{"id":73391,"date":"2026-04-28T10:36:00","date_gmt":"2026-04-28T10:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73391"},"modified":"2026-04-28T10:36:00","modified_gmt":"2026-04-28T10:36:00","slug":"dfp-listat-risponde-dopo-le-polemiche-nostro-ruolo-autonomo-e-indipendente-segue-regole-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73391","title":{"rendered":"Dfp, l&#8217;Istat risponde dopo le polemiche: &#8220;Nostro ruolo autonomo e indipendente, segue regole Ue&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il ruolo dell&#8217;Istat \u00e8 &#8220;autonomo e indipendente&#8221;. E&#8217; questa la rivendicazione del presidente dell&#8217;Istituto, Francesco Maria Chelli, oggi in audizione sul Dfp davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato a Montecitorio, dopo le critiche all\u2019ente di statistica arrivate nei giorni scorsi dal governo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il processo di validazione dei conti di finanza pubblica prodotti dall\u2019Istat da parte delle istituzioni comunitarie &#8211; ha spiegato Chelli &#8211; segue modalit\u00e0 e tempistiche dettate dai regolamenti europei&#8221; mentre l\u2019Istat, &#8220;pur mantenendo un ruolo autonomo e indipendente come responsabile ultimo della qualit\u00e0 dei dati prodotti, svolge anche una funzione di coordinamento e di sintesi tra le diverse istituzioni nazionali coinvolte, a vario titolo, nella produzione dei dati di finanza pubblica, come la Banca d\u2019Italia e il ministero dell&#8217;Economia, assicurando la coerenza tra le varie fonti informative nazionali&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Tutto il processo statistrico \u00e8 soggetto a revisioni pianificate e codificate&#8221;\u00a0ed Eurostat &#8220;monitora qusete revisioni&#8221;, ha poi detto rispondendo alle domande durante l&#8217;audizione, in merito alle polemiche pre-Dfp che hanno coinvolto l&#8217;ufficio di statistica.\u00a0<\/p>\n<p>Nel ribadire &#8220;l&#8217;indipendenza dell&#8217;istituto&#8221;, il rappresentante ha sottolineato che &#8220;collaboriamo con la Ragioneria generale dello Stato ma la valutazione finale \u00e8 dell&#8217;Istat&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il processo di revisione di tutte le stime &#8220;\u00e8 codificato, noi abbiamo un calendario e le revisioni possiamo farle quando \u00e8 consentito farlo, sia per il pil che per le finanze pubbliche e noi abbiamo seguito tassativamente&#8221; il calendario.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Per uscire dalla procedura Ue sarebbe stato necessario un deficit-pil al &#8220;2,94%, unico valore che avrebbe portato il paese fuori dalla Pde&#8221;, replicano quindi rappresentanti Istat in audizione sul Documento di finanza pubblica a una domanda sulla querelle dei decimali che ha dominato il dibattito dell&#8217;ultimo mese, spiegando che la variazione del denominatore del pil che avrebbe consentito di andare sotto la soglia del 3% &#8220;\u00e8 molto alta&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le informazioni congiunturali disponibili per i primi mesi del 2026, il cui quadro informativo \u00e8 ancora in fase di completamento, sembrano confermare una dinamica meno positiva per l\u2019economia italiana rispetto a quanto rilevato nell\u2019ultimo trimestre&#8221;, al +0,3%, ha detto Chelli, spiegando che la stima preliminare del primo trimestre arriver\u00e0 gioved\u00ec.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nel 2025 il Pil in volume \u00e8 aumentato dello 0,5%, grazie all\u2019accelerazione osservata nella seconda parte dell\u2019anno e al contributo della domanda interna al netto delle scorte. Nell\u2019ultimo trimestre il Pil \u00e8 cresciuto dello 0,3% (dopo +0,2% nel terzo), razie al contributo della variazione delle scorte e degli investimenti e nonostante uello negativo della domanda estera netta. La domanda interna \u00e8 stata sostenuta dal lieve aumento della spesa delle famiglie residenti e ISP (+0,1%) e delle AP (+0,2%) e soprattutto dalla crescita degli investimenti (+0,9%), trainati da quelli in abitazioni (+7,1%). Dal lato dell\u2019offerta, andamenti congiunturali positivi si sono registrati nel valore aggiunto dell\u2019industria in senso stretto (+0,6%) e delle costruzioni (+1,4%), nei servizi l\u2019aumento \u00e8 stato pi\u00f9 contenuto (+0,1%).\u00a0<\/p>\n<p>Stante la ripresa osservata nella seconda met\u00e0 del 2025, la variazione acquisita del Pil per l\u2019anno in corso \u2013 la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei quattro trimestri del 2026 \u2013 risulta pari allo 0,3%, afferma Chelli.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tra il 2021 e il 2025 &#8220;le retribuzioni contrattuali si sono ridotte del 7,8% in termini reali: la riduzione \u00e8 stata pi\u00f9 contenuta nel comparto industriale (-5,4%) e nell\u2019agricoltura (-6,8%) e pi\u00f9 marcata nei servizi privati (-9,4%) e nella pa (-9%)&#8221;, hanno spiegato ancora i rapprensentanti Istat.