{"id":60052,"date":"2026-03-07T13:56:01","date_gmt":"2026-03-07T13:56:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=60052"},"modified":"2026-03-07T13:56:01","modified_gmt":"2026-03-07T13:56:01","slug":"dallo-zar-putin-raccontato-da-massini-a-de-cataldo-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=60052","title":{"rendered":"Dallo \u2018zar\u2019 Putin raccontato da Massini a De Cataldo, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Rizzoli &#8216;La ragazza d\u2019aria&#8217; di Andreea Simionel. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ci\u00f2 che \u00e8 stata e chi pu\u00f2 diventare. \u00c8 arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta \u00e8 troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo \u00e8 troppo pieno. Ed \u00e8 cos\u00ec che inizia a stringere, ogni giorno controlla di pi\u00f9: il pensiero, gli affetti, il cibo. Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perch\u00e9 Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell\u2019Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l\u2019Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza. Andreea Simionel scrive una storia toccante sull\u2019adolescenza come terra di confine, l\u2019amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott\u2019acqua, lentamente si pu\u00f2 tornare a respirare, come se fosse la prima volta.\u201cC\u2019\u00e8, in questa voce che colpisce e ammalia &#8211; scrive Silvia Avallone &#8211; una forza primigenia. Un romanzo che pulsa, capace di parlare al nostro fragile presente\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Esce nella collana Il Giallo Mondadori &#8216;Il sangue degli architetti&#8217; di Diego Lama. \u00c8 luned\u00ec mattina \u2013 maledetto, pensa Veneruso, come tutti quelli che Dio manda in terra \u2013 e il commissario ne ha gi\u00e0 le tasche piene della vita e pure della morte quando bussano alla porta del suo ufficio: qualcuno ha ucciso l\u2019architetto Lester Young, rovesciandogli addosso un busto di marmo dal Palazzo delle Belle Arti. Il colpevole si nasconde per forza nell\u2019edificio, e il movente \u00e8 chiaro: quel giorno si stava per assegnare l\u2019appalto di un importante progetto cittadino, e Young era il vincitore annunciato. Veneruso concentra quindi le attenzioni sugli avversari della vittima\u2026 ma il quadro si complica in fretta, tra donne misteriose, faccendieri pieni di segreti e altri, pirotecnici assassinii. Chi c\u2019\u00e8 dietro al mistero? E qual \u00e8 il movente? Veneruso scopre che la sua Napoli sta per scomparire, travolta da una trasformazione che prevede l\u2019annullamento di interi quartieri e la costruzione di nuove aree, un orizzonte che per lui, allergico al cambiamento, equivale a un terremoto. Man mano che l\u2019indagine proseguir\u00e0, sul palcoscenico si alterneranno amori infranti, rimpianti mai sopiti, eterni sogni di futuri pi\u00f9 o meno possibili e tanta dolente tenerezza, tutti a consumarsi all\u2019altare del Grande Nemico, il Tempo, che gira, gira, gira e gira, e forse, questa volta, presenter\u00e0 il conto pi\u00f9 temuto.\u00a0<\/p>\n<p>Uscir\u00e0 il 10 marzo con Einaudi &#8216;Lo Zar&#8217; di Stefano Massini. Lo Zar \u00e8 un monologo ipnotico e implacabile che attraversa mezzo secolo di storia russa seguendo l\u2019ascesa di Vladimir Putin, dall\u2019infanzia affamata a Leningrado fino al giorno della presa del potere come presidente della Federazione russa. \u00a0<\/p>\n<p>Stefano Massini compone una sorta di autobiografia immaginaria di Putin, strutturata in &#8216;capitoli&#8217; brevi e incisivi, che mostrano come eventi traumatici, umiliazioni infantili, una feroce autodisciplina, la fascinazione per i Servizi segreti e l\u2019ossessione per il controllo abbiano gradualmente formato un individuo capace di agire sempre secondo logiche di forza, strategia, manipolazione e spietatezza. Con una scrittura tesa, scandita come un addestramento militare e lucida come un interrogatorio, Massini ci fa conoscere una traiettoria esistenziale che si trasforma in destino, fino a conficcarsi nella fragile democrazia russa degli anni Novanta. Una riflessione sulla letale combinazione tra forze economiche, Servizi segreti e politica e una parabola sull\u2019autoritarismo contemporaneo e sulle tecniche di manipolazione delle masse.