{"id":67978,"date":"2026-04-08T20:36:05","date_gmt":"2026-04-08T20:36:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=67978"},"modified":"2026-04-08T20:36:05","modified_gmt":"2026-04-08T20:36:05","slug":"dalla-terra-al-mondo-la-storia-di-trivelli-tartufi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=67978","title":{"rendered":"Dalla terra al mondo: la storia di Trivelli Tartufi"},"content":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA &#8211; CONTENUTO PROMOZIONALE<\/p>\n<p> C\u2019\u00e8 un filo invisibile che lega i ristoranti pi\u00f9 rinomati delle principali capitali europee, fino a Los Angeles, ai boschi dell\u2019Appennino centrale. \u00c8 un filo fatto di terra, umidit\u00e0, stagionalit\u00e0, pazienza e determinazione. Ed \u00e8 lo stesso filo che, da tre generazioni, tiene insieme la storia della famiglia Trivelli, tra le pi\u00f9 autorevoli nel mondo dei tartufi italiani, iniziata verso la met\u00e0 del secolo scorso ai piedi dei Monti Sibillini.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Molto prima dell\u2019avvento della tecnologia di ultimo grido, Domenico Trivelli si aggirava per le valli marchigiane incontrando i tartufai della zona. Forte di una credibilit\u00e0 costruita negli anni, Domenico fungeva da intermediatore tra i cavatori di tartufi e le grandi aziende del settore. Era ancora un\u2019Italia rurale, informale, in cui la reputazione era l\u2019unica garanzia contrattuale. In quegli anni, il nome Trivelli inizia a farsi largo tra chi vive sulle pendici di quei monti. Poi, tra gli anni \u201970 e \u201980, il tartufo vive una stagione irripetibile. Le aree di raccolta sono ampie, la pressione antropica limitata, l\u2019offerta abbondante. \u00c8 in quel contesto che Silvio, figlio di Domenico, fonda la prima azienda agricola insieme alla moglie Stefania Sciamanna, trasformando l\u2019intermediazione in un modello strutturato: acquisto, selezione, lavorazione e vendita. Non pi\u00f9 solo commercio, ma filiera. L\u2019imprenditore allestisce un garage sotto casa con le prime attrezzature professionali: un tavolo in acciaio, una bilancia di precisione, una piccola autoclave per i primi esperimenti di sterilizzazione. \u00c8 l\u2019inizio della trasformazione industriale di un prodotto che resta profondamente legato a quella terra meravigliosa. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa svolta avviene quando i miei genitori hanno deciso di industrializzare l\u2019attivit\u00e0, nel 1988\u201d, racconta Domenico Trivelli, figlio di Silvio, attuale guida dell\u2019azienda. \u201cDurante il processo, il tartufo viene calibrato manualmente per coglierne a pieno la forma, la consistenza, l\u2019integrit\u00e0. La selezione determina la destinazione d\u2019uso: fresco di alta gamma, prodotto da lavorazione o tartufo pi\u00f9 piccolo atto alla lavorazione. Ogni procedimento richiede controllo termico, gestione del vapore, rispetto delle normative igienico-sanitarie via via sempre pi\u00f9 stringenti. Con gli anni arrivano i primi collaboratori, la messa a norma, la tracciabilit\u00e0 fiscale. In un comparto storicamente segnato dal sommerso, la scelta \u00e8 netta: ogni approvvigionamento deve essere tracciato\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Poi, nel 2010, ecco arrivare la grande opportunit\u00e0: un pezzo di terra con tanto di rudere in vendita proprio a Roccafluvione, la localit\u00e0 in provincia di Ascoli Piceno che aveva dato i natali alla famiglia Trivelli. \u201cOggi l\u2019azienda opera in uno stabilimento di tremila metri quadrati \u2013 mille per piano \u2013 con magazzino interrato e reparti dedicati\u201d, spiega Domenico. \u201cCirca il 60% del fatturato \u00e8 legato al prodotto fresco, il restante 40% alle conserve. Una divisione strategica: il fresco esprime l\u2019eccellenza stagionale, la trasformazione garantisce continuit\u00e0 commerciale e presidio dei mercati esteri. Perch\u00e9 il tartufo, se selezionato correttamente e spedito entro finestre temporali rigorose, pu\u00f2 arrivare in 48 ore nelle principali capitali europee e nei ristoranti d\u2019oltreoceano senza perdere il suo valore organolettico\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tra il Monte Vettore e il Gran Sasso, in un\u2019area vocata a tutte le principali specie \u2013 dal nero pregiato allo scorzone estivo \u2013 la famiglia Trivelli continua a lavorare quasi esclusivamente sul segmento premium, offrendo al mercato un prodotto che unisce tradizione e innovazione. Resistere, in questo caso, non significa restare fermi, ma mantenere saldo il rapporto fiduciario con i tartufai e, allo stesso tempo, investire in logistica, controllo qualit\u00e0, trasparenza e comunicazione. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La storia della Trivelli Tartufi non \u00e8 quella di una \u201cmega impresa\u201d, ma di un\u2019impresa vera. Di quelle che crescono senza l\u2019aiuto di nessuno, che riempiono un magazzino che sembrava troppo grande e che, a distanza di molti anni, non basta pi\u00f9. \u00c8 la storia di un settore che affonda le radici nelle cronache degli antichi, ma che oggi sa parlare la lingua dell\u2019impresa, della supply chain e dell\u2019export. E, soprattutto, \u00e8 la storia di una famiglia che ha scelto di restare fedele alla terra, trasformando un dono naturale in un sistema produttivo moderno. E tutto questo senza perdere l\u2019odore della terra, il rumore della pioggia, il piacere di una camminata nel bosco. \u00a0<\/p>\n<p>\nwww.trivellitartufi.it<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\nContatti:<br \/>\nPrima Pagina Italiaamministrazione@primapaginaitalia.it<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA &#8211; CONTENUTO PROMOZIONALE<\/p>\n<p>Responsabilit\u00e0 editoriale di Prima Pagina Italia<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>immediapress<\/p><\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=67978\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA &#8211; CONTENUTO PROMOZIONALE C\u2019\u00e8 un filo invisibile che lega i ristoranti pi\u00f9 rinomati&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":67979,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[23],"class_list":["post-67978","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-immediapress"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67978"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67978\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67994,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67978\/revisions\/67994"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/67979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}