{"id":70794,"date":"2026-04-18T15:07:52","date_gmt":"2026-04-18T15:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=70794"},"modified":"2026-04-18T15:07:52","modified_gmt":"2026-04-18T15:07:52","slug":"da-rampini-a-cassese-ecco-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=70794","title":{"rendered":"Da Rampini a Cassese, ecco le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Una selezione delle novit\u00e0 in libreria: tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.\u00a0<\/p>\n<p>Arriva in libreria con Mondadori &#8216;Pane e cannoni&#8217;, l&#8217;ultimo saggio del giornalista e scrittore Federico Rampini. Per trent\u2019anni abbiamo creduto di vivere nell\u2019era della globalizzazione: mercati aperti, catene produttive planetarie, cooperazione economica destinata a rendere la guerra sempre meno probabile. Quell\u2019illusione- spiega Rampini &#8211; \u00e8 finita. Oggi l\u2019economia parla il linguaggio delle strategie militari, e al tempo stesso la guerra torna a essere pi\u00f9 &#8216;normale&#8217;. Le nazioni combattono sempre con i missili e le portaerei, ma anche con dazi e sanzioni, il controllo di tecnologie strategiche, il dominio su risorse energetiche e materie prime critiche. Le catene di approvvigionamento diventano strumenti di pressione geopolitica. Le aziende private sono arruolate nella competizione tra potenze. I generali entrano nei consigli d\u2019amministrazione e i governi tornano a fare politica industriale per difendere la sicurezza nazionale. \u00c8 la nuova epoca della geoeconomia, dove commercio, tecnologia, finanza e potenza militare si fondono in un unico campo di battaglia. In questo libro Federico Rampini racconta come siamo arrivati a questa svolta storica e cosa significa per il futuro dell\u2019Occidente. \u00a0<\/p>\n<p>Spiega le nuove dimensioni della rivalit\u00e0 tra Stati Uniti e Cina, destinata a dominare il XXI secolo; perch\u00e9 la Russia resta una minaccia strategica; perch\u00e9 la corsa alle tecnologie decisive \u2013 intelligenza artificiale, energia, semiconduttori \u2013 determiner\u00e0 i nuovi equilibri di potere e come \u00e8 entrato in crisi il modello europeo, un continente che per decenni ha potuto permettersi il lusso del pacifismo perch\u00e9 altri garantivano la sua sicurezza. La storia non ha mai smesso di essere governata dai rapporti di forza. Oggi lo scopriamo di nuovo, mentre le guerre divampano, la capacit\u00e0 militare riemerge come ultima garanzia della libert\u00e0, e la sua assenza pu\u00f2 risultare fatale. Perch\u00e9, nel mondo che sta nascendo, pane e cannoni tornano a essere inseparabili: la prosperit\u00e0 economica e la sicurezza nazionale sono ormai due facce della stessa realt\u00e0. E ignorarlo \u00e8 il pi\u00f9 pericoloso degli errori.\u00a0<\/p>\n<p>Rizzoli manda sugli scaffali &#8216;Il coltello della memoria&#8217; di Franco Curr\u00f2. \u201cConveniva a tutti\u201d sta scritto nel biglietto di addio che viene ritrovato accanto al cadavere di Alberto Novelli, nel salotto del suo appartamento in Porta Venezia. Un colpo di pistola alla tempia. La polizia non ha dubbi: il critico cinematografico \u2013 un tempo celebre ma ormai dimenticato dai vecchi compagni di militanza del Sessantotto \u2013 si \u00e8 ucciso. Incuriosito e insieme attratto dal messaggio, il vicecommissario Peppuccio Loporto si appassiona alla storia di Novelli, nella quale rivede le promesse mancate della propria giovinezza. \u00a0<\/p>\n<p>E accanto a lui Pietro, il figlio di Alberto, da sempre un estraneo per quel padre che non aveva mai accettato di fare il padre. Ora Pietro \u00e8 costretto ad affrontare ci\u00f2 che ha sempre evitato: l\u2019enigma di chi fosse davvero Alberto Novelli e della sua eredit\u00e0 politica e intellettuale, in grado di far tornare a galla ideali traditi e segreti che nessuno ha interesse a riesumare. Sullo sfondo di una Milano che cambia volto a ogni pagina, l\u2019indagine diventa per Pietro un sofferto viaggio alla scoperta di s\u00e9, della sua rinuncia ad amare e di una generazione che ha creduto di cambiare il mondo ma che ancora oggi fatica a fare i conti con la storia. Ironico e disincantato, &#8216;Il coltello della memoria&#8217; \u00e8 un romanzo sorprendente per la sua capacit\u00e0 di illuminare una stagione controversa e vitale del nostro passato. Che continua a pesare sul nostro presente, forse pi\u00f9 di quanto non immaginiamo.