{"id":73216,"date":"2026-04-27T16:34:04","date_gmt":"2026-04-27T16:34:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73216"},"modified":"2026-04-27T16:34:04","modified_gmt":"2026-04-27T16:34:04","slug":"spagna-sanchez-e-la-mauritania-come-meloni-con-albania-progetti-simili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73216","title":{"rendered":"Spagna, Sanchez e la Mauritania come Meloni con Albania: progetti simili"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Una Spagna che segue il modello Italia sui migranti? La risposta parrebbe un s\u00ec se si guarda alla cooperazione esterna con la Mauritania, pensata per fermare le partenze verso le Canarie, un approccio che richiama &#8211; seppur con tempi e modalit\u00e0 diverse &#8211; il modello Italia-Albania recentemente &#8220;promosso&#8221; dal parere dell\u2019avvocato generale della Corte di Giustizia Ue Nicholas Emiliou. Dall\u2019altro lato, per\u00f2, il premier socialista Pedro S\u00e1nchez ha da poco approvato un piano di regolarizzazione interna di fino a 500.000 migranti, una misura criticata duramente dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) guidato da Fratelli d\u2019Italia di Giorgia Meloni. \u00a0<\/p>\n<p>\nIl pilastro esterno del sistema spagnolo \u00e8 l\u2019intesa tra Unione Europea e Mauritania, siglata nel marzo 2024 e rafforzata dall\u2019azione diretta di Madrid. L\u2019accordo mobilita oltre 200 milioni di euro per il controllo delle frontiere, il sostegno alle autorit\u00e0 locali nelle intercettazioni e il contrasto alle reti di traffico di esseri umani. In concreto, la cooperazione si traduce in pattugliamenti, operazioni congiunte e gestione dei migranti direttamente sul territorio mauritano, con l\u2019obiettivo di bloccare le partenze verso le Canarie prima che raggiungano acque europee.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn questo quadro si inseriscono due centri inaugurati lo scorso ottobre a Nouadhibou e Nouakchott, finanziati con fondi europei e costruiti dall\u2019agenzia pubblica Fiap, legata al ministero degli Esteri spagnolo. Formalmente destinati alla &#8220;prima accoglienza temporanea&#8221; per un massimo di 72 ore, sono stati descritti da El Diario, riprendendo un\u2019inchiesta di El Salto, come &#8220;due carceri per migranti&#8221;. Le strutture dispongono anche di culle per beb\u00e8 e possono trattenere minori accompagnati, possibilit\u00e0 vietata nei centri analoghi in Spagna.  La gestione resta alle autorit\u00e0 mauritane, con supporto operativo e know-how spagnolo.\u00a0<\/p>\n<p>\nNon mancano differenze rilevanti rispetto al modello italiano. L\u2019accordo Italia-Albania interviene dopo il soccorso in mare: alcuni migranti vengono trasferiti in centri costruiti e gestiti dall\u2019Italia in territorio albanese, dove si svolgono procedure accelerate di asilo e rimpatrio. La strategia spagnola, invece, punta a intervenire prima, nei Paesi di transito e prima che i migranti raggiugano le coste europee, delegando gran parte della gestione alle autorit\u00e0 locali, sostenute da fondi, mezzi e formazione europea.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl programma migratorio di S\u00e1nchez non si ferma alla dimensione esterna: appena due settimane fa il premier socialista ha avviato una regolarizzazione straordinaria che potrebbe riguardare circa 500.000 migranti gi\u00e0 presenti in Spagna. Il provvedimento si rivolge a chi \u00e8 entrato prima del 2026, pu\u00f2 dimostrare una permanenza continuativa di almeno cinque mesi e non ha precedenti penali. \u00c8 sufficiente avere un lavoro (o un\u2019offerta), legami familiari o una situazione di vulnerabilit\u00e0 per ottenere un permesso di soggiorno e lavoro di un anno, rinnovabile. Il 18 aprile, pochi giorni dopo l\u2019approvazione del decreto, l\u2019Ecr ha inviato una lettera formale a Ursula von der Leyen e al commissario per gli Affari Interni, avvertendo che la &#8220;mancanza di rigore&#8221; della sanatoria spagnola rischia di generare un &#8220;flusso costante e imparabile di persone&#8221; in tutta l\u2019Ue, con effetti di &#8216;pull factor&#8217; e movimenti secondari verso altri Paesi Schengen.\u00a0<\/p>\n<p>\ufeffUn elemento che distingue il caso spagnolo \u00e8 il profilo dei beneficiari: oltre il 70% sono migranti latinoamericani, prevalentemente ispanofoni da Colombia, Per\u00f9, Venezuela, Honduras ed Ecuador, e in larga maggioranza cattolici. Questo bagaglio linguistico e religioso pu\u00f2 favorire una maggiore integrazione rispetto a quanto avviene in altri Paesi come l&#8217;Italia, destinazione di flussi irregolari che presentano una quota molto pi\u00f9 elevata di migranti di religione musulmana. Secondo gli osservatori, la lingua comune contribuisce a ridurre le barriere immediate, mentre l\u2019appartenenza al cattolicesimo facilita l\u2019accesso alle reti della Chiesa spagnola (C\u00e1ritas e parrocchie), che hanno sostenuto la regolarizzazione. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=73216\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una Spagna che segue il modello Italia sui migranti? 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