{"id":63318,"date":"2026-03-18T11:39:48","date_gmt":"2026-03-18T11:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=63318"},"modified":"2026-03-18T11:39:48","modified_gmt":"2026-03-18T11:39:48","slug":"tumori-in-italia-1-103-studi-clinici-in-corso-nuove-tecnologie-per-aumentare-partecipazione-pazienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=63318","title":{"rendered":"Tumori, in Italia 1.103 studi clinici in corso: &#8220;Nuove tecnologie per aumentare partecipazione pazienti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; In Italia sono circa 3,7 milioni le persone che vivono dopo una neoplasia solida, mentre oltre 500mila convivono con un tumore del sangue. Numeri che evidenziano quanto sia fondamentale continuare a investire e rafforzare la ricerca clinica in oncologia ed emato-oncologia, l&#8217;ambito dove si concentra la maggior parte dei trial. Secondo i dati del Sistema informativo sui trial clinici (Ctis) europeo, oggi in Italia sono in corso 1.103 studi clinici su tumori solidi e del sangue, che confermano il nostro Paese tra i pi\u00f9 avanzati per qualit\u00e0 e quantit\u00e0 degli studi. L&#8217;attivit\u00e0 di ricerca non risulta per\u00f2 distribuita in maniera omogena sul territorio. L&#8217;84% delle sperimentazioni coinvolge almeno un centro attivo in Lombardia, mentre la Campania \u00e8 la prima regione del Mezzogiorno (41%), preceduta da Emilia Romagna (56%) e Lazio (46%). Pi\u00f9 dell&#8217;80% di tutti gli studi rientra nell&#8217;ambito dei tumori solidi: in particolare, il 40% riguarda i carcinomi di polmone, mammella, colon-retto e della prostata. Il 19% di tutti gli studi \u00e8 dedicato invece alle neoplasie del sangue (di questi il 34% \u00e8 sui linfomi non-Hodgkin, il 28% sulle leucemie e il 23% sui mielomi). Il 74% degli studi \u00e8 sponsorizzato dalle aziende farmaceutiche. Tra quelli no profit, il 56% \u00e8 supportato da strutture sanitarie, il 24% da associazioni e fondazioni e solo il 20% da universit\u00e0 e centri di ricerca. I 184 trial oncologici avviati in Italia nel 2025 hanno coinvolto in totale 6.657 pazienti. E&#8217; quanto emerge dal Working Paper &#8216;Protagonista della ricerca. Il paziente al centro dei trial in oncologia ed emato-oncologia&#8217;, realizzato da Teha, societ\u00e0 del gruppo The European House &#8211; Ambrosetti, con il contributo non condizionante di Amgen. Il documento \u00e8 presentato oggi a Roma in un evento a cui partecipano pazienti, clinici e rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nel nostro documento abbiamo cercato di tracciare un bilancio dell&#8217;attuale situazione che vede l&#8217;Italia all&#8217;avanguardia in Europa per qualit\u00e0 e quantit\u00e0 della ricerca prodotta. Le analisi evidenziano che stiamo ottenendo risultati importanti pur di fronte a molte difficolt\u00e0. Basti pensare che 1 centro oncologico su 10 non riesce ad arruolare nemmeno un paziente. Il 40% non raggiunge gli obiettivi di reclutamento iniziali e circa la met\u00e0 dei partecipanti arruolati abbandona lo studio clinico prima del suo completamento &#8211; afferma Rossana Bubbico, Head of Think Tank, Health &amp; Life science, Teha Group &#8211; Le nuove sfide della ricerca clinica riguardano soprattutto la capacit\u00e0 di aumentare il numero di pazienti coinvolti e favorire una partecipazione pi\u00f9 attiva e consapevole lungo l&#8217;intero percorso di sperimentazione, a fianco dei medici e del sistema. In questa direzione \u00e8 fondamentale rafforzare strumenti come l&#8217;e-recruitment e promuovere i trial clinici decentralizzati, che grazie alle tecnologie digitali permettono di svolgere alcune procedure a distanza. Anche l&#8217;intelligenza artificiale pu\u00f2 contribuire a semplificare i processi, ridurre la burocrazia e migliorare la qualit\u00e0 dei dati raccolti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Stiamo vivendo un momento molto importante in cui la personalizzazione delle terapie sta diventando una realt\u00e0. Questo rende necessario un nuovo modo di costruire la ricerca &#8211; sottolinea Paolo Marchetti, presidente Fondazione per la medicina