{"id":6926,"date":"2025-09-16T16:55:43","date_gmt":"2025-09-16T16:55:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6926"},"modified":"2025-09-16T16:55:43","modified_gmt":"2025-09-16T16:55:43","slug":"addio-a-robert-redford-vita-e-carriera-tra-film-iconici-e-premi-oscar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6926","title":{"rendered":"Addio a Robert Redford: vita e carriera tra film iconici e premi Oscar"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Era l&#039;ultima incarnazione di un ideale hollywoodiano in via d&#039;estinzione: bellezza e talento, carisma e integrit\u00e0, successo commerciale, impegno civile e anima indipendente. Robert Redford, attore, regista e produttore, che ha attraversato oltre mezzo secolo di cinema americano portando in scena il lato pi\u00f9 riflessivo dell&#039;eroe, l&#039;ambiguit\u00e0 morale dell&#039;idealista, la fragilit\u00e0 dietro al sorriso, \u00e8 morto all&#039;alba di oggi, marted\u00ec 16 settembre, all&#039;et\u00e0 di 89 anni tra le montagne che amava e che aveva scelto come rifugio finale. Si \u00e8 spento nel sonno nella sua casa vicino a Provo, nello Utah, come ha annunciato Cindi Berger, amministratrice delegata dell&#039;agenzia Rogers &amp; Cowan Pmk.\u00a0Nel corso della sua lunga carriera, Redford ha vinto due premi Oscar: uno nel 1981 come miglior regista per &#039;Gente comune&#039; e uno alla carriera nel 2002; inoltre fu candidato altre tre volte per &quot;La stangata&quot; (1973) come miglior attore e per &#039;Quiz Show&#039; come miglior regista e miglior film (1995). Nel 2017 gli venne conferito il Leone d&#039;oro alla carriera alla Mostra internazionale d&#039;arte cinematografica di Venezia, che ricevette insieme a Jane Fonda. Nel 1980 aveva fondato il Sundance Institute, che organizza ogni anno il Sundance Film Festival, importante vetrina del cinema indipendente di tutto il mondo.\u00a0\u00a0<br \/>\nNato a Santa Monica, in California, il 18 agosto 1937 da una famiglia modesta &#8211; il padre Charles era un contabile, la madre Marta Hart, di origini ispaniche &#8211; Robert Redford si scopr\u00ec insofferente agli schemi fin da giovane. Dopo una parentesi sportiva come giocatore di baseball, un&#039;esperienza da operaio nei campi petroliferi, un viaggio in Europa da pittore boh\u00e9mien, trov\u00f2 nel teatro prima e nel cinema poi una disciplina nella quale convogliare la sua inquietudine.\u00a0Il suo esordio a Broadway e in televisione segn\u00f2 l&#039;inizio di un percorso che avrebbe sfidato gli stereotipi. Bello da togliere il fiato, venne spesso ingabbiato nel ruolo del &#039;biondo perfetto&#039;. Ma il suo talento, mai gridato, sempre controllato, si fece presto notare per sottigliezza e profondit\u00e0. Rifiut\u00f2 parti facili, respinse il ruolo principale nella serie tv &#039;Il virginiano&#039;, e scelse copioni che mettevano in crisi l&#039;immagine patinata che Hollywood voleva cucirgli addosso.\u00a0\u00a0Robert Redford debutt\u00f2 sul grande schermo nel 1962 con &#039;Caccia di guerra&#039; di Denis Sanders, recitando accanto a John Saxon. Tre anni dopo torn\u00f2 al cinema con &#039;Situazione disperata ma non seria&#039; (1965) di Gottfried Reinhardt, al fianco di Alec Guinness. In breve tempo, la sua carriera prese slancio grazie a una serie di film di successo: tra questi, &#039;Lo strano mondo di Daisy Clover&#039; (1965) di Robert Mulligan, in cui recit\u00f2 accanto a Natalie Wood e che gli valse un Golden Globe come miglior attore esordiente; &#039;La caccia&#039; (1966) di Arthur Penn, con un cast d&#039;eccezione composto da Marlon Brando, James Fox e Jane Fonda; e &#039;Questa ragazza \u00e8 di tutti&#039; (1966), ancora insieme alla Wood, che segn\u00f2 l&#039;inizio della lunga collaborazione con il regista Sydney Pollack.