{"id":72055,"date":"2026-04-23T07:13:43","date_gmt":"2026-04-23T07:13:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=72055"},"modified":"2026-04-23T07:13:43","modified_gmt":"2026-04-23T07:13:43","slug":"cosi-i-tumori-perdono-il-dono-dellinvisibilita-la-nuova-strategia-in-una-ricerca-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=72055","title":{"rendered":"Cos\u00ec i tumori perdono il dono dell&#8217;invisibilit\u00e0, la nuova strategia in una ricerca italiana"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Li chiamano tumori &#8216;freddi&#8217;: sono neoplasie povere di segnali capaci di attivare le difese dell&#8217;organismo, praticamente &#8216;invisibili&#8217; al sistema immunitario. Una caratteristica che accomuna alcuni tumori solidi, tra cui la maggior parte dei tumori del colon-retto, del pancreas e del seno, che non rispondono all&#8217;immunoterapia grazie a questo &#8216;potere dell&#8217;invisibilit\u00e0&#8217;. Un dono che adesso potrebbero perdere. Un team di ricercatori italiani, in collaborazione con colleghi internazionali, ha infatti scoperto una nuova strategia che sembra essere in grado di vincere la sfida di rendere visibile l&#8217;invisibile: gli esperti sono riusciti ad &#8216;accendere&#8217; dei piccoli &#8216;segnalatori molecolari&#8217; nelle cellule tumorali che il sistema immunitario pu\u00f2 riconoscere pi\u00f9 facilmente per sferrare il suo attacco. \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;immunoterapia, sottolineano gli scienziati, rappresenta una delle rivoluzioni pi\u00f9 importanti dell&#8217;oncologia moderna perch\u00e9, invece di colpire direttamente il tumore, aiuta il sistema immunitario a riconoscerlo e combatterlo, con risposte che possono portare all&#8217;eradicazione anche in fase avanzata, come avviene in alcuni pazienti con melanoma e in alcune forme di tumore al polmone. Tuttavia altre neoplasie solide, cio\u00e8 proprio quei tumori freddi dal punto di vista immunologico (e invisibili), non rispondono oggi ai farmaci immunoterapici. E per la maggioranza dei pazienti con questi tipi di cancro l&#8217;immunoterapia non rappresenta dunque ancora una risorsa. &#8220;Nel tumore del colon-retto solo una piccola quota dei casi metastatici, circa il 5%, presenta le caratteristiche molecolari che oggi permettono di predire una buona risposta all&#8217;immunoterapia; nel tumore del pancreas questa percentuale scende a circa l&#8217;1-3%, mentre nel tumore della mammella il beneficio \u00e8 per ora limitato soprattutto a sottogruppi selezionati, tra cui alcune forme di tumore triplo negativo&#8221;, spiega Alberto Bardelli, direttore scientifico di Ifom (Istituto di oncologia molecolare di Fondazione Airc) e professore ordinario dell&#8217;universit\u00e0 degli Studi di Torino.\u00a0<\/p>\n<p>I risultati dello studio sono stati pubblicati su &#8216;Cancer Discovery&#8217;, a cura dei ricercatori di Ifom, dell&#8217;ateneo di Torino e dell&#8217;universit\u00e0 Statale di Milano. I dati ottenuti, spiegano gli esperti, hanno mostrato come una molecola sperimentale possa accendere dei segnalatori sul tumore, trasformarlo in un bersaglio per il sistema immunitario ed estendere il beneficio dell&#8217;immunoterapia a tumori che oggi ne sono esclusi. \u00a0<\/p>\n<p>I ricercatori si sono concentrati in particolare su uno dei sistemi che mantengono fedele l&#8217;informazione contenuta nel Dna, il cosiddetto &#8216;mismatch repair&#8217;, meccanismo cellulare che corregge gli errori che si accumulano quando il Dna viene copiato durante la replicazione cellulare. In modo apparentemente controintuitivo, gli scienziati non hanno cercato di preservarne la funzione, ma hanno trovato il modo di bloccarne temporaneamente l&#8217;attivit\u00e0. &#8220;I risultati dimostrano che \u00e8 possibile usare una molecola per trasformare un tumore inizialmente invisibile al sistema immunitario in uno riconoscibile e quindi trattabile con immunoterapia. E&#8217; un cambio di paradigma: non colpiamo solo la crescita del tumore, ma ne riscriviamo il dialogo con l&#8217;organismo&#8221;, commenta Bardelli. Fino ad oggi si sapeva che i tumori con difetti naturali in questo sistema accumulano numerose mutazioni e diventano pi\u00f9 facilmente riconoscibili da parte del sistema immunitario. Non era noto per\u00f2 che fosse possibile riprodurre farmacologicamente questo stato, inducendo artificialmente la stessa vulnerabilit\u00e0. I dati hanno mostrato che \u00e8 possibile grazie a NP1867, una piccola molecola sperimentale capace di bloccare in modo selettivo PMS2, una delle proteine chiave del sistema di mismatch repair.