{"id":66078,"date":"2026-03-31T11:57:33","date_gmt":"2026-03-31T11:57:33","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=66078"},"modified":"2026-03-31T11:57:33","modified_gmt":"2026-03-31T11:57:33","slug":"italia-2026-cresce-la-popolazione-straniera-soprattutto-al-nord-e-cala-la-natalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=66078","title":{"rendered":"Italia 2026, cresce la popolazione straniera (soprattutto al Nord) e cala la natalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nCresce la popolazione residente di cittadinanza straniera: al 1 gennaio 2026 \u00e8 pari a 5 milioni e 560mila unit\u00e0, in aumento di 188mila individui (+3,5%) rispetto all\u2019anno precedente, con un\u2019incidenza sulla popolazione totale del 9,4%. La crescita della popolazione straniera \u00e8 trainata soprattutto da un forte saldo migratorio con l\u2019estero (+348mila), cui si accompagna un saldo naturale di entit\u00e0 inferiore ma positivo (+36mila). \u00a0<\/p>\n<p>Unica voce in perdita per gli stranieri residenti (ma meramente da un punto di vista definitorio, essendo riferita a individui che continuano a risiedere nel Paese) \u00e8 quella relativa alle acquisizioni della cittadinanza italiana che si attestano a 196mila. E&#8217; quanto emerge dal report Istat sugli indicatori demografici.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La presenza straniera si concentra soprattutto al Nord, dove risiedono 3 milioni 230mila individui (pari al 58,1% degli stranieri residenti in Italia), per un\u2019incidenza rispetto al totale dei residenti pari all\u201911,7%. Nel Centro risiedono un milione 344mila stranieri (24,2% del totale) con un\u2019incidenza dell\u201911,5%. Pi\u00f9 contenuta \u00e8 la presenza di residenti stranieri nel Mezzogiorno, 986mila unit\u00e0 (17,7%), che rappresentano appena il 5,0% della popolazione residente in questa area geografica. La popolazione di cittadinanza italiana ammonta a 53 milioni 383mila unit\u00e0, in calo di 189mila individui rispetto al 1\u00b0 gennaio 2025 (-3,5 per mille). Il bilancio negativo dei residenti italiani si deve principalmente a un saldo naturale ampiamente negativo (-333mila), a cui si associa anche un saldo migratorio con l\u2019estero che, tra rimpatri ed espatri, si attesta sul valore di -53mila. Il calo di residenti italiani, comune a tutte le ripartizioni, raggiunge il massimo nel Mezzogiorno con 118mila connazionali in meno (-6,3 per mille). \u00a0<\/p>\n<p>Nel 2025 le acquisizioni di cittadinanza italiana (come detto 196mila) risultano in diminuzione rispetto ai livelli degli anni precedenti (214mila nel 2023 e 217mila nel 2024). Il calo \u00e8 da imputare principalmente alle modifiche del quadro normativo introdotte dal dl 36\/2025 (convertito nella legge n74\/2025) che prevede restrizioni all\u2019acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis. Ciononostante, il Paese mantiene un maturo livello di integrazione dei cittadini stranieri residenti, tale da consentire ogni anno a decine di migliaia di individui di diventare italiani. Un elemento, questo, che sul piano quantitativo attenua la progressiva diminuzione della popolazione di cittadinanza italiana. Nel 2025 i cittadini albanesi e marocchini mantengono il primato per volume di acquisizioni (rispettivamente 26mila e 23mila casi), seguiti dai cittadini rumeni (16mila) che si confermano al terzo posto. Circa un terzo del totale delle acquisizioni \u00e8 detenuto da queste tre nazionalit\u00e0 originarie. Il confronto anno su anno dei flussi di acquisizione della cittadinanza italiana mette in luce variazioni negative tra le comunit\u00e0 storicamente pi\u00f9 importanti: si registrano forti cali rispetto al 2024 tra gli albanesi e gli argentini (-6mila), i marocchini (-4mila), i brasiliani (-3mila), gli indiani (-3mila) e i moldavi (-2mila). In controtendenza risultano invece le acquisizioni da parte di cittadini pakistani (+2mila), filippini (+1500) e romeni (+1000).