{"id":63468,"date":"2026-03-18T16:54:11","date_gmt":"2026-03-18T16:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=63468"},"modified":"2026-03-18T16:54:11","modified_gmt":"2026-03-18T16:54:11","slug":"amyci-in-un-libro-la-vita-con-lamiloidosi-ereditaria-da-transtiretina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=63468","title":{"rendered":"&#8216;Amyci&#8217;, in un libro la vita con l&#8217;amiloidosi ereditaria da transtiretina"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; L&#8217;amiloidosi ereditaria da transtiretina \u00e8 una malattia rara e progressiva che pu\u00f2 coinvolgere diversi organi e pu\u00f2 compromettere in modo significativo la qualit\u00e0 di vita di chi ne soffre e delle loro famiglie. La diagnosi, soprattutto nella forma ereditaria, arriva spesso con anni di ritardo rispetto all&#8217;esordio dei primi sintomi, rendendo il percorso della persona con amiloidosi ancora pi\u00f9 complesso e carico di incertezza. Oltre alle manifestazioni cliniche e ai percorsi terapeutici, esiste una dimensione meno visibile della malattia e altrettanto importante: quella delle storie, delle paure, delle aspettative e delle speranze di chi convive ogni giorno con la malattia. E&#8217; da questa prospettiva che nasce &#8216;Amyci &#8211; Storie di vita nell&#8217;amiloidosi ereditaria da transtiretina&#8217;, un progetto di medicina narrativa condotto da Istud, da cui prende forma un libro che \u00e8 stato presentato oggi a Milano e che raccoglie 27 testimonianze di pazienti, caregiver e clinici. \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa di medicina narrativa, promossa con il coinvolgimento della comunit\u00e0 clinica e associativa impegnata nella gestione della patologia, in collaborazione con AstraZeneca Italia &#8211; riporta una nota &#8211; si propone di esplorare come la malattia venga vissuta e raccontata da chi la affronta quotidianamente, mettendo in luce non solo il percorso clinico tradizionale, ma anche le dimensioni emotive, relazionali e familiari che accompagnano la convivenza con una patologia ereditaria e cronica. La medicina narrativa mira a superare una visione esclusivamente tecnica della cura del corpo, integrando l&#8217;attenzione alla dimensione emozionale, espressiva, relazionale e creativa come parte integrante del vivere con una malattia cronica ed ereditaria. \u00a0<\/p>\n<p>Dalle 27 narrazioni raccolte emerge come curanti, curati e caregiver vivano un rapporto positivo, caratterizzato da empatia, ascolto e rispetto reciproco. L&#8217;emozione prevalente \u00e8 l&#8217;attesa, la speranza che qualcosa possa cambiare o, almeno, non peggiorare. Se nelle storie dei medici la percezione di progressione della malattia \u00e8 elevata (75%), nelle narrazioni dei pazienti la progressione \u00e8 presente in circa la met\u00e0 dei racconti. Nel restante 50% la condizione viene descritta come stabile o talvolta in lieve miglioramento. Nelle narrazioni dei caregiver la percezione di progressione si riduce ulteriormente, fino ad attestarsi al 35%. E&#8217; condivisa l&#8217;attesa per l\u2019arrivo di nuove terapie, percepite come un&#8217;opportunit\u00e0 concreta per migliorare la qualit\u00e0 di vita. Ma nel frattempo, le narrazioni di pazienti e caregiver mostrano quanto sia difficile ritrovare spazio per aprirsi ad altre dimensioni della vita. Proprio questa difficolt\u00e0 rende evidente la necessit\u00e0 di un cambiamento di prospettiva, nel quale anche i medici possono svolgere un ruolo fondamentale, aiutando i pazienti a riconnettersi con le passioni e gli interessi personali, al di l\u00e0 degli aspetti esclusivamente fisici della malattia.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Un tema cruciale, condiviso da pazienti, caregiver e medici&#8221;, che emerge riguarda il &#8220;trauma di passaggio generazionale, legato alla natura ereditaria della malattia&#8221;, sottolinea Maria Giulia Marini, Istud Health Care and Wellbeing Area Scientific Director e presidente Eunames, European Narrative Medicine Society. &#8220;Nei caregiver affiorano sensi di colpa e ricordi dolorosi legati alla malattia dei propri genitori, insieme alla paura di riconoscersi nello stesso percorso. Per promuovere il benessere dei partecipanti alla ricerca &#8211; spiega &#8211; \u00e8 fondamentale dare voce, all&#8217;interno delle famiglie, ai fatti e alle emozioni che la malattia comporta e formare i medici ad accogliere, oltre ai sintomi, anche la psico-genealogia dell&#8217;amiloidosi. Una dimensione che porta molte persone a percepirsi come immerse in un autunno senza fine. L&#8217;obiettivo \u00e8 tornare, attraverso i semi delle nuove terapie e attraverso nuove opzioni per il benessere della mente e dell&#8217;anima dell&#8217;intero nucleo familiare, a una nuova primavera&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Ricorda Laura Obici, responsabile malattie rare Irccs Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia: &#8220;Quando ho