\u00a0<\/p>\n<p> I ricercatori hanno effettuato esperimenti con cellule tumorali in coltura e animali di laboratorio con alcuni tipi di cancro, effettuando analisi genomiche longitudinali per seguire l&#8217;evoluzione delle cellule dopo trattamento prolungato con l&#8217;inibitore del meccanismo di riparazione del Dna. Dopo il trattamento le cellule tumorali hanno acquisito le caratteristiche tipiche dei tumori naturalmente sensibili all&#8217;immunoterapia: un alto carico mutazionale, ovvero un grande numero di alterazioni genetiche, una presenza di nuovi antigeni e una maggiore immunogenicit\u00e0. Le nuove mutazioni generate dal trattamento agiscono come segnalatori, producendo proteine anomale che il sistema immunitario pu\u00f2 riconoscere pi\u00f9 facilmente e rendendo visibile un tumore che prima sfuggiva alle difese dell&#8217;organismo. L&#8217;originalit\u00e0 dell&#8217;approccio sta nel fatto di puntare a guidare l&#8217;evoluzione tumorale verso uno stato vulnerabile all&#8217;immunoterapia, si spiega in una nota. Un cambio di prospettiva: &#8220;Nel 2017 abbiamo pubblicato su &#8216;Nature&#8217; la dimostrazione che i tumori con difetti naturali del mismatch repair rispondono in modo straordinario all&#8217;immunoterapia &#8211; ricorda Giovanni Germano, professore associato di istologia ed embriologia umana al Dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionale dell&#8217;universit\u00e0 degli Studi di Milano e coautore dell&#8217;articolo &#8211; Quella scoperta ha posto una domanda precisa: possiamo indurre artificialmente questo stato nei tumori che oggi ne sono privi? Questo studio risponde di s\u00ec. E&#8217; un passo concettuale importante, con implicazioni molto concrete per il trattamento di tumori oggi ancora resistenti&#8221;. Allo studio &#8211; che ha potuto contare sul sostegno di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro ed European Research Council (Erc), hanno collaborato anche l&#8217;azienda inglese NeoPhore e altri partner internazionali. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Decisivo \u00e8 stato osservare che, dopo un&#8217;esposizione prolungata al composto, le cellule tumorali accumulavano progressivamente le stesse firme mutazionali e l&#8217;instabilit\u00e0 dei microsatelliti tipiche dei tumori con deficit del &#8216;mismatch repair&#8217;. Quando poi questi tumori sono diventati sensibili all\u2019immunoterapia, abbiamo capito che l&#8217;approccio non stava solo modificando il Dna, ma stava realmente riprogrammando la relazione tra tumore e sistema immunitario&#8221;, racconta la ricercatrice Ifom Eleonora Piumatti, prima autrice dell&#8217;articolo. \u00a0<\/p>\n<p>\nIl vero momento &#8216;eureka&#8217;, ripercorrono gli esperti, \u00e8 arrivato quando i tumori derivati da cellule pretrattate con NP1867 hanno mostrato un ritardo di crescita e in alcuni casi una regressione completa dopo l&#8217;immunoterapia con anti Pd-1, mentre quelli non pretrattati restavano completamente resistenti. Le analisi molecolari hanno evidenziato un aumento dei linfociti infiltranti e una maggiore attivazione dei geni coinvolti nella presentazione degli antigeni, i segnali che rendono il tumore visibile alle difese immunitarie. \u00a0<\/p>\n<p>\nChe prospettive apre lo studio? La possibilit\u00e0 di rendere sensibili all&#8217;immunoterapia tumori oggi refrattari, in particolare quelli colorettali e pancreatici, oltre ad altre neoplasie  immunologicamente fredde, auspicano gli autori. Il prossimo passo sar\u00e0 sviluppare molecole con propriet\u00e0 farmacologiche adatte alla somministrazione prolungata in modelli pi\u00f9 complessi e avviare studi preclinici pi\u00f9 vicini ai pazienti, per definire tempi, dosi e combinazioni terapeutiche ottimali per la sicurezza e l&#8217;efficacia. &#8220;E&#8217; un&#8217;avventura &#8211; dice Germano &#8211; nata da una scommessa scientifica: che fosse possibile indurre artificialmente la stessa vulnerabilit\u00e0 immunologica dei tumori con difetto naturale del mismatch repair, che porta a risposte eccezionali all&#8217;immunoterapia. Oggi abbiamo la dimostrazione che quella scommessa era fondata, anche se il percorso verso i pazienti richieder\u00e0 ulteriori validazioni&#8221;. L&#8217;obiettivo, conclude Bardelli, \u00e8 &#8220;ampliare il potenziale dell&#8217;immunoterapia proprio nei &#8216;big killer&#8217; dell&#8217;oncologia moderna, come i tumori del colon-retto, del pancreas e della mammella, che ancora oggi restano in larga parte invisibili al sistema immunitario. La prospettiva \u00e8 arrivare a farmaci capaci di creare, in modo controllato, una vulnerabilit\u00e0 immunologica laddove oggi non esiste. Il prossimo obiettivo \u00e8 di sviluppare una molecola da utilizzare in sperimentazione clinica, cos\u00ec da ampliare il numero di pazienti potenzialmente candidabili all&#8217;immunoterapia&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=72055\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Li chiamano tumori &#8216;freddi&#8217;: sono neoplasie povere di segnali capaci di attivare le&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":72056,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-72055","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72055"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72055\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72078,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72055\/revisions\/72078"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}