\u00a0<\/p>\n<p>Uscir\u00e0 in libreria dal 28 aprile il nuovo romanzo della serie di Kostas Charitos firmato dallo scrittore Petros Markaris: un noir teso e contemporaneo, dove l\u2019indagine criminale si intreccia a una societ\u00e0 sull\u2019orlo della frattura e in cui ogni delitto \u00e8 il sintomo di una malattia pi\u00f9 profonda. In una Atene lacerata dall\u2019emergenza abitativa, dove gli affitti divorano vite e la citt\u00e0 si spacca tra chi una casa non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersela e chi non l\u2019ha mai avuta, un suicidio apre una crepa inquietante. Due ex coniugi, costretti a condividere lo stesso appartamento perch\u00e9 \u00e8 per loro impossibile pagare due affitti, scelgono la morte come ultimo avvertimento. Charitos lo capisce subito. Non \u00e8 un crimine, ma \u00e8 un segnale.\u00a0<\/p>\n<p>Mentre la tensione cresce tra affittuari, senzatetto, migranti e gruppi anarchici, un omicidio aggrava la situazione: Gher\u00e0simos Fak\u00ecs, dirigente di un\u2019importante impresa immobiliare, viene ucciso nella sua auto all\u2019interno del parcheggio del complesso residenziale nel quale viveva. Proprio quei palazzi che aveva contribuito a costruire sono al centro della bufera da quando un gruppo di senzatetto ha deciso di accamparsi nel vicino parco dell\u2019Ellinik\u00f2n, per protestare contro la gentrificazione che ha alzato in modo insostenibile gli affitti nella zona.\u00a0<\/p>\n<p>Il direttore della polizia dell\u2019Attica Kostas Charitos, insieme alla commissaria Antigone della squadra omicidi, si muove in un\u2019indagine fatta di dettagli minimi, sospetti silenziosi e indizi che emergono nei luoghi meno attesi. Ogni pista sembra portare a una verit\u00e0, finch\u00e9 un\u2019esplosione all\u2019alba, una cucina distrutta e una vittima innocente rimettono, ancora una volta, tutto in discussione.\u00a0<\/p>\n<p>Che cosa succede alla democrazia italiana? I sintomi di un declino ci sono ma riguardano anche molti altri Paesi occidentali: il sistema pensionistico \u00e8 al palo, quello sanitario in grande difficolt\u00e0, permangono le disuguaglianze tra Nord e Sud, cresce la complessit\u00e0 e la scarsa trasparenza dei molti enti pubblici, la giustizia ha tempi lunghi e troppi imputati in attesa di giudizio, l\u2019istruzione registra un elevato tasso di abbandono scolastico e pochi laureati. Il giurista Sabino Cassese in &#8216;Come si misura una democrazia&#8217;, in libreria con Solferino, analizza i grandi problemi nazionali, partendo da casi concreti, numeri e statistiche per arrivare alle possibili soluzioni, suggerendo di misurare il malessere, comparare la situazione italiana con quella di altri Paesi ed evitare impressionismo e pressapochismo.\u00a0<\/p>\n<p>Il suo \u00e8 un viaggio nella democrazia ricco e articolato, che racconta un Paese attraversato da crisi istituzionali, scorciatoie populiste e rimozioni collettive. Senza catastrofismi, ma con la precisione e la chiarezza di chi conosce dall\u2019interno la macchina dello Stato, ci offre un messaggio chiaro: l\u2019Italia ha buone istituzioni, ma ha bisogno di un\u2019amministrazione pi\u00f9 efficiente, di una governance pi\u00f9 equilibrata e di investimenti strategici. Perch\u00e9 ridare autorevolezza allo Stato \u00e8 la strada maestra per far crescere il Paese.