{"id":65942,"date":"2026-03-30T19:23:12","date_gmt":"2026-03-30T19:23:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=65942"},"modified":"2026-03-30T19:23:12","modified_gmt":"2026-03-30T19:23:12","slug":"usa-la-lobby-dellai-investe-300-milioni-nelle-elezioni-di-midterm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=65942","title":{"rendered":"Usa, la lobby dell\u2019AI investe 300 milioni nelle elezioni di midterm"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; A guardarli sulla cartina degli Stati Uniti sembrano una macchia di cemento che continua a espandersi nel verde delle aree rurali. Negli ultimi mesi Epoch AI, un istituto di ricerca non profit, ha mappato l\u2019espansione dei data center attraverso i dati pubblici disponibili sul web, ma anche immagini satellitari e richieste di permessi per costruire, creando una mappa interattiva in cui \u00e8 possibile capire quanta acqua ed energia consumano e consumeranno in prospettiva, chi sono i proprietari e quali sono i costi. \u201cI moderni data center per l&#8217;AI generano cos\u00ec tanto calore che i sistemi di raffreddamento si estendono al di fuori degli edifici\u201d, si legge in una nota sul sito della non profit. Ma la battaglia per espandere i data center \u00e8 soprattutto politica e in questi mesi, in vista delle elezioni di midterm dell\u20198 novembre, si sta intensificando. In questo momento, le lobby che sostengono l\u2019industria dell\u2019intelligenza artificiale hanno investito oltre 300 milioni di dollari per sostenere candidati che promettono leggi e regole meno restrittive per Big Tech. Per fare un paragone, nel 2024 Elon Musk, uno dei pi\u00f9 grandi donatori del partito repubblicano, ha dato alla campagna di Donald Trump la stessa quantit\u00e0 di denaro.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo un\u2019analisi del New York Times, nel solo 2025 aziende, dirigenti e gruppi legati all\u2019AI hanno donato almeno 83 milioni di dollari alle campagne federali, cifra che sale a circa 150 milioni includendo le iniziative a livello statale. A questi si aggiungono nuovi flussi di denaro. Un gruppo pro-AI, Innovation Council Action, sostenuto dall\u2019area politica di Donald Trump e vicino al suo consigliere David Sacks, prevede di investire almeno 100 milioni di dollari nelle elezioni di novembre, sostenendo i candidati favorevoli alla deregolamentazione e penalizzando chi vuole regole pi\u00f9 stringenti sull&#8217;intelligenza artificiale.\u00a0<\/p>\n<p>Il sistema si sta strutturando attorno a una rete di super PAC e gruppi paralleli. Leading the Future, sostenuto da investitori della Silicon Valley e figure legate a OpenAI, ha raccolto da solo circa 125 milioni di dollari. Meta ha destinato altri 65 milioni a campagne nei singoli Stati. Sul fronte opposto, organizzazioni favorevoli a una regolamentazione pi\u00f9 severa stanno cercando di rispondere: Public First Action punta a raccogliere fino a 75 milioni di dollari, mentre il Future of Life Institute ha avviato una campagna pubblicitaria da 8 milioni. In questo modo la regolamentazione dell\u2019intelligenza artificiale \u00e8 diventata uno dei temi centrali nella corsa per il controllo del Congresso. Public First Action, il network finanziato da Anthropic, \u00e8 impegnato a promuovere un\u2019intelligenza artificiale pi\u00f9 sicura: ha appena presentato una campagna pubblicitaria a sostegno di due democratici moderati, Josh Gottheimer e Valerie Foushee, sempre pi\u00f9 centrali nel dibattito sulla regolamentazione dell\u2019AI e co-presidenti della nuova commissione democratica della Camera dedicata al tema. L\u2019obiettivo dell\u2019industria \u00e8 evitare una regolamentazione frammentata. \u201cVogliamo evitare un mosaico di leggi statali che rallenti l\u2019innovazione\u201d, \u00e8 la linea sostenuta da molti attori del settore, che chiedono uno standard federale unico. Una posizione legata anche alla competizione con la Cina, sempre pi\u00f9 presente nel dibattito politico sull\u2019AI. Secondo CNBC, l\u2019industria sta cercando di replicare la strategia usata dal settore delle criptovalute nel 2024, quando un singolo super PAC contribu\u00ec all\u2019elezione di oltre 50 candidati favorevoli.\u00a0<\/p>\n<p>Una divisione che va oltre i partiti.  Su questo punto si sta aprendo uno scontro sempre pi\u00f9 netto. Una parte della sinistra democratica chiede di rallentare. Il senatore Bernie Sanders \u00e8 tra i pi\u00f9 critici e propone limiti pi\u00f9 stringenti allo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale e delle infrastrutture collegate, inclusa una possibile moratoria sulla costruzione di nuovi data center. Il tema non \u00e8 solo tecnologico ma anche ambientale e sociale, legato al consumo di energia, all\u2019uso dell\u2019acqua e all\u2019impatto sulle comunit\u00e0 locali. Allo stesso tempo, una parte crescente dell\u2019opinione pubblica si mostra scettica. Diversi sondaggi indicano che la maggioranza degli americani sostiene l\u2019introduzione di regole per la sicurezza e la trasparenza dell\u2019AI, anche a costo di rallentare lo sviluppo. Anche all\u2019interno del campo conservatore non manca il dissenso: alcuni esponenti repubblicani hanno espresso dubbi su un approccio troppo permissivo e si sono opposti a limitare il potere degli stati. Negli ultimi mesi alcuni esponenti repubblicani hanno preso le distanze dalla linea pi\u00f9 permissiva.