{"id":61389,"date":"2026-03-12T00:50:04","date_gmt":"2026-03-12T00:50:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=61389"},"modified":"2026-03-12T00:50:04","modified_gmt":"2026-03-12T00:50:04","slug":"antibiotici-nemici-del-microbioma-intestinale-limpatto-puo-durare-fino-a-8-anni-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=61389","title":{"rendered":"Antibiotici nemici del microbioma intestinale, l&#8217;impatto pu\u00f2 durare fino a 8 anni: lo studio"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Gli antibiotici sono un&#8217;arma cruciale contro batteri cattivi che minacciano la salute delle persone. Ma, con la loro potente azione antimicrobica, non risparmiano neanche la popolazione di batteri &#8216;buoni&#8217; che abita nell&#8217;intestino umano. Risultato: gli antibiotici possono cambiare il microbioma intestinale per molti anni e in alcuni casi un solo ciclo di farmaci pu\u00f2 avere effetti<br \/>\n per lungo tempo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sono le conclusioni a cui \u00e8 approdato un team di scienziati in un nuovo studio condotto in Svezia e pubblicato su &#8216;Nature Medicine&#8217;. Gli autori hanno voluto indagare pi\u00f9 a fondo sull&#8217;effetto &#8216;fuoco amico&#8217; che potrebbe derivare da questi medicinali cos\u00ec importanti per la cura di infezioni gravi, e si sono concentrati sulla comunit\u00e0 batterica intestinale nota appunto come microbioma. \u00a0<\/p>\n<p>Precedenti studi epidemiologici avevano identificato un legame tra un uso eccessivo di questi farmaci spesso salvavita e un aumento del rischio di alcune patologie, come il diabete di tipo 2 e le infezioni gastrointestinali. Le ragioni di queste osservazioni non sono del tutto chiare, puntualizzano gli esperti, ma si ritiene che i cambiamenti nel microbioma intestinale svolgano un ruolo. Tutto questo ha sollevato interrogativi sull&#8217;impatto a lungo termine degli antibiotici sul microbioma intestinale. Quello a breve termine \u00e8 noto ed \u00e8 significativo, ma finora non era chiaro per quanto tempo persistessero i cambiamenti provocati. Prova a colmare il gap un team internazionale guidato da scienziati dell&#8217;universit\u00e0 di Uppsala. \u00a0<\/p>\n<p>Nello studio appena pubblicato, gli autori hanno scoperto forti legami tra la storia di uso di antibiotici di una persona e la composizione del suo microbioma intestinale, con effetti anche sulla diversit\u00e0 delle specie batteriche. E&#8217; emerso che alcuni tipi di antibiotici in particolare possono essere associati a cambiamenti nel microbioma intestinale fino a 4-8 anni dopo il trattamento.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Possiamo osservare che l&#8217;uso di antibiotici risalente a 4-8 anni prima \u00e8 correlato alla composizione del microbioma intestinale di una persona oggi. Anche un singolo ciclo di trattamento con alcuni tipi di antibiotici lascia tracce&#8221;, spiega Gabriel Baldanzi, primo autore dello studio ed ex dottorando presso l&#8217;universit\u00e0 di Uppsala. &#8220;L&#8217;uso degli antibiotici \u00e8 preso molto seriamente in Svezia e il Paese ha gi\u00e0 una rigorosa gestione&#8221; di questi farmaci. &#8220;Le persone dovrebbero continuare a seguire le raccomandazioni del proprio medico &#8211; esorta l&#8217;esperto &#8211; Detto questo, i nostri risultati contribuiscono a far luce su altre conseguenze a lungo termine degli antibiotici che raramente vengono prese in considerazione&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>I ricercatori hanno analizzato i dati del registro dei farmaci insieme a una mappatura dettagliata del microbioma intestinale di 14.979 adulti residenti in Svezia. Il microbioma intestinale \u00e8 stato confrontato tra i partecipanti che avevano ricevuto diversi tipi di antibiotici e quelli che non ne avevano ricevuto alcuno durante il periodo. Lo studio \u00e8 stato reso possibile dal registro completo dei farmaci da prescrizione svedese, che contiene informazioni su tutti gli antibiotici dispensati in farmacia. I ricercatori sono stati quindi in grado di collegare questi dati alle biobanche svedesi all&#8217;universit\u00e0 di Uppsala e Lund, contenenti informazioni sul microbioma intestinale. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Uno degli aspetti che hanno osservato \u00e8 che i risultati differivano sostanzialmente a seconda del tipo di antibiotico utilizzato. Le associazioni pi\u00f9 forti con cambiamenti del microbioma sono state osservate per clindamicina, fluorochinoloni e flucloxacillina. Al contrario, rilevano gli autori, la penicillina V, l&#8217;antibiotico pi\u00f9 comunemente prescritto per il trattamento delle infezioni al di fuori degli ospedali in Svezia, \u00e8 stata associata a piccole e brevi alterazioni del microbioma. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il forte legame tra la flucloxacillina a spettro ristretto e il microbioma intestinale \u00e8 stato inaspettato e vorremmo vedere questa scoperta confermata in altri studi &#8211; osserva Tove Fall, professoressa di Epidemiologia molecolare all&#8217;universit\u00e0 di Uppsala e ricercatrice principale dello studio &#8211; Tuttavia, crediamo che i risultati del nostro studio possano contribuire a orientare le future raccomandazioni sull&#8217;uso degli antibiotici, soprattutto quando si sceglie tra due antibiotici ugualmente efficaci, uno dei quali ha un impatto pi\u00f9 debole sul microbioma intestinale&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>I ricercatori riconoscono che lo studio ha riguardato solo le prescrizioni degli ultimi 8 anni e che un periodo di follow-up pi\u00f9 lungo potrebbe fornire ulteriori approfondimenti. Un altro aspetto \u00e8 che il microbioma intestinale \u00e8 stato campionato una sola volta per partecipante. &#8220;Stiamo attualmente raccogliendo un secondo campione da quasi la met\u00e0 dei partecipanti &#8211; conclude Fall &#8211; Questo ci permetter\u00e0 di comprendere ancora meglio i tempi di recupero e di identificare quali microbiomi intestinali sono pi\u00f9 suscettibili ad alterazioni dopo il trattamento antibiotico&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=61389\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Gli antibiotici sono un&#8217;arma cruciale contro batteri cattivi che minacciano la salute delle&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":61390,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-61389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61389"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61391,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61389\/revisions\/61391"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/61390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}