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sellerio manda in libreria &#8216;Persa e mai ritrovata&#8217; di Simon Mason. Una magnifica Rolls-Royce Phantom accartocciata contro l\u2019ingresso di un parcheggio in una sordida stradina di Oxford \u00e8 l\u2019ultima traccia di Zara Fanshawe insieme al criptico messaggio da lei lasciato al centralino della polizia: &#8220;Sempre persa e mai ritrovata&#8221;. La donna \u00e8 una celebrit\u00e0 da rotocalco, di famiglia aristocratica, ex moglie di un miliardario, ex tossicodipendente, protagonista di clamorosi incidenti mondani. Mentre giornalisti in cerca di scoop entrano in fibrillazione, sono chiamati a occuparsi del caso i due investigatori Ryan e Ray: che cosa ci faceva Zara in quella zona malfamata? Che cosa le era accaduto? Quando viene ritrovata con il collo spezzato in una delle sue lussuosissime case, si pensa a una drammatica ricaduta nella droga. Ma gli indizi si fanno presto molteplici, le piste si sovrappongono, i ruoli si ribaltano: forse Zara era alla ricerca di qualcuno, o da qualcuno stava scappando.\u00a0<\/p>\n<p>I due detective incaricati sono opposti in tutto, Ray \u00e8 un bel giovane appartenente alla buona borghesia nera con ambizioni di carriera, Ryan \u00e8 un ragazzaccio cresciuto in un camper di bianchi poveri, troppo disobbediente e maleducato per piacere ai superiori. Per\u00f2 \u00e8 Ryan a condurre l\u2019inchiesta, la sorte di Zara lo ha smosso dentro ed \u00e8 cresciuta in lui la convinzione che tra i diversi individui coinvolti qualcosa di sconvolgente fosse accaduto nel passato, un elemento che possa ricomporre le varie immagini in un unico quadro. &#8216;Persa e mai ritrovata&#8217; \u00e8 un giallo che si muove tra le pieghe di una Oxford abitata da senzatetto e miliardari, poliziotti rampanti e attori falliti, giovani amanti e vecchie prostitute. Un romanzo dalla scrittura brillante e disincantata, dove l\u2019indagine sul campo si intreccia alla scoperta deduttiva illuminante.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Marsilio &#8216;Controrivoluzione&#8217;, il saggio di Giovanni Orsina.  Un\u2019insurrezione politica sconvolge le democrazie. La chiamiamo &#8216;populismo&#8217; e ne parliamo ogni giorno, ma non potremo mai capirla se non comprendiamo l\u2019ordine impolitico e rivoluzionario contro cui si ribella. Quell\u2019ordine inseguiva un sogno: conciliare in un equilibrio perfetto libert\u00e0 individuale e solidariet\u00e0 sociale, reti globali e differenze locali, sviluppo economico e tutela ambientale. Che cos\u2019\u00e8 andato storto? Ripercorrendo le metamorfosi della democrazia negli ultimi sessant\u2019anni, Orsina mette a nudo le contraddizioni del nostro tempo: come una rivoluzione nata liberale sia divenuta sempre pi\u00f9 moralista, come un ordine che voleva emancipare gli individui ne abbia dimenticato i bisogni quotidiani.\u00a0<\/p>\n<p> E come abbia preso forma, infine, un\u2019aspra reazione di rigetto nel nome della concretezza e della vicinanza. Il desiderio urgente di rifugiarsi in una comunit\u00e0 che si fondi su ci\u00f2 che resta della tradizione, per chi reagisce da destra, o in una comunit\u00e0 nuova che realizzi la democrazia autentica, per chi lo fa da sinistra. &#8220;Le definizioni del populismo &#8211; scrive Orsina &#8211; paiono descrivere qualcosa di totalmente altro dal liberalismo. Solo scavando pi\u00f9 a fondo ci si rende conto di quanto &#8216;l\u2019altro&#8217; tenda a diventare &#8216;lo stesso&#8217;, di quanto la rivolta s\u2019immedesimi nell\u2019ordine contro cui si scaglia, e viceversa. In questo gioco di specchi rinasce la politica, ma disfunzionale. Perch\u00e9 ciascuno dei contendenti ha in seno pulsioni antipolitiche e rifiuta di riconoscere legittimit\u00e0 all\u2019antagonista. Ma anche perch\u00e9 sono venute meno le condizioni che consentono di agire nello spazio pubblico in una forma strutturata, significativa e duratura. Resiste ancora la nazione, pur molto indebolita, e spinge l\u2019insurrezione verso destra&#8221;. Giovanni Orsina (Roma, 1967) \u00e8 professore di storia contemporanea e direttore della School of Government all\u2019Universit\u00e0 Luiss Guido Carli di Roma. Editorialista della &#8216;Stampa&#8217;, autore di numerosi volumi, con Marsilio ha pubblicato &#8216;L\u2019alternativa liberale. Malagodi e l\u2019opposizione al centrosinistra&#8217; (2010) e &#8216;La democrazia del &#8216;narcisismo. Breve storia dell\u2019antipolitica&#8217; (2018).