{"id":66630,"date":"2026-04-01T18:55:54","date_gmt":"2026-04-01T18:55:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=66630"},"modified":"2026-04-01T18:55:54","modified_gmt":"2026-04-01T18:55:54","slug":"pax-silica-helberg-attacca-i-regolamenti-ue-cosi-leuropa-resta-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=66630","title":{"rendered":"Pax Silica, Helberg attacca i regolamenti Ue: &#8220;Cos\u00ec l\u2019Europa resta indietro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nL\u2019Europa non deve modificare l\u2019AI Act per aderire alla Pax Silica, ma cos\u00ec com\u2019\u00e8 rischia di compromettere la propria capacit\u00e0 di competere nella rivoluzione dell\u2019intelligenza artificiale. \u00c8 questo uno dei passaggi centrali del briefing con la stampa europea del sottosegretario di Stato americano per gli Affari economici, Jacob Helberg, che ha risposto alla domanda di Adnkronos sull\u2019eventuale necessit\u00e0 di cambiare le regole europee per entrare nel nuovo club tecnologico promosso da Washington.\u00a0<\/p>\n<p>Helberg \u00e8 in viaggio tra Bruxelles, Parigi, Londra e L\u2019Aia: i Paesi Bassi, dove ha sede il gigante Asml, sono l\u2019unico Paese dell\u2019Ue ad aver partecipato alla cerimonia della Pax Silica (ma non hanno ancora firmato l\u2019adesione). \u201cLa Ue non dovrebbe cambiare l\u2019AI Act per aderire a questa alleanza\u201d, ha risposto Helberg all\u2019Adnkronos, chiarendo subito che non esiste una condizione formale per l\u2019ingresso. Tuttavia, ha aggiunto, \u201cabbiamo serie preoccupazioni\u201d sull\u2019impianto della normativa europea: secondo l\u2019amministrazione americana, l\u2019effetto concreto non sarebbe quello di proteggere i cittadini, ma di proteggere il mercato europeo dalle aziende straniere, con il risultato di rallentare lo sviluppo interno. Una dinamica che, a suo giudizio, rischia di mantenere l\u2019Europa \u201cpermanentemente indietro\u201d in una trasformazione tecnologica paragonata per impatto alla rivoluzione industriale.\u00a0<\/p>\n<p>La Pax Silica, di cui l&#8217;Adnkronos aveva parlato in questo articolo, \u00e8 l\u2019iniziativa lanciata dagli Stati Uniti per coordinare una rete di Paesi alleati lungo l\u2019intera filiera dell\u2019intelligenza artificiale: dai semiconduttori ai minerali critici, dall\u2019energia all\u2019hardware. Per Washington, si tratta di una piattaforma strategica per affrontare la competizione globale, in particolare con la Cina, e allo stesso tempo di un\u2019opportunit\u00e0 economica concreta per i partner coinvolti. In questo quadro, l\u2019Europa \u00e8 considerata un attore chiave, non solo per il peso industriale, ma anche per le competenze tecnologiche diffuse in diversi Paesi membri.\u00a0<\/p>\n<p>Helberg, rispondendo a giornalisti da tutta Europa, ha insistito pi\u00f9 volte su questo punto, sottolineando che l\u2019adesione alla Pax Silica \u00e8 \u201cfondamentalmente nell\u2019interesse dell\u2019Europa\u201d, perch\u00e9 consentirebbe di \u201cderivare valore da ogni livello della supply chain dell\u2019AI\u201d e di partecipare attivamente alla competizione globale. Allo stesso tempo, per\u00f2, ha riconosciuto che il processo non sar\u00e0 immediato. La Commissione europea non ha ancora ottenuto il mandato negoziale dai governi, e gli Stati Uniti non intendono accelerare senza prima affrontare le divergenze esistenti.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cVogliamo farlo bene, non correre\u201d, ha detto, citando anche l\u2019accordo gi\u00e0 siglato con l\u2019India su un\u2019agenda esplicitamente orientata alla promozione dell\u2019innovazione. \u00c8 proprio questo approccio che Washington vorrebbe vedere anche nel dialogo con Bruxelles: una convergenza non solo industriale, ma anche regolatoria, o quantomeno compatibile. Su questo tema ha anche firmato, insieme all&#8217;ambasciatore americano presso l&#8217;Ue Andrew Puzder, un editoriale sul Wall Street Journal.\u00a0<\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce la critica pi\u00f9 ampia all\u2019impianto normativo europeo, che va oltre l\u2019AI Act. Helberg ha indicato esplicitamente il Digital Markets Act come uno dei principali punti di frizione nel rapporto economico tra Stati Uniti e Unione europea. Secondo il sottosegretario, le multe alle aziende americane sono \u201conerose e punitive\u201d e rischiano di assorbire una parte crescente dell\u2019energia politica della relazione transatlantica, distogliendo l\u2019attenzione da altre aree di cooperazione.