{"id":62834,"date":"2026-03-17T00:02:54","date_gmt":"2026-03-17T00:02:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=62834"},"modified":"2026-03-17T00:02:54","modified_gmt":"2026-03-17T00:02:54","slug":"iran-compagnie-petrolifere-in-pressing-su-trump-crisi-rischia-di-aggravarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=62834","title":{"rendered":"Iran, compagnie petrolifere in pressing su Trump: &#8220;Crisi rischia di aggravarsi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran rischia di aggravarsi. E&#8217; questo, secondo quanto scrive il &#8216;Wall Street Journal&#8217;, l&#8217;avvertimento all&#8217;amministrazione Trump da parte dei dirigenti del settore petrolifero americano.\u00a0<\/p>\n<p>Il monito sarebbe arrivato nel corso di una serie di incontri tenutisi mercoled\u00ec alla Casa Bianca e, in generale, nei recenti colloqui con il segretario all\u2019Energia Chris Wright e il segretario agli Interni Doug Burgum, dove gli amministratori delegati di Exxon Mobil, Chevron, e ConocoPhillips, avrebbero avvertito che l&#8217;interruzione dei flussi energetici provenienti dallo stretto di Hormuz continuerebbe a creare volatilit\u00e0 nei mercati energetici globali. \u00a0<\/p>\n<p>Trump tuttavia non ha partecipato alle riunioni di mercoled\u00ec scorso. Intanto, in quello stesso giorno, i prezzi del petrolio negli Stati Uniti sono saliti dagli 87 dollari al barile, arrivando ai 99 dollari al barile venerd\u00ec. La Casa Bianca ha attuato \u2013 o sta valutando \u2013 diverse misure che spera possano far scendere i prezzi del petrolio, tra cui un ulteriore allentamento delle sanzioni sul petrolio russo, un massiccio rilascio delle riserve energetiche di emergenza e l\u2019eventuale deroga a una legge che limita i flussi di greggio tra i porti statunitensi. I funzionari dell&#8217;amministrazione hanno anche comunicato agli amministratori delegati delle compagnie petrolifere che sperano di aumentare il flusso di petrolio tra il Venezuela e gli Stati Uniti, scrive il giornale citando un funzionario della Casa Bianca.\u00a0<\/p>\n<p>Gli incontri sono stati definiti produttivi e nessuno dei dirigenti ha attribuito la responsabilit\u00e0 della crisi all\u2019amministrazione Trump. Tuttavia, secondo il &#8216;Wall Street Journal&#8217;, molti operatori del settore petrolifero temono che le opzioni disponibili possano rivelarsi poco utili ad arginare la crisi e che l\u2019unica soluzione sia la riapertura dello Stretto di Hormuz (attraverso cui transita un quinto dell\u2019approvvigionamento giornaliero mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto). In caso contrario, la pressione esercitata dal protrarsi dei prezzi elevati potrebbe gravare sull\u2019economia globale e frenare la domanda di carburante. Un alto funzionario dell&#8217;amministrazione Trump ha dichiarato che l&#8217;amministrazione \u00e8 consapevole che i prezzi continueranno a salire, ma che al momento non c&#8217;\u00e8 molto che possa fare. Il Pentagono ha comunicato all&#8217;amministrazione che esistono opzioni per riaprire lo stretto, e l&#8217;amministrazione vuole che ci\u00f2 avvenga nel giro di poche settimane, non di mesi.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in questo clima di incertezza che i Guardiani della Rivoluzione in Iran hanno intanto minacciato di colpire &#8220;presto&#8221; le compagnie Usa basate nella regione e sollecitato i dipendenti di tali aziende ad abbandonare &#8220;immediatamente&#8221; i siti, si legge sull&#8217;agenzia Sepah. Nei giorni scorsi l&#8217;agenzia Tasnim aveva pubblicato un elenco dei possibili bersagli di Teheran, fra cui gli uffici di Amazon, Google, Microsoft e Nvidia nei Paesi del Golfo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Per far fronte all&#8217;attuale crisi, l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (Iea) \u00e8 pronta intanto a rilasciare ulteriori riserve strategiche di petrolio &#8220;se necessario&#8221;, ha dichiarato  il suo direttore esecutivo, Fatih Birol.