{"id":62198,"date":"2026-03-14T11:43:35","date_gmt":"2026-03-14T11:43:35","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=62198"},"modified":"2026-03-14T11:43:35","modified_gmt":"2026-03-14T11:43:35","slug":"iran-la-guerra-dei-droni-e-il-falso-mito-delle-armi-economiche-parla-il-prof-gilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=62198","title":{"rendered":"Iran, la guerra dei droni e il falso mito delle armi economiche. Parla il prof. Gilli"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La guerra in corso tra Iran, Israele e Stati Uniti sta riportando al centro del dibattito strategico uno dei temi pi\u00f9 delicati per le forze armate occidentali: la sostenibilit\u00e0 della difesa aerea nell\u2019era dei droni e dei missili a basso costo.\u00a0<\/p>\n<p>Gli attacchi iraniani contro obiettivi nella regione del Golfo hanno mostrato come sistemi relativamente economici possano mettere sotto pressione difese estremamente sofisticate e costose. Allo stesso tempo, la risposta militare occidentale &#8211; fondata su sistemi avanzati e sulla superiorit\u00e0 aerea &#8211; continua a dimostrare un vantaggio tecnologico significativo.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Mauro Gilli, professore di Strategia e Tecnologia Militare alla Hertie School di Berlino, il rischio \u00e8 per\u00f2 quello di trarre conclusioni troppo rapide.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cIn molti stanno sostenendo che dobbiamo abbandonare le piattaforme militari pi\u00f9 sofisticate e puntare su sistemi molto pi\u00f9 economici&#8221;, spiega all&#8217;Adnkronos. &#8220;Ma la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa: bisogna capire quale tipo di guerra vogliamo combattere e in quali condizioni siamo pi\u00f9 forti\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\nProfessore, che cosa ci sta insegnando il conflitto con l\u2019Iran sulle capacit\u00e0 militari della regione e sulle strategie dei Paesi del Golfo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Non \u00e8 ancora facile dare una risposta definitiva perch\u00e9 le informazioni disponibili sono incomplete. Direi che ci sono due dimensioni principali.\u00a0<\/p>\n<p>La prima \u00e8 di natura politica. Sembra che la risposta iraniana a un eventuale attacco israeliano o americano non sia stata pienamente considerata nella sua interezza. Oggi vediamo attacchi che coinvolgono diversi attori regionali e non solo Israele.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo alcune ricostruzioni apparse sulla stampa americana, nemmeno la possibile chiusura dello stretto di Hormuz sarebbe stata presa pienamente in considerazione in alcune discussioni interne all\u2019amministrazione americana. Questo \u00e8 sorprendente, perch\u00e9 molti analisti ritenevano proprio quella una delle risposte pi\u00f9 probabili da parte di Teheran.\u00a0<\/p>\n<p>La seconda dimensione \u00e8 pi\u00f9 strettamente militare. I Paesi del Golfo hanno investito moltissimo negli ultimi anni in sistemi avanzati per intercettare missili balistici iraniani. Questo era comprensibile, perch\u00e9 il programma missilistico iraniano era percepito come la minaccia principale.\u00a0<\/p>\n<p>Eppure sembra che alcuni di questi Paesi abbiano sottovalutato un altro sviluppo parallelo: la crescita delle capacit\u00e0 iraniane nel campo dei droni.\u00a0<\/p>\n<p>\nPerch\u00e9 i droni stanno diventando cos\u00ec centrali nei conflitti contemporanei?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Per una ragione molto semplice: il rapporto tra costo e impatto operativo. I droni Shahed iraniani, per esempio, sono relativamente economici e non richiedono tecnologie particolarmente sofisticate per essere prodotti o utilizzati. Questo consente di impiegarli in grandi quantit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio la quantit\u00e0 che crea problemi alla difesa.\u00a0<\/p>\n<p>Dal punto di vista tecnologico questi droni non sono particolarmente difficili da intercettare. Le tecnologie necessarie esistono gi\u00e0 e sono ampiamente disponibili nei Paesi occidentali. l problema \u00e8 farlo in modo sostenibile nel tempo. Se per abbattere un drone relativamente economico si utilizzano missili intercettori molto costosi, si crea uno squilibrio. Ma non \u00e8 solo un problema di costo economico: \u00e8 soprattutto un problema industriale.\u00a0<\/p>\n<p>Il costo elevato dei missili intercettori riflette anche la complessit\u00e0 della loro produzione. Se un Paese riesce a produrre cento droni nello stesso tempo in cui l\u2019avversario riesce a produrre dieci intercettori, \u00e8 evidente che nel lungo periodo la difesa rischia di esaurire le proprie scorte.