\u00a0<br \/>\nNel 1967 fu protagonista della commedia &#039;A piedi nudi nel parco&#039; di Gene Saks, al fianco di Jane Fonda, riprendendo un ruolo gi\u00e0 interpretato con successo a Broadway. Il vero salto internazionale arriv\u00f2 nel 1969 con &#039;Butch Cassidy&#039; di George Roy Hill, dove form\u00f2 con Paul Newman una delle coppie pi\u00f9 iconiche del cinema. Il film, acclamato dalla critica e campione d&#039;incassi, divenne un classico del genere western, simbolo della fine della sua epoca mitica. Fu anche l&#039;inizio di una profonda amicizia tra Redford e Newman: insieme, il ribelle disinvolto e l&#039;eroe tormentato divennero figure leggendarie nella storia del cinema.\u00a0Negli anni successivi al successo iniziale, Robert Redford prosegu\u00ec la sua ascesa con &#039;Corvo rosso non avrai il mio scalpo!&#039; (1972) di Sydney Pollack e &#039;Il candidato&#039; (1972) di Michael Ritchie, entrambi accolti positivamente dalla critica. Ma fu nel 1973 che Redford firm\u00f2 due tra i suoi ruoli pi\u00f9 memorabili: &#039;Come eravamo&#039;, nuovamente diretto da Pollack e condiviso con Barbra Streisand, e &#039;La stangata&#039; &#8211; ironica e malinconica commedia di truffatori &#8211; in cui torn\u00f2 a lavorare con Paul Newman sotto la regia di George Roy Hill. Quest&#039;ultimo fu un trionfo globale, vincitore di sette premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, e valse a Redford la sua unica candidatura all&#039;Oscar come miglior attore protagonista.\u00a0<br \/>\nNel 1974 fu protagonista de &#039;Il grande Gatsby&#039;, tratto dal celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald, e nei due anni successivi consolid\u00f2 ulteriormente il suo status di eroe moderno, non invincibile, ma lucido; non assertivo, ma complesso. Fu un agente braccato dalla Cia in &#039;I tre giorni del Condor&#039; (1975) di Pollack e in &#039;Tutti gli uomini del presidente&#039; (1976) di Alan J. Pakula, interpret\u00f2, accanto a Dustin Hoffman, uno dei due giornalisti del &#039;Washington Post&#039;, Bob Woodward, che portarono alla luce lo scandalo Watergate. Il film ottenne otto nomination agli Oscar, tra cui miglior film e miglior regia.\u00a0Sul finire del decennio, Redford partecip\u00f2 al kolossal bellico &#039;Quell&#039;ultimo ponte&#039; (1977) di Richard Attenborough, e nel 1979 torn\u00f2 a collaborare con Pollack per la quinta volta ne &#039;Il cavaliere elettrico&#039;, che per\u00f2 si rivel\u00f2 un insuccesso sia di critica che di pubblico. Anche nei suoi ruoli pi\u00f9 romantici &#8211; ad esempio in &#039;La mia Africa&#039; (1985) di Pollack con Meryl Streep &#8211; traspariva sempre una tensione morale. \u00a0\u00a0Nel 1980 Redford fece il suo debutto alla regia con &#039;Gente comune&#039;, un&#039;opera intensa e misurata sulla disgregazione di una famiglia borghese. Il film fu un trionfo: ottenne quattro Oscar, tra cui miglior regia per lui. Fu l&#039;inizio di un percorso registico rigoroso, sempre lontano dai compromessi commerciali. Segu\u00ec &#039;Milagro&#039; (1988), fiaba ecologista legata al suo amore per la natura, che per\u00f2 non ebbe grande impatto.\u00a0<br \/>\nNel 1992 torn\u00f2 dietro la macchina da presa con &#039;In mezzo scorre il fiume&#039;, delicata riflessione sul rapporto padre-figlio, mentre nel 1994 firm\u00f2 &#039;Quiz Show&#039;, acclamato dalla critica e candidato a quattro Oscar, tra cui miglior regia.\u00a0Nel frattempo, Redford continuava a recitare: fu un miliardario enigmatico in &#039;Proposta indecente&#039; (1993), e nel 1998 torn\u00f2 a dirigere e interpretare &#039;L&#039;uomo che sussurrava ai cavalli&#039;, seguito da &#039;La leggenda di Bagger Vance&#039; (2000), &#039;Leoni per agnelli&#039; (2007), &#039;The Conspirator&#039; (2010) e &#039;La regola del silenzio &#8211; The Company You Keep&#039; (2012), il suo ultimo film da regista. Nel 2014 sorprese il pubblico entrando nel Marvel Cinematic Universe nel ruolo del villain Alexander Pierce in &#039;Captain America: The Winter Soldier&#039;, ripreso poi con un cameo &#039;Avengers: Endgame&#039; (2019).