{"id":65892,"date":"2026-03-30T16:54:18","date_gmt":"2026-03-30T16:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=65892"},"modified":"2026-03-30T16:54:18","modified_gmt":"2026-03-30T16:54:18","slug":"apple-cosi-50-anni-fa-nacque-il-mito-tre-paginette-newton-e-un-fondatore-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=65892","title":{"rendered":"Apple, cos\u00ec 50 anni fa nacque il mito: tre paginette, Newton e un fondatore &#8216;dimenticato&#8217;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Oggi vale circa 3.600 miliardi di dollari (circa una volta e mezza il Pil dell&#8217;intera Italia) ma per farla nascere bastarono 1.300 dollari, faticosamente racimolati da Steve Jobs e Steve Wozniak vendendo il Volkswagen Bus del primo e la calcolatrice HP del secondo. Basterebbero queste cifre per raccontare l&#8217;incredibile parabola di Apple che il 1\u00b0 aprile festeggia i suoi &#8216;primi 50 anni&#8217; dal momento che \u00e8 in questa data del 1976 che venne fondata l&#8217;azienda destinata a cambiare il modo di progettare, produrre e anche di vivere la tecnologia. Un approccio che &#8211; mezzo secolo dopo &#8211; \u00e8 stato imitato da molti ma mai superato, nonostante nella storia di Apple non siano mancati i momenti bui, le marce indietro, i flop anche colossali. \u00a0<\/p>\n<p>Guardando indietro molti dei segni di quello che sarebbe diventata la casa della mela morsicata erano gi\u00e0 leggibili in quel primo aprile 1976 quando i tre fondatori firmarono un contratto di tre paginette, preliminare per la commercializzazione del primo prodotto, l&#8217;Apple I.\u00a0<\/p>\n<p>Gi\u00e0 perch\u00e9 nella storia dell&#8217;azienda &#8211; seppur brevemente ma con un ruolo importante &#8211; c&#8217;\u00e8 un terzo personaggio, Ronald Wayne, il &#8216;fondatore dimenticato&#8217;, che aveva conosciuto i due Steve nel suo lavoro presso Atari e che con i suoi 41 anni all&#8217;epoca era l&#8221;adulto&#8217; del gruppo (Jobs ne aveva 21 e Wozniak 26). Impressionato dalla visione, dall&#8217;eloquenza e dalle conoscenze tecniche dei due, Wayne accett\u00f2 di entrare nella Apple Computer Inc., redigendo il testo dell&#8217;accordo sulla sua macchina da scrivere, scrivendo il primo manuale di istruzioni dell&#8217;Apple I e progettando il primo logo della nuova azienda. Che &#8211; a differenza di quanto si possa pensare &#8211; non \u00e8 una versione primitiva della mela morsicata &#8211; ormai onnipresente &#8211; ma raffigura Isaac Newton seduto sotto un melo. L&#8217;immagine \u00e8 ispirata a una citazione di Wordsworth, anch&#8217;essa incisa nel logo, che recita: &#8220;Newton&#8230; una mente che viaggia per sempre attraverso strani mari del pensiero&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; indubbio che sin dall&#8217;inizio la &#8216;start-up&#8217; (oggi la chiameremmo cos\u00ec) puntava in alto con un riferimento a uno dei pi\u00f9 celebri scienziati di ogni tempo. In realt\u00e0 &#8211; nel nome come nell&#8217;immagine &#8211; l&#8217;elemento chiave \u00e8 proprio la mela. Un riferimento scelto per motivi piuttosto banali, visto che a Jobs piacevano gli alberi di mele e aveva passato del tempo in una piantagione in Oregon durante uno dei suoi precedenti viaggi &#8216;spirituali&#8217;.