\u00a0<\/p>\n<p>\nL\u2019Iran pu\u00f2 sostenere questo ritmo di attacchi ancora a lungo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>I dati disponibili sono basati su stime. Prima dell\u2019inizio del conflitto si parlava di uno stock iraniano compreso tra circa 2.000 e 2.500 missili balistici. Da un lato l\u2019Iran ha utilizzato parte di queste capacit\u00e0. Dall\u2019altro lato Israele e Stati Uniti stanno cercando di distruggere non solo i missili ma soprattutto i sistemi di lancio.\u00a0<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un punto molto importante. I missili balistici, a differenza dei droni, richiedono piattaforme specifiche per essere lanciati. Spesso si tratta di sistemi mobili montati su camion con infrastrutture di lancio dedicate. Se questi sistemi vengono distrutti, anche uno stock numeroso di missili diventa molto meno utile.\u00a0<\/p>\n<p>Per questo si pu\u00f2 dire che siamo di fronte a una sorta di gara contro il tempo. Non sappiamo se l\u2019Iran stia adottando una strategia graduale &#8211; conservando parte delle scorte per il futuro &#8211; oppure una strategia pi\u00f9 massimalista con attacchi intensivi nelle prime fasi del conflitto.\u00a0<\/p>\n<p>\nSi \u00e8 parlato anche del coinvolgimento di Russia e Cina. Che ruolo stanno giocando in questa crisi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Direi che sarebbe sorprendente se Russia e Cina fossero assenti. L\u2019Iran non \u00e8 formalmente un alleato, ma ha certamente una convergenza strategica con Mosca e Pechino. La Cina, per esempio, acquistava prima dell\u2019inizio del conflitto circa l\u201980% del petrolio iraniano. Pechino ha un interesse evidente alla stabilit\u00e0 del regime iraniano.\u00a0<\/p>\n<p>Da parte russa c\u2019\u00e8 poi un\u2019altra considerazione: il coinvolgimento occidentale nella regione. Per Mosca creare difficolt\u00e0 agli Stati Uniti e ai loro alleati pu\u00f2 essere visto come un modo per esercitare pressione indiretta sull\u2019Occidente, anche nel contesto della guerra in Ucraina.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 inevitabile quindi che vi siano forme di supporto, per esempio nella condivisione di informazioni o di intelligence. La differenza rispetto al caso ucraino \u00e8 che Israele e Stati Uniti hanno attualmente la superiorit\u00e0 aerea sull\u2019Iran. Questo rende molto pi\u00f9 difficile trasferire nuove tecnologie o equipaggiamenti avanzati nel Paese, come \u00e8 avvenuto nei mesi e negli anni scorsi.\u00a0<\/p>\n<p>\nMolti analisti sostengono che questa guerra cambier\u00e0 completamente il modo in cui gli eserciti occidentali acquistano armamenti.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Direi che il dibattito \u00e8 legittimo, ma bisogna fare attenzione a non trarre conclusioni troppo affrettate. Negli Stati Uniti e in Europa esiste oggi una corrente di pensiero &#8211; sostenuta anche da imprenditori della tecnologia e da alcune startup della difesa &#8211; secondo cui le piattaforme militari tradizionali sono troppo complesse e troppo costose.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo questa visione dovremmo abbandonare sistemi sofisticati e puntare su tecnologie molto pi\u00f9 semplici e prodotte in grandi quantit\u00e0. Io sono un po\u2019 scettico su questa conclusione. Il motivo \u00e8 semplice: la complessit\u00e0 di alcune piattaforme militari non \u00e8 casuale. Deriva dal tipo di missioni che devono svolgere. E poi bisogna chiedersi una cosa: se dall&#8217;altra parte ci sono Russia e anche Cina, e quest&#8217;ultima \u00e8 in grado di produrre tecnologia in grandi quantit\u00e0 e a un costo pi\u00f9 basso rispetto all&#8217;Occidente, ha davvero senso puntare tutto sulla quantit\u00e0 rinunciando alla qualit\u00e0 e alla superiorit\u00e0 tecnologica?\u00a0<\/p>\n<p>\nPu\u00f2 fare un esempio concreto?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Prendiamo il caso dell\u2019F-35. \u00c8 spesso criticato per il suo costo elevato. Ma nel conflitto attuale abbiamo visto come la capacit\u00e0 di Israele e degli Stati Uniti, dotati di caccia di quinta generazione, di ottenere la superiorit\u00e0 aerea rappresenti un vantaggio enorme.