{"id":71767,"date":"2026-04-22T11:38:51","date_gmt":"2026-04-22T11:38:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=71767"},"modified":"2026-04-22T11:38:51","modified_gmt":"2026-04-22T11:38:51","slug":"sostenibilita-italiani-e-notizie-green-lo-scarto-tra-informazione-e-fiducia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=71767","title":{"rendered":"Sostenibilit\u00e0: italiani e notizie green, lo scarto tra informazione e fiducia"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Gli italiani e l&#8217;informazione ambientale tra accesso e fiducia nelle fonti. Oggi, Giornata mondiale della Terra, in occasione della prima conferenza nazionale &#8216;Sostenibilit\u00e0 e giornalismo responsabile&#8217; a Palazzo Emilio Turati, Conai ha presentato i dati dell\u2019Osservatorio Scelta che analizzano come gli italiani si informano sui temi ambientali. Scelta (Sviluppare la Circular Economy facendo Leva sulle Tendenze d\u2019Acquisto) \u00e8 l\u2019osservatorio promosso da Conai in collaborazione con la Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa, con l\u2019obiettivo di comprendere i fattori che influenzano i comportamenti di consumo e il rapporto tra informazione, fiducia e sostenibilit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Come illustrato dal direttore generale Conai, Simona Fontana, dai dati emerge un quadro articolato, che racconta un Paese fortemente esposto ai contenuti ambientali ma attraversato da un evidente squilibrio tra accesso e credibilit\u00e0 delle fonti.\u00a0<\/p>\n<p>Circa un italiano su due dichiara infatti di informarsi &#8216;spesso&#8217; o &#8216;sempre&#8217; su questi temi attraverso media giornalistici (il 55% dei rispondenti) e social network (50%), che risultano essere i canali pi\u00f9 utilizzati. Ma sono proprio i social media a raccogliere i livelli pi\u00f9 bassi di fiducia. Le fonti istituzionali e scientifiche &#8211; come documenti della Commissione Europea, dell\u2019Onu o di Universit\u00e0 &#8211; che occupano le ultime posizioni in termini di utilizzo (il 29% le consulta spesso o sempre), sono invece percepite come pi\u00f9 autorevoli e credibili: il 69% ha molta o piena fiducia in loro. Seguono le associazioni dei consumatori (in cui ripone molta o piena fiducia il 58% dei rispondenti), mentre le fonti giornalistiche si collocano a met\u00e0 classifica, con il 45% che d\u00e0 loro molta o piena fiducia (e un 17% che invece non ha nessuna fiducia o ha scarsa fiducia in loro).\u00a0<\/p>\n<p>Si configura cos\u00ec una sorta di paradosso: le fonti pi\u00f9 frequentate non coincidono con quelle ritenute pi\u00f9 affidabili, mentre i contenuti pi\u00f9 credibili faticano a raggiungere il grande pubblico.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Questi dati ci restituiscono un quadro molto chiaro: l\u2019interesse verso i temi ambientali \u00e8 alto, con circa un italiano su due che si informa con regolarit\u00e0, soprattutto attraverso media e social &#8211; commenta Simona Fontana &#8211; Il punto \u00e8 che proprio questi canali, pur essendo i pi\u00f9 utilizzati, sono anche quelli che raccolgono meno fiducia. Al contrario, le fonti istituzionali e scientifiche risultano le pi\u00f9 credibili, ma restano in fondo alla classifica per utilizzo. Questo scarto tra esposizione e fiducia \u00e8 il dato pi\u00f9 rilevante che emerge dalla ricerca&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019analisi evidenzia anche come il rapporto con l\u2019informazione cambi in modo significativo tra i diversi gruppi della popolazione. In particolare, chi ha un livello di istruzione pi\u00f9 alto tende pi\u00f9 spesso a informarsi attraverso fonti istituzionali e scientifiche e a fidarsi maggiormente di queste, con una relazione chiara anche se non dominante. Una tendenza simile emerge rispetto al reddito, che si associa a una maggiore fiducia nelle fonti scientifiche. Al contrario, la fiducia nei social network diminuisce progressivamente con l\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 e della disponibilit\u00e0 economica.\u00a0<\/p>\n<p>Ne emerge una frattura informativa che riflette, e in parte amplifica, le disuguaglianze sociali. &#8220;Sono segnali importanti, perch\u00e9 indicano che l\u2019accesso a un\u2019informazione pi\u00f9 affidabile non \u00e8 ancora uniforme &#8211; spiega Simona Fontana &#8211; La sfida, quindi, \u00e8 duplice: da un lato rafforzare la qualit\u00e0 e la credibilit\u00e0 dei contenuti, dall\u2019altro renderli pi\u00f9 accessibili, portandoli nei canali e nei linguaggi che le persone utilizzano ogni giorno&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio dentro questo scarto tra informazione e fiducia che si inserisce il secondo livello di lettura emerso durante la conferenza: quello che riguarda l\u2019efficacia concreta delle politiche ambientali e dei sistemi industriali della circular economy. L\u2019Italia, infatti, rappresenta uno dei sistemi pi\u00f9 avanzati in Europa nel riciclo degli imballaggi, con tassi stabilmente superiori al 75% (superando il 70% chiesto al 2030) e tutte le principali filiere gi\u00e0 oltre gli obiettivi europei fissati per il 2025. Un risultato che non riguarda solo la performance industriale e ambientale del sistema, ma anche la sua comprensibilit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 pubblica.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il nostro Paese ha costruito negli anni un modello di eccellenza nel riciclo degli imballaggi, fondato su un sistema consortile solido ed efficiente, che oggi rappresenta un punto di riferimento a livello europeo &#8211; sottolinea il vicedirettore generale Conai Fabio Costarella &#8211; Ma proprio perch\u00e9 i risultati sono concreti e misurabili, diventa sempre pi\u00f9 importante il modo in cui vengono raccontati. I cittadini partecipano gi\u00e0 in maniera attiva alla raccolta differenziata e ai processi di economia circolare, ma una comunicazione pi\u00f9 autorevole e accessibile pu\u00f2 rafforzare ulteriormente la consapevolezza collettiva e migliorare la qualit\u00e0 dei comportamenti. Lo vediamo, ad esempio, anche nelle campagne di comunicazione territoriali con cui supportiamo i Comuni italiani: un cittadino informato non \u00e8 semplicemente pi\u00f9 virtuoso, ma \u00e8 pi\u00f9 coerente nelle sue scelte quotidiane&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>sostenibilita<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=71767\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Gli italiani e l&#8217;informazione ambientale tra accesso e fiducia nelle fonti. 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