{"id":60503,"date":"2026-03-09T13:52:00","date_gmt":"2026-03-09T13:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=60503"},"modified":"2026-03-09T13:52:00","modified_gmt":"2026-03-09T13:52:00","slug":"ppwr-cosa-cambia-per-la-gdo-nella-fase-attuativa-faenza-coop-il-maggiore-elemento-di-difficolta-e-lincertezza-normativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=60503","title":{"rendered":"Ppwr, cosa cambia per la Gdo nella fase attuativa. Faenza (Coop): \u201cIl maggiore elemento di difficolt\u00e0 \u00e8 l\u2019incertezza normativa\u201d"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Una confezione di biscotti, una vaschetta in atmosfera modificata, una bottiglia di latte, un sacchetto per l\u2019ortofrutta. Lo scaffale di un supermercato \u00e8 pieno di prodotti, ma a cambiare in modo radicale non sono solo i contenuti: \u00e8 l\u2019imballaggio che li accompagna, protegge, racconta e li rende vendibili. Ed \u00e8 proprio sull\u2019imballaggio che l\u2019Unione Europea ha deciso di intervenire, spingendo l\u2019intera filiera a ripensarne materiali, funzioni, cicli di vita e destinazione finale.\u00a0<\/p>\n<p>Il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR: Packaging and Packaging Waste Regulation) cambia le regole per chi progetta, produce e commercializza packaging in Europa. Non basta pi\u00f9 gestire bene il rifiuto, occorre dimostrare che l\u2019imballaggio \u00e8 stato pensato per essere ridotto, riciclato, riutilizzato secondo criteri definiti a livello europeo. Per chi mette prodotti sugli scaffali significa intervenire a monte, nella progettazione e nei capitolati, e a valle, nei sistemi informativi e nelle verifiche di conformit\u00e0. \u00c8 un passaggio che obbliga a saldare sostenibilit\u00e0 ambientale, tenuta economica e affidabilit\u00e0 tecnica.\u00a0<\/p>\n<p>Chiara Faenza, responsabile sostenibilit\u00e0 di Coop Italia, lo spiega a Prometeo 360 | Adnkronos definendolo \u201cun passaggio molto importante verso un modello pi\u00f9 circolare nella gestione degli imballaggi\u201d, ma chiarisce subito che la sfida non \u00e8 teorica. \u201c\u00c8 un regolamento molto complesso\u201d, osserva, inserito in \u201cuno scenario geopolitico ed economico altrettanto complesso\u201d. \u00c8 una questione tecnica, industriale, economica, per molti aspetti ancora aperta.\u00a0<\/p>\n<p>Sommario\u00a0<\/p>\n<p>Per Coop il regolamento non rappresenta una rottura culturale, bens\u00ec l\u2019estensione di un percorso gi\u00e0 intrapreso. \u201cDa un punto di vista di principio, \u00e8 assolutamente un\u2019evoluzione di un percorso gi\u00e0 avviato\u201d, spiega Faenza. La sostenibilit\u00e0, nella visione cooperativa, precede l\u2019obbligo normativo e non nasce come risposta difensiva alla regolazione europea. \u00c8 un elemento identitario che nel tempo ha ampliato il proprio perimetro, passando dalla gestione dei rifiuti alla progettazione degli imballaggi.\u00a0<\/p>\n<p>La responsabile sostenibilit\u00e0 di Coop Italia richiama alcune tappe che anticipano le attuali prescrizioni comunitarie. \u201cNel 1997 abbiamo implementato una campagna sui rifiuti e sul corretto conferimento degli imballaggi dopo l\u2019uso\u201d. Dieci anni dopo, nel 2007, Coop ha introdotto sui prodotti a marchio un pittogramma per indicare materiale e filiera di raccolta. \u201c\u00c8 diventata norma in Italia nel 2020\u201d. L\u2019indicazione oggi prevista a livello europeo trova quindi un precedente concreto nelle scelte aziendali di oltre un decennio fa.\u00a0<\/p>\n<p>Questa continuit\u00e0 non attenua per\u00f2 le difficolt\u00e0 applicative. Il punto critico, secondo Faenza, \u00e8 l\u2019incompletezza del quadro tecnico: \u201cnei fatti \u00e8 ancora mancante di parti applicative: atti di esecuzione, atti delegati, linee guida con indicazioni del come fare\u201d. Il regolamento \u00e8 formalmente in vigore e prevede un\u2019applicazione progressiva fino alla piena obbligatoriet\u00e0 dal 12 agosto 2026, ma una parte rilevante dei requisiti dipende ancora da atti delegati e linee guida tecniche. In assenza di tali specificazioni, la messa a terra degli obblighi resta parziale. Le imprese sono chiamate a investire e riprogettare con un quadro che, su diversi articoli, non \u00e8 ancora stabilizzato.