{"id":66214,"date":"2026-03-31T15:45:16","date_gmt":"2026-03-31T15:45:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=66214"},"modified":"2026-03-31T15:45:16","modified_gmt":"2026-03-31T15:45:16","slug":"allarme-della-crusca-il-futuro-della-lingua-italiana-e-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=66214","title":{"rendered":"Allarme della Crusca: &#8220;Il futuro della lingua italiana \u00e8 a rischio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Dobbiamo tutti essere consapevoli del fatto che, perch\u00e9 si possa parlare di un italiano del futuro, bisogna fare qualcosa al pi\u00f9 presto&#8221;. Con queste parole Paolo D\u2019Achille, presidente dell\u2019Accademia della Crusca, ha chiuso il suo intervento all\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico 2025-2026 dell\u2019Universit\u00e0 di Ferrara, lanciando un monito sul destino della lingua italiana. Lo storico della lingua italiana, professore all&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tre, ha parlato lo scorso 24 marzo, su invito della rettrice dell\u2019Ateneo estense Laura Ramaciotti (nonch\u00e9 presidente della Conferenza della Conferenza dei rettori delle universit\u00e0 italiane) e oggi il sito web della Crusca ha rilanciato la relazione del suo presidente dal titolo &#8216;L&#8217;italiano tra passato, presente e futuro&#8217; per amplificare il suo monito.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo D\u2019Achille, senza interventi tempestivi l\u2019italiano rischia un progressivo ridimensionamento: &#8220;altrimenti finir\u00e0 solo per soppiantare definitivamente i dialetti, almeno in certe zone, perch\u00e9 si ridurr\u00e0 esso stesso a dialetto, usato nel parlato, nelle scritture informali, o magari (come \u00e8 infatti avvenuto per alcuni dialetti italiani) nella letteratura; continuer\u00e0 a essere usato a scuola per la prima alfabetizzazione, ma poi, nel corso degli studi, verr\u00e0 progressivamente abbandonato, anche perch\u00e9 ormai privato di uno standard di riferimento. Si tratter\u00e0 quindi, di fatto, di un italiano avviato a quel processo di destandardizzazione che segna inevitabilmente la morte di una lingua, che \u00e8 gi\u00e0 avvenuto per il latino nell\u2019et\u00e0 del basso impero&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Probabilmente, per citare una famosa poesia di Thomas Stearns Eliot del 1925, &#8216;Gli uomini vuoti&#8217;, la fine dell\u2019italiano avverr\u00e0 &#8220;non con uno schianto ma con un lamento\u201d, &#8220;ma, ineluttabilmente, anche se dopo di noi, avverr\u00e0. Siamo ancora in tempo per impedirlo&#8221;, ha osservato D&#8217;Achille, alla guida della secolare istituzione fiorentina incaricata di custodire il &#8216;tesoro&#8217; della lingua di Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio.\u00a0<\/p>\n<p>Il fatto che la conoscenza dell\u2019inglese sia oggi indispensabile, ha sostenuto l&#8217;accademico della Crusca, &#8220;non pu\u00f2 e non viene messo in dubbio da nessuno e, bisogna ammetterlo, \u00e8 certamente positivo che le competenze linguistiche in inglese presso le generazioni pi\u00f9 giovani siano costantemente in crescita (perfino migliori, secondo alcuni studi, rispetto a quelle possedute per l\u2019italiano)&#8221;. Ma l\u2019espansione dell\u2019inglese &#8220;non pu\u00f2 non causare qualche preoccupazione relativa alle sorti dell\u2019italiano. Non preoccupa particolarmente la massiccia (e molto appariscente) presenza di anglismi non adattati in vari linguaggi settoriali e nella stessa lingua comune, anche se, certo, l\u2019uso sistematico di parole straniere quando si hanno gi\u00e0 a disposizione alternative italiane pi\u00f9 trasparenti fa pur sempre una certa impressione; e lo stesso vale per la presenza di pseudoanglismi, formali o semantici, come gli ormai datati &#8216;ticket&#8217; e &#8216;silver&#8217; e i pi\u00f9 recenti &#8216;smart working e &#8216;green pass&#8217;. Disturbano piuttosto &#8211; ha spiegato