\u00a0<\/p>\n<p>La casa editrice Laterza pubblica &#8216;La nuova logica del dominio&#8217; di  Paolo Benanti. Se un tempo il potere era un\u2019entit\u00e0 visibile, incarnata in monarchi, Stati o istituzioni, oggi si presenta come una forza disincarnata e onnipresente. Non risiede in un palazzo, ma in una rete, in un algoritmo, in un\u2019infrastruttura di dati che attraversa i confini nazionali e invade la sfera privata. \u00c8 il potere computazionale. \u00c8 capace di modellare le nostre opinioni, le nostre abitudini e persino la nostra identit\u00e0. Non si impone con la forza o la legge, ma attraverso la persuasione, la predizione e il controllo. Ci sfida a ridefinire concetti come libert\u00e0, giustizia e democrazia perch\u00e9 i dati sono la nuova moneta e gli algoritmi i nuovi legislatori. Non appartiene a un solo attore, ma \u00e8 frammentato tra le grandi aziende tecnologiche, i governi e gli individui che lo usano per scopi diversi. Come possiamo assicurarci che sia usato per il bene collettivo e non per gli interessi di pochi? Di fronte a un potere cos\u00ec vasto e pervasivo, l\u2019etica della tecnologia non \u00e8 un semplice accessorio, un\u2019appendice morale da aggiungere a posteriori, ma la condizione necessaria per garantire la coesistenza democratica e la giustizia sociale. Paolo Benanti affronta con grande chiarezza e organicit\u00e0 questi temi scrivendo un libro per capire il nuovo, e sempre mutevole, volto del potere.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Una rivoluzione silenziosa &#8211; scrive l&#8217;autore &#8211;  ma profonda sta rimodellando ogni aspetto della nostra esistenza: \u00e8 la rivoluzione del potere computazionale. Non si tratta di scenari fantascientifici, bens\u00ec di una trasformazione quotidiana che pervade le nostre abitudini e altera la trama stessa della vita di tutti i giorni: una trasformazione digitale e computazionale del nostro vivere. Questa metamorfosi \u00e8 cos\u00ec pervasiva da spingerci non solo a adattare il mondo, ma anche la nostra stessa rappresentazione della realt\u00e0, al modo in cui funzionano le tecnologie basate sulla computazione. L\u2019impatto di questa tecnologia \u00e8 tale che essa non lascia le cose come stanno, bens\u00ec cambia, in una maniera nuova e legata al software, la natura degli oggetti, crea nuove forme di agenti, plasma delle abitudini, delle aspettative e delle istituzioni inedite, sovvertendo l\u2019ordine esistente senza necessariamente crearne uno nuovo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Per quasi un secolo abbiamo potuto dimenticare la guerra, o perlomeno considerarla come qualcosa che ci riguardava pi\u00f9 sul piano etico che su quello concreto. Per quasi un secolo abbiamo creduto che le dittature fossero un monito sui libri di scuola o spettri confinati in mondi lontani. E invece oggi siamo qui, in un mondo che brucia ed \u00e8 nuovamente dominato da logiche imperiali. E&#8217; da queste premesse che Vittorio Emanuele Parsi inizia il suo saggio &#8216;Contro gli imperi&#8217;, in libreria con Bompiani dal 22 aprile. Che Russia e Cina si muovessero in questa direzione era chiaro da tempo: la vera novit\u00e0, dirompente e inattesa, sono gli Stati Uniti di Trump, che hanno sconvolto dall\u2019interno l\u2019ordine liberale internazionale che per primi avevano contribuito a costruire. Se noi abbiamo potuto vivere la nostra