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cIl Dma sta consumando una quota sempre maggiore della relazione bilaterale\u201d, ha affermato, sottolineando che senza questo elemento di tensione sarebbe possibile avanzare pi\u00f9 rapidamente su dossier come la sicurezza delle catene di approvvigionamento, gli accordi industriali e la cooperazione tecnologica. Helberg ha comunque lasciato intendere che il dialogo \u00e8 aperto e che esistono margini per \u201cdefinire e disinnescare\u201d le divergenze, anche alla luce dei contatti avuti con i rappresentanti della Commissione nelle stesse ore del briefing.\u00a0<\/p>\n<p>Il passaggio pi\u00f9 netto, per\u00f2, riguarda la diagnosi sullo stato dell\u2019economia europea. Helberg ha parlato apertamente di una situazione critica, definendola una \u201ccivilizational emergency\u201d, echeggiando le parole del vicepresidente JD Vance, che aveva parlato di suicidio della civilt\u00e0 europea. Nel suo ragionamento, l\u2019Europa avrebbe gi\u00e0 perso la grande ondata della rivoluzione digitale degli anni 2010 \u2013 quella delle piattaforme, del cloud e dei modelli di business tecnologici \u2013 e rischierebbe ora di restare indietro anche nella fase attuale, dominata dall\u2019intelligenza artificiale.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLo scarto accumulato sar\u00e0 molto difficile da recuperare\u201d, ha detto, spiegando che non si tratta di un ritardo colmabile in pochi anni, ma potenzialmente in una generazione. Ma il problema, secondo Washington, non \u00e8 solo economico. \u00c8 anche culturale e politico. Helberg ha criticato quella che definisce una sorta di adattamento alla stagnazione, un\u2019accettazione implicita di tassi di crescita molto bassi in un contesto globale pi\u00f9 dinamico.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 solo la stagnazione a preoccuparci, ma l\u2019abitudine ad essa\u201d, ha osservato, parlando di un \u201csoft defeatism\u201d, una forma di rassegnazione che abbassa progressivamente le aspettative. In questo quadro, la regolazione viene vista come uno dei fattori principali che hanno contribuito a frenare l\u2019economia europea, rendendo pi\u00f9 difficile l\u2019assunzione di rischi e l\u2019allocazione di capitale privato.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Helberg, che \u00e8 nato in Francia e ha raccontato che sua madre ha lavorato per anni alla Commissione europea, l\u2019effetto complessivo \u00e8 visibile sia nella crescita (prossima allo zero in un mondo che cresce intorno al 3%) sia nella progressiva riduzione del peso dell\u2019Europa nell\u2019economia globale. E, aggiunge, le conseguenze delle politiche regolatorie non si fermano alle aziende colpite direttamente. \u201cLe multe sono sulle aziende americane, ma il costo reale lo pagano i cittadini europei\u201d, ha detto, riferendosi all\u2019impatto sugli investimenti e sull\u2019innovazione.\u00a0<\/p>\n<p>Nonostante il tono critico, il messaggio complessivo non \u00e8 di rottura. Helberg ha pi\u00f9 volte ribadito che gli Stati Uniti vogliono \u201cun\u2019Europa forte\u201d e che la cooperazione transatlantica resta un pilastro strategico. Ha citato negoziati in corso su commercio, materie prime critiche e tecnologia, definiti \u201ccostruttivi\u201d, e ha sottolineato le opportunit\u00e0 offerte dalla collaborazione industriale lungo le filiere globali.\u00a0<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, ha riconosciuto che le divergenze esistono e che, se non gestite, rischiano di rallentare il rapporto. La Pax Silica si inserisce proprio in questo spazio: da un lato come proposta di integrazione strategica, dall\u2019altro come banco di prova politico sulla capacit\u00e0 dell\u2019Europa di adattare (o meno) il proprio modello.\u00a0<\/p>\n<p>In poche parole: per Washington l\u2019Europa non deve cambiare le sue regole per entrare nella Pax Silica, ma senza un ripensamento pi\u00f9 ampio del proprio approccio alla regolazione rischia di non essere in grado di sfruttarne appieno le opportunit\u00e0. E, soprattutto, di restare ai margini della nuova fase dell\u2019economia globale. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=66630\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Europa non deve modificare l\u2019AI Act per aderire alla Pax Silica, ma cos\u00ec&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":66631,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-66630","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66630"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66630\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66658,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66630\/revisions\/66658"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}