{"id":73806,"date":"2026-04-29T12:00:57","date_gmt":"2026-04-29T12:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73806"},"modified":"2026-04-29T12:00:57","modified_gmt":"2026-04-29T12:00:57","slug":"malattie-rare-al-via-campagna-she-speaxx-per-dare-voce-alle-donne-con-malattia-di-fabry","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73806","title":{"rendered":"Malattie rare, al via campagna &#8216;She SpeaXX&#8217; per dare voce alle donne con malattia di Fabry"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Accendere i riflettori su una patologia rara ancora poco conosciuta, soprattutto tra le donne, e promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi spesso sottovalutati e non riconosciuti: con questo obiettivo \u00e8 stata presentata oggi a Roma la campagna &#8216;She SpeaXX&#8217;, promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell&#8217;Associazione italiana Anderson-Fabry (Aiaf). L&#8217;iniziativa nasce nel mese dedicato alla Malattia di Fabry e punta a colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile. La malattia di Fabry \u00e8 una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da un deficit dell&#8217;enzima \u03b1-galattosidasi A, che comporta un accumulo progressivo di sostanze nei tessuti e un coinvolgimento multisistemico, in particolare a carico di rene, cuore e sistema nervoso, con importanti ricadute sullo stato di salute e sulla qualit\u00e0 di vita. Per lungo tempo considerata impropriamente una malattia quasi esclusivamente maschile, oggi \u00e8 noto che anche le donne possono sviluppare manifestazioni cliniche significative: fino a pochi anni fa venivano considerate portatrici sane della patologia, in quanto eterozigoti, mentre oggi \u00e8 noto che circa l&#8217;80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia. E il ritardo diagnostico pu\u00f2 arrivare fino a 20 anni rispetto agli uomini.\u00a0<\/p>\n<p>A sottolineare il valore dell&#8217;iniziativa nel portare l&#8217;attenzione sulla medicina di genere anche nell&#8217;ambito delle malattie rare, e sull&#8217;impegno dell&#8217;azienda nel migliorare la conoscenza e la presa in carico delle pazienti, \u00e8 intervenuta Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean di Chiesi Global Rare Diseases: &#8220;Con SheSpeaXX riaffermiamo il nostro impegno nel promuovere una maggiore attenzione alle specificit\u00e0 della malattia di Fabry nelle donne, dove la complessit\u00e0 e la variabilit\u00e0 delle manifestazioni richiedono un monitoraggio costante e accurato. L&#8217;iniziativa si inserisce in una visione pi\u00f9 ampia che integra medicina di genere e presa in carico lungo tutto l&#8217;arco della vita, accompagnando le pazienti anche in fasi cruciali come la gravidanza e la maternit\u00e0. In questo contesto, Chiesi Global Rare Diseases si impegna a favorire modelli di gestione sempre pi\u00f9 personalizzati e proattivi, con l&#8217;obiettivo di migliorare la qualit\u00e0 del percorso di cura e supportare decisioni terapeutiche pi\u00f9 tempestive e appropriate&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Nel corso dell&#8217;incontro \u00e8 stato evidenziato come, specialmente nelle donne, la patologia presenti caratteristiche peculiari lungo tutto l&#8217;arco della vita, con manifestazioni che possono emergere in et\u00e0 adolescenziale o adulta e coinvolgere diversi organi in modo progressivo. &#8220;La questione di genere \u00e8 rilevante nella malattia di Fabry, sia dal punto di vista clinico, che psicologico &#8211; ha spiegato Irene Motta, professoressa associata di Medicina interna all&#8217;universit\u00e0 degli Studi di Milano &#8211; Le donne, infatti, risultano ancora oggi sottodiagnosticate: non di rado i tempi per arrivare a una diagnosi sono spesso pi\u00f9 lunghi rispetto agli uomini e l&#8217;identificazione avviene nell&#8217;ambito di screening familiari avviati a partire da un probando maschile. Persiste inoltre l&#8217;idea che la donna sia meno gravemente colpita, nonostante la letteratura dimostri chiaramente che anche le pazienti possono presentare quadri clinici sovrapponibili a quelli maschili. Questa percezione &#8211; ha sottolineato Motta &#8211; \u00e8 legata in parte alla grande eterogeneit\u00e0 delle manifestazioni cliniche e, in parte, a una conoscenza ancora non del tutto adeguata della malattia. Le criticit\u00e0 riguardano anche le diverse fasi della vita: dal desiderio di maternit\u00e0 alla gestione della genitorialit\u00e0, fino alla menopausa e alle complicanze legate all\u2019invecchiamento. A questo si aggiunge un ulteriore aspetto spesso trascurato: molte donne si trovano a ricoprire contemporaneamente il ruolo di paziente e quello di caregiver, sostenendo un carico emotivo significativo e talvolta duplice, che merita la stessa attenzione riservata alle manifestazioni organiche della malattia&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Particolare attenzione \u00e8 stata dedicata alle complicanze d&#8217;organo, in particolare a livello cardiologico e renale, che rappresentano una delle principali cause di morbilit\u00e0 nelle pazienti. In merito al coinvolgimento cardiaco e alla necessit\u00e0 di una diagnosi tempestiva, \u00e8 