{"id":73046,"date":"2026-04-27T11:49:43","date_gmt":"2026-04-27T11:49:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73046"},"modified":"2026-04-27T11:49:43","modified_gmt":"2026-04-27T11:49:43","slug":"nuovi-ritrovamenti-a-pompei-due-uomini-in-fuga-dalleruzione-del-79-d-c","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=73046","title":{"rendered":"Nuovi ritrovamenti a Pompei, due uomini in fuga dall\u2019eruzione del 79 d.C."},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nNuovi ritrovamenti emergono dagli scavi della necropoli di Porta Stabia, a Pompei, dove gli archeologi hanno riportato alla luce i resti di due uomini morti durante le fasi dell\u2019eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che distrusse l&#8217;antica citt\u00e0 in meno di 24 ore, mentre tentavano di mettersi in salvo verso la costa. Secondo le prime ricostruzioni, i due sarebbero deceduti in momenti diversi della stessa eruzione: uno colpito da una corrente piroclastica, l\u2019altro raggiunto dalla caduta di lapilli. \u00a0<\/p>\n<p>Un uomo \u00e8 stato ritrovato con un mortaio di terracotta, che sembra essere stato utilizzato come protezione durante la caduta di lapilli e frammenti vulcanici. Il gesto richiama le descrizioni di Plinio il Giovane, testimone oculare, che in una lettera riferisce come le persone in fuga dal vulcano cercassero di difendersi dal materiale eruttivo con cuscini legati sulla testa. Il rinvenimento \u00e8 avvenuto durante recenti scavi nell\u2019area della necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell\u2019antica Pompei, condotti nell\u2019ambito del completamento dell\u2019indagine sulla tomba a schola di Numerius Agrestinus Equitius Pulcher. Gli archeologi impegnati sul campo hanno portato alla luce i resti di due uomini che tentarono di fuggire verso la costa durante l\u2019eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I due individui, morti in momenti diversi dell\u2019eruzione, offrono nuovi elementi per comprendere le dinamiche dell\u2019evento e le condizioni affrontate dagli abitanti nelle vie di fuga.\u00a0<\/p>\n<p>Uno di loro, pi\u00f9 giovane, fu probabilmente travolto da una corrente piroclastica, ovvero una nube ardente di cenere e gas tossici, mentre tentava di allontanarsi dalla citt\u00e0. L\u2019altro, pi\u00f9 adulto, mor\u00ec qualche ora prima sotto una fitta pioggia di lapilli, cercando di proteggersi la testa con un mortaio di terracotta ritrovato accanto al corpo, con evidenti segni di frattura. Inoltre, portava con s\u00e9 una lucerna in ceramica per orientarsi in condizioni di scarsa visibilit\u00e0, un piccolo anello in ferro al mignolo sinistro e un gruzzolo di dieci monete in bronzo. Il modello digitale, che propone una ricostruzione della seconda vittima, \u00e8 stato generato attraverso una combinazione di software di intelligenza artificiale e tecniche di fotoritocco, con l\u2019obiettivo di restituire un\u2019immagine scientificamente fondata ma accessibile a tutti. La ricostruzione rappresenta un prototipo sperimentale, pensato per rendere i risultati delle ricerche archeologiche maggiormente accessibili a un pubblico di non specialisti.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;Italia storicamente ha sempre fatto della cultura classica un ingrediente fondamentale dell&#8217;innovazione. \u2013 dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli &#8211; A Pompei l&#8217;intelligenza artificiale, tema che il Ministero della Cultura sta seguendo con attenzione, aiuta non solo nella tutela dell&#8217;immenso patrimonio archeologico, ma anche nel racconto, coinvolgente e accessibile, della vita antica; un modello che potr\u00e0 essere ulteriormente sviluppato a Pompei e oltre, per supportare le attivit\u00e0 di tutela e valorizzazione su tutto il territorio nazionale, anche relativamente all&#8217;archeologia preventiva e urbana, fermo restando che al centro di ogni attivit\u00e0 culturale resta sempre l&#8217;essere umano&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa vastit\u00e0 dei dati archeologici a Pompei e oltre \u00e8 