{"id":71840,"date":"2026-04-22T14:05:14","date_gmt":"2026-04-22T14:05:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=71840"},"modified":"2026-04-22T14:05:14","modified_gmt":"2026-04-22T14:05:14","slug":"influencer-la-carica-dei-40mila-dalla-moda-al-food-fatturano-in-media-21mila-euro-allanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=71840","title":{"rendered":"Influencer, la carica dei 40mila: dalla moda al food, fatturano in media 21mila euro all&#8217;anno"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; A un anno dall\u2019introduzione del codice Ateco per gli influencer, in Italia si contano circa 40mila professionisti, ma solo il 2,5% ha effettuato il passaggio al nuovo codice. Gli influencer italiani sono per il 66% uomini, con et\u00e0 media di 32 anni, e nel 74% appartengono alle fasce &#8216;nano&#8217; e &#8216;micro&#8217;, cio\u00e8 con community che vanno fino a 100mila follower. I settori in cui si concentra questa professione sono: le relazioni personali, la moda e il beauty, il fitness e il food. \u00a0<\/p>\n<p>Le collaborazioni a pagamento con i brand rappresentano solo il 3,1% dei contenuti pubblicati, mentre la maggior parte serve a costruire fiducia e interazione con il pubblico. Stando alle analisi del database di Fiscozen, che ha preso in considerazione oltre 5mila professionisti in Partita Iva, nel 2024 il fatturato medio si attestava a 21.502 euro, nello specifico 20.378 per le donne, che sono il 34% del totale con et\u00e0 media di 34 anni, e 22.627 per gli uomini, con et\u00e0 media di 32 anni. \u00a0<\/p>\n<p>Nel 2025 si \u00e8 registrato un incremento dell\u201911,8%: il fatturato medio sale a 24.038 euro, 21.840 per le donne e 26.237 per gli uomini. Nei codici Ateco per l\u2019influencer marketing, comprese quindi agenzie e social media manager, e per i content creator, cio\u00e8 realizzatori di contenuti ma non necessariamente influencer, lo scorso anno \u00e8 stato invece riscontrato un fatturato medio di 39.947 euro, +23% sul 2024, l\u2019incremento pi\u00f9 alto di tutti i codici. Dallo studio emerge che ad aver effettuato la migrazione al nuovo codice \u00e8 stato solo il 2,5% dei professionisti, in leggera prevalenza donne (51%), con un\u2019et\u00e0 media di 31 anni. In questo caso i fatturati medi sono pi\u00f9 alti di quelli legati ai vecchi codici: 34.521 euro, 31.649 per le donne e 37.393 per gli uomini.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cL\u2019analisi ha preso in considerazione chi utilizza i codici Ateco per influencer sia come professione primaria che secondaria. Non deve quindi stupire che i fatturati medi siano pi\u00f9 bassi rispetto all\u2019immaginario collettivo. Si tratta spesso di persone con piccole comunit\u00e0 di follower che non svolgono l\u2019attivit\u00e0 di influencer come principale fonte di reddito. Il 2,5% che invece ha fatto la migrazione al nuovo codice, registrando in media fatturati di oltre 10mila euro in pi\u00f9, \u00e8 ragionevole pensare che riguardi influencer &#8216;puri&#8217;. Il riconoscimento del settore \u00e8 un passo importante perch\u00e9 rende pi\u00f9 chiaro come inquadrare l\u2019attivit\u00e0 e semplifica gli obblighi fiscali, tuttavia siamo in una fase iniziale con un\u2019adozione limitata e un mercato che resta molto ibrido tra influencer creator e altre attivit\u00e0 digitali. Servir\u00e0 ancora tempo perch\u00e9 le regole riescano a tenere il passo con un settore in forte evoluzione\u201d, afferma Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen.\u00a0<\/p>\n<p>La parte di analisi svolta da Kolsquare, per restringere il cerchio attorno ai professionisti, ha preso in considerazione 5377 influencer italiani che sono stati oggetto di sponsorizzazione almeno 12 volte nell\u2019ultimo anno, per un totale di 6.689.721 contenuti analizzati. Dallo studio emerge che il gruppo pi\u00f9 numeroso \u00e8 concentrato nelle fasce &#8216;nano-influencer&#8217; (tra i mille e i 10mila follower) e &#8216;micro-influencer&#8217; (10mila-100mila), ben il 74%, con engagement rate (ovvero il rapporto tra numero di contenuti e interazioni) medi pi\u00f9 alti rispetto alle altre categorie: rispettivamente 7,7% e 4,6%, a conferma del fatto che il pubblico di nicchia interagisce pi\u00f9 attivamente. I creator &#8216;celebrity&#8217; con oltre un milione di follower hanno invece il numero medio di sponsorizzazioni pi\u00f9 alto, 52,5 all\u2019anno, confermandosi la fascia pi\u00f9 ambita per i contratti con i brand a causa dell\u2019elevato numero di persone che possono raggiungere.