personalizzata &#8211; Non possiamo continuare a produrre evidenze scientifiche con modelli pensati per una medicina che non esiste pi\u00f9. Oggi possiamo rendere gli studi pi\u00f9 etici e pi\u00f9 intelligenti, riducendo, quando le condizioni metodologiche lo consentono, il peso del gruppo di controllo attraverso confronti esterni o sintetici rigorosamente pianificati e decentralizzando, per quanto possibile, gli studi clinici. Ma la vera svolta sar\u00e0 un&#8217;altra: trasformare la pratica clinica quotidiana in una macchina continua di conoscenza, capace di raccogliere non solo dati biologici ed esiti, ma anche i Prom (Patient-reported outcome measures) e i Prem (Patient-reported experience measures) e le preferenze dei pazienti. Piattaforme prospettiche e adattative, come Be-Rome, indicano con chiarezza questa strada: non un archivio, ma una nuova infrastruttura della prova&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;I diritti dei pazienti devono essere tutelati anche durante la partecipazione a una sperimentazione clinica &#8211; rimarca Elisabetta Iannelli, segretario della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) &#8211; Il loro ruolo \u00e8 sempre pi\u00f9 centrale ed \u00e8 stato riconosciuto anche con la presenza di un rappresentante dei malati nei 40 Comitati etici territoriali istituiti nel 2023. La ricerca deve indagare sempre di pi\u00f9 l&#8217;impatto della malattia sulla vita quotidiana attraverso i patient-reported outcome. Ma la ricerca clinica non pu\u00f2 pi\u00f9 essere pensata sui pazienti: deve essere costruita con i pazienti. Il loro coinvolgimento non \u00e8 un favore n\u00e9 un gesto simbolico, \u00e8 un obbligo etico, giuridico e scientifico. E&#8217; un diritto che migliora la qualit\u00e0 delle cure e rafforza la democrazia sanitaria. Per aumentare il reclutamento negli studi servono comunicazione trasparente, informazioni chiare e un confronto aperto anche sugli effetti collaterali, che restano una barriera alla partecipazione. Una ricerca senza pazienti \u00e8 pi\u00f9 debole; una ricerca con i pazienti \u00e8 pi\u00f9 forte, pi\u00f9 giusta e pi\u00f9 capace di cambiare la vita delle persone&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La centralit\u00e0 del paziente nella ricerca clinica non pu\u00f2 pi\u00f9 essere solo un principio etico o comunicativo: deve diventare una categoria scientifica &#8211; conclude Ruggero De Maria, presidente di Alleanza contro il cancro (Acc) &#8211; Oggi disponiamo di strumenti che permettono di raccogliere, accanto ai dati biologici e clinici tradizionali, segnali continui e quantitativi provenienti da wearable avanzati, monitoraggio remoto e patient-reported outcomes digitali. Domani, con lo sviluppo dell&#8217;esposomica, potremo integrare anche la misura sistematica delle esposizioni ambientali e comportamentali che modulano rischio, progressione e risposta terapeutica. Questo significa passare da una visione statica del paziente a una rappresentazione dinamica, multidimensionale e in tempo reale della malattia. E&#8217; qui che la tecnologia diventa davvero trasformativa: non perch\u00e9 sostituisce il medico, ma perch\u00e9 rende la ricerca pi\u00f9 capace di cogliere la complessit\u00e0 biologica e umana della persona. Come Acc abbiamo il dovere di accompagnare questa transizione, facendo della rete oncologica nazionale il luogo in cui innovazione tecnologica, qualit\u00e0 scientifica e partecipazione del paziente convergono in un nuovo modello di ricerca clinica&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=63318\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia sono circa 3,7 milioni le persone che vivono dopo una neoplasia&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":63319,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-63318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63318"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63318\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63336,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63318\/revisions\/63336"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}