\u00a0<\/p>\n<p>La superiorit\u00e0 aerea cambia completamente la natura del conflitto. Un Paese che controlla lo spazio aereo pu\u00f2 colpire infrastrutture, logistica e rifornimenti con grande precisione e con rischi relativamente ridotti. La Russia, per esempio, dopo quattro anni di guerra non \u00e8 riuscita a ottenere una vera superiorit\u00e0 aerea sull\u2019Ucraina. Questo ha contribuito a trasformare il conflitto in una guerra di logoramento e di trincea.\u00a0<\/p>\n<p>Il punto per\u00f2 \u00e8 anche strategico. La guerra non \u00e8 un processo lineare in cui si comprano semplicemente le armi pi\u00f9 economiche: le scelte sugli investimenti servono anche a costringere l\u2019avversario a combattere nel modo in cui siamo pi\u00f9 forti noi. In altre parole, si tratta di creare dilemmi per il nemico e spingerlo a confrontarsi sul terreno che ci \u00e8 pi\u00f9 favorevole.\u00a0<\/p>\n<p>Se, per esempio, i Paesi europei rinunciassero alla capacit\u00e0 di ottenere il controllo dello spazio aereo, il rischio sarebbe quello di trovarsi costretti a combattere in un modo simile a quello che vediamo oggi in Ucraina: una guerra di trincea che richiede molti pi\u00f9 soldati sul campo. E la domanda allora diventa: \u00e8 davvero questo il tipo di conflitto che le societ\u00e0 europee vogliono prepararsi a combattere?\u00a0<\/p>\n<p>\nSul piano tecnologico quali sono le innovazioni pi\u00f9 promettenti per contrastare i droni?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Non esiste una soluzione unica. La difesa moderna \u00e8 sempre pi\u00f9 un sistema integrato composto da diversi livelli: sensori, sistemi di tracciamento e strumenti di ingaggio. Gli ucraini hanno sperimentato una soluzione interessante: utilizzare droni difensivi per intercettare quelli offensivi. Se il drone intercettore costa magari il doppio del drone d\u2019attacco ma resta comunque relativamente economico, il sistema rimane sostenibile.\u00a0<\/p>\n<p>Un\u2019altra tecnologia promettente \u00e8 rappresentata dai laser. I laser hanno il vantaggio di ridurre drasticamente il costo per intercettazione, perch\u00e9 non richiedono l\u2019impiego di munizioni. Se si dispone di una fonte di energia stabile, si pu\u00f2 ingaggiare il bersaglio con un fascio continuo.\u00a0<\/p>\n<p>Ma anche in questo caso esistono limiti importanti: condizioni atmosferiche come nebbia o pioggia possono ridurre l\u2019efficacia del sistema e il raggio operativo \u00e8 relativamente limitato. Per questo \u00e8 probabile che queste tecnologie diventino componenti di un sistema di difesa integrato piuttosto che sostituire completamente i sistemi esistenti.\u00a0<\/p>\n<p>\nPassando all\u2019Europa: stiamo davvero assistendo a un cambio di strategia nella difesa?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Dipende molto dai Paesi. I Paesi baltici e nordici, per esempio, percepiscono chiaramente la minaccia russa e stanno investendo molto seriamente nelle proprie capacit\u00e0 militari. Anche la Polonia si sta muovendo in questa direzione, addirittura ipotizzando di dotarsi dell&#8217;atomica. La Germania sembra aver deciso di cambiare rotta in modo significativo. Il nuovo governo ha detto che il Paese deve assumersi maggiori responsabilit\u00e0 nella difesa europea. In altri Paesi invece la questione \u00e8 vissuta come meno urgente, anche per ragioni economiche (troppo debito) e politiche.\u00a0<\/p>\n<p>\nE sul tema dell\u2019autonomia europea dagli Stati Uniti?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Qui bisogna essere realistici. Ci sono alcune capacit\u00e0 militari &#8211; per esempio nei sistemi di comunicazione avanzati o nel tracciamento di obiettivi a lungo raggio &#8211; in cui gli Stati Uniti hanno un vantaggio enorme. Replicare completamente queste infrastrutture richiederebbe investimenti giganteschi, tempi molto lunghi e probabilmente anche diversi fallimenti tecnologici. Per questo molti Paesi europei stanno adottando un approccio pragmatico: rafforzare alcune capacit\u00e0 autonome ma continuare a collaborare strettamente con gli Stati Uniti per le tecnologie pi\u00f9 avanzate. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=62198\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La guerra in corso tra Iran, Israele e Stati Uniti sta riportando al&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":62199,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-62198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62198"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62207,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62198\/revisions\/62207"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/62199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}