{"id":68617,"date":"2026-04-10T16:03:42","date_gmt":"2026-04-10T16:03:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=68617"},"modified":"2026-04-10T16:03:42","modified_gmt":"2026-04-10T16:03:42","slug":"non-solo-petrolio-how-to-feed-the-planet-il-documentario-che-racconta-la-guerra-per-le-risorse-alimentari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=68617","title":{"rendered":"Non solo petrolio. How to Feed the Planet, il documentario che racconta la guerra per le risorse alimentari"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nCome sfameremo 10 miliardi di persone nel 2050? Aumentare la produzione delle risorse alimentari \u00e8 davvero la scelta migliore? \u00c8 a queste domande che risponde il nuovo documentario di Francesco De Augustinis, How to Feed the Planet (Come nutrire il Pianeta), un film che vuole mettere in discussione i grandi dogmi dell\u2019industria alimentare, uno su tutti la dieta mediterranea, e che porta alla luce il ruolo sottovalutato delle risorse alimentari nell&#8217;innescare alcuni tra i pi\u00f9 grandi conflitti contemporanei, dall\u2019Ucraina al Congo.\u00a0<\/p>\n<p>How to Feed the Planet, capitolo finale. Il documentario sar\u00e0 presentato in anteprima il prossimo 11 aprile al Nuovo Cinema Aquila (Roma), durante il Festival delle Terre, la rassegna del documentario indipendente su agroecologia, ambiente e diritti organizzata dal Centro Internazionale Crocevia. Con questo lungometraggio, De Augustinis chiude il cerchio del progetto indipendente ONE EARTH, iniziato nel 2019: dopo aver affrontato, con i precedenti lavori, il tema della deforestazione tropicale, aver esplorato le conseguenze devastanti dell\u2019aumento della produzione zootecnica e aver mostrato perch\u00e9 l\u2019acquacoltura rappresenti una \u201cfinta soluzione\u201d al problema della sovrapproduzione di carne, questo film cerca di dare una risposta alla domanda \u201cCome nutrire il Pianeta?\u201d, assicurando cibo a tutti, senza deforestare, distruggere ecosistemi e portare altre popolazioni alla rovina. \u00a0<\/p>\n<p>La mistificazione della dieta mediterranea. Il film mette in discussione il concetto moderno di \u201cdieta mediterranea\u201d, grande baluardo dell\u2019industria alimentare italiana che oggi \u00e8 ridotto a uno strumento di marketing per promuovere esportazioni e influenzare normative europee, sostenendo interessi pi\u00f9 economici che salutari e ambientali. \u00c8 dal Cilento che comincia il viaggio del regista per risalire alle origini e al vero significato della dieta mediterranea, codificata dallo scienziato Ancel Keys nel secondo dopoguerra. Tutto \u00e8 poi cambiato nel giro di pochi anni, quando la produzione industriale ha preso il sopravvento ed \u00e8 aumentata esponenzialmente la produzione di carne e di pesce. Non tutto \u00e8 perduto, per\u00f2. In un viaggio che dal Cilento porta il pubblico fino a Boston, si mostra come i principi della dieta mediterranea originale siano alla base di un\u2019altra dieta, diventata negli ultimi anni un punto di riferimento scientifico, che cerca di rispondere alla domanda delle domande e d\u00e0 il titolo al documentario stesso. \u00a0<\/p>\n<p>\nDall\u2019Ucraina al Congo: \u00e8 guerra per le risorse alimentari. Il viaggio di How to Feed the Planet non \u00e8 solo nel tempo, ma anche nello spazio. Dall\u2019Ucraina al Congo, passando per l\u2019Argentina, il regista mostra come alcuni tra i pi\u00f9 grandi conflitti del nostro tempo non siano innescati per conquistare solo petrolio e terre rare, ma anche per accaparrarsi terreni e risorse alimentari. \u00c8 il caso dell\u2019Ucraina, diventata nel giro di pochi anni il \u201cgranaio d\u2019Europa\u201d o delle comunit\u00e0 rurali in Argentina, alle prese con l\u2019avanzata dell\u2019industria della soia. O ancora dei villaggi nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove gli interessi dell\u2019agribusiness contribuiscono a compromettere la stabilit\u00e0 di un Paese che si ritrova ogni anno in vetta alle classifiche delle crisi alimentari globali. \u201cSi pensa che la RDC sia un grande territorio selvatico per cui tutti pensano di venire per stabilirsi, prendendo della terra a loro piacimento. Le grandi multinazionali stanno venendo in RDC per accaparrarsi delle grandi superfici &#8211; afferma nel film Simplex Malembe, portavoce dell\u2019associazione congolese di produttori agricoli CONAPAC &#8211; C\u2019\u00e8 un collegamento tra la guerra e la produzione agricola. Le risorse minerarie sono la base ma vediamo sempre pi\u00f9 che anche le zone agricole pi\u00f9 produttive sono motivo di conflitto\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nNuovo modello \u00e8 scelta politica tra un futuro di pace e un futuro di guerra. \u201cIl film ci mette di fronte a una scelta da cui non possiamo scappare, che \u00e8 poi la scelta della nostra epoca &#8211; dice Francesco De Augustinis &#8211; Possiamo continuare a consumare un numero eccessivo di risorse, il che oggi significa legittimare un sistema basato sullo sfruttamento, sulla distruzione e sulla sopraffazione, ma domani significher\u00e0 assistere a un numero sempre maggiore di conflitti per l&#8217;accaparramento di queste risorse agricole, alimentari e idriche. Oppure &#8211; prosegue il regista &#8211; possiamo riconoscere cosa non ha funzionato nel sistema che abbiamo costruito negli ultimi decenni e rimboccarci le maniche per correggere il tiro. \u00c8 necessario costruire un nuovo modello basato su un uso sapiente, etico, equo e davvero sostenibile delle risorse. Questa \u00e8 una scelta politica che siamo chiamati a fare oggi per decidere tra un futuro di pace e prosperit\u00e0 o un futuro di guerre\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\nAnteprima a Roma. Il film sar\u00e0 presentato in anteprima al Nuovo Cinema Aquila sabato 11 aprile alle 21 nell\u2019ambito del Festival delle Terre, la rassegna del documentario indipendente su agroecologia, ambiente e diritti organizzato dal Centro Internazionale Crocevia. Seguir\u00e0 alla proiezione un dibattito con il regista Francesco De Augustinis, i giornalisti ambientali Stefano Liberti e Francesco Pani\u00e8, con la moderazione di Monica Di Sisto.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=68617\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Come sfameremo 10 miliardi di persone nel 2050? 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