{"id":6632,"date":"2025-09-13T16:53:03","date_gmt":"2025-09-13T16:53:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php\/2025\/09\/13\/tristano-di-robilant-alle-gallerie-dellaccademia-di-venezia\/"},"modified":"2025-09-13T16:53:03","modified_gmt":"2025-09-13T16:53:03","slug":"tristano-di-robilant-alle-gallerie-dellaccademia-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6632","title":{"rendered":"Tristano di Robilant alle Gallerie dell&#8217;Accademia di Venezia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Tristano di Robilant. InAcademia&quot; \u00e8 la nuova mostra allestita alle Gallerie dell&#039;Accademia di Venezia fino al 24 novembre 2025 in occasione della nona edizione di The Venice Glass Week. L&#039;esposizione, curata da Cristina Beltrami, apre un dialogo con la storia e la collezione del museo veneziano attraverso dodici sculture in vetro realizzate dall\u2019artista, collocate tra pianterreno, primo piano e nel cortile palladiano.\u00a0&quot;Tristano di Robilant. InAcademia&quot; \u00e8 un progetto che muove da un attento studio della collezione e degli spazi del museo, nella consapevolezza delle sue straordinarie unicit\u00e0. Tristano di Robilant (Londra, 1964) ha varcato la soglia con un\u2019attitudine quanto mai attenta alla costruzione delle collezioni e alle vicende architettoniche dell\u2019edificio, disponendo le proprie sculture secondo un principio di dialogo con l\u2019intorno: le opere in vetro divengono una sorta di inciampo visivo che, come lenti poste strategicamente all\u2019interno del percorso museale, invitano a una riflessione e una lettura \u201caltra\u201d dei capolavori delle Gallerie dell\u2019Accademia. \u00abNon sono sculture dai confini netti, n\u00e9 come forma n\u00e9 come scelta cromatica; mi interessa piuttosto che il vetro raggiunga effetti \u201cpittorici\u201d\u00bb, afferma Tristano di Robilant.\u00a0Le dodici sculture esposte \u2013 tutte realizzate a Murano presso la vetreria Anfora grazie all\u2019esperienza un tempo del maestro Andrea Zilio e ora di Andrea Salvagno \u2013 sono forme prettamente astratte che eludono angoli spigolosi e che, nel loro fluire sinuoso, sembrano adagiarsi nello spazio. L\u2019ispirazione letteraria che sottende la mostra proviene dalla passione dell\u2019artista per la poesia, ma anche dalla profonda convinzione che il vetro non sia un materiale \u201csordo\u201d e sia in grado di evocare stati d\u2019animo e pensieri.\u00a0\u00abIl lavoro di Tristano di Robilant \u2013 dichiara Cristina Beltrami \u2013 si distingue per la capacit\u00e0 di maneggiare il vetro come un materiale della scultura: le opere di Tristano, sospese tra leggerezza dei soffiati e la densit\u00e0 del vetro massello, la trasparenza, l\u2019opacit\u00e0 e la riflettenza, sono presenze, silenziose ma al tempo potenti, capaci di creare nessi inattesi ed accompagnare lo sguardo del visitatore\u00bb.\u00a0Il filo conduttore dell\u2019intero percorso espositivo, scandito dalle dodici sculture, \u00e8 la parola \u201cevocazione\u201d: ogni opera, infatti, richiama suggestioni, rimandi letterari e riferimenti simbolici che guidano il visitatore attraverso le diverse tappe della mostra. \u00a0In apertura, La Lumera (2024): una grande scultura in vetro ametista. L\u2019opera si ispira a un episodio del IV canto dell\u2019Inferno di Dante, dove viene evocato il segreto della conversazione tra i poeti. Molte delle opere esposte sono state concepite appositamente per questa occasione. \u00c8 il caso di Poeta (2025), una maestosa scultura in vetro ros\u00e9 specchiato che rimanda al potere della parola come unico strumento per interpretare e sciogliere i rebus pittorici di Giorgione, artista noto per il carattere enigmatico delle sue opere. La collocazione pi\u00f9 scenografica \u00e8 riservata a La Sibilla (2024), esposta nella sala con il soffitto del Vasari: l\u2019opera richiama la figura della Sibilla citata da T.S. Eliot nell\u2019epigrafe del poema The Waste Land.\u00a0Al piano terra il rapporto con lo spazio diventa ancora pi\u00f9 stringente: le sculture, prive di piedistalli o supporti, poggiano direttamente sulle superfici dell\u2019edificio, instaurando un dialogo diretto con lo spazio. Un esempio \u00e8 Cippo (2022), opera che si confronta visivamente con la testa gotica attribuita a Marco Romano.\u00a0Il percorso si conclude con quattro sculture in vetro cristallo, ognuna delle quali esplora una diversa declinazione materica: dalla piena trasparenza alla satinatura, fino alla superficie rugosa che quasi ricorda l\u2019effetto del ghiaccio. Queste variazioni richiamano le altrettanto sottili e impercettibili nuance dei grigi dell\u2019Esaltazione della Croce e Sant\u2019Elena di Giambattista Tiepolo.\u00a0\u00abAccogliere le opere di Tristano di Robilant all\u2019interno del nostro percorso espositivo significa riaffermare la vocazione delle Gallerie come luogo di dialogo trapassato e presente. Le sue sculture in vetro, con la loro forza poetica, invitano a riscoprire i capolavori del museo da nuove prospettive, restituendo al pubblico uno sguardo rinnovato sulla collezione\u00bb, afferma Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie dell\u2019Accademia.\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=6632\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Tristano di Robilant. 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