{"id":73306,"date":"2026-04-28T06:41:58","date_gmt":"2026-04-28T06:41:58","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73306"},"modified":"2026-04-28T06:41:58","modified_gmt":"2026-04-28T06:41:58","slug":"iran-la-flotta-delle-zanzare-e-lincubo-di-trump-i-barchini-minacciano-hormuz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73306","title":{"rendered":"Iran, la &#8216;flotta delle zanzare&#8217; \u00e8 l&#8217;incubo di Trump: i barchini minacciano Hormuz"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Una flotta di &#8216;zanzare&#8217; per tenere in scacco lo Stretto di Hormuz e Donald Trump. E&#8217; la strategia dell&#8217;Iran nel braccio di ferro con gli Stati Uniti per il controllo del braccio di mare determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio. Gli Usa impongono il blocco navale dei porti iraniani, Teheran &#8211; che non dispone pi\u00f9 di una marina militare &#8211; paralizza la navigazione commerciale con un esercito di &#8216;barchini&#8217;. Oggi il fulcro della strategia della Repubblica islamica \u00e8 una rete di piccole imbarcazioni veloci: piccole, in grado anche di piazzare mine e quasi imprendibili. Rappresentano una forza meno visibile ma difficile da neutralizzare, costruita per operare secondo logiche di guerra asimmetrica.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nQuella che gli analisti definiscono &#8216;flotta delle zanzare&#8217; \u00e8 composta da centinaia, forse migliaia, di mezzi leggeri e ad alta velocit\u00e0, armati in modo proporzionato alle dimensioni. Il loro impiego rompe gli schemi della guerra navale tradizionale: niente confronto diretto con flotte superiori, ma incursioni rapide e coordinate, pensate per colpire o mettere sotto pressione il traffico marittimo internazionale. Le radici di questa strategia risalgono agli anni successivi alla guerra Iran-Iraq e agli scontri con la Marina statunitense nel Golfo. Da quelle esperienze \u00e8 maturata a Teheran la convinzione di non poter competere sul piano convenzionale con Washington. Da qui la scelta di sviluppare una capacit\u00e0 alternativa, fondata su mobilit\u00e0, sorpresa e attacchi &#8216;mordi e fuggi&#8217;. Le imbarcazioni sono progettate per essere veloci e difficili da intercettare: alcune superano i 60 nodi e possono essere equipaggiate con mitragliatrici, razzi e, in certi casi, missili antinave. Ma il vero punto di forza \u00e8 l&#8217;impiego coordinato. La tattica chiave \u00e8 quella dello &#8216;swarming&#8217;, attacchi a sciame condotti da pi\u00f9 direzioni che mettono sotto pressione anche sistemi difensivi avanzati.\u00a0<\/p>\n<p>A rendere il sistema ancora pi\u00f9 efficace contribuisce la capacit\u00e0 di nascondersi. Molti mezzi vengono custoditi in basi protette lungo la costa, talvolta ricavate nella roccia o in insenature difficili da individuare, e possono essere dispiegati in tempi molto rapidi. Non solo, diverse unit\u00e0 possono essere riconfigurate velocemente, passando da compiti di pattugliamento a missioni offensive con l&#8217;aggiunta di armamenti.\u00a0<\/p>\n<p>\nLo scenario ideale per questo tipo di operazioni \u00e8 lo Stretto di Hormuz. Qui la combinazione di spazi ristretti e traffico intenso limita la manovra delle grandi unit\u00e0 militari e amplifica l&#8217;efficacia di mezzi pi\u00f9 piccoli. Il bersaglio principale resta il traffico commerciale. Petroliere e cargo, privi di difese adeguate, risultano esposti anche ad azioni limitate, capaci per\u00f2 di produrre effetti rilevanti. Lo sviluppo di questa &#8216;flotta delle zanzare&#8217; \u00e8 il risultato di un processo graduale che ha unito acquisizioni esterne e produzione interna. Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, Teheran ha importato motoscafi ad alte prestazioni, progetti e componenti legati al mondo delle competizioni offshore.\u00a0<\/p>\n<p>In questa fase iniziale emerge anche un legame con l&#8217;Italia. Sono stati infatti acquisiti modelli e tecnologie riconducibili ai progetti dell&#8217;ingegnere Fabio Buzzi, insieme a motori Isotta Fraschini. Alcune imbarcazioni iraniane derivano da piattaforme occidentali adattate localmente: \u00e8 il caso del Seraj-1, ispirato al britannico Bladerunner 51.\u00a0<\/p>\n<p>Le forniture dall&#8217;estero si sono interrotte nei primi anni Duemila sotto la pressione internazionale, ma nel frattempo l&#8217;Iran aveva gi\u00e0 acquisito le competenze necessarie per proseguire in autonomia. Il programma \u00e8 poi evoluto integrando tecnologie provenienti anche da Cina e Corea del Nord, fino a sviluppare una produzione interamente nazionale. Mezzi nati per la velocit\u00e0 e le competizioni sportive sono stati cos\u00ec trasformati in strumenti militari.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=73306\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una flotta di &#8216;zanzare&#8217; per tenere in scacco lo Stretto di Hormuz e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":73307,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-73306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73306"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73306\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73344,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73306\/revisions\/73344"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/73307"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}