{"id":61730,"date":"2026-03-12T18:15:00","date_gmt":"2026-03-12T18:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=61730"},"modified":"2026-03-12T18:15:00","modified_gmt":"2026-03-12T18:15:00","slug":"possibile-200-dollari-a-barile-lue-consideri-la-riduzione-dei-consumi-lallarme-dellesperto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=61730","title":{"rendered":"&#8220;Possibile 200 dollari a barile, l&#8217;Ue consideri la riduzione dei consumi&#8221;. L&#8217;allarme dell&#8217;esperto"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La minaccia iraniana di portare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile &#8220;\u00e8 pi\u00f9 realistica delle assicurazioni&#8221; offerte da Usa, Ue e Agenzia internazionale dell&#8217;energia (Iea)&#8221;. Lo dice all&#8217;Adnkronos Francesco Sassi, professore in geopolitica dell&#8217;energia all&#8217;Universit\u00e0 di Oslo e autore della newsletter Energy Geopolitics &amp; Statecraft, sottolineando che il prezzo \u00e8 salito per due giorni consecutivi e si \u00e8 avvicinato ai 100 dollari al barile nonostante i trentadue Paesi membri dell&#8217;Agenzia abbiano promesso il pi\u00f9 grande rilascio di riserve strategiche petrolifere mai avvenuto.\u00a0<\/p>\n<p>La mossa Iea, &#8220;francamente, \u00e8 un buco nell&#8217;acqua&#8221;, rileva l&#8217;esperto, spiegando che avrebbe &#8220;sicuramente&#8221; un impatto sui mercati se il conflitto dovesse terminare tra pochi giorni. &#8220;Ma se dovesse continuare la chiusura dello Stretto di Hormuz, o comunque un rallentamento dei flussi in maniera consistente per settimane o mesi, sarebbe, purtroppo, inutile&#8221;. Si rischia una crisi di proporzioni inedite perch\u00e9 la chiusura dello Stretto \u00e8 &#8220;un evento storico, epocale&#8221;, che &#8220;cambia anche tutta la geopolitica dell&#8217;energia regionale. In futuro Hormuz verr\u00e0 visto molto diversamente, come anche la capacit\u00e0 dell&#8217;Iran come potenza regionale&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Per l&#8217;esperto, dunque, la prospettiva paventata da Teheran \u00e8 &#8220;sicuramente pi\u00f9 credibile delle affermazioni della Commissione europea per cui in questo momento l&#8217;Europa non rischia ripercussioni sull&#8217;approvvigionamento di petrolio nel breve periodo&#8221;. A livello Ue servirebbe &#8220;una comunicazione molto sincera&#8221; riguardo all&#8217;impennata dei prezzi innescata dalla guerra in corso: occorre &#8220;dire che le prospettive di questa crisi energetica sono peggiori di quelle del 2022-2023. E come allora si sono ipotizzate misure per limitare il consumo di energia, bisognerebbe iniziare a pensare di farlo anche oggi&#8221;. L&#8217;efficacia di tali misure si riduca progressivamente col passare del tempo: &#8220;pi\u00f9 ci avviciniamo al prossimo inverno, meno tempo avremo di reagire a quanto sta accadendo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il messaggio per il pubblico, prosegue l&#8217;esperto, quello per i policymaker &#8220;\u00e8 di lasciare da parte l&#8217;eurocentrismo della Commissione e dei governi europei&#8221;. Serve &#8220;accettare il fatto che la geopolitica dell&#8217;energia oggi viene decisa a livello globale, e che l&#8217;Europa non \u00e8 al centro di questo mondo&#8221;. La crisi dei prezzi attuale si innesta su quella precedente, scatenata dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina e &#8220;gi\u00e0 gravosa di per s\u00e9&#8221;, rileva. E se le prospettive riguardo alla sua durata dovessero estendersi dalle settimane ai mesi, se non di pi\u00f9, i riflessi energetici, economici e politici sarebbero &#8220;ancora pi\u00f9 gravi&#8221; del conflitto in corso tra Mosca e Kiev. &#8220;Ed \u00e8 un test gigantesco per la politica europea di diversificazione dalle importazioni di idrocarburi russi: verremmo davvero messi alla prova, se la situazione non dovesse cambiare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 realistico che dai Paesi affacciati sul Golfo Persico, il cui traffico navale passa necessariamente attraverso lo Stretto di Hormuz, non arrivi pi\u00f9 petrolio, evidenzia Sassi. &#8220;L&#8217;unico Paese che ha una capacit\u00e0 discreta di diversificare \u00e8 l&#8217;Arabia Saudita, in parte anche gli Emirati Arabi Uniti. Ma anche questa offerta \u00e8 fortemente minacciata da ci\u00f2 che accade nel Mar Rosso. E dall&#8217;altra parte anche l&#8217;imbocco di Hormuz non \u00e8 per nulla sicuro. Lo dimostra oggi la chiusura del terminal pi\u00f9 importante dell&#8217;Oman, che \u00e8 completamente fuori da Hormuz, e nonostante ci\u00f2 \u00e8 minacciato dalla presenza droni e attori non meglio identificati che possono colpire le navi nella regione&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Tutto questo significa che la chiusura iraniana dei porti si sta allargando, non si sta restringendo, prosegue l&#8217;esperto. &#8220;E la diversificazione delle infrastrutture oggi presenti nel Golfo non garantisce assolutamente una capacit\u00e0 alternativa agli esportatori pi\u00f9 grandi dell&#8217;Opec&#8221;: Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti in sequenza. &#8220;Tutti e tre hanno diminuito la propria produzione di petrolio considerevolmente&#8221;, senza parlare del fatto che nelle prossime settimane, al netto di evoluzioni nella situazione bellica, essi &#8220;limiteranno ulteriormente la produzione rispetto gi\u00e0 a quella ridotta di ora: ed \u00e8 questo che i mercati temono&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Sull&#8217;impennata dei prezzi pesa anche l&#8217;apparente inconsistenza del programma di assicurazione unito al sostegno militare Usa proposto da Donald Trump per riassicurare le navi commerciali, soprattutto le petroliere, che transitano nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. &#8220;\u00c8 stato smentito dalla sua stessa Marina&#8221;, la quale &#8220;ha detto che non pu\u00f2 garantire il passaggio sicuro a nessun naviglio in questo momento&#8221;, rileva l&#8217;esperto, pur riconoscendo che si tratta di &#8220;una prospettiva che una volta uscita dalla bocca del presidente degli Usa deve essere presa in considerazione&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>In pi\u00f9, tenendo conto di come si sta evolvendo la guerra, la sicurezza energetica internazionale, e quanto petrolio e gas naturale si stiano nuovamente dimostrando importanti per gli interessi di tutte le economie del mondo&#8221;, il piano di Trump &#8220;dovrebbe far riflettere&#8221; Ue e Stati membri, evidenzia Sassi. Si tratta di &#8220;una proposta molto diversa dall&#8217;idea che abbiamo degli Stati Uniti di Paese che supporta la libera navigazione, soprattutto dal momento che non hanno mai richiesto ad altri Paesi di acquistare un&#8217;assicurazione per garantire quella degli idrocarburi via mare a livello internazionale&#8221;, sottolinea.\u00a0<\/p>\n<p>Non ci si pu\u00f2 scordare nemmeno della minaccia rappresentata dagli Houthi, la milizia ribelle yemenita sostenuta dall&#8217;Iran che minaccia la navigazione nell&#8217;altra grande strettoia della regione, lo Stretto di Bab-el-Mandeb all&#8217;imbocco del Mar Rosso. Al momento la zona \u00e8 presidiata dalla portaerei statunitense USS Gerald R. Ford, &#8220;che funziona da deterrente&#8221;, ma la sua flotta &#8220;non pu\u00f2 rimanere stabilmente in quel luogo, perch\u00e9 diventerebbe un potenziale obiettivo militare&#8221;. In pi\u00f9 l&#8217;altra portaerei Usa presente nella regione, la USS Abraham Lincoln, dovr\u00e0 spostarsi dal Golfo dell&#8217;Oman per esigenze di servizio: &#8220;non a caso una terza portaerei sta arrivando dall&#8217;Atlantico&#8221;. E nell&#8217;istante in cui tali assetti si muoveranno, &#8220;per quale motivo gli Houthi non dovrebbero giocare anche questa partita?&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>I ribelli yemeniti dovranno far fronte &#8220;a una questione di vitale importanza, perch\u00e9 la fine del regime iraniano probabilmente porterebbe anche alla cessazione degli aiuti che arrivano dal loro pi\u00f9 grande alleato internazionale. Dopodich\u00e9, applicare pressione sullo stretto di Bab-el-Mandeb e sul Mar Rosso gioverebbe ancora di pi\u00f9 l&#8217;Iran. E dovessero riuscire a bloccare il passaggio, o tenere impegnata una delle portaerei americane in un conflitto locale, fornirebbero un ennesimo vantaggio a Teheran, che potrebbe giocarselo in molteplici modi, aumentando i tentativi di colpire le navi americane o colpendo altre infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo&#8221;. (di Otto Lanzavecchia)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=61730\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La minaccia iraniana di portare il prezzo del petrolio a 200 dollari al&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":61731,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-61730","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61730"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61747,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61730\/revisions\/61747"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/61731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}