\u00a0<\/p>\n<p>I senatori Josh Hawley e Marsha Blackburn hanno bloccato un tentativo dell\u2019amministrazione di limitare il potere degli stati nella regolamentazione dell\u2019intelligenza artificiale. Una posizione condivisa anche da figure come il governatore della Florida Ron DeSantis, che ha difeso il ruolo degli stati contro un accentramento a livello federale. Nonostante queste divisioni, la linea dell\u2019area politica legata a Donald Trump resta orientata all\u2019accelerazione. L\u2019intelligenza artificiale viene considerata un settore strategico nella competizione globale e quindi da sviluppare rapidamente. La Casa Bianca ha indicato la volont\u00e0 di favorire un quadro normativo nazionale pi\u00f9 leggero e di limitare la possibilit\u00e0 per i singoli stati di introdurre regole autonome, proprio per evitare ostacoli all\u2019avanzamento del settore.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn questa direzione si inserisce anche la posizione di David Sacks, investitore della Silicon Valley ed ex responsabile per intelligenza artificiale e criptovalute alla Casa Bianca, che sostiene la necessit\u00e0 di un unico quadro regolatorio federale. Secondo questa visione, un sistema frammentato di leggi statali rischierebbe di rallentare la crescita americana e favorire i concorrenti internazionali, in particolare la Cina. Lo stesso Sacks \u00e8 stato recentemente nominato alla guida del consiglio di consulenza scientifica e tecnologica del presidente, insieme a figure di primo piano del settore come Mark Zuckerberg, Jensen Huang, Larry Ellison e Marc Andreessen, a conferma del legame sempre pi\u00f9 stretto tra industria tecnologica e processo decisionale politico.\u00a0<\/p>\n<p>Da Ashburn, in Virginia, a circa trenta minuti da Washington, si entra in quella che negli Stati Uniti \u00e8 conosciuta come Data Alley. Qui si concentra la pi\u00f9 alta densit\u00e0 di data center al mondo. Non vogliono parlare. Sorridono e salutano, ma fanno segno con la mano che non possono. Sono le quattro del pomeriggio e la maggior parte degli operai sta lasciando i cantieri. Intorno, decine di nuove costruzioni. Cubi di cemento armato, bassi ed enormi, spesso circondati da telecamere e sistemi di sicurezza. Gli oltre 200 data center presenti nell\u2019area di Ashburn, che raddoppiano considerando l\u2019intera Virginia del Nord, gestiscono circa il 70 per cento del traffico internet mondiale. Il primo \u00e8 stato costruito nel 1998 da Equinix vicino alla sede di America Online. Oggi quella sede non esiste pi\u00f9, demolita nel 2023, mentre il settore continua a crescere. Secondo un\u2019analisi di S&amp;P Global, nei primi undici mesi del 2025 sono stati investiti circa 47 miliardi di dollari nella costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti e in Canada, su un totale globale di 61 miliardi.\u00a0<\/p>\n<p>\n\u201cPer chi ci lavora \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0, ma per la comunit\u00e0 locale \u00e8 stato un peggioramento\u201d, dice ad AdnKronos Jeremy, 50 anni, incontrato in un birrificio della zona. La sua famiglia vive qui da generazioni. Il problema, raccontano diversi residenti, \u00e8 prima di tutto economico. Le bollette dell\u2019energia sono aumentate fino al 30 per cento negli ultimi anni. A questo si aggiunge il consumo di acqua necessario per raffreddare le strutture. Secondo uno studio della Interstate Commission on the Potomac River Basin, entro il 2050 la domanda idrica nella regione potrebbe crescere del 17 per cento. Lo spazio disponibile \u00e8 sempre meno e i data center si avvicinano ai centri abitati. I residenti parlano di rumore costante, perdita di terreni agricoli e riduzione delle aree naturali. E c\u2019\u00e8 un grosso problema sia per i politici locali che per la Casa Bianca.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo i dati di un sondaggio di NBC News, la maggior parte degli elettori, sia di destra che di sinistra, \u00e8 a favore di regole pi\u00f9 severe sull\u2019espansione dell\u2019AI, mostrando come la tecnologia crei pi\u00f9 preoccupazioni e tensioni rispetto all\u2019ICE, la polizia di frontiera usata da Trump negli ultimi mesi per arrestare gli immigrati senza documenti nelle citt\u00e0 americane. \u201cStiamo perdendo biodiversit\u00e0 e parte della nostra storia per qualcosa che non conosciamo davvero\u201d, sostiene una donna che preferisce rimanere anonima e che vive vicino a uno dei nuovi impianti. (di Angelo Paura)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=65942\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A guardarli sulla cartina degli Stati Uniti sembrano una macchia di cemento che&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":65943,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-65942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65942"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65942\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65970,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65942\/revisions\/65970"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}