{"id":61573,"date":"2026-03-12T14:30:00","date_gmt":"2026-03-12T14:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=61573"},"modified":"2026-03-12T14:30:00","modified_gmt":"2026-03-12T14:30:00","slug":"colite-ulcerosa-al-via-campagna-io-esco-per-presa-in-carico-innovativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=61573","title":{"rendered":"Colite ulcerosa, al via campagna &#8216;Io esco&#8217; per presa in carico innovativa"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La quasi totalit\u00e0 (97%) delle persone che convive con una malattie infiammatoria cronica intestinale (Mici) vorrebbe ricevere un supporto psicologico al momento della diagnosi, e il 60% anche durante il ricovero e dopo le dimissioni: ma 2 pazienti su 3 non hanno mai ottenuto alcun tipo di sostegno emotivo. \u00c8 quanto emerge dall\u2019indagine nazionale &#8216;Sunrise&#8217; che \u00e8 stata presentata nel corso dell\u2019evento realizzato nell\u2019ambito della campagna &#8216;Colite ulcerosa, io esco&#8217;, promossa da Alfasigma in collaborazione con Amici Italia e con il patrocinio di Ig-Ibd. Nonostante circa il 65% dei pazienti dichiari di essere in remissione, la malattia continua a essere vissuta come un\u2019esperienza \u2018non solo fisica\u2019: si rivelano diffusi livelli di nervosismo (53%), preoccupazione per le proprie condizioni di salute (50,9%), mancanza di energie (46,8%) e un significativo senso di solitudine. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ansia, depressione, paura della recidiva, senso di incertezza verso il futuro e stigma sono componenti strutturali dell\u2019esperienza di malattia, che influenzano direttamente l\u2019andamento clinico e la risposta alle terapie. Quando questi bisogni non vengono intercettati e accompagnati, il rischio \u00e8 quello di una presa in carico parziale: pazienti che faticano ad aderire alle cure, che vivono con maggiore stress le fasi di riacutizzazione, che si sentono soli nei momenti di transizione pi\u00f9 delicati, come il passaggio dall\u2019et\u00e0 pediatrica a quella adulta o l\u2019eventualit\u00e0 di un intervento chirurgico \u2013 afferma Salvo Leone, presidente International federation of crohn&#8217;s &amp; ulcerative colitis associations (Ifcca) e direttore generale Amici Italia \u2013 Un paziente seguito anche sul piano emotivo tende ad avere un decorso pi\u00f9 stabile, a ricorrere meno ad accessi impropri in urgenza e a utilizzare in modo pi\u00f9 appropriato le risorse disponibili. Questo si traduce in migliori esiti clinici, in una riduzione dei costi indiretti legati a ospedalizzazioni, assenze dal lavoro o dalla scuola e, pi\u00f9 in generale, in una maggiore sostenibilit\u00e0 dei percorsi di cura&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Proprio con riferimento al vissuto psicologico della malattia, &#8216;Io esco&#8217; propone l\u2019adozione, nei Pdta di queste patologie, di valutazioni strutturate del benessere psicologico, finalizzate a orientare tempestivamente i pazienti verso i supporti adeguati, nonch\u00e9 l\u2019istituzione di percorsi gestiti da professionisti delle Ibd Unit con interventi psicologici volti a sostenere l\u2019elaborazione emotiva e migliorare cos\u00ec l\u2019aderenza del paziente alle terapie. Contestualmente, un\u2019altra indagine \u2013 promossa da Elma Research \u2013 su pazienti con colite ulcerosa conferma che 1 paziente su 2 manifesta il bisogno di una presa in carico pi\u00f9 efficace. Inoltre, il 47% vorrebbe essere informato e coinvolto rispetto alle scelte terapeutiche, il 38% vuole servizi di supporto socio-assistenziale e il 37% \u00e8 interessato ad accedere a terapie complementari (supporto psicologico, nutrizionale e terapie integrate). Il 43% dei pazienti si dichiara in remissione, ma l\u201984% di questi continua a manifestare sintomi extraintestinali che ne minano la qualit\u00e0 di vita; un sostanziale disallineamento tra il vissuto del paziente e la valutazione clinica che denota il bisogno di strategie condivise che mirino ad un esito di cura soddisfacente dal punto di vista della qualit\u00e0 di vita.