\u00a0Nel novembre 2016 annunci\u00f2 il suo ritiro dalla recitazione, dopo aver completato &#039;Le nostre anime di notte&#039; di Ritesh Batra con Jane Fonda &#8211; a 38 anni dalla loro ultima collaborazione &#8211; e &#039;The Old Man &amp; the Gun&#039; (2018) di David Lowery, considerato il suo addio ideale al cinema. Il primo dei due film fu presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017 con la presenza di Redford e Fonda per ritirare il Leone d&#039;oro alla carriera. Gli ultimi titoli sono riflessioni sobrie sulla memoria, la vecchiaia, la malinconia. Redford non ha mai nascosto le sue fragilit\u00e0: ha portato sullo schermo l&#039;uomo, non il mito.\u00a0\u00a0<br \/>\n Come regista, Redford ha raccontato un&#039;America intima e lacerata. Il suo stile, sobrio e letterario, rifuggiva i virtuosismi per concentrarsi sui dettagli, sulle pause, sugli sguardi. Ha lanciato Brad Pitt, ha riscoperto temi civili spesso ignorati, e ha affrontato le contraddizioni americane con uno sguardo profondo, mai urlato. Come fondatore del Sundance Institute, nel 1984 trasform\u00f2 un piccolo festival nello Utah nel Sundance Film Festival, che divenne rapidamente la pi\u00f9 importante piattaforma del cinema indipendente mondiale. Grazie a lui sono emersi autori come Quentin Tarantino, Steven Soderbergh, Darren Aronofsky, Richard Linklater. Sundance divenne l&#039;alternativa credibile a Hollywood, una casa per voci scomode e storie autentiche. &#039;Il nostro compito non \u00e8 solo intrattenere &#8211; disse Redford &#8211; ma anche provocare, interrogare, ispirare&#039;. Pochi artisti hanno preso sul serio questa missione quanto lui.\u00a0\u00a0Oggi, il suo nome \u00e8 inciso nella storia del cinema non solo per i film che ha interpretato o diretto, ma per l&#039;immaginario che ha costruito e difeso: quello di un&#039;America consapevole, etica, capace di bellezza e redenzione. Un&#039;America che lui stesso ha spesso giudicato con severit\u00e0, ma alla quale ha continuato a credere, anche quando sembrava tradirlo.\u00a0\u00a0La vita privata di Redford \u00e8 sempre stata ammantata da una certa riservatezza. Nel 1958 Robert Redford spos\u00f2 Lola Van Wagenen, impegnata nella produzione cinematografica. L&#039;anno seguente nacque il loro primogenito, Scott, la cui vita fu tragicamente spezzata dopo appena due mesi a causa di una rara sindrome infantile. Nonostante il dolore, la coppia ebbe altri due figli: Shauna e James, quest&#039;ultimo scomparso nel 2020 dopo una lunga battaglia contro un tumore. La terza figlia, Amy, venne alla luce nel 1970. Dopo quasi trent&#039;anni di matrimonio, Redford e Van Wagenen divorziarono nel 1985. Nel 2009 l&#039;attore ritrov\u00f2 l&#039;amore e si un\u00ec in matrimonio con l\u2019artista tedesca Sibylle Szaggars.\u00a0Politicamente vicino al Partito Democratico, Redford fu a lungo un sostenitore delle battaglie progressiste a livello nazionale. Tuttavia, nel corso di un\u2019intervista concessa alla Cnn nel 2007, dichiar\u00f2 di aver perso interesse per la politica federale, preferendo concentrare il proprio impegno sulle questioni locali, pi\u00f9 vicine alla vita concreta delle persone. (di Paolo Martini)\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=6926\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Era l&#039;ultima incarnazione di un ideale hollywoodiano in via d&#039;estinzione: bellezza e talento,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6927,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-6926","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-adn-news","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6926"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6926\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6990,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6926\/revisions\/6990"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}