\u00a0<\/p>\n<p>Per un retailer con migliaia di referenze, l\u2019assenza di indicazioni definitive non \u00e8 un dettaglio burocratico. Significa dover ripensare all\u2019ecodesign con focus in ottica di compliance e rivedere capitolati, sistemi di controllo e contratti con i fornitori senza avere ancora tutti i parametri tecnici stabiliti. L\u2019effetto \u00e8 una pressione gestionale che si somma alle normali dinamiche di mercato, in un contesto gi\u00e0 segnato da volatilit\u00e0 dei prezzi delle materie prime e da tensioni lungo le catene di approvvigionamento.\u00a0<\/p>\n<p>\nL\u2019imballaggio tra funzione e impatto<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Nel dibattito pubblico il packaging viene spesso ridotto alla sua componente materiale. Faenza invita a spostare l\u2019attenzione sulle funzioni che l\u2019imballaggio svolge. \u201cNon pu\u00f2 e non deve essere letto a prescindere dal prodotto\u201d, ricorda, perch\u00e9 la sua funzione primaria \u00e8 \u201cproteggere ai fini in primis della sicurezza del prodotto, garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate e la sua funzione di trasporto\u201d. La dimensione ambientale va letta insieme a quella tecnica.\u00a0<\/p>\n<p>Per la grande distribuzione alimentare questo equilibrio \u00e8 particolarmente delicato. Ridurre peso o componenti di un imballaggio pu\u00f2 apparire immediato, ma ogni modifica incide su resistenza, conservabilit\u00e0, barriera all\u2019umidit\u00e0 o all\u2019ossigeno, gestione del freddo. Se la semplificazione comporta maggiori rotture o un incremento dello spreco alimentare, il bilancio ambientale complessivo pu\u00f2 peggiorare. \u201cBisogna effettuare delle analisi di life cycle assessment per avere un approccio realistico e concreto\u201d, osserva Faenza, sottolineando la necessit\u00e0 di valutare l\u2019intero ciclo di vita.\u00a0<\/p>\n<p>Il regolamento rafforza la centralit\u00e0 dell\u2019eco-design, imponendo requisiti di riciclabilit\u00e0 e di minimizzazione. Tuttavia, cambiare un imballaggio significa rimettere mano a equilibri industriali gi\u00e0 ottimizzati. Ogni scelta deve conciliarsi con linee di confezionamento esistenti, con standard di sicurezza alimentare, con normative sul contatto alimentare e con esigenze di comunicazione verso il consumatore. L\u2019imballaggio non \u00e8 solo involucro: \u00e8 supporto informativo, elemento di marketing, strumento di tracciabilit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Anche sul fronte delle emissioni, Faenza invita a evitare semplificazioni. \u201cNon \u00e8 l\u2019imballaggio la fonte primaria delle emissioni? No, sicuramente no\u201d. Ci\u00f2 non significa che il packaging sia irrilevante, ma che l\u2019impatto va contestualizzato nella catena del valore complessiva. Ridurre l\u2019uso di risorse contribuisce a una diminuzione delle emissioni, ma il peso relativo del packaging a livello di emissioni varia a seconda della categoria merceologica. L\u2019analisi deve essere caso per caso, non ideologica.\u00a0<\/p>\n<p>\nRiciclato, mercato e costi<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Tra gli articoli pi\u00f9 rilevanti del PPWR vi \u00e8 quello relativo al contenuto minimo di materiale riciclato negli imballaggi in plastica. Coop aveva gi\u00e0 avviato un percorso in questa direzione nel 2018, aderendo alla Pledging Camaign iniziativa europea per incrementare l\u2019uso di plastica riciclata nelle proprie referenze. \u201cA consuntivo a fine 2024 abbiamo utilizzato circa 25.000 tonnellate di plastica riciclata al posto della vergine\u201d, precisa Faenza.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019esperienza maturata negli ultimi anni rappresenta un vantaggio competitivo, ma non elimina le criticit\u00e0. Il regolamento fissa obiettivi al 2030 che richiederanno un\u2019estensione significativa dell\u2019impiego di riciclato. \u201cI materiali non sono tutti uguali, i tipi degli imballaggi non sono tutti uguali e l\u2019utilizzo di materia prima riciclata pu\u00f2 presentare diversi livelli di complessit\u00e0\u201d, ricorda la responsabile sostenibilit\u00e0, evidenziando che non tutte le applicazioni consentono la stessa flessibilit\u00e0 tecnica.