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il paziente con Ibd  \u00e8 affetto da una patologia gastrointestinale, spesso aggravata da problematiche extra-intestinali che comprendono possibili manifestazioni articolari, cutanee, epatiche e oculari, problemi nutrizionali, stanchezza cronica \u2013 speiga Edoardo Vincenzo Savarino, associato di Gastroenterologia Dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche, Universit\u00e0 degli Studi di Padova, segretario generale Ig-Ibd Italian group for the study of inflammatory bowel disease \u2013 Pertanto, non basta soltanto stadiare oggettivamente la malattia, ma dobbiamo occuparci anche delle problematiche nutrizionali del paziente, che hanno s\u00ec un impatto significativo sulla qualit\u00e0 di vita, ma anche sulla risposta alle terapie farmacologiche o chirurgiche; e di tutto quello che riguarda la sfera psicologica. \u00c8 necessario promuovere un approccio multidisciplinare con il coinvolgimento di diversi specialisti, quali gastroenterologo, nutrizionista, radiologo, chirurgo e psicologo&#8221;.  Un\u2019affermazione, questa, in linea con la proposta di &#8216;Io esco&#8217; &#8211; riprota una nota &#8211; di rafforzare formalmente il ruolo delle Ibd unit definendone standard minimi organizzativi, tecnologici e professionali. In particolare, valorizzare la multidisciplinariet\u00e0 all\u2019interno del Pdta, incentivando il coinvolgimento di diversi specialisti, quali gastroenterologo, nutrizionista, radiologo, chirurgo, psicologo, nonch\u00e9 di definire indicatori strutturati per l\u2019identificazione precoce, la stratificazione del rischio e il monitoraggio dell\u2019andamento della malattia. L\u2019obiettivo \u00e8 favorire il raggiungimento di una remissione duratura e completa, libera da corticosteroidi e un miglioramento significativo e sostenibile della qualit\u00e0 di vita del paziente.\u00a0<\/p>\n<p>Fondamentale, nel percorso di cura, l\u2019appropriatezza terapeutica, che non vuol dire solo &#8220;scegliere il farmaco giusto&#8221;, ma fare la cosa giusta, al momento giusto, per quel singolo paziente.  &#8220;In pratica \u2013 evidenzia Alessandro Armuzzi, presidente eletto della European crohn\u2019s and colitis organisation (Ecco) e ordinario di Gastroenterologia e direttore Ibd unit presso Humanitas Research Hospital e Humanitas University \u2013 significa prevedere un inquadramento iniziale strutturato definendo estensione e severit\u00e0, fattori prognostici, comorbidit\u00e0, preferenze del paziente, e valutare da subito rischio di progressione di malattia; dare obiettivi condivisi e misurabili, cio\u00e8 concordare obiettivi clinici e obiettivi &#8216;di vita&#8217; (lavoro, sport, viaggi, sonno); monitorare costantemente in modo oggettivo e soggettivo, integrando sintomi con biomarkers e strumenti (ad esempio calprotectina fecale, ecografia, endoscopia), per evitare undertreatment o overtreatment; scegliere e sequenziare tra le varie opzioni terapeutiche sulla base di profilo di rischio, rapidit\u00e0 d\u2019azione attesa, comorbidit\u00e0, stile di vita, desiderio di gravidanza, aderenza; fornire strumenti pratici&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8216;Io esco&#8217; &#8211; prosegue la nota &#8211; sostiene l\u2019importanza di favorire l\u2019adozione di strumenti di intelligenza artificiale per un\u2019analisi avanzata dei dati clinici, amministrativi e informazioni riportate dal paziente, intercettando precocemente mancate risposte, difficolt\u00e0 di aderenza o bisogni insoddisfatti. Da questi dati potr\u00e0 essere sviluppato un set aggiornato di indicatori innovativi per misurare appropriatezza, personalizzazione e qualit\u00e0 di vita del paziente, garantendo un monitoraggio dinamico del percorso clinico e supportando decisioni terapeutiche basate su evidenze. L\u2019utilizzo di strumenti di AI potr\u00e0 permettere di analizzare in modo integrato questi indicatori, rendendo possibili scelte pi\u00f9 appropriate e contribuendo a percorsi di cura sostenibili.