ormai tale che solo con l\u2019aiuto dell\u2019intelligenza artificiale saremo in grado di tutelarli e valorizzarli adeguatamente &#8211; ha  affermato il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel \u2013 Ed \u00e8 importante che noi archeologi ce ne occupiamo in prima persona, perch\u00e9 altrimenti lo faranno altri al posto nostro che non hanno le basi umanistiche e scientifiche necessarie. Se usata bene, l\u2019IA pu\u00f2 contribuire a un rinnovamento degli studi classici, raccontando il mondo classico in maniera pi\u00f9 immersiva. Visitare Pompei o imparare il latino, essenzialmente, significa fare un\u2019esperienza profonda, unica e bellissima, e le ricostruzioni ci aiutano a coinvolgere pi\u00f9 persone in questa avventura&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il progetto apre una riflessione pi\u00f9 ampia sull\u2019impiego dell\u2019IA in archeologia &#8211; ha aggiunto il professore Jacopo Bonetto dell\u2019Universit\u00e0 di Padova &#8211; una tecnologia che pu\u00f2 contribuire alla produzione di modelli interpretativi e al miglioramento degli strumenti di comunicazione, ma che richiede un uso controllato e metodologicamente fondato, sempre in integrazione con il lavoro degli specialisti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Proprio sul tema dell\u2019intelligenza artificiale, a luglio nel Parco Archeologico di Pompei, \u00e8 in programma l\u2019edizione 2026 di \u201cOrbits &#8211; Dialogues with Intelligence. Habitat &#8211; Disegnare la societ\u00e0 post-AI\u201d che riporta l\u2019etica e la filosofia al centro del dibattito tecnologico, promuovendo un uso consapevole del digitale. Tra i protagonisti, il professore Luciano Floridi, founding director del Digital Ethics Center a Yale, che ha commentato cos\u00ec la novit\u00e0: \u201cL&#8217;uomo di Pompei fuggiva con un mortaio sul capo, una lucerna in mano, e dieci monete: portava ci\u00f2 che gli sembrava utile per orientarsi nel buio. Duemila anni dopo, l&#8217;IA ci aiuta a ricostruire i suoi ultimi momenti. Il caso parla a tutte le discipline umanistiche. L&#8217;IA non sostituisce l&#8217;archeologo. Sotto il suo controllo, ne amplia e approfondisce le potenzialit\u00e0; e rende accessibile a molti ci\u00f2 che prima era leggibile solo per pochi. Senza l&#8217;IA, gran parte del patrimonio rischia di restare inesplorato per chi fa archeologia, e muto per chi la ama. Marguerite Yourcenar, nei taccuini delle \u00abMemorie di Adriano\u00bb, descriveva il suo \u00abesercizio\u00bb come \u00abun piede nell&#8217;erudizione, l&#8217;altro nella magia\u00bb: quella magia che consiste nel trasportarsi col pensiero dentro qualcun altro. \u00c8 esattamente ci\u00f2 che l&#8217;archeologia fa da sempre: ricostruire scientificamente dal di dentro un mondo scomparso, e permetterci di immaginarlo. L&#8217;IA accelera la resa di quella ricostruzione, ma la magia resta umana. Una tecnologia cos\u00ec potente porta con s\u00e9 rischi reali. L&#8217;IA produce ipotesi, non verit\u00e0. Le ipotesi vanno riviste, discusse, corrette, integrate, approvate. La responsabilit\u00e0 scientifica non si delega. Ma il rischio non \u00e8 che l&#8217;IA sbagli: \u00e8 che smettiamo di pensare usandola. Le discipline umanistiche ci insegnano proprio questo, a distinguere la ricostruzione dalla fantasia. Pompei, ancora una volta, \u00e8 il grande laboratorio che ci istruisce&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=73046\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nuovi ritrovamenti emergono dagli scavi della necropoli di Porta Stabia, a Pompei, dove&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":73047,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-73046","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73046"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73046\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73118,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73046\/revisions\/73118"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/73047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}