{"id":6570,"date":"2025-09-15T19:07:07","date_gmt":"2025-09-15T19:07:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6570"},"modified":"2025-09-15T19:07:07","modified_gmt":"2025-09-15T19:07:07","slug":"dallinferno-di-gaza-a-una-speranza-a-milano-storia-di-taghred-e-youssef","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=6570","title":{"rendered":"Dall&#8217;inferno di Gaza a una speranza a Milano, storia di Taghred e Youssef"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Era il 5 febbraio 2024 quando mamma Taghred, oggi 31enne, avvocato di Gaza, arrivava con le sue tre figlie all&#039;ospedale pediatrico Vittore Buzzi di Milano, a bordo di un&#039;ambulanza dai cui finestrini si intravedevano dei palloncini rosa e blu. Insieme alla madre allora 53enne, anche lei bisognosa di cure, la donna faceva parte di uno dei primi gruppi di palestinesi della Striscia di Gaza evacuati per motivi medici e accolti dall&#039;Italia. Alle sue spalle il dramma del conflitto, testimoniato dalle ferite sulla sua pelle e su quella delle sue bambine. E&#039; passato oltre un anno e mezzo da allora, e le ferite ci sono ancora. Taghred solleva la manica della maglia e si intravede una lunga cicatrice, non ancora completamente guarita, che da sopra il polso si inerpica lungo il braccio. Il percorso di cure non \u00e8 ancora finito: &quot;Il mese scorso sono stata operata per rimuovere la placca&quot;, dice all&#039;Adnkronos Salute. &quot;Nei prossimi giorni anche la mia figlia maggiore sar\u00e0 operata, e cos\u00ec anche mia madre&quot;, spiega. Oggi Taghred, per\u00f2, sorride. E al suo fianco c&#039;\u00e8 anche il marito Youssef, 32 anni, fra i primi pap\u00e0 a potersi ricongiungere con la propria famiglia, dopo un lungo anno e mezzo di attesa in un campo profughi fatiscente a Khan Yunis. \u00a0Le loro bambine &#8211; Maryam di 8 anni, Zena di 6 e Rima di 3 &#8211; stanno giocando in strada insieme ad altri bimbi. Ieri la famiglia era in via Arqu\u00e0, in occasione di un evento di quartiere organizzato dall&#039;associazione Bellarqu\u00e0. Vicino a loro c&#039;\u00e8 un&#039;installazione con barchette di carta colorate, &#039;barchette per Gaza&#039;. Una banda musicale suona e invoca &quot;Palestina libera&quot;. Youssef ha in mano un telefonino, sullo schermo scorrono le immagini della sua vita di prima: foto di gruppo, foto di lui che stringe fra le mani una targa. Ha perso oltre 10 chili. E racconta: &quot;Ho studiato informatica per 5 anni, e lavoravo in un&#039;organizzazione benefica turca che si prende cura dei bambini di Gaza con bisogni speciali, che hanno perso i genitori&quot;. Ora cerca un impiego in Italia. &quot;Parlo inglese e imparer\u00f2 anche l&#039;italiano. Sono disposto a fare qualsiasi cosa pur di garantire una vita dignitosa alle mie figlie&quot;, \u00e8 il suo appello.\u00a0&quot;Vivevamo a Gaza City, Al-Nasr, vicino all&#039;ospedale Al-Shifa &#8211; ripercorre Taghred -. Quando \u00e8 stato chiesto di evacuare l&#039;intera citt\u00e0 di Gaza, il 13 ottobre 2023 abbiamo lasciato la citt\u00e0 per raggiungere Rafah e i parenti di mio marito: padre, madre, il fratello con la moglie e i figli. C&#039;era anche mia madre. Il 23 novembre la casa dei parenti di mio marito \u00e8 stata bombardata. Aveva tre piani ed \u00e8 stata completamente rasa al suolo&quot;. Quel giorno Youssef non era in casa. Taghred e le bambine sono rimaste sotto le macerie. L&#039;uomo mostra un breve video del salvataggio della figlia maggiore. &quot;Siamo riuscite a uscirne miracolosamente &#8211; commenta la moglie &#8211; 13 persone sono morte l\u00ec, compresi i nipoti di mio marito. Ci siamo trasferite all&#039;Ospedale europeo per le cure e siamo rimaste l\u00ec per 50 