\u00a0<\/p>\n<p>Analizzando le community in cui sono concentrati i creator per settore di interesse, \u00e8 invece possibile delineare quali siano le nicchie professionalmente pi\u00f9 attive e ricercate da chi investe sui social: il 25,8% appartiene alla categoria relazioni, amici e famiglia, il 22,8% abbigliamento e accessori, il 21,1% sport e fitness. \u00a0<\/p>\n<p>Appena dopo il podio si colloca il mondo di food e ristoranti, con il 12,9%. Su Instagram, i reel tendono a generare reach e visualizzazioni pi\u00f9 elevate grazie alla distribuzione algoritmica, i post mostrano spesso tassi di coinvolgimento pi\u00f9 alti poich\u00e9 catturano interazioni intenzionali, mentre le storie dominano in termini di volume (83,6%), seppure con una reach media inferiore a causa della loro natura effimera. I professionisti si affidano alle storie per la connessione quotidiana con il pubblico, mentre reel e post sono i veicoli principali per le sponsorizzazioni. Queste ultime, per\u00f2, rappresentano solo il 3,1% dei contenuti pubblicati.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cQuesto rapporto \u00e8 fondamentale, perch\u00e8 dimostra che anche i creator devono mantenere una forte presenza organica, essenziale per la fiducia del pubblico e il valore a lungo termine per i brand. La fidelizzazione, l\u2019autenticit\u00e0, l\u2019etica e la costanza nella pubblicazione sono gli aspetti pi\u00f9 ricercati dalle aziende, che ricorrono sempre pi\u00f9 spesso a collaborazioni di lungo termine facendo degli influencer scelti dei veri e propri ambasciatori. Se da un lato rimane importante raggiungere un elevato numero di persone, dall\u2019altro \u00e8 cruciale collaborare con nicchie reattive e interattive. Che si tratti di un lavoro a tempo pieno o di una fonte di reddito secondaria, l\u2019aspetto fondamentale della professione non cambia: coltivare quotidianamente la propria community \u00e8 la chiave del successo\u201d, aggiunge Giovanni Spinelli, country manager di Kolsquare Italia.\u00a0<\/p>\n<p>Per comprendere invece quali siano i settori con i pi\u00f9 alti volumi di investimento, lo studio ha inoltre individuato 16.753 brand che hanno sponsorizzato in Italia contenuti sui social nel corso dell\u2019ultimo anno. Il social preferito dalle aziende rimane Instagram, utilizzato dal 93%, seguito da TikTok (79%), YouTube (69%), Facebook (54%) e Linkedin (34%), mentre i contenuti pi\u00f9 richiesti sono i video brevi e contenuti generati dagli utenti. \u00a0<\/p>\n<p>Su Instagram, la moda, il settore degli integratori o dei cibi salutari e il beauty guidano gli investimenti: il colosso del fast fashion Shein ha sponsorizzato da solo 41.398 contenuti, coinvolgendo 1.084 creator; in seconda posizione Prozis, con 11.925 contenuti e 624 creator; chiude il podio YesStyle, con 5.900 contenuti e 834 creator. Seguono: Sheglam, Volgo Italia, Aboca, Degusta box, Temu, FGM04 e Koro. Gli engagement rate pi\u00f9 alti, per\u00f2, si registrano nel settore viaggi e turismo, con media di interazioni per contenuto sponsorizzato fino a picchi del 19,2% contro una media del 3,9% (quella organica \u00e8 del 4,4%).\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=71840\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A un anno dall\u2019introduzione del codice Ateco per gli influencer, in Italia si&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":71841,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-71840","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=71840"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71878,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71840\/revisions\/71878"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/71841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=71840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=71840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=71840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}