{"id":6649,"date":"2025-09-16T01:07:56","date_gmt":"2025-09-16T01:07:56","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6649"},"modified":"2025-09-16T01:07:56","modified_gmt":"2025-09-16T01:07:56","slug":"come-nasce-unillusione-ottica-scienziati-svelano-il-mistero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6649","title":{"rendered":"Come nasce un&#8217;illusione ottica? Scienziati svelano il mistero"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il cervello umano \u00e8 eccezionalmente complicato: 86 miliardi di neuroni, ognuno dei quali ha 10mila sinapsi e ognuno interagisce con l&#039;altro&quot;, spiegano gli esperti. Leggere e codificare queste interazioni \u00e8 la sfida delle sfide. Un team di scienziati l&#039;ha raccolta e in un nuovo studio, i cui risultati sono riportati su &#039;Nature Neuroscience&#039;, ha esplorato uno dei fenomeni pi\u00f9 misteriosi: come nasce un&#039;illusione ottica. \u00a0Cosa succede, cio\u00e8, nella mente umana quando vediamo e percepiamo un oggetto che non corrisponde all&#039;input sensoriale che raggiunge i nostri occhi. Nel lavoro appena pubblicato i ricercatori dell&#039;University of California Berkeley, in collaborazione con colleghi dell&#039;Allen Institute, con l&#039;aiuto di laser, hanno identificato il circuito neurale chiave e il tipo di cellula che svolgono un ruolo fondamentale nel rilevamento di queste illusioni, pi\u00f9 specificamente i loro bordi esterni o &#039;contorni&#039;, e come funziona questo circuito.\u00a0Gli esperti Hyeyoung Shin (ora in forze all&#039;Universit\u00e0 di Seul), Hillel Adesnik e il loro team hanno scoperto uno speciale gruppo di cellule chiamate neuroni &#039;IC-encoder&#039;, che dicono al cervello di vedere cose che in realt\u00e0 non ci sono, come parte di un processo chiamato completamento di schemi ricorrenti. &quot;Poich\u00e9 i neuroni IC-encoder hanno questa capacit\u00e0 unica di guidare il completamento di schemi, pensiamo che possano avere una connettivit\u00e0 specializzata che consente loro di ricreare questo schema in modo molto efficace&quot;, spiega Shin. &quot;Sappiamo anche che ricevono input dalle aree visive superiori. La rappresentazione dell&#039;illusione nasce prima nelle aree visive superiori e poi viene restituita alla corteccia visiva primaria; e quando quell&#039;informazione viene restituita, viene ricevuta&quot; proprio dagli IC-encoder nella corteccia visiva primaria. E&#039; come se un manager ordinasse a un dipendente di livello base di completare un compito. In questo caso, l&#039;istruzione consisterebbe nel vedere o percepire qualcosa che in realt\u00e0 non c&#039;\u00e8.\u00a0Gli scienziati portano un esempio in cui l&#039;input sensoriale \u00e8 costituito da 4 figure nere simili a &#039;Pac-man&#039;, poste ai 4 angoli. I livelli superiori del cervello interpretano l&#039;immagine come un quadrato bianco (lo spazio interno delimitato dai 4 pac-man) e poi dicono alla corteccia visiva di livello inferiore di &#039;vedere un quadrato&#039;, anche se lo stimolo visivo \u00e8 costituito da 4 cerchi neri semi-completi. Shin, Adesnik e il loro team hanno fatto la scoperta osservando i modelli di attivit\u00e0 elettrica cerebrale dei topi quando venivano mostrate loro immagini illusorie. Gli esperti hanno &#039;sparato&#039; fasci di luce laser sui neuroni IC-encoder, in assenza di immagini illusorie. Quando ci\u00f2 accadeva hanno notato che, anche in assenza di un&#039;illusione, i neuroni innescavano gli stessi modelli di attivit\u00e0 cerebrale che si verificano in presenza dell&#039;immagine illusoria. Sono riusciti cos\u00ec a emulare la stessa attivit\u00e0 cerebrale stimolando questi neuroni specializzati. I risultati gettano luce sul funzionamento del sistema visivo e della percezione nel cervello e hanno implicazioni per le malattie in cui questo sistema non funziona correttamente. \u00a0&quot;In alcune patologie si verificano modelli di attivit\u00e0 anomali nel cervello, e nella schizofrenia questi sono correlati a rappresentazioni di oggetti che compaiono casualmente&quot;, afferma Jerome Lecoq, ricercatore associato all&#039;Allen Institute. &quot;Se non si comprende come si formano quegli oggetti e come un insieme collettivo di cellule lavora insieme per far emergere quelle rappresentazioni, non si sar\u00e0 in grado di curare la malattia; quindi capire con quali cellule e in quale strato si verifica questa attivit\u00e0 \u00e8 utile&quot;, precisa.\u00a0I ricercatori del programma &#039;OpenScope&#039; dell&#039;Allen Institute, che consente a scienziati esterni di proporre esperimenti realizzabili utilizzando gli strumenti e le attrezzature all&#039;avanguardia dell&#039;istituto, hanno condotto alcuni degli esperimenti che facevano parte di questo studio. &quot;OpenScope ha fornito al team di Berkeley l&#039;accesso a registrazioni elettrofisiologiche uniche che coprono l&#039;intero cervello. Con 6 sonde distribuite in tutto il cervello, hanno potuto osservare i circuiti di feedback in azione con una risoluzione di millisecondi in tempo reale&quot;, racconta Lecoq.\u00a0I risultati dello studio cambiano il paradigma della visione e della percezione, da un processo passivo in cui semplicemente riceviamo e &#039;assorbiamo&#039; informazioni dal mondo che ci circonda a un processo attivo in cui la nostra percezione della realt\u00e0 viene interpretata e costruita da una serie di complessi calcoli cerebrali che poi influenzano ci\u00f2 che effettivamente vediamo. La nostra vista, osservano gli studiosi, \u00e8 meno simile a una macchina fotografica, che si limita a vedere il mondo cos\u00ec com&#039;\u00e8, e pi\u00f9 simile invece a un monitor di computer che ci mostra una scena o un&#039;immagine basata su calcoli complessi e interpretazioni di dati basati su esperienze passate. Quest&#039;ultima ipotesi, concludono, implica che ci sia molto pi\u00f9 spazio per negoziare o manipolare ci\u00f2 che effettivamente &#039;percepiamo&#039;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=6649\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Il cervello umano \u00e8 eccezionalmente complicato: 86 miliardi di neuroni, ognuno dei quali&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6650,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-6649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-adn-news","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6649"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6652,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6649\/revisions\/6652"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}