durevole pace \u00e8 anche perch\u00e9 c\u2019erano loro a garantirla, ma ora il primo ministro canadese lo ha detto con parole nette: quella in atto \u201cnon \u00e8 una transizione, \u00e8 una rottura\u201d. Attingendo alla potente metafora del \u201cmodello di Schweller\u201d queste pagine ci raccontano come la superpotenza americana abbia abbandonato il ruolo del leone che veglia sulla foresta per tornare a vestire quello di lupo affamato in un mondo popolato di altri lupi e di sciacalli pronti a seguirli. In questo scenario, qual \u00e8 il ruolo degli agnelli che ancora credono nella democrazia? \u00a0<\/p>\n<p>Vittorio Emanuele Parsi ce lo spiega con lucidit\u00e0 e senza sconti, indicando con altrettanta chiarezza a quale conseguenza andremo incontro se non sapremo reagire: la servit\u00f9. Questo libro non vuole essere un requiem per le nostre democrazie. Piuttosto, Parsi ci indica cosa possiamo fare per difendere la libert\u00e0 che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri nonni. La strada esiste. Ma richiede coraggio, onest\u00e0, e la capacit\u00e0 di perseguire una via difficile: quella di essere pacifici, ma non imbelli. Quella di rinunciare alla nostalgia e perseguire una strategia nuova, fatta di forza e di fierezza ma anche di capacit\u00e0 di cooperare per difendere lo spazio felice della nostra libert\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p> Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza et\u00e0 abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui \u00e8 cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell\u2019Australia rurale. E&#8217; da qui che inizia &#8216;Devozione&#8217;, il romanzo di Charlotte Wood in libreria con Fazi. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ci\u00f2, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di pi\u00f9 grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita. Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono. \u00a0<\/p>\n<p>Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall\u2019ambizione di diventare una persona buona, la donna si trover\u00e0 per\u00f2 a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete. Accolto dalla critica internazionale in maniera entusiastica, finalista al Booker Prize, tra i migliori dieci libri dell\u2019anno per &#8216;The New York Times&#8217; e &#8216;The Washington Post&#8217;, &#8216;Devozione&#8217; \u00e8 un romanzo che scorre calmo come la superficie di un fiume, ma che del fiume possiede la profondit\u00e0, le correnti e i vortici. Intenso e commovente, \u00e8 il libro fondamentale di una scrittrice di rara potenza, che si domanda cosa significhi ritirarsi dal mondo e quale sia l\u2019effetto prolungato del dolore sull\u2019animo umano. \u00a0<\/p>\n<p>Australiana, Charlotte Wood \u00e8 autrice di tre saggi e sette romanzi, tra cui Il weekend. I suoi articoli sono apparsi, tra gli altri, su &#8216;The New York Times&#8217;, &#8216;The Guardian&#8217;, &#8216;Literary Hub&#8217;, &#8216;The Sydney Morning Herald&#8217; e &#8216;The Saturday Paper&#8217;. &#8216;Devozione&#8217;, il suo ultimo romanzo, pubblicato in Australia e Gran Bretagna nel 2024 e negli Stati Uniti nel 2025, \u00e8 in fase di pubblicazione in dodici paesi. Vive a Sydney con il marito.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=70794\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una selezione delle novit\u00e0 in libreria: tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":70795,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-70794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70794"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70794\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70823,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70794\/revisions\/70823"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/70795"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}