\u00a0<\/p>\n<p>A questo si aggiunge una criticit\u00e0 industriale che incide direttamente sulla fattibilit\u00e0 degli obiettivi. \u201cOggi c\u2019\u00e8 tutta la questione del fatto che il mercato del riciclo della plastica \u00e8 in crisi\u201d, afferma Faenza. La disponibilit\u00e0 di materia prima riciclata di qualit\u00e0 adeguata, a costi competitivi, non \u00e8 uniforme. Impianti che chiudono, differenze di prezzo rispetto alla plastica vergine importata rendono certamente pi\u00f9 complesso pianificare su larga scala. La richiesta normativa di maggior contenuto riciclato si confronta con una filiera che in alcuni segmenti riduce capacit\u00e0 produttiva e fatica a competere sui costi con la plastica vergine. Il rischio non \u00e8 solo economico: \u00e8 la possibilit\u00e0 che gli obiettivi vengano perseguiti in un contesto di scarsit\u00e0 strutturale.\u00a0<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 una frizione strutturale tra ambizione ambientale e capacit\u00e0 industriale. Per la grande distribuzione -ma comunque per l\u2019intera catena del valore- che opera con volumi elevati e margini contenuti, un incremento significativo dei costi del packaging si riflette lungo tutta la filiera. L\u2019equilibrio tra ambizione ambientale e sostenibilit\u00e0 economica diventa quindi centrale. \u201cBisogna stare estremamente attenti poi ai costi\u201d, osserva Faenza, richiamando la necessit\u00e0 di mantenere la competitivit\u00e0 senza arretrare sugli impegni ambientali.\u00a0<\/p>\n<p>Coop condivide gli obiettivi di economia circolare, tuttavia \u00e8 fondamentale evitare che la distanza tra norma e operativit\u00e0 si allarghi. Tempistiche molto sfidanti, requisiti ancora da definire nel dettaglio e una filiera sotto pressione economica richiedono un coordinamento stretto tra istituzioni e imprese. Senza questo allineamento, il rischio \u00e8 che la compliance formale prevalga per le aziende sulla qualit\u00e0 effettiva della transizione.\u00a0<\/p>\n<p>\nFiliera e responsabilit\u00e0 operative<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Il PPWR rafforza la responsabilit\u00e0 condivisa lungo la catena del valore. Per un operatore della grande distribuzione questo significa intensificare il dialogo con produttori e fornitori di imballaggi. \u201cRichieder\u00e0 una sempre maggiore condivisione di dati, informazioni, certificazioni, allineamento complessivo e una maggiore sinergia fin dalla progettazione\u201d, spiega Faenza.\u00a0<\/p>\n<p>La Gdo svolge un ruolo di cerniera naturale tra industria e consumatore. Pu\u00f2 tradurre i requisiti normativi in capitolati tecnici, orientare le scelte dei fornitori, anticipare soluzioni dove possibile. \u201cPossiamo avere una funzione da booster, quindi fungere da acceleratore verso la messa a terra di questa normativa lungo l\u2019intera catena del valore\u201d, afferma.\u00a0<\/p>\n<p>Il dialogo con i fornitori, secondo Coop, non nasce con il regolamento. \u201cIl dialogo \u00e8 sempre esistito\u201d, ricorda Faenza, citando l\u2019introduzione del contenuto di riciclato nei capitolati gi\u00e0 dal 2018. Oggi per\u00f2 diventa certamente pi\u00f9 strutturato e pi\u00f9 legato alla compliance. Ogni requisito deve essere documentato, verificato, integrato nei processi di acquisto.\u00a0<\/p>\n<p>Le trasformazioni pi\u00f9 visibili per i cittadini riguarderanno probabilmente etichettatura e comunicazione. L\u2019armonizzazione europea delle informazioni sul conferimento dei materiali modificher\u00e0 grafiche e indicazioni sui prodotti. Meno evidente, ma altrettanto rilevante, sar\u00e0 la riorganizzazione interna necessaria per garantire tracciabilit\u00e0 e conformit\u00e0 su scala ampia. \u201cL\u2019obiettivo \u00e8 continuare a lavorare in maniera sinergica, ricercando sempre il miglior punto di equilibrio per la sostenibilit\u00e0 ambientale, ma anche per la sostenibilit\u00e0 economica dell\u2019intera catena del valore\u201d, conclude Faenza, delineando una traiettoria che non punta a strappi, ma a un\u2019evoluzione strutturale e condivisa.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>sostenibilita<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=60503\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una confezione di biscotti, una vaschetta in atmosfera modificata, una bottiglia di latte,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":60504,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-60503","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60503","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60503"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60503\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60528,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60503\/revisions\/60528"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/60504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}