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le restrizioni tariffarie statunitensi sembrano aver avuto, per ora, un effetto inferiore alle attese sull\u2019andamento delle esportazioni e sull\u2019orientamento strategico delle imprese sui mercati esteri. L\u2019imposizione di dazi pi\u00f9 elevati ha comunque prodotto effetti penalizzanti sulle vendite oltreoceano, che in assenza delle nuove misure avrebbero potuto registrare una dinamica migliore&#8221;, le parole di Chelli, sottolineando che &#8220;nel 2025 l\u2019interscambio commerciale dell\u2019Italia ha evidenziato un\u2019inaspettata resilienza rispetto alla forte instabilit\u00e0 che ha caratterizzato i mercati internazionali nel corso dell\u2019anno&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Come spiega il presidente, le revisioni nelle stime Istat sui conti &#8220;riflettono il naturale processo di affinamento delle stime&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le evidenze risultano pienamente coerenti con quanto gi\u00e0 diffuso a livello nazionale il 3 aprile, confermando il quadro di finanza pubblica per il quadriennio. I dati presentano invece alcune revisioni rispetto a quanto diffuso dall\u2019Istat il 2 marzo secondo il calendario annuale dei comunicati stampa dell\u2019Istituto. Le revisioni &#8211; dice &#8211; occorse riflettono il naturale processo di affinamento delle stime connesso alla trasmissione dei dati di notifica al 31 marzo, nell\u2019ambito del quale il paese \u00e8 tenuto a fornire un quadro completo e aggiornato delle statistiche di finanza pubblica sulla base delle informazioni disponibili a tale data; in questa finestra vengono infatti recepite, a parit\u00e0 di metodologie e definizioni adottate, eventuali ulteriori informazioni relative a fenomeni per i quali la disponibilit\u00e0 pi\u00f9 completa dei dati pu\u00f2 intervenire successivamente alla diffusione dei conti nazionali di inizio marzo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Le stime sui conti sono &#8220;complete, sebbene non ancora definitive per la fisiologica stabilizzazione&#8221; del dato sul superbonus, aggiunge il presidente Istat.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019attuale versione dei conti acquisisce, in particolare, le pi\u00f9 recenti evidenze sulle cessioni dei crediti d\u2019imposta connessi al Superbonus per le spese sostenute nel corso del 2025. La normativa aveva infatti indicato il 16 marzo 2026 come data ultima per comunicare all\u2019Agenzia delle Entrate la scelta di avvalersi della cessione del credito o dello sconto in fattura per le spese Superbonus sostenute nel 2025&#8221;, afferma. &#8220;Le informazioni inserite sono pertanto complete, sebbene non ancora definitive per la fisiologica stabilizzazione del dato relativo alla cessione dei crediti possibile nei prossimi mesi. L\u2019Agenzia delle Entrate ha inoltre comunicato all\u2019Istat di avere, nei primi mesi del 2026, intensificato l\u2019attivit\u00e0 di controllo dei crediti ceduti rilevando un aumento rispetto agli anni precedenti delle irregolarit\u00e0 delle comunicazioni di cessione che ha condotto allo scarto e\/o alla sospensione preventiva di un importo rilevante dei crediti. Tali irregolarit\u00e0 sono state considerate nella stima della spesa per Superbonus inclusa nel conto delle ap, notificato a Eurostat il 31 marzo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La spesa per il 2025, di poco inferiore a 8,4 miliardi, spiega, &#8220;\u00e8 pertanto in linea con il valore dei crediti ceduti, comunicati all\u2019Agenzia fino alla scadenza prevista del 16 marzo 2026, e depurati di tutte le irregolarit\u00e0 comunicate dall\u2019Agenzia all\u2019Istat&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>A febbraio 2026 l&#8217;Istat stima che il fatturato dell\u2019industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali dello 0,6% in valore e diminuisca dello 0,1% in volume. Si registrano flessioni sul mercato interno (-0,2% in valore e -0,7% in volume) ed incrementi su quello estero (+1,9% in valore e +1,0% in volume). Su base annua il fatturato dell\u2019industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento in valore (+0,5%) ed in volume (+0,1%), sintesi di una crescita dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume sul mercato interno e di un incremento dello 0,7% in valore e di una flessione di analoga intensit\u00e0 in volume sul mercato estero.\u00a0<\/p>\n<p>A livelo congiunturale per il settore dei servizi l&#8217;Istat stima una diminuzione in termini congiunturali dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume, con una dinamica negativa nel commercio all\u2019ingrosso (-0,2% in valore e -0,7% in volume) e una variazione nulla in valore e una diminuzione dello 0,2% in volume negli altri servizi.Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano a febbraio un aumento congiunturale per i beni strumentali (+1,8%) e per i beni di consumo (+0,8%), mentre risultano in diminuzione i beni intermedi (-0,6%) e l\u2019energia (-1,4%).\u00a0<\/p>\n<p>Nel trimestre dicembre 2025 &#8211; febbraio 2026, in termini congiunturali, il fatturato dell\u2019industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+0,3%) e diminuisce in volume (-0,1%). Nello stesso arco temporale, per i servizi, si rileva un incremento dello 0,8% in valore e una variazione nulla in volume.\u00a0<\/p>\n<p>Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, l&#8217;istituto rileva incrementi tendenziali del 2,4% in valore e dello 0,6% in volume. Variazioni positive si registrano sia nel commercio all\u2019ingrosso (+2,5% in valore e +2,2% in volume), sia negli altri servizi (+2,3% in valore e +0,4% in volume). I giorni lavorativi di calendario nel mese di febbraio 2026 sono stati 20, come a febbraio 2025.\u00a0<\/p>\n<p>Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, un marcato calo per l\u2019energia (-11,3%), mentre si osservano incrementi moderati per i beni strumentali (+2,0%) e per i beni intermedi (+1,6%) e una sostanziale stazionariet\u00e0 per i beni di consumo (+0,1%).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>politica<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=73391\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il ruolo dell&#8217;Istat \u00e8 &#8220;autonomo e indipendente&#8221;. 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