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ad aprire l\u2019incontro \u00e8 stato Giorgio Mul\u00e8, vicepresidente della Camera, che ha ospitato l\u2019iniziativa alla Camera, portando l\u2019attenzione sui bisogni dei pazienti emersi dalle indagini presentate nel corso dell\u2019evento e sulle proposte istituzionali della campagna &#8216;Colite ulcerosa, Io esco&#8217; che si propongono come obiettivo quello di realizzare una concreta innovazione dei modelli di presa in carico dei pazienti con Ibd.  &#8220;Ospitare alla Camera un momento di confronto come quello promosso dalla campagna &#8216;Io esco&#8217; \u2013 le parole di Mul\u00e8 \u2013 significa riconoscere il valore di un\u2019interlocuzione sinergica e virtuosa tra Istituzioni, comunit\u00e0 scientifica e Associazioni di pazienti. Al contempo, significa anche comprendere quanto sia importante ascoltare la voce delle persone che ogni giorno si confrontano con la complessit\u00e0 delle Ibd. Le evidenze emerse dalle ricerche presentate oggi mostrano chiaramente come la qualit\u00e0 della presa in carico non possa limitarsi alla sola dimensione clinica, ma debba includere attenzione alla persona e ai suoi bisogni psicologici, sociali e relazionali. Personalizzazione, umanizzazione e innovazione sono i tre assi lungo i quali i modelli di presa in carico sono chiamati ad evolvere. In tal senso le istanze presentate da &#8216;Io esco&#8217; e tese a promuovere Pdta per le Ibd aggiornati ed omogenei, a istituire un approccio multidisciplinare alle IBD integrando il supporto psicologico, ed a riconoscere il ruolo dei centri Ibd sul territorio, rappresentano un atto di indirizzo fondamentale per il nostro lavoro di referenti istituzionali, il cui unico obiettivo \u00e8 promuovere politiche sanitarie sempre pi\u00f9 funzionali e capaci di rispondere ai reali bisogni dei pazienti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La Campagna &#8211; dettaglia la nota &#8211; \u00e8 nata nel 2024 con l\u2019obiettivo di sostenere l\u2019empowerment del paziente e la sua consapevolezza nel percorso di cura grazie ad un ecosistema che integra eventi formativi nei Centri, strumenti digitali e canali social. &#8220;Mettere la vita al centro della cura significa prendersi carico del paziente in maniera olistica e accompagnarlo verso una migliore qualit\u00e0 di vita. L\u2019impegno di Alfasigma \u00e8 favorire questo approccio grazie al confronto strutturato tra pazienti, clinici e centri specializzati in Ibd, e oggi siamo orgogliosi di apire il dialogo alle Istituzioni \u2013 commenta Massimo Giorgio Visentin, Global Chief Commercial Officer di Alfasigma \u2013 Le malattie infiammatorie croniche sono per noi un\u2019area di primario interesse. Con campagne come \u201cIo esco&#8217; offriamo una piattaforma di informazioni e servizi fortemente orientata alla collaborazione con il sistema&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=61573\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La quasi totalit\u00e0 (97%) delle persone che convive con una malattie infiammatoria cronica&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":61574,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-61573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61573"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61607,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61573\/revisions\/61607"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/61574"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}