{"id":6840,"date":"2025-09-16T14:39:58","date_gmt":"2025-09-16T14:39:58","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6840"},"modified":"2025-09-16T14:39:58","modified_gmt":"2025-09-16T14:39:58","slug":"steatosi-epatica-studio-dimostra-efficacia-nutraceutico-con-alghe-brune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6840","title":{"rendered":"Steatosi epatica, studio dimostra efficacia nutraceutico con alghe brune"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La steatosi epatica non alcolica, meglio nota come &#039;fegato grasso&#039;, si caratterizza per l&#039;accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche, un eccesso di peso corporeo, con tessuto adiposo viscerale associato a resistenza all&#039;insulina, e dislipidemia. La malattia pu\u00f2 portare a un&#039;infiammazione del fegato e degenerare fino alla cirrosi. Questa condizione, che in Italia interessa circa 1 adulto su 4, pu\u00f2 beneficiare di Gdue, un integratore alimentare contenente 2 alghe marine brune (Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus) e Cromo picolinato. Lo evidenzia un recente studio italiano presentato al Congresso nazionale della Sinut (Societ\u00e0 italiana di nutraceutica), che si \u00e8 svolto nei giorni scorsi a Bologna. Si tratta della prima ricerca condotta con Gdue su pazienti nel trattamento della steatosi epatica, con l&#039;obiettivo di valutare il valore aggiunto del nutraceutico, rispetto alla sola dieta, nel trattamento della patologia. \u00a0Lo studio clinico, randomizzato e in doppio cieco &#8211; informa una nota &#8211; \u00e8 stato condotto con la collaborazione della Clinica Gastroenterologica dell&#039;universit\u00e0 di Genova diretta da Edoardo Giannini. Sono stati arruolati 100 pazienti affetti da sindrome metabolica con steatosi epatica, tutti con obesit\u00e0 centrale, randomizzati in doppio cieco in 2 gruppi di trattamento. A 50 soggetti \u00e8 stato somministrato l&#039;integratore alimentare, mentre gli altri hanno ricevuto solo un placebo. Tutti hanno seguito un regime calorico controllato e bilanciato nei nutrienti. Al basale e dopo 6 mesi sono stati misurati i parametri lipidici-metabolici, oltre che circonferenza vita, peso e la composizione corporea. La condizione del fegato \u00e8 stata valutata attraverso una particolare tecnica ecografica chiamata Fibroscan Cap.\u00a0&quot;Abbiamo osservato in tutti i partecipanti una diminuzione del peso in eccesso, in virt\u00f9 anche del regime alimentare ipocalorico impostato sul modello della dieta mediterranea &#8211; afferma Livia Pisciotta, professore associato di Scienze dietetiche applicate all&#039;universit\u00e0 di Genova e coordinatrice dello studio &#8211; Il gruppo che ha assunto il nutraceutico ha avuto una riduzione statisticamente significativa dell&#039;indice di massa corporea, sia a 3 che a 6 mesi. Grazie a Gdue &#8211; precisa &#8211; la diminuzione media del peso \u00e8 stata del 4,7%: l&#039;integratore quindi si rivela un&#039;opzione di trattamento valida per contrastare una delle principali cause del fegato grasso&quot;. Dall&#039;analisi finale \u00e8 anche emerso, &quot;nel gruppo trattato, rispetto al placebo &#8211; aggiunge Pisciotta &#8211; un aumento significativo della perdita di massa grassa e un incremento del colesterolo &#039;buono&#039; Hdl. Quest&#039;ultimo \u00e8 stato un risultato che non ci attendevamo cos\u00ec evidente, anche se gi\u00e0 riscontrato in altri studi clinici condotti sul nutraceutico&quot;. Alla luce di questi risultati,&quot;si confermano interessanti prospettive di studio sull&#039;utilizzo dell&#039;integratore anche per la prevenzione del rischio cardiovascolare &#8211; continua la specialista &#8211; Infine, dato rilevante, i livelli di grasso nel fegato, misurati con Fibroscan-Cap, si sono ridotti significativamente superando, anche in questo caso, i valori ottenuti dalla sola dieta&quot;. \u00a0Per la gestione della patologia, evidenzia Pisciotta, &quot;al momento esistono pochi farmaci recentemente approvati che si stanno affacciando nella pratica clinica. Il fegato grasso \u00e8 una malattia che pu\u00f2 avere conseguenze gravi e degenerare fino allo sviluppo di cirrosi epatica o di epatocarcinoma. Tende a colpire persone non pi\u00f9 giovanissime e che hanno gi\u00e0 una o pi\u00f9 malattie croniche. La sua prevalenza tra i diabetici&quot;, inoltre, &quot;\u00e8 pi\u00f9 di 2 volte superiore rispetto ai tassi registrati nella popolazione generale. Pu\u00f2 interessare anche i bambini, soprattutto in caso di obesit\u00e0 o di grave eccesso di peso&quot;. \u00a0Il Gdue pu\u00f2 essere quindi &quot;una proposta di trattamento importante soprattutto nelle prime fasi di malattia &#8211; afferma l&#039;esperta &#8211; considerando che ha gi\u00e0 dimostrato in vari studi farmacologici e clinici di ridurre i picchi della glicemia postprandiale in soggetti con pre-diabete e diabete, e di ridurre il grasso nel fegato in studi su animali. L&#039;uso dell&#039;integratore deve essere sempre accompagnato a uno stile di vita sano, a partire dell&#039;alimentazione associata all&#039;attivit\u00e0 fisica regolare &#8211; avverte Pisciotta &#8211; Non sempre per\u00f2 gli uomini e le donne con problemi di sovrappeso cambiano le proprie abitudini quotidiane, inoltre la sola dieta senza perdita di peso pu\u00f2 non essere sufficiente. In questi casi il contributo dell&#039;integratore pu\u00f2 diventare determinante. La nutraceutica pu\u00f2 quindi rappresentare un aiuto prezioso nella gestione di diverse patologie metaboliche&quot;, conclude la docente, a patto di ricorrere all&#039;utilizzo di prodotti che abbiano dimostrato in varie condizioni un&#039;efficacia attraverso studi rigorosi. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=6840\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La steatosi epatica non alcolica, meglio nota come &#039;fegato grasso&#039;, si caratterizza per&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6841,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-6840","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-adn-news","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6840"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6921,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6840\/revisions\/6921"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}