{"id":63359,"date":"2026-03-18T13:28:17","date_gmt":"2026-03-18T13:28:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=63359"},"modified":"2026-03-18T13:28:17","modified_gmt":"2026-03-18T13:28:17","slug":"biennale-arte-appello-di-200-artisti-contro-la-partecipazione-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=63359","title":{"rendered":"Biennale Arte, appello di 200 artisti contro la partecipazione di Israele"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il gruppo di attivisti Art Not Genocide Alliance (Anga) ha diffuso una lettera aperta in cui chiede alla Biennale di Venezia di impedire la partecipazione di Israele alla 61esima edizione dell&#8217;Esposizione internazionale d&#8217;Arte, che sar\u00e0 inaugurata il prossimo 9 maggio. La lettera \u00e8 stata firmata da quasi 200 artisti, curatori e operatori culturali coinvolti nell\u2019evento veneziano.\u00a0<\/p>\n<p>Tra i firmatari figurano i curatori Gabe Beckhurst Feijoo e Rasha Salti, membri del team incaricato di realizzare la visione della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa lo scorso maggio pochi mesi dopo essere stata nominata. Hanno firmato anche decine di artisti presenti nella mostra principale, &#8216;In Minor Keys&#8217;, oltre a curatori e artisti legati ai padiglioni di Belgio, Brasile, Bulgaria, Francia, Per\u00f9, Polonia, Spagna, Svizzera e altri paesi. Dodici firmatari, tra artisti e curatori di altri padiglioni, hanno scelto di rimanere anonimi per timore di \u201cpossibili danni fisici, politici o legali derivanti da una firma pubblica\u201d, come spiegato nella lettera.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cNoi sottoscritti, come artisti, curatori e operatori culturali, ci uniamo nel rifiuto collettivo di permettere che lo Stato di Israele trovi una piattaforma mentre commette genocidio\u201d, si legge nel documento. \u201cLo facciamo a sostegno dei nostri colleghi artisti e operatori culturali in Palestina, in solidariet\u00e0 con il popolo palestinese, nella speranza profonda di porre fine al genocidio sionista e all\u2019apartheid in corso, e di vedere rinascere una Palestina libera.\u201d\u00a0<\/p>\n<p>La lettera ricorda inoltre che nel 2024, di fronte all\u2019inclusione di Israele nella Biennale, la mobilitazione pubblica costrinse alla chiusura del padiglione israeliano. \u201cA due anni e mezzo di genocidio aperto contro la Palestina e a 77 anni dalla Nakba, lo Stato di Israele cerca nuovamente la legittimazione della Biennale per apparire come creatore anzich\u00e9 come distruttore di vite e cultura\u201d, si legge nel testo.\u00a0<\/p>\n<p>Anga aveva gi\u00e0 diffuso una lettera simile nel 2024, raccogliendo oltre 20.000 firme. In quell\u2019anno, l\u2019artista Ruth Patir, scelta per rappresentare Israele, annunci\u00f2 l\u2019apertura della propria mostra solo fino al raggiungimento di un \u201ccessate il fuoco e di un accordo per il rilascio degli ostaggi\u201d tra Israele e Hamas. L\u2019esposizione fu poi chiusa a novembre senza mai aprire ufficialmente, ma durante i giorni di anteprima e apertura pubblica si registrarono proteste davanti al padiglione.\u00a0<\/p>\n<p>Quest\u2019anno la partecipazione di Israele non avverr\u00e0 nel padiglione dei Giardini, indicato come in ristrutturazione, ma all\u2019Arsenale, l\u2019altro principale spazio espositivo della Biennale. L\u2019artista basata a Haifa, Belu-Simion Fainaru, che rappresenter\u00e0 Israele, ha dichiarato a ARTnews di vedere positivamente il nuovo allestimento, sottolineando la possibilit\u00e0 di esporre accanto a paesi come Emirati Arabi Uniti, Turchia e Arabia Saudita.\u00a0<\/p>\n<p>La partecipazione di Israele non \u00e8 l\u2019unica fonte di controversia per la Biennale: all\u2019inizio di marzo, la Russia ha annunciato la riapertura del suo padiglione per la prima volta dall\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel 2022. La decisione ha scatenato una vasta indignazione globale, con oltre 8.500 firme raccolte in un\u2019altra lettera aperta che chiede agli organizzatori di \u201cvalutare le implicazioni\u201d della partecipazione russa.\u00a0<\/p>\n<p>Finora la Biennale ha difeso la propria posizione, dichiarando pubblicamente di respingere \u201cqualsiasi forma di esclusione o censura della cultura e dell\u2019arte\u201d, sottolineando che l\u2019evento deve restare \u201cun luogo di dialogo, apertura e libert\u00e0 artistica\u201d, nonostante le tensioni geopolitiche. Un portavoce ha inoltre precisato ad ArtNews che \u201cla Biennale di Venezia non decide sulla partecipazione nazionale; sono i singoli paesi a scegliere se prendere parte\u201d. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto e ricevuto un dossier dalla Biennale di Venezia circa il padiglione russo al fine di verificare che non siano state aggirate le sanzioni alla Federazione Russa. \u00a0<\/p>\n<p>La questione non sembra per\u00f2 trovare pace: la scorsa settimana 22 ministri della cultura hanno scritto al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, chiedendo di riconsiderare la partecipazione russa, mettendo in guardia sul rischio che un palcoscenico cos\u00ec visibile dia una falsa normalit\u00e0 al conflitto in corso. Anche l&#8217;Unione europea ha espresso preoccupazione, evidenziando che l\u2019iniziativa potrebbe mettere a rischio circa 2 milioni di euro di finanziamenti comunitari e risultare in contrasto con la politica europea rispetto all\u2019invasione dell\u2019Ucraina. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=63359\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il gruppo di attivisti Art Not Genocide Alliance (Anga) ha diffuso una lettera&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":63360,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-63359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63359"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63359\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63389,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63359\/revisions\/63389"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}