intervenuta Cristina Chimenti, professoressa associata di Cardiologia alla Sapienza universit\u00e0 di Roma, referente cardiologico Malattia di Fabry, Policlinico Umberto I, Roma. &#8220;Nelle donne con malattia di Fabry &#8211; ha evidenziato &#8211; il coinvolgimento cardiaco non \u00e8 un&#8217;evenienza rara, ma una manifestazione clinica frequente, caratterizzata da ipertrofia ventricolare sinistra e fibrosi miocardica progressive. Poich\u00e9 i sintomi compaiono spesso pi\u00f9 tardi rispetto agli uomini, una diagnosi tempestiva \u00e8 fondamentale per instaurare precocemente le terapie specifiche capaci di rallentare l&#8217;accumulo di substrato ed evitare danni strutturali irreversibili. Fare prevenzione oggi significa riconoscere i segnali precoci per proteggere il cuore e cambiare radicalmente la qualit\u00e0 e l&#8217;aspettativa di vita delle pazienti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Le complicanze possono riguardare anche altri organi, come nel caso del rene. &#8220;Nella malattia di Fabry, il rene rappresenta uno degli organi bersaglio pi\u00f9 critici&#8221;, ha aggiunto Eleonora Riccio, ricercatrice in Nefrologia presso l&#8217;Aou Federico II di Napoli, sottolineando &#8220;il ruolo cruciale del monitoraggio nel tempo per individuare precocemente il danno renale e intervenire in modo appropriato. L&#8217;accumulo progressivo di glicosfingolipidi innesca un danno che, se non intercettato tempestivamente, evolve dalla microalbuminuria verso l&#8217;insufficienza renale terminale. Oggi per\u00f2 lo scenario \u00e8 profondamente mutato. Lo stato dell&#8217;arte ci vede impegnati in una medicina di precisione che affianca al consolidato trattamento eziologico con terapia enzimatica sostitutiva o con terapia chaperonica l&#8217;uso di emergenti terapie di supporto, che mirano alla stabilizzazione della funzione renale nel lungo periodo&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Proprio il monitoraggio regolare e multidisciplinare rappresenta uno degli elementi chiave nella gestione della malattia: controlli periodici e una presa in carico specialistica consentono infatti di intercettare precocemente l&#8217;evoluzione della patologia e ridurre il rischio di complicanze. Accanto agli aspetti clinici, \u00e8 stato affrontato anche l&#8217;impatto psicologico e sociale della malattia, che nelle donne pu\u00f2 essere amplificato da ritardi diagnostici, difficolt\u00e0 nel percorso di cura e non ultimo dal peso, ovvero dal senso di colpa, della trasmissione genetica. \u00a0<\/p>\n<p>A proposito delle difficolt\u00e0 vissute quotidianamente dalle pazienti e dai caregiver \u00e8 intervenuta Stefania Tobaldini, presidente Aiaf. &#8220;Per troppo tempo la malattia di Fabry \u00e8 stata letta attraverso una lente maschile, considerando le donne come portatrici sane: un preconcetto che ha causato ritardi diagnostici e una diffusa sottovalutazione dei sintomi, confusi con stress o sovraccarico psicologico. Le donne invece non sono spettatrici della malattia &#8211; ha precisato &#8211; ma sono a tutti gli effetti delle pazienti che affrontano manifestazioni subdole e spesso non riconosciute tempestivamente, e per le quali un monitoraggio accurato e costante sarebbe l&#8217;unica via per prevenire danni d&#8217;organo irreversibili. Questa sfida clinica &#8211; ha proseguito &#8211; si intreccia poi con un impatto sociale profondo: la donna riveste spesso un doppio ruolo, quello di paziente e di caregiver non solo dei propri figli, ma spesso anche del genitore, proprio per la natura ereditaria della patologia che pu\u00f2 coinvolgere pi\u00f9 persone in uno stesso nucleo familiare. Promuovere l&#8217;empowerment femminile significa offrire alle donne ci\u00f2 che serve per trasformare un peso silenzioso in un ruolo attivo e consapevole&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La campagna &#8216;She SpeaXX&#8217;, che nasce simbolicamente nel mese di aprile, ha dunque l&#8217;obiettivo di rispondere a queste esigenze: informare, sensibilizzare e offrire alle donne strumenti concreti per riconoscere i segnali della malattia, dialogare con i medici e partecipare in modo pi\u00f9 consapevole al proprio percorso di cura. L&#8217;evento ha rappresentato un momento di confronto tra clinici, l&#8217;associazione di pazienti e gli organi di stampa presenti, con l&#8217;obiettivo condiviso di contribuire ad aumentare la conoscenza della malattia di Fabry e favorire quindi un percorso diagnostico pi\u00f9 tempestivo ed equo, anche in un\u2019ottica di medicina di genere.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=73806\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Accendere i riflettori su una patologia rara ancora poco conosciuta, soprattutto tra le&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":73807,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-73806","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73806"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73848,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73806\/revisions\/73848"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/73807"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}