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In base a dati ancora provvisori, i nati residenti in Italia sono 355mila nel 2025, 6,0 ogni mille abitanti (erano 6,3 nel 2024, 9,5 per mille nel 2005). Rispetto al 2024 le nascite diminuiscono di 15mila unit\u00e0 (-3,9%). Un nato su otto ha cittadinanza straniera, nel complesso 48mila, in calo del 5,6% sul 2024. Il numero medio di figli per donna \u00e8 stimato in 1,14, in calo rispetto all\u20191,18 del 2024. L\u2019uniforme diminuzione sul territorio nazionale \u00e8 tale che le differenze tra le aree geografiche restano invariate. Il Centro ha la fecondit\u00e0 pi\u00f9 bassa (1,07 figli per donna; 1,11 nel 2024), seguito dal Nord con 1,15 (da 1,19) e dal Mezzogiorno con 1,16 (da 1,20). Prosegue la posticipazione delle nascite. L\u2019et\u00e0 media al parto sale da 32,6 a 32,7 anni, con un incremento omogeneo di un decimo di anno per tutte le ripartizioni geografiche. Il Centro si conferma l\u2019area in cui i figli si fanno pi\u00f9 tardi: 33,1 anni, mentre nel Nord e nel Mezzogiorno l\u2019et\u00e0 media al parto \u00e8 pari, rispettivamente, a 32,8 anni e a 32,4 anni. E&#8217; quanto emerge dal report Istat sugli indicatori demografici.\u00a0<\/p>\n<p>La regione con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 bassa continua a essere la Sardegna che, per il sesto anno consecutivo, presenta una fecondit\u00e0 inferiore all\u2019unit\u00e0, pari a 0,85 e in diminuzione sul 2024 (0,91). Seguono Molise e Lazio, con un numero medio di figli per donna pari, rispettivamente, a 1,02 e 1,05. Al Trentino-Alto Adige spetta, ancora una volta, il primato di regione con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 elevata, con un numero medio di figli per donna di 1,40. Seguono, su livelli pi\u00f9 bassi, Sicilia (1,23) e Campania (1,22). La discesa della fecondit\u00e0 \u00e8 comune a molti Paesi europei, pur con differenze che rimangono importanti. Per l\u2019insieme dei Paesi dell\u2019Unione europea (Ue27) il numero medio di figli per donna \u00e8 diminuito da 1,57 nel 2010 a 1,34 nel 2024. In Germania, dopo una intermedia fase di crescita, la fecondit\u00e0 \u00e8 tornata a diminuire fino al valore di 1,36 figli per donna nel 2024. In Spagna \u00e8 passata da 1,37 a 1,10 e anche in Francia e Svezia, Paesi tradizionalmente caratterizzati da livelli elevati di fecondit\u00e0, il numero medio di figli per donna \u00e8 sceso, rispettivamente, da 2,03 a 1,61 figli e da 1,98 a 1,43 per donna.\u00a0<\/p>\n<p>A differenza di Paesi come Francia e Svezia, l\u2019Italia, proprio a causa di una diminuzione della fecondit\u00e0 di lungo corso, presenta oggi una struttura della popolazione in et\u00e0 riproduttiva che incide fortemente sul numero di nati. Il calo delle nascite, infatti, oltre a essere determinato dalla diminuzione corrente della fecondit\u00e0, \u00e8 causato dalla progressiva riduzione del numero di potenziali genitori. Per dar conto di questo fenomeno, \u00e8 sufficiente considerare che qualora l\u2019Italia avesse registrato una propensione ad avere figli per donna pari a quella francese del 2024 (1,61), il numero di nati avrebbe raggiunto le 494mila unit\u00e0; un livello nettamente superiore a quello ufficialmente rilevato in Italia nello stesso anno (370mila nati, frutto di una fecondit\u00e0 pari a 1,18), ma molto inferiore rispetto ai 664mila registrati in Francia, in ragione di una struttura per et\u00e0 della popolazione francese assai pi\u00f9 favorevole, caratterizzata da generazioni in et\u00e0 riproduttiva pi\u00f9 numerose. In base a dati provvisori, nel 2025 i matrimoni, che da tempo non rappresentano un necessario passaggio preliminare alla nascita di un figlio, sono 165mila, 8mila in meno sul 2024. Diminuiscono soprattutto quelli celebrati con rito religioso (-11,7%) e, lievemente, anche quelli celebrati con rito civile (-0,2%). Il tasso di nuzialit\u00e0 \u00e8 pari a 2,8 per mille (2,9 nel 2024) e il valore pi\u00f9 alto continua a osservarsi nel Mezzogiorno (2,9 per mille). Nel Nord e nel Centro \u00e8 pari a, rispettivamente, 2,8 e 2,7 per mille.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=66078\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Cresce la popolazione residente di cittadinanza straniera: al 1 gennaio 2026 \u00e8 pari&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":66079,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-66078","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66078","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66078"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66078\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66144,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66078\/revisions\/66144"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66079"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}