iniziato a occuparmi di amiloidosi ereditaria da transtiretina, quasi 25 anni fa, era una patologia rara, poco conosciuta e senza reali opzioni terapeutiche, se non il trapianto di fegato per pochi pazienti selezionati. E&#8217; stato per me un privilegio, dal punto di vista professionale, vivere la trasformazione e poter contribuire al cambiamento del percorso di cura in questi anni, promuovendo diagnosi precoce, collaborazione tra specialisti e una presa in cura multidisciplinare che includa anche il supporto psicologico a pazienti e famiglie, per garantire non solo pi\u00f9 anni di vita, ma migliore qualit\u00e0 di vita. Scrivere e raccontarsi &#8211; precisa Obici &#8211; ha un valore liberatorio e, talvolta, terapeutico: aiuta a dare ordine a pensieri e priorit\u00e0, soprattutto quando una malattia come l&#8217;amiloidosi ereditaria da transtiretina irrompe improvvisamente e sconvolge le coordinate dell&#8217;esistenza. La medicina narrativa nasce da questa consapevolezza: che ascoltare e dare voce alle storie di malattia sia parte integrante della cura stessa&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La nostra associazione nasce, ormai 13 anni fa, dalla volont\u00e0 del nostro Andrea Vaccari, da poco mancato proprio a causa di questa malattia &#8211; racconta Eleonora Grigoletto, presidente Famy, Associazione italiana amiloidosi familiare &#8211; Oggi pi\u00f9 che mai, in sua memoria, vogliamo continuare ad impegnarci per divulgare la conoscenza dell&#8217;amiloidosi, sia tra le persone comuni che in campo medico. Solo la conoscenza pu\u00f2 aiutare la scienza ad intervenire nei tempi utili per gestire la malattia. E&#8217; possibile curarsi, e noi siamo qui non solo per dare conforto ai malati, ma per accompagnarli nel percorso pi\u00f9 breve e agevole verso la cura&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Quando mi \u00e8 stato proposto di diffondere questo progetto tra i nostri associati ero inizialmente scettico, convinto che la malattia dovesse restare nella sfera privata &#8211; afferma Giovanni D&#8217;Alessio, fondatore e tesoriere di Famy &#8211; Poi ho compreso che condividere la propria esperienza, da caregiver prima e da paziente portatore della mutazione poi, pu\u00f2 aiutare pazienti, familiari e medici a comprendere il peso quotidiano della patologia. Da questo percorso nasce anche l&#8217;impegno che nel 2013 mi ha spinto alla fondazione di Famy&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;amiloidosi ereditaria da transtiretina &#8220;per molti anni \u00e8 stata considerata una malattia incurabile, rapidamente progressiva e con una prognosi sfavorevole nel breve termine &#8211; evidenzia Pietro Guaraldi, neurologo Irccs Istituto delle scienze neurologiche di Bologna &#8211; Oggi, grazie ai progressi della ricerca e allo sviluppo di terapie mirate, questo scenario sta cambiando profondamente: possiamo intervenire pi\u00f9 precocemente, rallentare la progressione della malattia e migliorare in modo significativo la qualit\u00e0 di vita dei pazienti. Un cambiamento che restituisce prospettiva e speranza alle persone e alle famiglie che convivono con l&#8217;amiloidosi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>I dati clinici &#8220;possono descrivere la malattia, ma sono le storie a farci comprendere non solo la complessit\u00e0, ma anche i bisogni e le sfide quotidiane delle persone che la affrontano &#8211; rimarca Raffaela Fede, direttore medico AstraZeneca Italia &#8211; Per questo iniziative come la medicina narrativa sono cos\u00ec importanti: dare voce a pazienti e caregiver significa ascoltare esperienze e costruire linguaggi pi\u00f9 vicini ai loro bisogni, che possano orientare in modo pi\u00f9 consapevole ricerca, servizi e percorsi di assistenza. Sostenendo la ricerca, siamo impegnati a essere presenti al fianco delle persone con amiloidosi lungo tutto il loro percorso di malattia: dai primi sintomi, spesso difficili da interpretare, fino alla gestione quotidiana. In questo senso &#8211; conclude &#8211; la collaborazione tra comunit\u00e0 scientifica, associazioni di pazienti, istituzioni e mondo dell&#8217;informazione rappresenta un elemento essenziale per migliorare il percorso di diagnosi e di cura&#8221;. L&#8217;ebook Amyci \u00e8 scaricabile gratuitamente al link: ISTUD-Amicy-Ebook.pdf.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=63468\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#8217;amiloidosi ereditaria da transtiretina \u00e8 una malattia rara e progressiva che pu\u00f2 coinvolgere&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":63469,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-63468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63468"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63468\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63490,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63468\/revisions\/63490"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}