{"id":7184,"date":"2025-09-17T13:11:00","date_gmt":"2025-09-17T13:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=7184"},"modified":"2025-09-17T13:11:00","modified_gmt":"2025-09-17T13:11:00","slug":"pensioni-itinerari-previdenziali-cida-i-numeri-delle-svalutazioni-piu-recenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=7184","title":{"rendered":"Pensioni, Itinerari previdenziali-Cida: i numeri delle svalutazioni pi\u00f9 recenti"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Scaduta nel dicembre 2021 la disciplina transitoria introdotta dalla legge numero 147\/2013 (pi\u00f9 volte rinnovata), \u00e8 stato infatti ripristinato lo schema originariamente stabilito dalla normativa del 1996, che prevedeva una rivalutazione a scaglioni al 100% dell\u2019inflazione per la quota di pensione di importo fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (per il 2022 pari a circa 525 euro al mese); al 90% dell\u2019inflazione per l\u2019importo compreso tra 4 e 5 volte il trattamento minimo &#8482;; al 75% dell\u2019inflazione oltre 5 volte il tm. E&#039; questa la fotografia scattata da Itinerari Previdenziali e Cida in occasione della conferenza stampa di presentazione dell\u2019Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate &#039;La svalutazione delle pensioni in Italia&#039;: studio che analizza gli effetti sulle rendite dei meccanismi di rivalutazione delle pensioni applicati negli ultimi trent\u2019anni, concentrandosi soprattutto sulle novit\u00e0 introdotte dalle pi\u00f9 recenti manovre finanziarie. \u00a0Con l\u2019occasione della successiva manovra finanziaria, il governo presieduto da Giorgia Meloni \u00e8 per\u00f2 intervenuto sul biennio 2023-2024, prevedendo un meccanismo che, se da un lato rivalutava pienamente le pensioni sociali, gli assegni sociali e le pensioni al minimo (prevedendone addirittura un ulteriore incremento straordinario dell\u20191,5%, elevato al 6,4% per i pensionati di et\u00e0 pari o superiore ai 75 anni, per il 2023, e del 2,7% per il 2024), dall\u2019altro peggiorava lo schema di rivalutazione delle prestazioni oltre 5 volte il tm. Nel dettaglio, le percentuali di rivalutazione previste sono state: del 100% per i beneficiari di prestazioni fino a 4 volte il tm, incrementato appunto di un punto e mezzo percentuale in pi\u00f9 rispetto all\u2019inflazione effettiva; dell\u201985% per le pensioni da 4 volte a 5 volte il tm; del 53% per gli assegni tra le 5 e le 6 volte il tm, al 47% tra le 6 e le 8 volte, al 37% tra le 8 e le 10 volte e al 32% per gli importi superiori. Valore, quest\u2019ultimo, ulteriormente ridotto al 22% per l\u2019anno successivo, quando le modifiche alla perequazione hanno in effetti riguardato i soli percettori di assegno superiore le 10 volte il trattamento minimo. \u00a0&quot;Cosa ancora pi\u00f9 grave &#8211; puntualizza Brambilla &#8211; \u00e8 che la perequazione sfavorevole \u00e8 stata applicata sull\u2019intero reddito pensionistico e non per scaglioni: giusto per fare un esempio riferito al 2023, un pensionato con una rendita pari tra 2.627 e 3.152 euro si \u00e8 visto rivalutata l\u2019intera pensione al 4,3% (a fronte di un tasso di inflazione definitivo dell\u20198,1%), e non la sola quota eccedente le 5 volte il tm&quot;. Solo per il 2025, di pari passo con l\u2019attenuazione dell\u2019impennata inflattiva, si \u00e8 di fatto tornati all\u2019applicazione a scaglioni su uno schema a 3 fasce: il tasso di inflazione provvisorio dello 0,8% sar\u00e0 applicato al 100% fino a 4 volte il tm Inps, al 90% tra le 4 e le 5 volte e al 75% al di sopra delle 5 volte il trattamento minimo dell\u2019Istituto. Il che, tuttavia, non rimedia a quanto accaduto nel biennio precedente: come puntualizza la pubblicazione, non si tratta di una perdita circoscritta a 2023 e 2024 ma di una sottrazione di reddito pensionistico permanente nel tempo e destinata anzi a trascinarsi anche negli anni successivi. \u00a0Considerate le mancate indicizzazioni patite dal 2012 al 2022, i trattamenti pensionistici oltre le 10 volte il minimo hanno perso rispetto a un\u2019inflazione totale dell\u201911,6% circa 9 punti percentuali. Svalutazione cui si aggiunge quella del triennio 2023-2025, ancora pi\u00f9 ingente per l\u2019effetto combinato del boom dell\u2019inflazione e dei meccanismi di perequazione introdotti dall\u2019esecutivo attualmente in carica: in questo caso, le perdite ammontano a circa il 12% e, sommate alle precedenti, determinano una svalutazione delle pensioni di oltre il 21% nell\u2019arco di 14 anni. Volendo fare un esempio concreto, ci\u00f2 significa che in questo periodo di tempo una pensione da 10.000 euro lordi (circa 6.000 netti) ha perso quasi 178mila euro, mentre una pensione da 5.500 ero lordi mensili (circa 3.400 euro netti) ha subito una perdita pari a circa 96mila euro. \u00a0&quot;Tenuto conto &#8211; aggiunge Brambilla &#8211; dell\u2019effetto trascinamento, questo significa  che i cosiddetti pensionati del ceto medio, oltre a sobbarcarsi il grosso dei 56 