{"id":7356,"date":"2025-09-17T17:36:18","date_gmt":"2025-09-17T17:36:18","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=7356"},"modified":"2025-09-17T17:36:18","modified_gmt":"2025-09-17T17:36:18","slug":"ponte-messina-lesperto-possibili-15-20mila-posti-lavoro-ma-aprire-a-immigrazione-qualificata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=7356","title":{"rendered":"Ponte Messina, l&#8217;esperto: &#8220;Possibili 15-20mila posti lavoro ma aprire a immigrazione qualificata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo il via libera da parte del Cipess al progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina si \u00e8 entrati nella fase cruciale dell&#039;opera. Ed \u00e8 particolarmente interessante analizzare il potenziale impatto occupazionale dell\u2019opera: un\u2019infrastruttura di tale portata non rappresenta soltanto un ingente investimento economico, ma anche un banco di prova per osservare come il mercato del lavoro risponder\u00e0 a una richiesta straordinaria di competenze tecniche e specialistiche.\u00a0Secondo i dati ufficiali della societ\u00e0 Stretto di Messina Spa si stima che in cantiere saranno occupati mediamente 4.300 addetti all&#039;anno che raggiungeranno un picco di 7.000 addetti nel periodo di maggiore produzione.\u00a0&quot;Su un orizzonte di sette anni &#8211; spiega Andrea Benigni, amministratore delegato Eca Italia, societ\u00e0 punto di riferimento delle direzioni risorse umane per la gestione della mobilit\u00e0 internazionale- ci\u00f2 equivale a circa 30 mila unit\u00e0 lavorative per anno (ula) dirette, a cui si sommano 90 mila ula tra indotto e filiera, per un totale complessivo di 120 mila ula. Il punto centrale per comprendere la reale portata occupazionale dell\u2019opera \u00e8 la distinzione tra unit\u00e0 lavorative per anno (ula) e posti di lavoro. Un\u2019ula equivale a una persona occupata a tempo pieno per un anno. In altri termini, se un saldatore lavora sulla stessa commessa per dieci anni, genera dieci ula, ma resta pur sempre un solo lavoratore. Volendo tradurre queste considerazioni in un numero, il Ponte sullo Stretto potrebbe generare, tra diretti e indotto, 15.000\u201320.000 posti di lavoro complessivi nell\u2019arco dei 7\u20138 anni di esecuzione\u201d, sottolinea. \u00a0Ma per Benigni la vera sfida occupazionale del Ponte sullo Stretto riguarda la disponibilit\u00e0 della manodopera necessaria alla costruzione dell&#039;infrastruttura. \u201cDove reperiremo le figure necessarie, molte delle quali con competenze tecniche gi\u00e0 oggi difficili da trovare?&quot;, domanda Benigni. &quot;Il settore delle costruzioni in Italia -ricorda l&#039;esperto- affronta un mismatch strutturale tra domanda e offerta: mancano carpentieri, tecnici di cantiere, saldatori, ingegneri strutturali, operatori di macchinari complessi. Un divario che rischia di amplificarsi di fronte a un\u2019opera di queste dimensioni\u201d. \u00a0La questione centrale non \u00e8 soltanto quanti lavoratori saranno impiegati, ma soprattutto quali competenze saranno necessarie e come sar\u00e0 possibile, se necessario, attrarle. In altre parole, non si tratta semplicemente di gestire numeri: occorre pianificare e valorizzare capitale umano reale. Per le aziende direttamente coinvolte e per l\u2019intero ecosistema delle costruzioni, il cantiere rappresenter\u00e0 un vero e proprio stress test operativo. \u00a0E secondo Benigni &quot;a questo punto entra in gioco il tema dell\u2019immigrazione qualificata. L\u2019Unione Europea dispone gi\u00e0 di strumenti per attrarre competenze dall\u2019estero, primo fra tutti la blue card&quot;, che rilasciata ai lavoratori extra Ue altamente qualificati. Si tratta di un canale di ingresso che consente l\u2019assunzione dall\u2019estero e al di fuori delle quote fissate con il decreto flussi. \u00a0&quot;Tuttavia, i dati raccontano un\u2019Italia in ritardo: secondo Eurostat, nel 2023 la Germania ha rilasciato oltre 69.000 blue card, mentre l\u2019italia ne ha concesse meno di 1.000. \u00c8 probabile che i dati 2024 non mostreranno variazioni significative rispetto a questo divario. La differenza non \u00e8 casuale. La Germania ha costruito attorno alla blue card un ecosistema favorevole: procedure snelle, digitalizzazione, riduzione dei vincoli burocratici e percorsi di integrazione rapidi&quot;, sottolinea. \u00a0&quot;L\u2019Italia, al contrario, procede -spiega ancora- con maggiore lentezza, tra iter complessi e un approccio culturale che continua a interpretare l\u2019immigrazione prevalentemente in chiave emergenziale o come manodopera a bassa qualificazione. Eppure, per colmare il divario tra domanda e offerta, l\u2019apertura verso specialisti e talenti internazionali diventa imprescindibile\u201d. Le aziende italiane che hanno gi\u00e0 introdotto personale qualificato attraverso la Blue Card riportano non solo vantaggi immediati in termini di competenze, ma anche un arricchimento culturale e una maggiore capacit\u00e0 di innovazione.\u00a0\u201cIl ponte sar\u00e0 costruito con acciaio e cemento, ma la sua riuscita dipender\u00e0 soprattutto dal capitale umano che sapremo mobilitare. Se non riusciremo a colmare il mismatch di competenze, il rischio \u00e8 duplice: ritardi nei lavori e ulteriore perdita di competitivit\u00e0. Al contrario, se sapremo trasformare questa sfida in opportunit\u00e0, il cantiere potr\u00e0 diventare un acceleratore di innovazione nelle politiche del lavoro\u201d, chiosa Benigni.\u00a0&#8212;lavoro\/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=7356\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo il via libera da parte del Cipess al progetto esecutivo del Ponte&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7357,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[2,17],"class_list":["post-7356","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro","tag-adnkronos","tag-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7356"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7407,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7356\/revisions\/7407"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7357"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}