\u00a0<\/p>\n<p>Ma fu proprio la spregiudicatezza di Jobs &#8211; che si sarebbe trasformato nel tempo in un leader visionario ma anche spietato &#8211; a spingere Wayne a uno dei pi\u00f9 clamorosi &#8216;suicidi finanziari&#8217; della storia. Al manager Atari i due fondatori (che detenevano il 45% delle quote) assegnarono un pacchetto di azioni pari al 10% del totale. Jobs e Wozniak con poche centinaia di dollari avevano assemblato a mano l\u2019Apple I: una scheda madre venduta senza monitor, senza tastiera, senza case. Ma il loro rapporto era sin dall&#8217;inizio destinato a procedere su strade divergenti per le personalit\u00e0 quasi inconciliabili: Jobs era ferocemente attento alle questioni economiche e a promuovere la sua visione aziendale mentre l&#8217;altro &#8211; che oggi chiameremmo &#8216;nerd&#8217; &#8211; era pi\u00f9 affascinato dall&#8217;informatica e dai problemi tecnici. Consapevole di questa distanza, Jobs ebbe l&#8217;idea di dividere le quote tra s\u00e9 e Wozniak, lasciando il restante 10% a Wayne, che avrebbe fatto da mediatore nelle controversie tra i due.\u00a0<\/p>\n<p>Tuttavia nei primi giorni dopo la nascita della societ\u00e0 Wayne inizi\u00f2 a registrare una serie di comportamenti preoccupanti. Jobs &#8216;caric\u00f2&#8217; l&#8217;azienda con un ordine di 50 computer dal Byte Shop di Mountain View, che pensava di evadere grazie a un prestito di 5.000 dollari in contanti e componenti per un valore di 15.000 dollari. \u00a0<\/p>\n<p>Peraltro il Byte Shop \u2014 uno dei primi negozi di computer al dettaglio \u2014 aveva una scarsa reputazione sul pagare i propri debiti. E siccome Jobs e Wozniak erano praticamente senza un soldo, Wayne &#8211; che 5 anni prima aveva vissuto un fallimento traumatico in una azienda di slot machine a Las Vegas &#8211; temeva che i creditori prima o poi si sarebbero rivolti a lui, dal momento che era l&#8217;unico ad avere beni sui quali rivalersi. \u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec, appena dodici giorni dopo aver redatto il documento che sanciva la nascita di Apple, Wayne torn\u00f2 all&#8217;ufficio del registro delle imprese e rinunci\u00f2 al suo ruolo nella societ\u00e0 in cambio di 800 dollari. Quando Jobs e Wozniak presentarono la domanda di costituzione un anno dopo, Wayne ricevette una lettera in cui gli veniva chiesto di rinunciare ufficialmente a qualsiasi pretesa nei confronti dell&#8217;azienda, e ricevette un altro assegno, questa volta di 1.500 dollari. Inutile sottolineare come i i 2.300 dollari incassati come fondatore di Apple oggi varrebbero 360 miliardi. \u00a0<\/p>\n<p>Wayne, oggi 91enne, ha pi\u00f9 volte affermato di non avere rimpianti per la scelta di allora: &#8220;Ho preso la decisione migliore che ritenevo fosse giusta in quel momento &#8211; ha spiegato a un giornalista &#8211; Non ha senso ripensare al passato e pensare cosa sarebbe successo se non avessi fatto una cosa del genere. Questa faccenda \u00e8 finita in passato e pensarci non cambier\u00e0 nulla&#8221;. Nei 50 anni successivi, invece, partendo da quel computer primordiale, prodotto in 200 esemplari, Apple ha cambiato il mondo: come ha scritto in una lettera per i 50 anni l&#8217;attuale ad Tim Cook &#8220;se c\u2019\u00e8 qualcosa che abbiamo imparato da voi \u00e8 che le persone folli abbastanza da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che alla fine ci riescono&#8221;. Ronald Wayne, evidentemente, non era abbastanza folle per Apple.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=65892\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oggi vale circa 3.600 miliardi di dollari (circa una volta e mezza il&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":65893,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-65892","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65892"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65933,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65892\/revisions\/65933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}