D&#8217;Achille &#8211; lo slittamento semantico di alcuni termini italiani, come &#8216;conferenza&#8217; nel senso di &#8216;convegno&#8217; o &#8216;cortesia&#8217; per &#8216;concessione&#8217;, certe novit\u00e0 sintattiche relative alla transitivit\u00e0 verbale o alle reggenze preposizionali, gi\u00e0 di per s\u00e9 problematiche (cito solo il caso di &#8216;aiutare con i compiti&#8217;), e l\u2019uso sempre maggiore delle sigle, assolutamente opache se mutuate dall\u2019inglese, che prevede un ordine sintattico delle parole diverso da quello delle lingue romanze (si pensi ad AI, ben pi\u00f9 frequente di IA per indicare l\u2019Intelligenza Artificiale)&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 da riflettere, soprattutto, ha messo in guardia il presidente dell&#8217;Accademia della Crusca, &#8220;sul fatto che l\u2019inglese sta progressivamente togliendo spazio all\u2019italiano nello studio e nella ricerca. Ormai \u00e8 divenuto indispensabile pubblicare in inglese non solo per essere letti all\u2019estero ma anche per essere valutati in Italia; ci sono settori, e non solo delle cosiddette \u201cscienze dure\u201d o delle Stem, in cui l\u2019italiano, di fatto, non si usa quasi pi\u00f9, cos\u00ec come ci sono corsi di studio universitari, anche triennali (nei quali la piena competenza dell\u2019italiano \u00e8 prevista dalla legge), che si svolgono interamente in inglese, in nome di una internazionalizzazione che potrebbe rivelarsi tale solo sulla carta, e che comunque sembrano fatti apposta per invitare i giovani ad andare a lavorare all\u2019estero (e poi, magari, ci si lamenta della &#8216;fuga dei cervelli&#8217;!)&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Questo assalto alla nostra lingua da parte dell\u2019inglese, o meglio dell\u2019anglo-americano, non riguarda (\u00e8 vero) solo l\u2019italiano, ma altre lingue resistono meglio, come, per un verso, il tedesco e, per un altro, lo spagnolo e il francese. Il problema \u00e8 che queste lingue \u2013 per una serie di ragioni storiche \u2013 hanno, oltre che una diffusione internazionale, anche un radicamento pi\u00f9 forte nei rispettivi Paesi d\u2019origine di quanto non lo abbia l\u2019italiano in Italia, nata molto tardi come Stato unitario &#8211; ha illustrato D&#8217;Achille &#8211; Non \u00e8 certo un caso se l\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise e l\u2019Academia Espaola svolgono compiti che potremmo definire istituzionali che alla Crusca non sono stati mai affidati: in Francia e in Spagna c\u2019\u00e8 una politica linguistica che in Italia, anche a causa dei provvedimenti nazionalistici adottati nel corso del ventennio fascista, dal dopoguerra in poi ha sempre latitato. Bisogna pur dire che le parole si legano alle cose e che, se non solo l\u2019economia e l\u2019informatica, ma anche la musica, la moda, la cinematografia, l\u2019arredamento ecc. parlano oggi inglese (e se sono prevalentemente inglesi le parole nuove raccolte e studiate dall\u2019Accademia della Crusca), significa anche che la nostra capacit\u00e0 creativa si \u00e8 ridotta e che preferiamo importare dal mondo angloamericano cose, concetti, idee. Bisogna tornare a inventare! Non possiamo illuderci di poter vivere di rendita sul melodramma, che pure dobbiamo conoscere e conservare&#8221;. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=66214\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Dobbiamo tutti essere consapevoli del fatto che, perch\u00e9 si possa parlare di un&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":66215,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-66214","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66214"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66214\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66276,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66214\/revisions\/66276"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66215"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}