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Considerando le scorte governative e industriali, sommandole, rimarranno ancora pi\u00f9 di 1,4 miliardi di barili, il che significa che potremo fare di pi\u00f9 in seguito, se necessario&#8221;, ha affermato in una dichiarazione video.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Birol, la decisione dell&#8217;Iea di rilasciare questi 400 milioni di barili ha gi\u00e0 avuto &#8220;un effetto calmante sui mercati&#8221;. &#8220;I prezzi del petrolio sono oggi significativamente pi\u00f9 bassi rispetto a una settimana fa, ma sebbene il rilascio delle nostre scorte possa fornire un cuscinetto temporaneo, non \u00e8 una soluzione sostenibile&#8221;, ha concluso.\u00a0<\/p>\n<p>Birol ha chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente il 20% del consumo globale di petrolio: &#8220;Come ho ripetutamente affermato la scorsa settimana, la condizione essenziale per un ritorno a flussi stabili di petrolio e gas \u00e8 la ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz&#8221;. Altri Paesi sono pronti a &#8220;sostenerci&#8221;, ha aggiunto, citando India, Colombia, Singapore, Thailandia e Vietnam.\u00a0<\/p>\n<p>La decisione presa la scorsa settimana dai 32 Paesi membri dell&#8217;Iea, volta a calmare i mercati in seguito all&#8217;impennata del prezzo del petrolio dall&#8217;inizio della guerra in Medio Oriente, rappresenta la svolta pi\u00f9 significativa nella storia dell&#8217;istituzione. Il petrolio Brent era in calo dell&#8217;1,2% oggi, a 101,88 dollari intorno alle 15 Gmt, dopo aver raggiunto quasi i 120 dollari la settimana precedente.\u00a0<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 il quadro secondo gli esperti? &#8220;Il conflitto in Medio Oriente ha riacceso i timori di una recessione, di un ritorno dell\u2019inflazione o di entrambi gli scenari, alimentati dalla possibilit\u00e0 di uno shock dei prezzi petroliferi. Tuttavia, riteniamo opportuno evitare valutazioni eccessivamente pessimistiche sulla crescita o sull\u2019inflazione&#8221;, quanto sottolinea la Chart of the Week a cura dell\u2019economic team di Payden &amp; Rygel, che analizza l\u2019andamento del consumo di petrolio negli Stati Uniti in relazione alla produzione economica reale.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Da un lato, infatti, negli ultimi decenni il pass-through degli aumenti del prezzo del petrolio all\u2019inflazione core \u00e8 stato relativamente contenuto; dall\u2019altro, sebbene prezzi dell\u2019energia pi\u00f9 elevati incidano sul reddito disponibile delle famiglie, sarebbe necessario un periodo prolungato per erodere in modo significativo la crescita dei redditi (ad esempio per pi\u00f9 di un trimestre). Inoltre, la dipendenza dal petrolio dell\u2019economia statunitense \u00e8 diminuita del 66% dal 1965, grazie alla diversificazione delle fonti energetiche e al progressivo passaggio da un\u2019economia manifatturiera a una pi\u00f9 orientata ai servizi&#8221;, prosegue l&#8217;analisi.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo gli esperti &#8220;infine, gli Stati Uniti sono recentemente passati da importatori netti a esportatori netti di petrolio, rafforzando ulteriormente la resilienza dell\u2019economia rispetto agli choc dei prezzi energetici. In questo contesto, la trasmissione degli choc petroliferi a crescita economica e inflazione appare oggi pi\u00f9 contenuta rispetto al passato, almeno nel caso degli Stati Uniti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=62834\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran rischia di aggravarsi. 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