\u00a0<\/p>\n<p>Arriva con Adelphi &#8216;La sorellina&#8217; di Raymond Chandler. \u00c8 una ragazza &#8220;minuta, ordinata, dall\u2019aria perbene, con capelli castani pudicamente lisci e occhiali dalla montatura a giorno&#8221; quella che si presenta nell\u2019ufficio di Philip Marlowe in una calda mattina di primavera. E se lui accetta di aiutare la giovane, giunta dal Kansas in cerca del fratello scomparso, non \u00e8 certo per i miseri venti dollari che si vede allungare sulla scrivania, ma per noia, o forse per curiosit\u00e0 \u2013 perch\u00e9 \u00e8 chiaro, almeno per un investigatore privato scaltro come lui, che dietro &#8220;il classico aspetto da bibliotecaria&#8221; si nasconde in realt\u00e0 &#8220;un\u2019affascinante, piccola bugiarda&#8221;. Nel mondo freddo e fosco di Marlowe, d\u2019altronde, di rado le cose sono come appaiono, e meno che mai sotto le sfolgoranti luci di Hollywood, dove lo condurr\u00e0 questa indagine, fra maliose starlet, imperturbabili agenti di spettacolo, gangster costretti a occultare la loro identit\u00e0 e cadaveri con punteruoli da ghiaccio conficcati nella nuca. La patina di glamour che avvolge la citt\u00e0, infatti, maschera ricatti, menzogne, vacuit\u00e0 morale e corruzione \u2013 quel torbido paesaggio umano che Marlowe \u00e8 solito fronteggiare con le sue armi predilette: una caustica ironia e un cinico disincanto. E che Chandler, con la prosa a un tempo poetica e spietata che \u00e8 la sua cifra, riesce ancora una volta a restituire magistralmente, gettando sull\u2019America del dopoguerra e sulla pi\u00f9 rutilante (e illusoria) incarnazione del suo sogno uno sguardo lucido, malinconico e sferzante.\u00a0<\/p>\n<p>Arriva in libreria con Bompiani &#8216;Oligocrazia&#8217;, il saggio di Alfonso Celotto. In un Paese come il nostro nel quale il partito pi\u00f9 forte \u00e8 quello degli astenuti (quasi diciassette milioni alle ultime elezioni politiche) e la durata media di un governo \u00e8 di quattordici mesi (sessantotto governi in ottant\u2019anni di repubblica) chi veramente tiene in mano le leve del potere e scrive le regole a cui tutti gli altri devono sottostare? A questa domanda tanto affascinante quanto pericolosa \u2013 per il modo in cui solletica gli istinti antipolitici nascosti anche nel pi\u00f9 sincero democratico \u2013 Alfonso Celotto risponde con limpidezza in queste pagine. E pu\u00f2 farlo perch\u00e9 alla conoscenza dei meccanismi istituzionali e legislativi ha dedicato tutta la sua vita di studioso, ma anche perch\u00e9 qui sceglie di raccontarci in presa diretta la sua stessa esperienza nel cuore della nostra repubblica: quella di un ragazzo di provincia arrivato a Roma per studiare, che presto si trova a lavorare nelle stanze dei ministeri dove le promesse elettorali si trasformano in leggi, gli accordi segreti aggiungono parole magiche ai decreti, le decisioni pi\u00f9 difficili vengono prese o eluse, dove lo spirito della democrazia diventa realt\u00e0. Da Prodi a Berlusconi, da Renzi a Meloni, volti e stili di governo diversi scorrono sotto i nostri occhi eppure una certezza prende forma: il potere si gestisce con pochi gesti, e quei gesti sono nelle mani di pochi dei quali spesso non conosciamo i nomi n\u00e9 i volti perch\u00e9 sono i tessitori invisibili della trama della storia. \u00c8 a loro, alla loro preparazione e onest\u00e0, che \u00e8 affidata la guida della grande macchina dello Stato. Alfonso Celotto ci racconta segreti, bugie e speranze nascoste nelle stanze dei ministri che hanno fatto la nostra storia recente e al tempo stesso scrive una appassionata, caustica, sorniona meditazione sull\u2019immutabile essenza del potere politico.\u00a0<\/p>\n<p>Alfonso Celotto (Castellammare di Stabia, 1966) vive e lavora a Roma, dove insegna Diritto costituzionale nell\u2019Universit\u00e0 degli Studi Roma 3. \u00c8 visiting professor della U.B.A. \u2013 Universidad de Buenos Aires; dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia; della UNSW \u2013 New South Wales University (Sydney) e della McGill University di Montr\u00e9al. Da anni cerca di spiegare e raccontare la Costituzione in radio, in televisione e sui social network. Tra i suoi libri: &#8216;Il dott. Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale&#8217; (Mondadori, 2014), &#8216;La Corte costituzionale&#8217; (il Mulino, 2018), &#8216;Costituzione annotata della Repubblica italiana&#8217; (Zanichelli, 2018), &#8216;\u00c8 nato prima l\u2019uomo o la carta bollata? Storie incredibili (ma vere) di Una Repubblica fondata sulla burocrazia&#8217; (RaiLibri, 2020), &#8216;L\u2019enigma della successione: Ascesa e declino del capo da Diocleziano a Enrico De Nicola&#8217; (Feltrinelli, 2021), &#8216;Fondata sul lavoro&#8217; (Mondadori, 2022).\u00a0<\/p>\n<p>Laterza manda sugli scaffali &#8216;I tamburi di guerra mi fanno tremare&#8217; di Bruno Maida, docente Storia contemporanea e Storia dell\u2019infanzia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell\u2019Universit\u00e0 di Torino. I bambini ucraini, come tutti i bambini, disegnano: disegnano carri armati e aerei; incendi ed esplosioni; case in rovina e tombe. Disegnano se stessi e le proprie famiglie. Disegnano fughe e distruzione. Ma disegnano anche immagini di speranza e sogni per il futuro. \u00a0<\/p>\n<p>Quattro anni di guerra in Ucraina visti con gli occhi e le parole dei pi\u00f9 piccoli e fragili che l\u2019hanno vissuta in tutta la sua insensatezza e drammaticit\u00e0. La guerra in Ucraina scoppia nel 2022. Come in tutti i conflitti dal Novecento in avanti, l\u2019infanzia ne \u00e8 la prima vittima e ne \u00e8 protagonista attiva. I bambini vengono mobilitati e diventano soggetti mobilitanti, agiscono, ricordano e dimenticano, come tutti i civili coinvolti dalla guerra. Come tali, lasciano tracce e fonti utili allo storico per raccontare il vissuto durante la guerra: la vita quotidiana sotto le bombe; la distruzione delle scuole e l\u2019enorme lavoro degli operatori umanitari e degli insegnanti per costruire una didattica alternativa e un simulacro di normalit\u00e0; la cura delle ferite materiali e psicologiche all\u2019interno di un sistema ospedaliero che \u00e8 tra i primi a essere colpito dai bombardamenti; le forme e i modi in cui l\u2019infanzia interpreta, d\u00e0 senso e rappresenta la guerra; il ruolo dei genitori nella protezione dei bambini; le conseguenze estreme della guerra sulla loro vita, costretti a fuggire ed emigrare ma anche colpiti dalle operazioni di rapimento e ripopolamento che i russi hanno messo in atto. Un libro, questo, che affronta la storia del presente attraverso gli occhi di chi solitamente non entra nei libri di storia.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;affresco feroce dell&#8217;America di oggi. Un palazzo di lusso nel cuore di New York. Un omicidio che nasconde segreti e contraddizioni di un intero paese. Un giallo che esce dai confini del giallo e che racconta l\u2019America divisa dell\u2019epoca di Trump. E&#8217; &#8216;L&#8217;ultimo turno&#8217; di Chris Pavone, in libreria con Feltrinelli.\u00a0<\/p>\n<p>Chicky Diaz \u00e8 il portiere pi\u00f9 amato del Bohemia, il palazzo pi\u00f9 prestigioso dell\u2019Upper West Side, dimora di celebrit\u00e0, finanzieri e dell\u2019\u00e9lite culturale di New York.Nel suo lussuoso attico, l\u2019appartamento 11C-D, Emily Longworth ha tutto quello che ha sempre desiderato. Peccato che odi profondamente suo marito, che detestava in silenzio gi\u00e0 prima delle recenti rivelazioni sull\u2019origine della sua immensa ricchezza. Ma il contratto prematrimoniale \u00e8 inattaccabile e lei non ha ancora trovato la forza di lasciarlo. Al piano inferiore, nell\u2019appartamento 2A, Julian Sonnenberg \u2013 critico d\u2019arte di successo e uomo che ha vissuto per cinquant\u2019anni una vita piena e cosmopolita \u2013 riceve una telefonata devastante. Una notizia che non fa che confermare la sua sensazione: quella di essere ormai irrimediabilmente out.Intanto, nei sotterranei del Bohemia, il personale del palazzo \u2013 quasi tutto afroamericano e ispanico \u2013 segue con inquietudine le notizie in tv: a pochi isolati di distanza, un nero \u00e8 stato ucciso dalla polizia. La citt\u00e0 sta esplodendo in proteste, scontri, violenze. Mentre si prepara per il suo turno serale, Chicky infrange una regola sacra del mestiere: stasera porter\u00e0 con s\u00e9 una pistola. Perch\u00e9 lui sa che, proprio davanti all\u2019ingresso sontuoso e all\u2019apparenza inespugnabile del palazzo, si sta giocando qualcosa di pi\u00f9 grande. Stanotte, nemici si scontreranno, lealt\u00e0 verranno messe alla prova, segreti svelati \u2013 e vite spezzate.In un affresco inedito e feroce della New York di oggi, Chris Pavone scrive un giallo perfetto per i nostri tempi, dove suspense, critica sociale e ritmo narrativo