miliardi di Irpef in arrivo dalle pensioni, si vedranno ingiustamente sottratti altri 45 miliardi circa&quot;. \u00a0&quot;Siamo di fronte a una contraddizione evidente &#8211; ha spiegato Stefano Cuzzilla, presidente di Cida &#8211; 1,8 milioni di pensionati con redditi da 35mila euro in su, poco meno del 14% del totale, garantiscono da soli il 46,33% dell\u2019Irpef dell\u2019intera categoria, eppure sono proprio loro i pi\u00f9 colpiti dai tagli e dalla mancata rivalutazione. Al contrario, chi ha versato pochi o nessun contributo \u00e8 stato pienamente tutelato dall\u2019inflazione. \u00c8 un autentico rovesciamento del principio di equit\u00e0! Sostenere i pi\u00f9 fragili \u00e8 un dovere, e la classe dirigente non si \u00e8 mai sottratta a questa responsabilit\u00e0, ma diventa un\u2019ingiustizia quando la solidariet\u00e0 ricade sempre sugli stessi mentre l\u2019evasione resta impunita. Ogni anno il fisco perde circa 90 miliardi di euro, con il 65% dell\u2019Irpef che non arriva all\u2019Erario: finch\u00e9 questa voragine non sar\u00e0 chiusa, non potr\u00e0 esserci un sistema previdenziale n\u00e9 giusto n\u00e9 sostenibile&quot;.\u00a0Numeri che spiegano facilmente come mai Cassazione e Suprema Corte siano state spesso chiamate a esprimersi sulla legittimit\u00e0 dei meccanismi di perequazione che si sono succeduti negli ultimi 15 anni, cos\u00ec come accaduto lo scorso gennaio quando, con la sentenza n.19 del 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo il meccanismo di raffreddamento della rivalutazione per fasce di reddito, previsto dalla Legge di Bilancio 2023, e non fondate le questioni di legittimit\u00e0 costituzionale sollevate in merito all\u2019art. 1, comma 309, della Legge di Bilancio n. 197 del dicembre 2022. &quot;Si tratta &#8211; suggerisce il Brambilla &#8211; della terza volta in 11 anni che i giudici incaricati si esprimono in questi termini, e proprio questo  dovrebbe far riflettere: in occasione delle sue precedenti pronunce, infatti, la stessa Corte aveva infatti raccomandato che il taglio subito dalle pensioni di importo medio-alto fosse di breve durata, proporzionato e non ripetitivo&quot;. \u00a0Una condizione, soprattutto quella relativa alla non ripetitivit\u00e0, evidentemente non rispettata cui si aggiungono ulteriori questioni di natura tecnica ed etica da non sottovalutare. Nell\u2019ultima pronuncia, in particolare, la Corte afferma che la mancata rivalutazione non \u00e8 da considerarsi un prelievo forzoso, ma una misura economico-previdenziale che l\u2019esecutivo pu\u00f2 discrezionalmente decidere di mettere in campo, con il fine di favorire le pensioni pi\u00f9 basse e al contempo portare avanti una progressiva riduzione del debito pubblico. E, se l\u2019obiettivo di contenere la spesa resta in s\u00e9 apprezzabile, severa \u00e8 la condanna della pubblicazione nei confronti della scelta di farlo toccando ancora una volta la perequazione automatica, ormai utilizzata dallo Stato come leva contabile per fare Cassa, alla stregua di un prelievo forzoso: come possono i giovani fidarsi del sistema previdenziale se le regole del gioco sono destinate a cambiare continuamente, minando la certezza della correlazione tra versamenti contributivi e futuro importo degli assegni? \u00a0&quot;La fiducia del sistema previdenziale &#8211; osserva Cuzzilla &#8211; si regge sulla certezza del diritto e sulla stabilit\u00e0 delle regole. Colpire chi ha versato quarant\u2019anni di contributi significa rompere il patto sociale e generazionale. Non \u00e8 un caso che la Corte Costituzionale abbia richiamato l\u2019attenzione del legislatore su questi squilibri, e che il Tribunale di Trento abbia appena rinviato la questione per un nuovo esame. \u00c8 un segnale che ci d\u00e0 un cauto ottimismo: rimediare \u00e8 possibile. Ma serve da un lato una scelta politica chiara: garantire la rivalutazione come avviene in tutti i principali Paesi europei e fare della prossima legge di bilancio una vera occasione di giustizia per quella parte del Paese che ha sempre lavorato, contribuito e pagato le tasse. Dall\u2019altro lato serve una Corte coraggiosa, che oltre a tutelare giustamente il bilancio dello Stato, abbia il coraggio di analizzare nel dettaglio le tematiche previdenziali e faccia emergere storture che nelle ultime sentenze sono state illogicamente legittimate&quot;. \u00a0\u00a0\u00a0&#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=7184\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Scaduta nel dicembre 2021 la disciplina transitoria introdotta dalla legge numero 147\/2013 (pi\u00f9&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7185,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-7184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-adn-news","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7184"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7253,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7184\/revisions\/7253"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}