{"id":76328,"date":"2026-05-08T12:03:22","date_gmt":"2026-05-08T12:03:22","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=76328"},"modified":"2026-05-08T12:03:22","modified_gmt":"2026-05-08T12:03:22","slug":"moige-prima-class-action-inibitoria-in-europa-contro-fb-instagram-e-tiktok-a-tutela-minori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=76328","title":{"rendered":"Moige, prima class action inibitoria in Europa contro Fb, Instagram e TikTok a tutela minori"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Illustrata oggi, presso l\u2019Associazione della stampa estera la prima class action inibitoria in Europa contro Facebook, Instagram e TikTok. Mancano solo sei giorni ed il 14 maggio il Tribunale delle Imprese di Milano aprir\u00e0 la prima udienza della prima class action inibitoria europea contro Meta (Facebook, Instagram) e TikTok. A promuoverla: il Moige \u2013 Movimento Italiano Genitori con lo studio legale Ambrosio &amp; Commodo di Torino e un gruppo di famiglie, con l&#8217;obiettivo dichiarato di una concreta tutela dei minori nel digitale. &#8220;La legge italiana ed europea vieta l&#8217;iscrizione ai social ai minori di 14 anni, ma le piattaforme ignorano abitualmente questo obbligo &#8211; sostiene il Moige &#8211; Si stima che 3,5 milioni di bambini tra i 7 e i 14 anni siano attivi su Meta e TikTok con dati non verificati o falsi&#8221;. (FOTO)\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;inibitoria di classe \u2013 fondata sull&#8217;art. 840-sexiesdecies c.p.c., lo strumento di tutela collettiva introdotto nel 2021 \u2013 si articola in tre richieste fondamentali&#8221;, riferisce il Moige, facendo riferimento alla &#8220;verifica reale dell&#8217;et\u00e0 e rispetto del divieto per i minori di 14 anni; all&#8217;eliminazione dei meccanismi che creano dipendenza: algoritmi, scroll infinito e captologia e all&#8217;obbligo di informazione chiara e trasparente sui rischi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Quanto alla verifica reale dell&#8217;et\u00e0 e al rispetto del divieto per i minori di 14 anni, &#8220;la legge italiana ed europea vieta l&#8217;iscrizione ai social ai minori di 14 anni, eppure oggi si stima che circa 3,5 milioni di bambini tra i 7 e i 14 anni frequentano le piattaforme di Meta e TikTok in violazione di tale divieto &#8211; sottolinea il Moige &#8211; Considerando anche i genitori di questi minori, sono circa 10 milioni gli italiani direttamente danneggiati da questa pratica illecita e sistematicamente tollerata dalle piattaforme. Meta e TikTok non solo non impediscono l&#8217;accesso ai minori, ma non adottano alcun sistema efficace di verifica dell&#8217;et\u00e0, consentendo iscrizioni con dati falsi o non verificati. L&#8217;azione legale chiede al Tribunale di Milano di ordinare alle piattaforme l&#8217;adozione di sistemi reali e certificati di controllo dell&#8217;et\u00e0, a tutela di una norma che non \u00e8 arbitraria, ma posta a presidio della salute fisica e mentale dei pi\u00f9 piccoli&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;eliminazione dei meccanismi che creano dipendenza: algoritmi, scroll infinito e captologia, &#8220;questo \u00e8 il punto pi\u00f9 innovativo e tecnicamente complesso dell&#8217;azione &#8211; osserva il Moige &#8211; Le piattaforme social di Meta e TikTok fondano il loro funzionamento su algoritmi di profilazione che costruiscono una vera e propria &#8216;identit\u00e0 algoritmica&#8217; di ciascun utente: tracciano non solo la navigazione, ma la durata precisa della fruizione di ogni singolo contenuto, al fine di proporre in modo continuo materiali sempre pi\u00f9 personalizzati e coinvolgenti, rendendo progressivamente pi\u00f9 difficile disconnettersi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il meccanismo centrale di questa dipendenza \u00e8 la dopamina, il neurotrasmettitore noto come &#8216;ormone del piacere&#8217;: ogni like, notifica e contenuto gratificante stimola il suo rilascio, legando l&#8217;utente alla piattaforma in modo simile a quanto avviene con le sostanze che creano dipendenza &#8211; continua il Moige &#8211; Per un cervello adolescenziale ancora in pieno sviluppo \u2013 la corteccia prefrontale raggiunge la maturazione completa solo intorno ai 25 anni \u2013 questo meccanismo pu\u00f2 provocare danni neurologici permanenti, alterando i processi di attenzione, motivazione, controllo degli impulsi e regolazione emotiva&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;insieme di queste tecniche rientra nella cosiddetta captologia (o &#8216;tecnologia persuasiva&#8217;): una disciplina scientifica che studia la progettazione di sistemi informatici capaci di modificare atteggiamenti e comportamenti degli utenti senza apparente coercizione, sfruttando l&#8217;intelligenza artificiale e i Big Data per influenzare i processi decisionali in modo occulto &#8211; aggiunge &#8211; L&#8217;azione chiede al Tribunale di ordinare la cessazione di questi meccanismi nei confronti dei minori, a partire dallo scroll infinito, dal sistema dei like compulsivi e dalla profilazione comportamentale occulta&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Riguardo all&#8217;obbligo di informazione chiara e trasparente sui rischi, Moige sottolinea che &#8220;cos\u00ec come i produttori di farmaci, tabacco e alcol sono tenuti per legge a informare i consumatori degli effetti avversi dei loro prodotti, anche le piattaforme social devono fornire un&#8217;informazione chiara, visibile e diffusa sui rischi derivanti dal loro utilizzo, in particolare per i minori. Oggi Meta e TikTok nascondono scientemente questi rischi agli utenti e alle loro famiglie, privandoli della possibilit\u00e0 di effettuare scelte consapevoli&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La letteratura scientifica documenta una correlazione diretta tra l&#8217;esposizione prolungata ai social e una vasta gamma di disturbi: disturbi alimentari, perdita del sonno, calo del rendimento scolastico, depressione, interpretazione errata delle emozioni, comportamenti impulsivi, accettazione di sfide pericolose (le cosiddette challenge), fino ad atti autolesivi e ideazioni suicidarie. L&#8217;azione legale chiede che questa informazione venga resa obbligatoria e accessibile, sul modello del cosiddetto &#8216;bugiardino&#8217; farmaceutico, cos\u00ec da restituire alle famiglie strumenti concreti di consapevolezza e protezione &#8211; prosegue &#8211; L&#8217;esperienza italiana \u00e8 gi\u00e0 considerata un modello replicabile: associazioni di genitori di altri Paesi dell&#8217;Epa (European Parents Association) hanno dichiarato di voler valutare class action analoghe nei rispettivi ordinamenti nazionali&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Hanno partecipato alla conferenza: Antonio Affinita, direttore generale e cofondatore Moige Movimento Italiano Genitori; Marina Terragni, Garante nazionale per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza, Sandra Cioffi, presidente Consiglio nazionale utenti presso Agcom; Stefano Commodo, avvocato, A&amp;C Studio Legale Associato, coordinatore del team legale della class action; Tonino Cantelmi, direttore della Scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo interpersonale; Maria Angela Grassi, presidente Anpe associazione nazionale pedagogisti italiani; Claudia Di Pasquale, presidente nazionale Age \u2013 Associazione Genitori; Valentina Muraglie direttivo Anfn \u2014associazione nazionale famiglie numerose; Stefano Crico presidente Epa, European Parents\u2019 Association; Lucia Marchegiani del Forum delle associazioni familiari. &#8220;Se il Tribunale di Milano accoglier\u00e0 il ricorso, ordiner\u00e0 alle piattaforme la cessazione immediata delle condotte contestate, avviando un\u2019azione risarcitoria verso migliaia di genitori&#8221;, conclude il Moige.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=76328\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Illustrata oggi, presso l\u2019Associazione della stampa estera la prima class action inibitoria in&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":76329,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-76328","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76328"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76328\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76374,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76328\/revisions\/76374"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/76329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}