si fondono senza soluzione di continuit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Chris Pavone \u00e8 cresciuto a Brooklyn, si \u00e8 laureato alla Cornell University e ha lavorato per quasi vent\u2019anni come editor. Ha scritto sei romanzi tradotti in pi\u00f9 di venti paesi e in corso di adattamento per il cinema e la tv, tra cui Il sospetto (Piemme, 2013), vincitore dell\u2019Anthony Award e dell\u2019Edgar Award, e Il manoscritto (Piemme, 2015). Con Feltrinelli ha pubblicato L\u2019ultimo turno, che ha scalato le classifiche dei bestseller americani ed \u00e8 stato selezionato dal \u201cNew York Times\u201d come uno dei migliori libri del 2025. Vive con la famiglia tra New York e la North Fork di Long Island.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Rizzoli &#8216;Dolce vita, dolce morte&#8217; di Giancarlo De Cataldo. 1963. Roma brilla di luci e promesse: via Veneto \u00e8 un set a cielo aperto, i paparazzi scattano senza tregua, gli scandali sono il nuovo spettacolo. Sogna anche una ragazza tedesca: ha ventitr\u00e9 anni, si chiama Greta, \u00e8 arrivata per fare l\u2019attrice. Finch\u00e9, un giorno di maggio, viene trovata accoltellata sul pianerottolo di un palazzo vicino a via Veneto. Sotto la superficie abbagliante della capitale si muovono ombre inquietanti. Lo sa Marcello Montecchi, trent\u2019anni, firma della cronaca mondana di un grande quotidiano.\u00a0<\/p>\n<p>Il direttore gli affida il caso, mentre i giornali trasformano il delitto in un gioco crudele \u2013 \u201cChi ha ucciso Greta?\u201d \u2013 per saziare la curiosit\u00e0 dei lettori. Nessuno immagina che Marcello quella ragazza l\u2019abbia davvero conosciuta, in poche notti al sapore di whisky e sigarette. Seguendo le tracce di Greta tra salotti scintillanti e retrobottega fumosi, Marcello scoprir\u00e0 una Roma-giungla, tiepida e spietata, dove \u00e8 facile nascondersi e ancora pi\u00f9 facile scomparire. Quel delitto lo inseguir\u00e0 per anni, fino a diventare la sua ossessione. Con &#8216;Dolce vita&#8217;, dolce morte, Giancarlo De Cataldo, ispirandosi a un autentico cold case degli anni Sessanta, costruisce un noir compatto sui misteri della citt\u00e0 eterna, dove dietro ogni luce al neon pu\u00f2 nascondersi un assassino.\u00a0<\/p>\n<p>A distanza di cento anni dalla sua nascita, e di dieci dalla sua morte, Dario Fo, ultimo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, rimane ancora nell\u2019immaginario comune un genio, un artista incontenibile, un riferimento libero e spesso lucidissimo nel dibattito intellettuale, sociale e politico. Per chi vive di teatro, per\u00f2, rappresenta soprattutto un maestro che \u2013 assieme a Franca Rame, sua compagna di tutta una vita \u2013 ha solcato un impareggiabile percorso creativo, donandosi con generosit\u00e0 al pubblico e ai tanti attori e autori venuti dopo di lui.\u00a0<\/p>\n<p>\nMatthias Martelli &#8211; autore di &#8216;Il giullare ribelle. Vita apocrifa di Dario Fo&#8217;, in libreria con Baldini+Castoldi &#8211;  ha nove anni quando vede per la prima volta una vecchia registrazione di Mistero buffo alla Tv: \u00e8 una folgorazione, ed \u00e8 a Fo e a quello spettacolo che Martelli torner\u00e0 anni dopo, quando prender\u00e0 il volo la sua vivace carriera sul palcoscenico. Mosso dallo stesso slancio, con la devozione dell\u2019allievo e l\u2019autorevolezza dell\u2019artista, Martelli scrive una biografia di Dario Fo in cui la sua vita eclettica \u2013 dall\u2019infanzia tra i fabulatori del Lago Maggiore al clamoroso riconoscimento internazionale \u2013 prende forma in un racconto vivido, capace di restituire tutta la potenza artistica, civile e umana del \u00abgiullare ribelle\u00bb. \u00c8 una tradizione teatrale colta, gioiosa, popolare e sovversiva quella che si riaccende in queste pagine, lasciando risuonare una voce che, oggi pi\u00f9 che mai, abbiamo bisogno di riascoltare.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=60052\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":60053,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-60052","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60052"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60057,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60052\/revisions\/60057"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/60053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}