giorni&quot;, fino a fine gennaio 2024. Poi il viaggio con le bambine e la mamma via mare verso l&#039;Italia, durato una settimana, a bordo della nave Vulcano della Marina militare arrivata a La Spezia. Youssef \u00e8 invece riuscito a raggiungerle a Milano nel maggio 2025. \u00a0Il ricordo del giorno in cui la casa si \u00e8 sbriciolata inghiottendole \u00e8 angosciante. &quot;Avevo una mano e un dito del piede rotti, 3 fratture al bacino, ustioni e ferite estese sulla pianta dei piedi e sul viso &#8211; ricorda Taghred &#8211; La mia figlia maggiore aveva la mano destra rotta e sanguinava. Mia madre aveva una grave emorragia al piede e fratture multiple. I miei figli pi\u00f9 piccoli avevano ferite estese e ustioni che sono state trattate chirurgicamente. Per fortuna l&#039;ambulanza \u00e8 arrivata rapidamente. Sono rimasta sotto solo pochi minuti, altrimenti sarei morta perch\u00e9 avevo perso completamente la capacit\u00e0 di respirare. Ero tra le macerie, sul fondo, senz&#039;aria. Poi sono stata attaccata a un apparecchio per l&#039;ossigeno per un giorno intero e mio marito e la mia famiglia non hanno saputo che ero viva fino alla fine della giornata, quando ho ripreso un po&#039; di conoscenza e ho detto all&#039;ospedale il mio nome e chi ero&quot;.\u00a0&quot;Finch\u00e9 la situazione a Gaza rimarr\u00e0 cos\u00ec, non potr\u00f2 tornare nel mio Paese &#8211; spiega Taghred -. I valichi sono chiusi e non ci sono scuole o ospedali per bambini, ma questo non significa che rester\u00f2 qui per sempre&quot;. Intanto, &quot;stiamo cercando di stabilirci qui. Ora mio marito sta cercando lavoro e anch&#039;io, ma in un modo che sia adatto ai miei figli, perch\u00e9 non potr\u00f2 al momento lavorare a tempo pieno. Posso lavorare solo per poche ore&quot;. Se c&#039;\u00e8 un punto su cui occorre concentrarsi adesso &quot;\u00e8 questo&quot;, ragiona Glores Sandri, &#039;doula&#039; milanese che d\u00e0 una mano alle donne e alle famiglie di Gaza col suo progetto &#039;A doula for Palestine&#039;. &quot;Le cure prestate ai bambini e ai nuclei arrivati in Italia per motivi sanitari sono fantastiche, eccezionali. Ma poi serve una procedura umanitaria che li accompagni quando escono dall&#039;ospedale, quando devono trovare una casa e un lavoro&quot;, auspica Sandri. \u00a0<br \/>\nLe immagini sul telefonino scorrono. Youssef mostra anche quelle nel campo profughi. C&#039;\u00e8 lui in tuta accanto a una tenda, con lo sguardo perso nel vuoto, \u00e8 pi\u00f9 magro di quando posava in giacca e cravatta con i colleghi e nelle foto di gruppo con i bambini supportati dall&#039;organizzazione per cui lavorava. In un altro scatto si vedono pentole e attrezzi da cucina su un pavimento impolverato, e in un altro l&#039;immagine di un enorme millepiedi sopra un cuscino, &#039;ospite sgradito&#039; nell&#039;alloggio di fortuna in cui ha vissuto. Mesi da dimenticare. Il ricordo di casa, invece, resta indelebile: &quot;Gaza \u00e8 tutta bellissima, la amo molto &#8211; dice Taghred &#8211; e spero di tornarci&quot;. (di Lucia Scopelliti)\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=6570\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Era il 5 febbraio 2024 quando mamma Taghred, oggi 31enne, avvocato di Gaza,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6571,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-6570","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-adn-news","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6570"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6607,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6570\/revisions\/6607"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6571"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}