cresciuta nell\u2019agio che del padre adora tutto: la sua risata, il suo savoir faire, il profumo della sua acqua di colonia. \u00a0<\/p>\n<p>Quando lui muore, per\u00f2, per lei le cose si mettono male. Essere una terapeuta non l\u2019ha affatto preparata al lutto e, come se non bastasse, l\u2019amato pap\u00e0 ha deciso di lasciare l\u2019intera eredit\u00e0 a Mickey. Cinque milioni di dollari. Ma a una condizione: Mickey dovr\u00e0 sottoporsi a un ciclo di psicoterapia prima di poter ricevere il denaro. La psicologa designata \u00e8 proprio Arlo. Lavorando insieme come terapeuta e paziente, senza sapere di essere in realt\u00e0 sorelle, le due donne si ritroveranno a intraprendere un percorso che potr\u00e0 distruggerle o salvarle entrambe. &#8216;La figlia preferita&#8217; di Morgan Dick, \u00e8 una commedia nera: tra funerali, sedute di psicoterapia e un ampio spettro di disfunzionalit\u00e0 familiari, affronta temi come l\u2019abbandono, la sorellanza e la dipendenza tenendo il lettore costantemente in bilico tra il riso e il pianto. \u00a0<\/p>\n<p>Scrittrice canadese di Calgary, Morgan Dick grazie ai suoi racconti ha ricevuto una nomination al Pushcart Prize. &#8216;La figlia preferita&#8217;, in fase di pubblicazione in otto paesi, \u00e8 il suo romanzo d\u2019esordio.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=76706\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da Soren Sveistrup a Sandro Veronesi: ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":76707,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-76706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76706"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76734,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76706\/revisions\/76734"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/76707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}